GARDASIL: i limiti dei test di sicurezza

trial vacciniMalgrado le evidenze, segnalate anche dallo stesso produttore, proseguiamo a leggere quanto meravigliosamente sicuro è il Gardasil. Gli opuscoli vendite traboccano di raccomandazioni entusiastiche, e gli oppositori rappresentano dei fastidiosi sconsiderati che intralciano la macchina pubblicitaria del vaccino.

Quando è stata concessa la licenza di questo vaccino abbiamo impiegato MESI per leggere il primo grande documento prodotto dalla FDA Gardasil 060806.pdf, nonché individuare tutti gli altri. Ora, è possibile trovare traccia di questi documenti qui. E dopo aver letto tutto ciò, si dovrà ancora andare a cercare in qualche altro portale scientifico.

Le nostre preoccupazioni circa le prove di sicurezza del vaccino, vanno ben oltre la campagna promozionale di Gardasil. Per meglio comprendere cosa intendiamo, si deve andare al sito http://www.clinicaltrials.gov/ e, utilizzando il motore di ricerca, fare una ricerca con i termini bambino / bambini / adolescenti / trial e nome del vaccino [per esempio “child Gardasil trial vaccine”]. A questo punto escono le varie sperimentazioni effettuate e i test in corso per questo vaccino. Oppure, se volete, potete utilizzare la ricerca per altri vaccini.

Per un vaccino già presente nel calendario vaccinale dell’infanzia, annotate il vaccino e quindi procedete a cercare tutte le sperimentazioni in fase di svolgimento ed effettuate con quel vaccino, fino alla approvazione della FDA. Controllate quali bambini sono inclusi nella sperimentazione; in quali paesi sono condotti gli studi, chi conduce e chi finanzia gli studi, e, se possibile, trovate il testo finale completo pubblicato in un database scientifico di livello e non in quello del Pediatra di turno il cui unico interesse è promuovere vendite vaccinali per conto di qualche ASL che elargisce premi.

Possiamo assicurarvi che, anche se investirete un po’ del vostro tempo, vale davvero la pena attuare questo intero processo. Così, diamo un’occhiata ad alcuni punti fondamentali, utilizzando come esempio il Gardasil:

  1. Qualunque medico, anche il più asservito alle Big Pharma, conosce molto bene che le diverse razze presenti sul nostro pianeta hanno geni diversi;
  2. Geni diversi possono predisporre a diverse malattie, e le reazioni avverse a farmaci e vaccini sono altrettanto differenti;
  3. Le condizioni ambientali e alimentari hanno un impatto enorme sul fatto che una persona possa contrarre una malattia infettiva, un tumore, oppure assolutamente nulla, perché questi fattori possono influire sui geni;
  4. Diverse razze rispondono ai farmaci in modo completamente diverso e richiedono spesso dosaggi completamente diversi. Ciò che per un esquimese rappresenta un’overdose massiccia, a un brasiliano potrebbe non causare nulla;
  5. Se un vaccino o un farmaco “funziona”, o “reagisce” all’interno di una persona, dipende dai loro geni e le eventuali alterazioni epigenetiche di quei geni.

Questo ultimo punto è un messaggio che le aziende farmaceutiche non vogliono sentire, perché implica l’ammissione diretta che i farmaci e vaccini possono risultare idonei solo per alcune persone, non garantiscono la copertura a un’intera popolazione, mentre “loro” si aspettano che tutti ricevano il “loro” prodotto.

Il concetto di farmaci mirati ha evidenti vantaggi per i pazienti. Ma ha anche implicazioni economiche. Un test che determina che il farmaco funziona risparmierebbe soldi per gli ospedali e per le agenzie del farmaco. Le aziende farmaceutiche però potrebbero non essere così felici. Qualsiasi riconoscimento di suscettibilità genetiche del singolo individuo alle reazioni ai vaccini, o predisposizione alla malattia e complicanze, viene sistematicamente ignorato negli studi riguardanti i vaccini, e di certo non se ne parla una volta che il vaccino è concesso in licenza perché complicherebbe le cose.

Per l’industria del farmaco “sparare a tutti” è bello e semplice. Ciò significa che il medico può implementare il programma come gli viene illustrato dal rappresentante dell’ufficio vendite. Essi non devono pensare. Non c’è bisogno di spiegare al medico se un soggetto è maggiormente sensibile e il suo vicino di casa non lo è, perché potrebbe essere un discorso razzista e/o classista.

Non vi è alcun modello specifico di reazioni ai vaccini, perché non siamo cloni, non mangiamo lo stesso cibo, non facciamo le stesse cose, non pensiamo le stesse cose, e non siamo esposti alle stesse influenze genetiche. Le reazioni delle persone agli stessi farmaci, variano notevolmente.

Dato che noi abbiamo le braccia, le gambe, un corpo, una testa, un sistema immunitario con alcune similitudini nei meccanismi immunitari, alcuni sintomi possono essere comuni a molti, come la febbre, i dolori, e così via. Ma quando si tratta di altre reazioni, come le reazioni ai farmaci, saranno determinate dalla unicità specifica di quella singola persona, per cui le reazioni variano considerevolmente da soggetto a soggetto.

