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Anche la pancia ha il suo cervello

intestino-secondo-cervelloQuesta settimana, i ricercatori dell’Università di Guelph in Canada hanno annunciato lo sviluppo di un vaccino contro i clostridi intestinali per ridurre i sintomi dell’autismo.

Da un lato questa notizia rappresenta, se ancora ce n’era bisogno, ulteriore conferma che i sintomi autistici sono causati da problemi intestinali. I vaccini sono noti per causare problemi intestinali e questi ricercatori hanno ammesso indirettamente che il Dr. Wakefield aveva ragione. Anche per questo motivo è giunto il momento di ripristinare lo studio The Lancet.

Dall’altro lato questa notizia rafforza potentemente l’atto d’accusa di milioni di genitori: se non esistono cure per l’autismo, come è ripetuto a pappagallo, come è possibile offrire un vaccino?

Quando si offre un vaccino, ovvero un prodotto di prevenzione primaria, significa che è stata trovata la causa della patologia [e la tengono nascosta], altrimenti è inspiegabile e ingiustificabile proporre un rimedio per una patologia della quale non si conosce la causa!

Il paradosso che emerge leggendo la presentazione di questo vaccino è rappresentato dal fatto che sembra identica a una qualunque conferenza DAN! dell’Autism Research Institute

Più del 90% dei bambini con disturbi dello spettro autistico, soffre di gravi sintomi gastrointestinali cronici. Di quelli, circa il 75% soffre di diarrea, secondo la letteratura corrente.

I casi di autismo sono aumentati quasi di sei volte nel corso degli ultimi 20 anni, e gli scienziati non sanno perché. Anche se molti esperti sottolineano il ruolo dei fattori ambientali, altri sono concentrati sul ruolo dell’intestino umano.

Alcuni ricercatori ritengono che le tossine e/o metaboliti prodotti dai batteri intestinali, tra cui clostridi bolteae, possono essere associati ai sintomi e alla gravità dell’autismo, in particolare l’autismo regressivo.

Tutti questi concetti farebbero gridare allo scandalo i cervelloni nostrani, collusi politicamente con le industrie farmaceutiche, che hanno messo in piedi le Linee Guida per l’Autismo.

In realtà questi concetti forniscono una visione più profonda della patologia sulla quale vale la pena di spendere qualche parola in più, perché è illuminante rispetto al cambiamento di ottica in corso come risultato dell’avanzamento di una ricerca che, inevitabilmente per questioni di marketing farmaceutico, è perennemente distorta.

Da tempo gli anatomisti avevano descritto un’ampia rete nervosa all’interno delle pareti dello stomaco e dell’intestino, rete in relazione con le fibre nervose provenienti dai due rami del sistema nervoso autonomo, il simpatico e il parasimpatico, ma non ne erano ben chiare caratteristiche e funzioni.

Ricerche recenti hanno permesso di accertare che la rete nervosa delle pareti interne del tratto gastro-intestinale, proprio quello che viene colpito dai vaccini somministrati nel neonato, presenta una notevole quantità di neuroni, circa cento milioni, e svolge un ruolo in gran parte indipendente dal cervello centrale a cui è certamente collegata dal sistema nervoso autonomo, ma da cui non dipende per il suo funzionamento.

E’ stato infatti visto che se si interrompono le connessioni tra sistema nervoso autonomo e rete nervosa enterica, questa continua a svolgere i propri compiti.

Questa rete nervosa battezzata come “sistema nervoso enterico”, “cervello enterico” o anche “secondo cervello”, è in stretto collegamento con il sistema endocrino, che è molto diffuso all’interno dell’apparato digerente e opera di cellule endocrine sparse nella mucosa gastrointestinale. Ma lo è anche con il sistema immunitario, che in questa parte del nostro corpo assume anch’esso l’aspetto di un’ampia rete linfatica, dove circolano i linfociti.

La linfatica e la nervosa sono due reti che scorrono l’una sull’altra in una ben determinata zona del tessuto dell’intestino tenue, nella tonaca sottomucosa. La nostra pancia si presenta quindi come un potente complesso neuroendocrinoimmunitario integrato che svolge funzioni con un largo margine di autonomia, ma che, al tempo stesso, si confronta continuamente innanzi tutto con l’esterno [fattori esogeni come i vaccini], ma anche con l’interno [fattori endogeni come il cervello centrale e le varie malattie].

L’intestino del bambino è un luogo privilegiato

La fase della vita cruciale per la costruzione della tolleranza immunologica è certamente l’infanzia, periodo in cui il neonato è bombardato da scriteriate campagne vaccinali. Infatti, in pubertà, la ghiandola del timo [che possiamo immaginare come un “campo di allenamento”] comincia un lento processo involutivo, come se avesse concluso il suo compito.

I luoghi privilegiati sono i due reparti del sistema immunitario delle mucose [denominato MALT, Mucosal-Associated Lymphoreticular Tissue]. I due reparti sono il nasofaringeo [NALT, Nasopharyngeal-Associated Lymphoreticular Tissue] e l’intestinale [GALT, Gut-Associated Lymphoreticular Tissue], dove il contatto con gli antigeni è costante e senza mediazioni: antigeni contenuti nell’aria nel primo caso e nel cibo nel secondo caso.

Tra NALT e GALT c’è una stretta comunicazione, per cui è possibile una diffusione della risposta da un reparto all’altro e anche all’insieme dell’organismo tramite la circolazione linfatica e sanguigna.

Iniettando un vaccino a un neonato per via intramuscolare si prevaricano queste vie di difesa naturale e si inducono “artificialmente” una serie di interferenze al sistema immunitario: tutti i vaccini sono prodotti per causare un deficit immunitario, interferendo con la capacità del corpo di uccidere naturalmente tutti i virus, batteri, parassiti e cellule tumorali.

Pertanto, siamo felici di constatare che la connessione intestino/cervello è considerata più seriamente a livello scientifico-universitario, ma speriamo che maggiore ricerca sia incentrata per dimostrare che i clostridi possono essere prevenuti e trattati senza necessariamente vaccinare un bambino!

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