Con quale coraggio si può continuare a consigliare la vaccinazione antirosolia?

Un concetto fondamentale che, pur semplice e alla portata di chiunque, pare sfuggire alla considerazione è la difficoltà, fino non di rado all’impossibilità, di prevedere quali possano essere gli effetti reali di una mistura di composti chimici e DNA umano quando li s’introduce in un corpo vivente. Più un organismo è complesso – e quello umano è, in assoluto, il massimo della complicazione su questo pianeta – più marcata diventa l’imprevedibilità.

Se pensate che queste informazioni siano di poco conto per attuare una scelta consapevole, state sbagliando profondamente. Questi riferimenti rappresentano informazioni accurate e non voci di corridoio, leggende metropolitane e/o speculazioni, o quanto altro viene spesso descritto da parte di promotori vaccinali che omettono di riportarle.

Il DNA umano combinato ai conservanti, agli stabilizzanti, agli adiuvanti, agli antibiotici e agli eccipienti vari che formano ormai di regola la composizione dei vaccini disponibili, complica il pronostico relativo alle reazioni del vaccinando.

Pochi sono consapevoli del fatto che i vaccini antimorbillo-parotite-rosolia sono stati somministrati separatamente per un certo numero di anni con solo lievi aumenti nell’incidenza di autismo infantile prima dell’introduzione del vaccino trivalente nel 1979. Fu solo in seguito all’introduzione di questo vaccino trivalente che l’incidenza dell’autismo infantile ha mostrato un aumento forte e drammatico.

Di fronte a questo aumento forte e drammatico è francamente risibile leggere che la Sindrome della Rosolia Congenita è in aumento in Italia, quando si sono verificati 61 casi in un periodo compreso tra il 2005 e il 2012. In sostanza, 61 casi in 8 anni [circa 8 all’anno!] sono meritevoli da parte dell’ISS per proporre il solito programma di politica vaccinale incentrato sulla promozione della famigerata trivalente MPR: il più grande scandalo della medicina!

Non esiste alcun trattamento per la Sindrome della Rosolia Congenita, così come il tentativo di prevenire la rosolia attraverso la vaccinazione [combinata a antimorbillo e antiparotite] non è esente da rischi che talvolta sono ancor peggiori della malattia stessa.

La viremia materna in seguito ad infezione con il virus della rosolia durante la gravidanza può essere causata sia dal virus selvaggio che dal virus vivo contenuto nel vaccino; pertanto, è come lanciare una monetina e scegliere di giocare a “testa o croce” con la consapevolezza che il vaccino trivalente contiene anche i virus vivi per morbillo e parotite che complicano il pronostico.

Nel caso specifico del virus della rosolia [sia esso selvaggio o vaccinale], durante la gravidanza può provocare l’infezione della placenta e del feto. Viene infettato soltanto un numero limitato di cellule fetali. La velocità di crescita delle cellule infettate si riduce, determinando la presenza alla nascita di un minor numero di cellule negli organi colpiti. L’infezione può portare allo scompaginamento e all’ipoplasia dell’organo colpito, con alterazioni strutturali del neonato.

Lo stadio dello sviluppo fetale nel momento in cui avviene l’infezione condiziona il grado dell’effetto teratogeno. In generale quanto più precoce è la fase della gravidanza in cui si verifica l’infezione, tanto maggiore è il danno arrecato al feto. L’infezione durante il primo trimestre di gravidanza provoca alterazioni nel bambino in circa l’85% dei casi, mentre difetti rilevabili si riscontrano in circa il 16% dei neonati che hanno contratto l’infezione durante il secondo trimestre di gravidanza. Le manifestazioni alla nascita sono rarissime, se non nulle, qualora l’infezione materna avviene dopo la 20^ settimana di gestazione.

Si tenga presente che qualunque infezione materna latente può causare queste anomalie. Pertanto la promozione di una vaccinazione trivalente a virus vivi nelle donne in gravidanza è quanto meno demenziale.

