Il danno vaccinale vissuto dai genitori

vaccinazioni di massaPoco tempo dopo l’introduzione dell’obbligo di vaccinazione per Legge, in molti Paesi apparvero anche i primi danni da vaccino, che all’epoca vennero imputati non tanto al vaccino quanto al medico.

Si diceva: “I bambini del Dr. X diventano scemi dopo il vaccino”, oppure: “I bambini del Dr. Y hanno le convulsioni dopo il vaccino”.

La Medicina Accademica di quel tempo ha sempre negato la possibilità di danni da vaccino e di solito venivano insultati i genitori. Purtroppo, anche oggi tale comportamento è ancora culturalmente presente.

Le “battaglie” dei genitori danneggiati nei loro figli

Quando accade un danno da vaccino, i genitori disperati si rivolgono a chiunque sia in grado di assicurare cure mediche ma, in tutti i casi, viene sistematicamente negata la responsabilità del vaccino e dello Stato che lo propone.

Spesso i genitori si trovano a dover sopportare vere e proprie sentenze mediche che li esortano a doversi rassegnare al proprio destino nell’interesse della comunità.

Tuttavia, dato che lo Stato è responsabile dei danni cagionati alla salute, ha anche l’obbligo di prendersi in carico le vittime dei vaccini come da Legge 210 del 1992 e successive modifiche.

Le Leggi attuali, però, sono insufficienti e contribuiscono a creare una sequela di dispute. Queste dispute con gli Enti responsabili dei programmi vaccinali comportano sempre numerose ingiustizie.

La preoccupazione attuale dei genitori relativa ai vaccini è dimostrata dalla pubblicazione di molte testimonianze (tutt’altro che leggende metropolitane), di diversi libri e articoli scientifici, essendo ricca la letteratura medica che riporta danni da vaccino.

Consigli ai genitori

Un danno da vaccino è uno stato di patologia – di solito permanente – che supera la misura usuale di una reazione momentanea al vaccino.

In caso di sospetto danno da vaccino, i genitori dovrebbero trovare nel loro pediatra di Base l’aiuto necessario ad inoltrare la denuncia. Purtroppo, per tutta una serie di motivazioni che rivestono vari campi (sanitario, giuridico, deontologico, etico e di conflitto d’interessi), molti medici sconsigliano di denunciare il danno da vaccino adducendo le più svariate scuse. Si tratta di asserzioni sbagliate e immotivate, perché l’attivazione della denuncia, oltre ad essere gratuita, permette di tutelare ulteriormente il bambino da successivi danni e responsabilità che potrebbero derivare in futuro da un qualsiasi richiamo della pratica vaccinale.

Se uno stato di sofferenza viene riconosciuto come “danno da vaccino soggetto a risarcimento”, quest’ultimo avverrà secondo le normative di Legge vigenti; vale a dire che un bambino danneggiato da un vaccino verrà risarcito come un invalido di guerra.

Purtroppo per i genitori, il danno da vaccino non viene scoperto subito dopo la vaccinazione, ma spesso solo dopo settimane, mesi e a volte anche dopo anni. Ecco dunque che diventa indispensabile mantenere sempre un dettagliato diario personale delle malattie del bambino e la documentazione di qualunque accesso alle cure (Pronto Soccorso, Ambulatori, ricoveri ospedalieri, visite specialistiche, esami di laboratorio e/o strumentali) per poter ricostruire nel tempo la storia clinica del bambino. Anche il più banale certificato che comprova uno stato di malattia in concomitanza ad una vaccinazione può fare la differenza.

Inoltre, risulta sempre decisiva la descrizione dei genitori del periodo successivo alla vaccinazione, allo scopo di capire se durante il periodo di incubazione della patologia ci sia stato qualche segno prodromico o meno.

Grazie alle moderne tecnologie di cui disponiamo quotidianamente, è possibile stabilire il ragionevole dubbio che la vaccinazione abbia contribuito a causare un danno in un bambino, soprattutto valutando i repentini cambi di comportamento dello stesso.

A livello medico, sembrerebbe non esistere alcuna caratteristica patognomonica grazie alla quale possa, in presenza di una certa patologia, essere chiarito se si tratti di un danno da vaccino. Tuttavia, è possibile valutare il sistema immunitario del bambino, indagare il suo carico tossicologico, indagare tutta una serie di parametri metabolici ed eseguire esami approfonditi di laboratorio e strumentali per escludere qualunque altra diagnosi.

Tutte queste indagini, associate alle importanti descrizioni documentate dei genitori, possono far insorgere il dubbio che si sia verificata una “inibizione dello sviluppo pediatrico dopo la vaccinazione”.