Tuttavia, i mandati di studio dei vaccini devono trovare un modello simile di reazioni; per quelle reazioni che sono causate dal tale vaccino. Se nella bella e ordinata scatola in cui sono elencate tutte le reazioni non è presente la vostra personale reazione avversa, è perché la vostra personale reazione avversa potrebbe non andare bene per la “loro” scelta di confezionamento della scatola. Ecco quindi che la vostra personale reazione avversa, per “loro”, non è stata causata dal vaccino.

Eppure sappiamo che il concetto di epigenetica sta rivoluzionando tutto, è applicabile ai vaccini, perché c’è un nuovo paradigma della “scienza work in progress”, chiamato “vaccinomics” [analisi bioinformatica per nuovi approcci, sviluppo di vaccini di nuova generazione, ed espansione delle capacità nel campo della medicina individualizzata], che dimostra come le persone che hanno reazioni vaccinali hanno geni diversi da quelli che non le sviluppano, e le persone che non sviluppano anticorpi dai vaccini, spesso non svilupperanno anticorpi per la stessa malattia per la quale si pretende di vaccinare.

Grazie a questo espediente, sono “escluse” dalla sperimentazione sui vaccini tutte le persone che con la loro “storia clinica” possono rovinare uno studio.

Spesso, oltre il 50% dei partecipanti al processo originale può comportare il livellamento dello studio verso il basso. I ricercatori sperano che, eliminando i problemi di salute visibili o conosciuti, possono davvero eliminare i geni “cattivi”. Tutto ciò che accade a qualcuno in una sperimentazione vaccinale dovrà poi conformarsi a un modello, e sarà determinato dal “giudizio di valore” del ricercatore, se o non sarebbe successo comunque.

Se si guarda al documento prodotto dalla FDA Gardasil 060806.pdf, pagina 317 tabella 231, nei 1.179 bambini in età scolare dai 9 – 15 anni, ci sono state cinque gravi reazioni nel gruppo vaccino [1 ogni 300 soggetti vaccinati] e nessuna nei 594 bambini nel gruppo placebo. Presumibilmente, i ricercatori hanno considerato questi gravi effetti collaterali come una coincidenza, dal momento che questo non viene mai detto all’atto della vaccinazione.

I geni dei bambini sono influenzati dalla dieta delle madri durante la gravidanza, dalle loro circostanze di nascita, se sono stati allattati naturalmente al seno oppure artificialmente, se sono stati nutriti con pane carico di glutine, cibo spazzatura e bevande insalubri. I loro geni sono influenzati dalle tossine ambientali. I geni dei bambini sono affetti da stress, cattive dinamiche familiari e tutta una serie di fattori di confondimento non quantificabili. I geni dei bambini, durante il processo di spostamento dall’infanzia fino alla pubertà, sono vulnerabili a causa dei cambiamenti ormonali che sono orchestrati dal loro corpo. Gli scienziati sanno molto bene che i bambini in questa fase sono particolarmente vulnerabili agli effetti dei farmaci. Tuttavia, il massimo dell’ipocrisia sfocia nell’affermazione che i bambini sono “immuni” a tutti gli effetti collaterali dei vaccini!

La Merck ha prodotto numerosi studi di sicurezza in altrettanto numerosi posti diversi, con razze diverse, età diverse, tutti con diversi tipi di geni, tutti con diversi effetti epigenetici, tutti soggetti alle più svariate influenze. La Merck ha infilato nello stesso pentolone tutti questi soggetti diversi, gruppi di diverse coorti, in tempi diversi, li ha cucinati, li ha inseriti nel proprio computer, ha generato modelli matematici, e alla fine ha concluso:

I nostri studi matematici lineari dimostrano che Gardasil è sicuro per ogni singolo soggetto non-lineare, per ogni singolo bambino geneticamente diverso del vostro paese. Anche quelli che abbiamo escluso dal nostro studio!

Questa porcheria rappresenta il tanto sbandierato metodo scientifico, la Medicina Basata sull’Evidenza, il timbro dell’autorità che rappresenta la validità scientifica però, curiosamente, nessuno ci spiega come è possibile che le reazioni avverse da farmaco sono diventate una delle principali cause di malattia e morte nel mondo industrializzato proprio grazie a questo presunto, sicuro, efficace, valido, scientificamente perfetto, vaccino.

Dove avvengono la maggior parte dei decessi verificatesi a causa del cancro del collo dell’utero? In luoghi come l’Africa. Perché?

Perché la malnutrizione, la guerra, la dislocazione, la mancanza di assistenza sanitaria di base, la mancanza di screening e diagnosi delle lesioni da HPV, stanno a significare che le donne che vivono nei paesi in via di sviluppo sono abbandonate a sè stesse.

Queste donne contraggono il cancro in numero maggiore rispetto alle donne italiane, e possono morire in un numero molto più alto perché il loro sistema immunitario è scadente, sono malnutrite, e non possono combattere i virus HPV come dovrebbero, non conoscono il significato di un Pap-Test per non parlare della LEEP [escissione chirurgica], laser terapia, crioterapia e altri metodi chirurgici se necessario.

A quanto pare la Merck e le nostre ASL, che si affannano a proporre corposi opuscoli pubblicitari in cui si elencano 100 risposte a 100 domande sull’HPV, credono che viviamo in qualche villaggio sperduto dell’Africa per propinarci simili test di sicurezza che, con un’adeguata assistenza sanitaria, risulterebbero inappropriati anche alle abbandonate donne africane.

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