I quadri clinici della Sindrome della Rosolia Congenita [SRC] possono essere distinti in tre grandi categorie:

  1. effetti transitori nel neonato;
  2. manifestazioni permanenti che possono essere evidenti alla nascita o essere riconosciute durante il primo anno;
  3. malformazioni che compaiono e progrediscono nel corso dell’infanzia e dell’adolescenza;

La classica triade della SRC è formata da cataratte, anormalità cardiache e sordità. Pur di promuovere la vaccinazione trivalente in gravidanza il Ministero della Salute ha variato recentemente i criteri per le segnalazioni di rosolia congenita. Tramite questo colpo di magia, i risultati di laboratorio saranno interpretati in funzione dello stato vaccinale che, potete scommetterci, imputeranno qualunque danno alla malattia anziché al vaccino, le cui implicazioni sono elencate brevemente qui di seguito.

Fertilità, gravidanza e allattamento

In Italia è somministrato il vaccino trivalente antimorbillo-parotite-rosolia MPR PRIORIX. Dal foglietto illustrativo [paragrafo 4.6] si apprende chiaramente che tale vaccino non è stato valutato in studi di fertilità.

PRIORIX è controindicato durante la gravidanza [paragrafo 4.3 – controindicazioni]. Tuttavia non sono stati documentati danni al feto a seguito di somministrazione di vaccini per morbillo, parotite e rosolia a donne che erano inconsapevolmente nei primi stadi della gravidanza.

Donne che intendono programmare una gravidanza devono essere avvisate di rimandarla per 1 mese dopo la vaccinazione con PRIORIX. Sebbene debba essere chiesto alle donne circa la possibilità di uno stato precoce di gravidanza prima della vaccinazione, non sono richiesti test di controllo per escludere la gravidanza. Una vaccinazione involontaria con PRIORIX di donne inconsapevolmente in gravidanza non deve essere motivo di terminare la gravidanza.

Vi è un’esperienza limitata con PRIORIX durante l’allattamento al seno. Studi hanno mostrato che donne che allattano al seno dopo il parto, vaccinate con vaccini per rosolia viva attenuata possono secernere il virus nel latte materno e trasmetterlo ai neonati allattati al seno senza evidenza di malattia sintomatica. Solamente nel caso in cui si confermi o si sospetti che il bambino sia immunodeficiente, i rischi e i benefici di vaccinare la madre devono essere valutati [vedere paragrafo 4.3 – controindicazioni].

La questione in esame si allarga poi alla liceità della produzione, della diffusione e dell’uso di questo vaccino la cui produzione è in connessione con atti di aborto procurato. Si tratta di un vaccino con virus vivi che sono preparati a partire da linee cellulari umane di origine fetale, usando tessuti di feti umani aborti come fonte di tali cellule. Il più conosciuto e importante di questi, a causa della sua ampia diffusione e del suo uso quasi universale, è proprio il vaccino contro la rosolia.

LINEA CELLULARE WI-38

La linea WI-38 [Istituto di Winstar 38] è stata sviluppata dal tessuto polmonare di una bambina svedese che è stata abortita nel 1962, a circa tre mesi di gestazione, perché “la famiglia aveva troppi bambini”. Questo feto è stato scelto appositamente dal Dr. Sven Gard per essere utilizzato come coltura per produrre vaccini. Fu preparato e sviluppato da Leonard Hayflick nel 1964 [L. Hayflick, 1965; G. al di et di Sven., 1969] e fu catalogato come biomateriale al registro ATCC numero CCL -75. WI-38 è usato per la preparazione del vaccino storico RA 27/3 contro la rosolia [S.A. Al di et di Plotkin 1965].

E’ possibile reperire ulteriori informazioni che comprovano la veridicità di tali fatti alla sezione ”collezioni di colture“, disponibile sul sito governativo del Ministero della Salute britannico, dalla quale è possibile consultare altre preziose informazioni in merito a descrizione, specie, tessutomorfologia, metodo di sviluppo, profilo del DNA, sottocolture, cariotipo, prodotti e sostanze [per esempio Siero Fetale Bovino] utilizzate nella preparazione di questa linea colturale “destinata alla preparazione di vaccini a virus destinati a esseri umani“.

LINEA CELLULARE RA 27/3

La storia del vaccino contro la rosolia è davvero triste e inquietante. Ha coinvolto non uno, ma 28 aborti. Ventisette solo per, si fa per dire, isolare il virus che successivamente è stato coltivato nella linea WI-38 [vedi sopra].

