Vaccinologia!

Chi potrebbe mai dubitare che i vaccini hanno salvato il mondo da epidemie terribili? La Medicina è chiara in questo senso e i medici, che della Medicina sono i sacerdoti, almeno in gran parte officiano di conseguenza.

A vegliare su di noi, a preoccuparsi della nostra salute, a fare di tutto perché noi non ci ammaliamo di malattie insidiose come il morbillo, la pertosse, la varicella (da cui io miracolosamente, chissà come, scampai con mia sorella e con tutti i miei compagni di scuola negli Anni Cinquanta) ci pensano le grandi aziende farmaceutiche, sempre più impegnate a risparmiarci le sofferenze di patologie che saranno sì rarissime, che saranno sì anche poco trovabili nei libri di patologia, ma se ti beccano…

Un effetto collaterale della diffusione della pratica vaccinale è il non trascurabile giro di denaro che quella pratica sottende, e così le case farmaceutiche che, in fondo, qualcosa devono pur guadagnare, devono mantenere ben vivo il business multimiliardario. Le tecniche sono più d’una, e vanno dal “convincimento” operato sui politici all’induzione di sani sensi di colpa ai genitori dei vaccinandi lattanti, su fino agli adolescenti e, voglia il cielo, fino alla vecchiaia. Un caposaldo, però, è quello dell’acculturamento del medico, senza il cui contributo gli affari languirebbero.

Così, ecco partire per la terza volta il master di vaccinologia (!) organizzato dall’Università di Siena (http://www.ilcittadinoonline.it/news/160943/Al_via_il_master_in_Vaccinologia_dell_Universit.html).

Leggendo la notizia ho avuto un moto di soddisfazione: 170 insegnanti si stanno prestando per la sola gloria di esserci a riversare le loro conoscenze su studenti provenienti da Cameroon, Repubblica Democratica del Congo, Ghana, Kenya, Nigeria, Panama, Filippine, Ruanda, Senegal, Sud Africa, Sri Lanka, Tanzania, Uganda. Di questi 170 “lecturers”, 50 sono “tra i più autorevoli e riconosciuti esperti mondiali nel campo specifico del corso di studi”.

È quasi commovente che 170 luminari lavorino gratis, ma sono certo che Big Pharma sarà come essere loro grata. E ancor di più mi ha commosso leggere della provenienza dei discenti: tutte nazioni in cui sperimentare i vaccini senza troppi intralci.

Ora sto aspettando con trepidazione un invito. Chissà se Novartis e Sanofi Pasteur, ovvi sponsor del corso, avranno interesse a far sapere agli studenti dei curiosi contaminanti che abbiamo trovato in tutti i vaccini che abbiamo analizzato. Nel caso, sappiano che il nostro laboratorio è classificato dalla Comunità Europea tra i suoi più prestigiosi, che quelle analisi sono uniche al mondo e che privare chi va ad imparare di una nozione così interessante sarebbe un vero peccato. Le lezioni non sono pagate. Non c’è problema. Le lezioni sono in inglese. Ancora, nessun problema.

Stefano Montanari

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