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I bambini possono recuperare dalla etichetta di autismo

INCURABILE aUn recente studio, pubblicato nel mese di febbraio sul Journal of Child Psychology and Psichiatry, suggerisce che per alcune persone è possibile recuperare completamente dalla etichetta di autismo e vivere una vita normale. I ricercatori hanno scoperto che alcuni individui etichettati con autismo da bambini non presentavano più i classici sintomi, come difficoltà di interagire e comunicare con gli altri, rigida aderenza a rituali e routine, movimenti ripetitivi del corpo e degli oggetti, una volta raggiunta l’età adulta.

Questo risultato non è il primo a suggerire che alcuni giovani adulti con autismo perdono i loro sintomi. Nel 2008 una revisione della letteratura ha riferito che il 3-25% delle persone colpite possono eventualmente recuperare. Questo studio è stato particolarmente rigoroso. I ricercatori hanno reclutato tre gruppi di soggetti tra gli 8 e i 21 anni: 34 di loro avevano apparentemente recuperato dall’autismo, 44 avevano autismo ad alto funzionamento, e altri 34 erano soggetti di controllo senza problemi di sviluppo.

Per rendere lo studio particolarmente rilevante, un esperto diagnosta è stato reclutato al fine di stabilire se i giovani adulti sono stati correttamente etichettati con autismo da bambini. Alcuni dei 24 rapporti di bambini senza etichetta di autismo [come disturbo del linguaggio] sono stati respinti. Il team ha anche stabilito un traguardo relativamente alto per considerare il recupero; vale a dire che i partecipanti non solo dovevano dimostrare di aver recuperato dai classici sintomi dei bambini autistici, ma dovevano anche dimostrare di avere amici ed essere perfettamente integrati nelle classi normali.

Questi risultati, secondo quanto scrive la Psicologa Sally Ozonoff, Università della California, coinvolta nello studio, rappresentano un momento di svolta nella ricerca sull’autismo,

dimostrando chiaramente la possibilità di lasciare alle spalle i sintomi [di autismo] ed emergere in uno stato di sano funzionamento.

Ciò che non è possibile conoscere di questo studio è la condizione fisica dei partecipanti. Infatti, circa il 20% di quelli nel gruppo recuperato mostravano ancora miti difficoltà al contatto oculare, miti gestualità ed espressioni facciali. Questi comportamenti non sono stati classificati come sintomi autistici dagli esaminatori che hanno valutato i risultati della sperimentazione clinica. Inoltre, anche se quelli del gruppo di recupero hanno perso le caratteristiche dei loro sintomi “la maggior parte di essi ha ancora seri problemi”, tra depressione, ansia e disattenzione.

Come è stato possibile il recupero? Non è ancora chiaro!

Questo è l’aspetto più frustrante dello studio: esaminare il recupero a posteriori, dopo che è già avvenuto. Gli autori dichiarano apertamente di non conoscere perché alcuni di questi ragazzi hanno recuperato e perché altri non sono riusciti. Per esempio, ci sono una serie di cosiddetti trattamenti per l’autismo [dieta, disturbi del tratto gastrointestinale, avvelenamento da mercurio, incapacità dell’organismo di utilizzare correttamente le vitamine e i minerali, sensibilità vaccinali], i più comuni dei quali sono trattamenti logopedici e pedagogici che hanno coinvolto intensamente i bambini, di modo che hanno potuto migliorare le loro capacità di comunicazione verbale, non verbale e le abilità di interazione sociale.

Abbastanza interessante è leggere che nello studio non è stato trovato alcun indicatore che gli esercizi comportamentali hanno realmente aiutato nei processi di transizione. Ciò non vuol dire che questi non funzionano, ma potrebbe far rivedere molte cose a certi dispensatori di progetti di nicchia standardizzata come quelli elencati nelle Linee Guida nostrane.

Gli autori semplicemente non hanno dati sufficienti per trovare una risposta solida mentre riconoscono che “i genitori dovrebbero fare quanto più possibile per il loro singolo bambino” indipendentemente dalle mode e dai consigli del mercato.

La certezza della frode nell’etichetta autismo è da ricercare nel percorso distruttivo della psichiatria.

Gli attuali test psichiatrici, siano essi somministrati in ambito scolastico oppure come finta prevenzione a 18 mesi [leggi qui M-CHAT somministrato ai bambini italiani], sono scritti in modo tale che, indipendentemente da quale sia la risposta, qualsiasi bambino potrebbe essere mandato facilmente da uno psicologo o da uno psichiatra. Inoltre, le informazioni raccolte possono diventare parte permanente della documentazione scolastica dello studente.

Tutte queste valutazioni generano inevitabili etichette che sono raccolte nel Manuale Diagnostico e Statistico dei disturbi mentali [DSM], e quando un bambino è etichettato viene automaticamente stigmatizzato con un disturbo psichiatrico cronico, in altre parole diventa un cliente per tutta la vita.

Gli psichiatri e gli psicologi hanno invaso i nostri sistemi educativi che una volta erano di successo, e li hanno convertiti in laboratori del comportamento. E’ senza ombra di dubbio un affare remunerativo. Non a caso in tutto il mondo più di 2,6 miliardi di dollari l’anno sono ricavati dalla diagnosi di ADHD e dai disturbi dell’apprendimento.

Lo scopo finale di qualsiasi sistema educativo che cerca di dare beneficio alla società, deve essere quello di aumentare le abilità, l’iniziativa, il livello culturale e quindi il livello di sopravvivenza. Questo verrà raggiunto quando la psichiatria e la psicologia, i loro test ingannevoli, le loro “diagnosi” invasive e fraudolente e i loro psicofarmaci verranno rimossi dalle nostre scuole e delle vite dei nostri bambini.

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