Annunci

Lo scheletro nell’armadio di Autism Speaks

scheletro nell'armadio autism speaksPrendo spunto dalla segnalazione di un lettore per tornare a parlare del progetto di ricerca traslazionale, ampiamente descritto nell’articolo Prima di accendere lampadine è meglio informarsi sul progetto, che vede coinvolta l’associazione americana Autism Speaks.

La segnalazione riguarda un articolo che annuncia come, per la prima volta, i ricercatori che fanno capo a Autism Speaks hanno analizzato l’intera sequenza del DNA [genoma] di individui affetti da Autismo e delle loro famiglie. In tal modo, a detta loro, sono stati in grado di collegare i sintomi [non le cause!] dell’Autismo a specifici cambiamenti genetici nella metà delle famiglie studiate. Tutto ciò al fine di promuovere e amplificare il successo di test genetici standard, che identificherebbero l’Autismo come una patologia con imprecisati cambiamenti genetici.

Nelle pubblicazioni scientifiche è bene identificare le premesse dello studio e la finalità, distinguere i risultati dalle opinioni  degli autori  e dalle loro conclusioni.

In questo caso specifico, l’obbiettivo del progetto sarebbe l’intero sequenziamento del genoma di 10.000 individui affetti da autismo e relative famiglie, mentre lo studio pilota ad oggi comprende solamente 32 famiglie canadesi [con 40 ricercatori di diverse nazionalità!] e gli specifici cambiamenti genetici [non meglio precisati] hanno riguardato la metà di esse.

Sinceramente, il numero di partecipanti rapportato all’elevato numero di ricercatori impegnati, suscita nel sottoscritto una certa ilarità, se non fosse che ci troviamo di fronte ancora una volta all’ennesima SPECULAZIONE sul possibile ed ipotetico ruolo di un gene, di una proteina e/o di un aminoacido, anziché ricavare certezze  e conclusioni sulla profonda comprensione della patologia di studio.

Inoltre, c’è un risvolto altrettanto bizzarro della questione: Robert H. Ring, l’autore dello studio, è stato e rimane uno dei principali collaboratori di Wyeth/Pfizer che produce il noto e dannoso vaccino anti-pneumococcico Prevenar 13-valente. Questo vaccino, guarda caso, è al primo posto come volume d’affari in una lista che riporta i 15 vaccini più venduti al mondo nel 2012.

Robert H. Ring è un neuroscienziato di tutto rispetto la cui conoscenza ed esperienza nella scoperta dei farmaci sta contribuendo ad accelerare e indirizzare finanziamenti nella ricerca traslazionale per garantire il massimo impatto economico“. Questa frase venne pronunciata da Geraldine Dawson, ex Direttore Scientifico di Autism Speaks, all’atto di presentazione dell’alleanza con Pfizer, per descrivere “la maggior attenzione alla ricerca traslazionale per il suo potenziale reale nel fornire nuovi e più efficaci trattamenti“.

Lo scorso 13 giugno Geraldine Dawson è stata sostituita proprio da Robert H. Ring e di fatto pone Autism Speaks nell’orbita di un pesante conflitto d’interessi con Wyeth/Pfizer. Se i nuovi e più efficaci trattamenti sono rappresentati dal riciclo di molecole vecchie di 60 anni come l’Arbaclofen, possiamo stare tranquilli che siamo davvero in pessime mani!

Questi Scienziati di prima fascia hanno lanciato le loro reti anche in Italia, più precisamente presso l’Università Campus Biomedico dove nel giro di un anno sono stati dissipati fondi per la ricerca in “seghe mentali”, propriamente dette in quanto una parte dei finanziamenti sono stati utilizzati per testare la presenza di migliaia di sequenze virali nel seme di soggetti che hanno accettato di sottoporsi all’esperimento, e col rimanente non si sa bene in cosa si siano impegnati considerato che a maggio di quest’anno promuovevano un’ulteriore raccolta fondi per la ricerca del nulla!

La ricerca traslazionale aiuta a trasformare la fase iniziale di innovazioni in nuovi prodotti per la salute, facendo avanzare l’innovazione al punto in cui diventa particolarmente attraente per un ulteriore sviluppo da parte delle industrie mediche, farmaceutiche o delle biotecnologie.

In altre parole, l’obiettivo della ricerca traslazionale è semplicemente quello di portare più prodotti, e più rapidamente, sul mercato. E’ un tentativo per semplificare lo sviluppo dei farmaci e portarli il più rapidamente al processo di approvazione, ma non è limitando i sintomi che si eliminano le cause della patologia. Chi lo racconta alle persone con Autismo e alle loro famiglie che sono cavie predilette di un sistema farmaceutico avido e corrotto?