Se un bambino ha raggiunto le pietre miliari di uno sviluppo indisturbato e regolare dell’età evolutiva nei tempi consueti, fermandosi poi ad un dato livello di questo sviluppo e nel periodo (non troppo lungo) antecedente ha subìto una vaccinazione, si può presumere che la vaccinazione sia la causa di questa inibizione. Però, per far questo in un bambino di pochi mesi o anche di 1-2 anni, i genitori devono aver annotato tutto nel diario personale di loro figlio in modo da poter stabilire con precisione quando il bambino ha presentato il primo sorriso, quando è stato in grado di alzare la testolina per la prima volta, quando ha preso contatto con la loro voce, quando ha presentato il primo contatto visivo, ma anche quando ha iniziato a regredire.

La nostra esperienza personale: se è colpa dei vaccini, allora è colpa di noi genitori

Quando a nostro figlio venne diagnosticato l’autismo, abbiamo cercato insistentemente delle risposte e abbiamo voluto indagare cosa poteva aver causato il capovolgimento del nostro mondo: i piani dell’infanzia vengono stravolti per sempre, i sogni riarrangiati e le priorità permanentemente cambiate.

Tuttavia, alcune persone credono che ciò che noi genitori di bambini autistici vogliamo sia semplicemente un qualcuno/qualcosa a cui dare la colpa, qualcuno/qualcosa su cui far ricadere le nostre frustrazioni. Dicono che andiamo alla ricerca di una connessione: una connessione con i vaccini, un collegamento che potrebbe alleviare il nostro dolore.

Ma non è semplicemente così … almeno non per noi.

Mia moglie e io abbiamo fatto delle ricerche non proponendoci di trovare dei collegamenti, bensì per ridurre la nostra preoccupazione, per rassicurarci che non poteva essere colpa dei vaccini che gli avevamo inoculato.

Collegando l’autismo ai vaccini, gli unici colpevoli siamo noi stessi: siamo stati noi a portarlo al Centro Vaccinale. Siamo stati noi a firmare il consenso informato. Siamo stati noi a tenerlo fermo mentre gli praticavano le iniezioni. Siamo stati noi ad essere tacitati. Siamo stati noi …

Trovare una correlazione, un nesso causale con i vaccini significa prendersi ogni responsabilità e questa è una pillola molto più difficile da digerire rispetto a quella della malattia genetica.

Dopotutto, se si fosse trattato di genetica, avremmo potuto dare semplicemente la colpa ai nostri genitori e, diciamoci la verità, a chi non piace dare la colpa ai propri genitori per i problemi della propria vita?

Nonostante tutti i nostri sforzi, la prova era lì.

Più leggevamo, più indagavamo, più portavamo prove al nostro pediatra, più egli ci prescriveva ulteriori esami, più i dati che emergevano convalidavano quello che “sentivamo” e che avevamo visto in prima persona: i vaccini hanno danneggiato nostro figlio!

I vaccini pediatrici non solo hanno danneggiato il sistema immunitario di nostro figlio, ma hanno scatenato una encefalopatia su base immunitaria, tossica e allergica provocando una sequela di processi infiammatori a livello sistemico.

E, quello che è peggio, è che ora, dopo le ricerche che abbiamo fatto e le testimonianze che abbiamo ascoltato, siamo certi che i vaccini pediatrici hanno innescato l’autismo non solo in nostro figlio, ma in molti bambini come lui in giro per il mondo!

Le testimonianze che seguiranno nel libro che racchiude tutti gli atti del convegno di Padova, “Le Vaccinazioni di Massa: Prevenzione, diagnosi e terapia dei danni“, sono esempi concreti e vivi della tragica realtà che hanno vissuto e stanno tuttora vivendo (fino a quando?) moltissime famiglie …:

famiglie che nessuno conta, perché esse stesse non contano per il mondo sanitario d’oggi;

famiglie che nessuno considera, perché i malati non sono considerati dato che sono improduttivi, anzi costano alla società;

famiglie che nessuno aiuta, perché non c’è utilità ad aiutare chi non ti può ricambiare …

Ma l’autismo e i danni da vaccino sono in continuo rapido aumento e ognuno di noi, oggi stesso o domani, potrebbe trovarsi in una di queste famiglie: o come fratello, o come genitore, o come zio, nonno o parente …

Non è il caso di impegnarsi con più coraggio, forza e determinazione per interrompere definitivamente questa “strage degli innocenti”?

Riproduzione riservata ©

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