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Epidemia morbillo in Galles: un falso clamoroso supportato dalla disinformazione italica

orticaria confusa per morbilloQuando si sente il fiato sul collo è inevitabile che ci si cominci ad agitare. E’ il caso della ASL Rimini, per intenderci quella che elargisce premi ai pediatri vaccinatori, quella che sta vivendo un periodo di crisi isterica dopo la Sentenza di correlazione tra autismo e vaccinazione trivalente MPR dello scorso Aprile 2012, quella che da qualche mese si presenta con un sito tutto colorato di azzurro riportante bibliografia vecchia e antiquata ripresa da un altrettanto noto sito ormai caduto in disuso, quella che è composta da medici vaccinatori che manifestano una crisi d’identità a causa del sensibile calo dei premi di produzione.

Ebbene, attraverso il loro sito e con la complicità di ben noti personaggi appartenenti a un altrettanto noto Comitato per i Misteri [ricco di “debunkers”], queste persone ce la stanno mettendo tutta per far risultare drammatica e pericolosa un’epidemia che non c’è. Oltre modo, attraverso una parte di stampa collusa ad essa, al lettore più attento appare quanto mai strano che tutte le epidemie del mondo accadono solo in Emilia-Romagna. Se vi fossero degli organismi sanitari competenti in questo sgangherato paese, quanto meno si domanderebbero che razza di sistema sanitario incapace è presente in quella regione.

Ora che l’epidemia di morbillo in Galles si dimostra “di fatto” un falso clamoroso come già sapevamo, dal pulpito di questi siffatti perdigiorno, molti nostri affezionati lettori ci segnalano un articoletto insignificante dal titolo “i rischi del complotto” [che presumiamo dedicato a noi] dove traspaiono indirettamente le ben note tecniche del Comitato per i Misteri: improvvisati investigatori alla Dupont & Dupond spediscono mail a vanvera a persone che nulla hanno a che vedere con noi e utilizzano la solita tecnica del lupo travestito da agnello. Quest’ultima tecnica ricorda tanto quelle scenette infantili che si verificano all’asilo, di fronte alla Maestra, quando un bambino vuole incolpare qualcun altro delle proprie malefatte

Tornando a fatti ben più seri, l’epidemia di morbillo di cui l’OMS non sembra accorgersi è spiegata molto bene dal Dott. Attilio Speciani [Immunologo e Allergologo clinico, iscritto sia all’Ordine dei Medici italiano che a quello britannico] dal proprio sito di Eurosalus, dove sono snocciolati dati inequivocabili, ma i nostri eroi della sopra citata ASL proseguono a suonare le sirene di allarme nel migliore stile della disinformazione italica.

Le notizie diffuse in Gran Bretagna e in Italia fanno apparire questa epidemia di proporzioni epiche, ancor più grave di un devastante terremoto, ma i dati ufficiali appena pubblicati dalla Public Health Galles svelano la tonnellata di falsità riversate in rete a totale discapito di confusi genitori.

Indovinate quanti sono i casi di morbillo rispetto al numero enorme riferito dai media britannici e ripreso a pappagallo da quelli italiani?

Per tutto il periodo dal 1 gennaio al 31 marzo 2013 in tutto il Galles ci sono stati solo 26 casi confermati in laboratorio su 446 notifiche: 10 nel mese di gennaio, 8 nel mese di febbraio e altrettanti 8 casi nel mese di marzo su 302 notifiche. Ad aprile c’è stato solo 1 caso confermato da esami di laboratorio su 183 casi notificati, con una sovra-diagnosi del 18,2%, ma aspettiamo a pubblicare i dati di aprile perché attendiamo sulla riva del fiume i soliti disinformatori. Nel frattempo qui sotto, cliccando sulla fotografia, è possibile consultare il periodo dal 1 gennaio al 31 marzo 2013.

Casi di morbillo in Galles da 1 gennaio al 31 marzo 2013

Pertanto, per correggere il concetto espresso sul sito azzurro della ASL di Rimini dove si grida al “complotto”, presumibilmente nei nostri confronti, nel solo mese di marzo c’è stato un tasso percentuale di sovra-diagnosi e sovra-comunicazione del 3774%  e ci stupiamo come certi inqualificabili professionisti si prestino a dichiarare pubblicamente il falso pur essendo loro preciso dovere andare a verificare i dati.

Certamente non possiamo dimenticare l’uomo deceduto ad aprile, per una complicanza asmatica, ma tutti questi dati rappresentano una palese difficoltà da parte dei medici di diagnosticare una malattia di base dell’infanzia. In alcuni casi, tre medici contemporaneamente non sono riusciti a diagnosticare il morbillo.

Ma i media amano lo scoop e la morte, di qualunque natura sia, è ormai sventolata in tutte le salse pur di alzare l’audience, e subito a ruota chi vende vaccini agita le braccia in modo scoordinato. In entrambi i casi si comprende come il giornalismo e la neonata vaccinologia sono due professioni agonizzanti. Il battage mediatico è esattamente lo stesso di quello utilizzato in passato da funzionari della sanità pubblica che, memori delle brutte figure collezionate con la SARS, l’influenza aviaria e l’influenza suina, ora commissionano a opinion leader e agenzie di marketing travestite da ASL il compito di screditare un avversario che è notevolmente più avanti di loro perché, purtroppo, migliaia di bambini hanno riportato danni vaccinali e non è più possibile nascondere questa verità.

Inoltre, ora è anche possibile leggere l’entità della truffa gestita da questi funzionari della sanità pubblica in Galles, e nel Regno Unito. Non affannatevi a comprare giornali o credere alle notizie spazzatura riprese da pappagalli nostrani. Queste persone sono solo allarmisti irresponsabili.

E’ sufficiente controllare tutti i dati della sorveglianza. Guardate la tabella 2 di 2 a pagina 18 del report relativo ai casi confermati da laboratorio 2013 – Reports of Measles virus by LHB/LA of residence by month” [documento già allegato alla fotografia pubblicata poco sopra] e confrontatela con la tabella 2 di 2 a pagina 4 dello stesso report che riporta le cosiddette notifiche.

Questi dati dimostrano come è possibile suscitare il grande panico in 66 milioni di persone del Regno Unito da una manciata di funzionari della sanità, da alcuni media britannici facilmente manipolabili e da alcuni medici terrorizzati che, per evitare trattamenti punitivi, inoltrano la notifica anche quando trattasi di orticaria.

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