L’acronimo RA 27/3 significa: R  = rosolia , A  = aborti , 27 = ventisettesimo feto sperimentato , = terzo tessuto espiantato.

Gli espianti delle colture sono state eseguite dagli organi sezionati di un particolare feto abortito a causa della rosolia, il 27° della serie di feti abortiti. Questo feto proveniva da una madre di 25 anni esposta alla rosolia 8 giorni dopo il suo ultimo ciclo mestruale. 16 giorni dopo ha sviluppato la rosolia. Il feto è stato abortito chirurgicamente 17 giorni dopo la malattia materna e immediatamente sezionato. Gli espianti di diversi organi sono stati eseguiti per favorire la crescita delle cellule di coltura ed è stato ottenuto un risultato positivo da polmoni, cute e reni. Il processo di coltivazione è poi proseguito sulla linea WI-38. Il nuovo vaccino anti-rosolia è stato sperimentato su bambini orfani a Philadelphia.

LINEA CELLULARE MRC-5

La linea di cella umana MRC-5 [Consiglio di Ricerca Medico 5] [umano, polmone, embrionale] [ATCC numero CCL -171], con fibroblasti di polmone umano, proviene da un feto maschio di 14 settimane abortito per “ragioni psichiatriche” da una donna di 27 anni nel Regno Unito. L’aborto è stato intenzionale, non eseguito per scopi di sviluppo del vaccino, ma MRC-5 è stato comunque preparato e sviluppato da J.P. Jacobs nel 1966 [J.P. Al di et di Jacobs 1970].

Anche in questo caso ulteriori informazioni sono accessibili alla voce “collezioni di colture“, disponibile sul sito governativo del Ministero della Salute britannico, dalla quale si apprende che “questa collezione si compone di oltre 1100 linee cellulari provenienti da più di 45 specie diverse e una grande varietà di tessuti“.

Danni da vaccino causati dalla vaccinazione antirosolia.

Siamo a conoscenza di artriti, che con l’aumentare dell’età dei vaccinati diventano più frequenti e intense. In casi singoli possono protrarsi per diversi anni.

Sono noti anche casi di convulsioni dopo la vaccinazione antirosolia. Ma visto che si tratta di un vaccino combinato, non è possibile stabilire se le convulsioni siano causate dall’antiparotite o dall’antimorbillo. Nella maggior parte dei casi la reazione verrà causata dalla componente antimorbillo. L’intervallo è di 14 giorni.

Come complicazioni neurologiche sono state descritte: la Sindrome di Guillain-Barré, mielite e anche casi di encefalite.

Vaccino anti rosolia e artrite

Vaccino anti rosolia e disturbi neurologici

Vaccino anti rosolia e diabete

Vaccino anti rosolia e Sindrome da fatica cronica

Vaccino anti rosolia e tassi di scarsa efficacia

Il vaccino anti rosolia altera l’epidemiologia della malattia [provoca tassi più elevati di rosolia in gruppi ad alto rischio]

Medici rifiutano il vaccino anti rosolia

Poiché questo vaccino, come tanti altri a virus vivi, è preparato a partire dai virus raccolti nei tessuti di feti infettati e volontariamente abortiti, e successivamente attenuati e coltivati mediante ceppi di cellule umane ugualmente provenienti da aborti volontari e/o da linee cellulari tumorali, non manca di porre importanti problemi etici e di salute pubblica.

L’esigenza di articolare una riflessione morale e scientifica sulla questione in esame nasce prevalentemente dalla connessione esistente tra la preparazione dei vaccini, gli aborti procurati,  ed i materiali biologici necessari per la loro preparazione.

Se una persona respinge ogni forma di aborto e/o abuso volontario alla sua salute, tale persona sarebbe in contraddizione con se stessa ammettendo l’uso di questi vaccini di virus vivi attenuati sulla sua persona e sulla persona dei propri figli, e si tratterebbe in questo caso di una vera [ed illecita] cooperazione al male, anche se questo male si è attuato più di quaranta anni fa.

Riproduzione riservata ©

Annunci

Commenta per primo