Autismo da vaccino: l’opinione del Professor Richard Deth

Richard DethRecentemente il Professor Richard Deth della Northeaster  University  di Boston  ha illustrato con quale modalità le molecole di origine ambientale possano impedire, nei bambini autistici, la trascrizione di RNA messaggero da  geni di per sé normalissimi. Tra questi fattori ambientali ci sono frazioni  di DNA abbondantemente contenute nei vaccini anti-infettivi, sia come “avanzo” delle colture cellulari, sia perché i vaccini sono prodotti con tecnica a DNA ricombinante.

Richard Deth è un Professore di Farmacologia presso Bouvé Col­lege of Health Sciences e la School of Phar­macy at North­eastern Uni­ver­sity. La sua ricerca suggerisce che i vaccini contenenti alluminio e/o thimerosal, conservante a base di mercurio, potrebbero contribuire allo sviluppo di autismo nei bambini che non hanno la capacità genetica di espellere i metalli neurotossici.

Richard Deth ha frequentato molte conferenze riguardanti la sicurezza dei vaccini con altri scienziati, medici ed esperti legali, ed ha esposto la sua opinione riguardante la controversia “autismo da vaccino” con particolare riferimento all’articolo pubblicato nel 2011 dalla rivista medica britannica, British Medical Journal, dove si richiamava il solito datato, manipolato, rapporto creato ad arte da parte del giornalista mistificatore Brian Deer per screditare il collegamento tra il vaccino dell’infanzia morbillo-parotite-rosolia [MMR], l’autismo e la malattia infiammatoria intestinale.

Professor Deth, quali sono le sue opinioni in merito al rapporto del BMJ?

Penso che sia molto insolito, ma al tempo stesso illuminante, che il BMJ ha scelto di pubblicare questa storia. Il giornalista investigativo Brian Deer ha attuato una missione negli anni per screditare il Dr. Wakefield. Il suo rapporto non è un articolo scientifico, ma piuttosto un articolo da opinionista che non si concentra sulla constatazione scientifica dell’esistenza o meno del fatto che i bambini autistici hanno un’infiammazione nel loro tratto gastrointestinale, che credo sia il punto cruciale dello studio originale.

Lo studio del Dr. Wakefield non si propose di dimostrare un legame esplicito tra l’autismo e il vaccino MMR. Nessuno studio sui 12 soggetti poteva concepire di provare un collegamento. Wakefield ha semplicemente rilevato che i soggetti avevano un’infiammazione gastrointestinale e la maggior parte dei genitori ha riferito che questa si è verificata dopo che i loro bambini avevano ricevuto il vaccino trivalente morbillo-parotite-rosolia.

La nostra recente ricerca ha identificato un trasportatore di aminoacidi che può essere coinvolto nel processo infiammatorio gastrointestinale e potrebbe anche contribuire all’insorgenza delle infiammazioni neuronali che altri scienziati hanno trovato nel cervello dei bambini autistici. Un collegamento tra l’intestino e il cervello nell’autismo, a mio parere, ha molto senso!

Quale è il legame tra vaccini e autismo?

I vaccini provocano una risposta immunitaria ad un antigene derivato da virus o batteri. Essi possono anche contenere agenti, chiamati adiuvanti, come alluminio, che aumenta la risposta anticorpale e può provocare infiammazione in tutto il corpo, e anche conservanti come il mercurio, sotto forma di thimerosal.

Alluminio e mercurio possono entrare nel cervello e rimanere per anni, dove provocano neuroinfiammazione. L’infiammazione durante l’infanzia può interferire con i normali meccanismi con cui l’espressione genica è controllata, portando a disturbi dello sviluppo neurologico, quali autismo.

Il vaccino morbillo-parotite-rosolia [MMR] non contiene alluminio o mercurio, ma l’esposizione simultanea a questi tre virus induce comunque infiammazione, che contribuisce all’effetto cumulativo dei vaccini sull’organismo dei bambini.

I regolamenti federali fissati dalla US Food and Drug Administration [FDA] per i prodotti biologici limitano la quantità di alluminio nella dose singola raccomandata, compresi i vaccini, di non più di 0,85-1,25 mg. Tuttavia, è prassi comune per i bambini ricevere diversi vaccini in una singola seduta. Come risultato, essi ricevono una dose enorme di alluminio, ben oltre i limiti fissati dalla FDA. Questo aumenta la possibilità di eccessiva infiammazione e di una condizione metabolica nota come stress ossidativo, che può compromettere lo sviluppo e/o precipitare in autismo regressivo. Studi condotti su bambini autistici mostrano che essi hanno infiammazione e stress ossidativo.

Perché non vi sono altri studi che dimostrano un legame tra il vaccino MMR e l’autismo?

La maggior parte degli studi condotti sulla sicurezza dei vaccini sono condotti con metodiche epidemiologiche “secondo natura”. Esaminano grandi set di dati basati sulla popolazione, piuttosto che i singoli soggetti autistici. Quest’ultimo tipo di studio rivelerebbe il ruolo centrale dello stress ossidativo e dell’infiammazione, che non potrebbe essere identificato in studi epidemiologici.

Gli studi epidemiologici sono intrinsecamente incapaci di scoprire meccanismi causali, anche se è stata trovata un’associazione.

A mio avviso, la vaccinazione MMR è solo un contributo parziale, mentre gli altri vaccini contribuiscono al rischio totale di autismo. I vaccini non sono certo gli unici agenti che contribuiscono all’autismo, ma è molto probabile che la causa principale è una sorta di esposizione ambientale, al contrario di un’anomalia genetica.

Alla luce di questo, i genitori dovrebbero vaccinare i loro bambini?

Sì. Sostengo la vaccinazione con vaccini più sicuri che non contengano alluminio o mercurio.

L’Ordine dei Medici della Gran Bretagna ha privato il Dr. Wakefield del suo diritto di praticare la medicina. E’ giustificabile?

No, non a mio parere. Le questioni etiche per le quali è stato colpevolizzato non erano di entità tale da giustificare questa pena. Inoltre, rimane il dubbio se non vi è stata significativa e intenzionale cattiva condotta.

Il General Medical Council britannico e Brian Deer hanno cospirato contro il Dr. Wakefield come esempio per tutti coloro che osano suggerire che la vaccinazione può causare malattia in alcuni individui.

L’identificazione dell’infiammazione gastrointestinale nell’autismo da parte del Dr. Wakefield rimarrà un importante contributo scientifico.

L’entità dello sforzo nel volerlo screditare tradisce la fortissima paura che il suo suggerimento di un collegamento con la vaccinazione può essere corretto. Questo atteggiamento equivale a una pubblica gogna organizzata per spaventare tutti gli altri e dissuaderli dall’indagare questo tema controverso, ma importante.

Riproduzione riservata ©

Annunci

Commenta per primo