Autism Speaks è ampiamente criticata all’interno della comunità dell’Autismo perché non è rappresentativa di alcuna famiglia. E’ rapidamente cresciuta dal nulla e ha un considerevole sostegno finanziario da parte delle principali industrie del farmaco. Essa sostiene che è “cresciuta come leader mondiale della scienza per l’autismo, come organizzazione di difesa, dedicata a finanziare la ricerca sulle cause, la prevenzione, i trattamenti e una cura per l’autismo, aumentando la consapevolezza dei disturbi dello spettro autistico, a sostegno delle esigenze delle persone con autismo e le loro famiglie“. Autism Speaks si dichiara orgogliosa di quello che è stata in grado di realizzare ed è ansiosa di continuare nei successi negli anni a venire.

In realtà Autism Speaks organizza raccolte fondi ma non supporta le persone con autismo. La stragrande maggioranza dei soldi a sei cifre che raccoglie va in stipendi, in viaggi [di prima classe], in pubblicità e in affitto del proprio spazio ufficio High-Rise su Park Avenue. Molto poco va alle famiglie affette da autismo e ancor meno per soggiorni a livello locale. Il loro cammino è debole e nebuloso come la loro “politica” in merito all’autismo causato dai vaccini. Infatti, Autism Speaks dichiara che:

è possibile che, in rari casi, l’immunizzazione può scatenare l’insorgenza dei sintomi di autismo in un bambino con una condizione medica o genetica sottostante.

Iniziamo a pretendere e assicurare esami preventivi pre-vaccinali e poi ne riparliamo della “genetica sottostante”!

I nostri geni possono avere piccole varianti strutturali, un aminoacido sostituito con un altro o diversamente collocato. Nella maggior parte dei casi ciò non inficia la funzionalità del gene, né da origine ad una malattia, né può essere definito  una malattia “genetica”. Alcune volte tali modificazioni  hanno una ricaduta  sul sistema biologico, nel senso di una proteina codificata dal gene, anomala per struttura o inadeguata  per quantità.

Aggiungiamoci un pesante carico di tossine vaccinali, dal momento della nascita, ed ecco che tutto ciò può portare ad una malattia, a causa di una fragilità  biologica che nessuno ha intenzione di indagare prima di vaccinare un neonato malgrado una Legge dello Stato lo imponga [Art. 7 Legge 210/92].

autismo e vaccini  sostienici

Sostieni la libera informazione sui vaccini

Annunci

News in Pictures

1 Commento su Lo scheletro nell’armadio di Autism Speaks

  1. Conosco bene la storia di Autism Speaks per averne vissuto gli assurdi (a mio avviso) sviluppi.
    Ricapitolo in breve: Bob and Suzanne Wright (Bob corrisponde all’incirca al nostro Berlusconi americano…presidente della più grande televisione e dell’Ente dell’Energia Elettrica) hanno fondato una fortissima associazione Autism Speaks, su posizione contrarie alla relazione vaccini/autismo, agli interventi biomedici, e completamente improntata sugli studi genetici quando la loro figlia Katie ha avuto un bambino con autismo.
    Katie però, mamma di Christian, ha invece scelto la strada del biomedico e, ospite di trasmissioni televisive importantissime, ha pubblicamente asserito di credere che la malattia di suo figlio fosse stata causata dalle vaccinazioni e che crede nella trattabilità dell’autismo. Ha detto che a lungo aveva creduto a quello che la medicina ufficiale affermava…e cioè che non c’è assolutamente legame tra vaccini e autismo e che ci sono voluti due anni di letture continue, di confronto con altri genitori e di viaggi in tutta l’America alla ricerca di qualcosa che aiutasse suo figlio che stava tanto male. Ha capito di aver sbagliato….ha ammesso il suo errore. Per lei è stato più facile che per altri perchè suo figlio stava veramente male fisicamente e l’intervento comportamentale, benchè di qualità altissima, non funzionava….se fosse stato meno grave sarebbe stata meno spinta a cercare!!!!
    Poteva star zitta, curare suo figlio e basta, invece è stata la prima a sedersi in trasmissioni come Oprah o quella di Imus sventolando il cartellino delle vaccinazioni di suo figlio, è stata la prima a controbattere in TV ad un medico che affermava che i vaccini non causano autismo, è stata la prima a prendere posizione contro la sua famiglia.
    Tutto questo ha ancora più valore se si pensa che il figlio di Katie, Christian, pur essendo migliorato non è guarito. Questa mamma aveva solo da perdere nell’esporsi in pubblico, eppure l’ha fatto. Non solo per suo figlio.

    I genitori dopo queste sue dichiarazioni pubbliche hanno rotto con lei e a lungo i rapporti sono stati tesisissimi. La storia di Katie mi risulta assolutamente incomprensibile, per il modo in cui concepisco la famiglia…ma tant’è…

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: