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CINA: corruzione farmaceutica e vaccini killer

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In questa foto scattata Venerdì 13 dicembre 2013, gli operatori sanitari assistono un neonato che indossa un cappuccio di plastica [C-PAP] che fornisce ossigeno a pressione positiva nel tentativo di recuperarlo dalle gravi reazioni avverse causate dalla vaccinazione contro l’epatite B in un ospedale nella città di Changde nella provincia di Hunan nel sud della Cina.

Dallo scorso mese di luglio in Cina è in atto il caos sanitario.

Dopo che le autorità cinesi hanno formulato accuse di corruzione contro manager della GlaxoSmithKline, al termine di un’inchiesta su oltre 60 case farmaceutiche, la Commissione per lo sviluppo e le riforme ha passato al setaccio le maggiori compagnie del settore, comprese i gruppi stranieri Merck, Astellas e GSK, mentre per ora sono rimaste fuori Novartis e Roche.

Gli ultimi particolari scaturiti dalle indagini a carico di GlaxoSmithKline riportano l’arresto di diversi top manager che operavano in Cina. Il metodo di corruzione messo in atto dalla casa farmaceutica britannica era frutto di un sistema criminale organizzato dalla stessa azienda.

Per GSK l’accusa è quella di avere fatto transitare circa 360 milioni di euro presso settecento agenzie di viaggio che avrebbero avuto l’incarico di corrompere il personale sanitario. Ogni gruppo attivo nella corruzione aveva a disposizione un budget di 1,24 milioni di euro di “fondi da destinare alle pubbliche relazioni” che servivano, secondo gli inquirenti, a mantenere i rapporti con i dirigenti delle maggiori strutture ospedaliere cinesi. La GlaxoSmithKline non è nuova nello svolgere attività a danno della salute.

Tutto il settore dell’industria farmaceutica sarà passato al setaccio e i principi che lo regolano saranno rivisti“, ha tuonato all’indomani dello scandalo GlaxoSmithKline la Food and Drug Amministration cinese.

Tuttavia, anche questo intento dichiarato è stato demolito dalle recenti notizie in merito al blocco della produzione di vaccini contro l’epatite B dopo la segnalazione di undici casi di decessi segnalati fino ad oggi. Questo episodio accresce la polemica sulla lunga lista di scandali nelle industrie farmaceutiche e alimentari del paese, favoriti da lassismo e corruzione dilagante anche tra le autorità che dovrebbero vigilare.

La vaccinazione contro l’epatite B è una delle dieci obbligatorie e gratuite che viene somministrata in più dosi, la prima delle quali a 24 ore dalla nascita.

Dal mese di novembre, sono stati riportati quattro casi di neonati deceduti dopo aver ricevuto il vaccino contro l’epatite B prodotto dalla ditta BioKangtai con sede a Shenzhen nella Cina meridionale. Proprio in questo distretto, nell’ultimo caso segnalato, il neonato è morto circa 70 minuti dopo aver ricevuto il vaccino e le grottesche affermazioni di innocenza della società farmaceutica che professa la propria innocenza, riversando sulla salute del bambino le varie responsabilità [vergognosa prassi abituale], stridono con l’evidenza dei fatti.

Due bambini sono deceduti nella provincia di Hunan, nella Cina centrale, dopo essersi ammalati gravemente subito dopo aver ricevuto la dose di vaccino. Nel primo caso si tratta di un bambino di un mese deceduto il 6 dicembre a Hengshan County, due giorni dopo essere stato vaccinato. Nel secondo caso si tratta di un bambino di otto mesi deceduto a Changning City il 9 dicembre, un giorno dopo aver ricevuto contemporaneamente sia la vaccinazione contro l’epatite B che l’antinfluenzale. Un terzo neonato in Hanshou County, secondo le autorità locali, ha mostrato una grave reazione avversa dopo essere stato vaccinato il 25 novembre. Altri casi sono stati registrati nella provincia meridionale di Guangdong e Sichuan.

Molte preoccupazioni sono emerse negli ultimi anni in merito alla sicurezza dei vaccini dopo che la stampa nazionale ha riportato notizie di encefaliti, di epatiti e altre malattie, oltre alle dichiarazioni del Ministero della Salute che riconosceva inadeguatezze nella conservazione delle fiale dei vaccini.

La situazione è tutt’ora in evoluzione e ci riserviamo di aggiornare il numero delle segnalazioni di eventi avversi.

AGGIORNAMENTO 31/12/2013 Altri due neonati deceduti a seguito del vaccino antiepatite B in Cina. Il bilancio delle vittime sale a 13. La maggior parte dei media che riportano la notizia di questo massacro non riescono a ricordare che il vaccino antiepatite B al centro dello scandalo è prodotto con la tecnologia brevettata dall’industria farmaceutica americana Merck. Infatti, come riportato dal New York Times, la Shenzhen Kangtai [il più grande produttore cinese di vaccini per l’epatite B  in Cina dove possiede il 60% del mercato] è stata costituita nel 1992 con il sostegno del governo e la collaborazione della società farmaceutica americana. In altre parole, il vaccino antiepatite B che circola negli Stati Uniti è fondamentalmente uno stretto parente di quello somministrato in Cina. Pertanto, non date per scontato che questo scandalo è limitato alla Cina. Negli Stati Uniti, sono stati segnalati al Vaccine Adverse Event System [VAERS] 794 decessi causati dal vaccino antiepatite B per la fascia d’età <3 anni.

AGGIORNAMENTO 01/01/2014 – Considerata la situazione fuori controllo, alle autorità mediche non potrebbe interessare di meno che i neonati vengono uccisi dal vaccino antiepatite B, o da qualsiasi altro vaccino. In quest’ottica è da considerare l’immediata attivazione dei referenti dell’Organizzazione Mondiale della Sanità che si riuniranno a Pechino per analizzare i dati legati ai decessi da vaccinazione. L’OMS adotta da sempre una politica di cover-up per qualsiasi scandalo legato ai vaccini, perché la loro prima preoccupazione è manipolare l’opinione pubblica per mantenere la popolazione nell’ignoranza in merito alle reazioni avverse, in modo che tutti siano predisposti favorevolmente ad accettare i vaccini proposti dall’OMS e dalla GAVI di Bill Gates. Quindi aspettatevi un annuncio da parte dell’OMS che affermerà che ogni decesso è stato causato da una banale coincidenza. Hanno appena agito in questo modo in Vietnam dopo che il vaccino pentavalente Quinvaxem aveva causato a maggio 2013 il decesso di numerosi bambini e una sequela di reazioni avverse.

AGGIORNAMENTO 03/01/2014 – China National Health e Family Planning Commission hanno indagato 17 decessi di bambini deceduti poco dopo aver ricevuto la vaccinazione antiepatite B. Nove casi sono stati dichiarati non correlati ai vaccini, mentre un’indagine preliminare non ha trovato collegamenti nei restanti casi. La causa di questi altri otto decessi sarà confermata solo dopo il completamento delle autopsie. Tra le diagnosi più bizzarre sono state elencate la polmonite acuta, il soffocamento, l’insufficienza renale, la diarrea grave, la necrosi del tessuto intestinale, la morte improvvisa del lattante, malattie cardiache congenite e così via, occorse in bambini totalmente sani e ammalatisi improvvisamente dopo questa vaccinazione. Questo cover-up è stato attuato per fornire un nome differente a ciò che si dovrebbe chiamare “crimine”.

Riproduzione riservata ©

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