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VACCINI: effetti collaterali

Lo slogan spesso ripetuto per promuovere sempre più vaccini è quello di definire “sicuri ed efficaci” tutti i vaccini entrati in commercio nei Paesi occidentali, ma nessun vaccino è completamente sicuro ed efficace in tutte le persone.

Mentre per un farmaco “salvavita” eventuali effetti collaterali gravi sono sopportabili, essi non possono e non devono essere tollerati in seguito all’uso di un vaccino, le cui finalità sono da sempre di tipo esclusivamente “preventivo”.

I mezzi di comunicazione hanno, come si sa, una fortissima presa sulla popolazione e quindi ogni notizia da essi riportata, porta a notevoli conseguenze, riuscendo spesso a modificare comportamenti, anche radicati da anni. Ne consegue che le notizie riguardanti i danni da vaccino dovrebbero corrispondere esattamente alla verità e non dovrebbero essere il frutto dell’emotività contabile di qualche industriale del farmaco o peggio ancora di false informazioni.

Infatti, il problema principale per gli industriali del farmaco è come costringere i media a riportare sempre meno i casi di eventi avversi in modo da alterare la percezione del rischio reale dovuta alla somministrazione del “farmaco vaccino”.

Durante il periodo immediatamente successivo all’introduzione di una nuova vaccinazione, l’incidenza degli effetti collaterali può essere difficilmente valutata. In primo luogo perché le fasi di sperimentazione I, II e III coinvolgono pochissimi soggetti e sono inficiate dalle distorsioni delle industrie produttrici, attraverso inclusioni ed esclusioni di persone, che garantiscano il successo della vendita del farmaco prodotto. In secondo luogo perché, come tutti i farmaci, anche i vaccini non sfuggono alla regola che impone una valutazione nel lungo periodo, durante il quale si potrà avere una migliore valutazione del problema.

Pertanto, dovrebbe accadere con i vaccini quello che succede normalmente con l’introduzione nella pratica di un nuovo farmaco: sono necessari anni, almeno 5, o ancor meglio 10, per conoscere meglio un’ipotetica tolleranza. Purtroppo, tutto ciò non avviene perché la sperimentazione viaggia su un binario ad alta velocità rispetto alla biologia e quando accadono evidenze come l’attuale epidemia di autismo infantile, le evidenze sono sistematicamente negate e corrette in corso d’opera con modifiche alle diagnosi.

Anche secondo l’OMS gli eventi avversi sono riconducibili fondamentalmente  ad un errore programmatico, a reazioni indotte direttamente dal vaccino stesso, o precipitate dal vaccino o da eventi concausali.

Per ridurre i tempi di conoscenza e per avere un’esatta dimensione degli effetti collaterali è necessario mettere in atto in tutto il Paese una rete di sorveglianza attiva, subito dopo l’entrata in commercio del vaccino. Purtroppo, questo non avviene in quanto in Italia abbiamo un sistema di sorveglianza passiva che, tra l’altro, rispetto alla Banca dati europea delle sospette reazioni avverse ai farmaci, omette sistematicamente di riportare dati utili per attuare una decisione consapevole ed informata.

E’ da tener presente che l’insorgenza di sintomi e segni dopo la somministrazione di un vaccino significa che l’origine di questi è da attribuire all’errore programmatico di somministrazione dello stesso. Tuttavia, le industrie sono molto attive ultimamente ad investire ingenti capitali per dimostrare la fallacia della correlazione causale [post hoc ergo propter hoc].

Perché l’associazione fra vaccinazioni e sintomi clinici risulti almeno sospetta, è necessario che essa compaia entro un determinato periodo di tempo e che, almeno per i vaccini costituiti da virus vivi attenuati, venga isolato il ceppo vaccinale dal paziente. Per esempio, per ipotizzare una situazione di causa/effetto non è sufficiente infatti ritrovare il poliovirus attenuato del vaccino nelle feci del vaccinato, ma è necessario reperirlo nel liquor o nel cervello. Per una serie di ragioni etiche, è ovvio che è impensabile effettuare una biopsia cerebrale “in vivo” mirata appositamente per dimostrare una situazione causa/effetto determinata da un vaccino in un neonato, anche alla luce di fatti in cui sono state rigettate prove documentate relative al ritrovamento del virus vaccinale nel liquor dello stesso neonato.

Uno dei pochi ottimi strumenti che rimangono in circolazione e, da un certo punto di vista, mettono d’accordo tutti, indipendentemente dalla fazione del tifo cui si appartiene, è offerto dalla raccolta dei dati epidemiologici: una più alta incidenza di un particolare evento patologico fra i soggetti che hanno ricevuto un vaccino specifico, in confronto al restante della popolazione di età analoga e nella stessa sede geografica, suggerisce una relazione precisa.

Così è stato quando l’incidenza di una sofferenza meningea fra i vaccinati contro la parotite in diverse contee del Regno Unito, ha permesso di trovare un collegamento fra la somministrazione di un ceppo di virus attenuato [Urabe Am9] contro la parotite e l’irritazione meningea. Vale, sempre come esempio, anche quanto è avvenuto negli Stati Uniti una trentina di anni fa, quando dopo la vaccinazione contro l’influenza, utilizzando un ceppo di origine suina A – New Jersey, 1976 – comparvero una sequela di casi di Sindrome di Guillain-Barré, contro un numero limitatissimo nella popolazione non vaccinata.

Siccome l’imbarazzo per le Sindromi Autistiche è elevato, per loro, il discorso non vale, malgrado l’autismo regressivo è oggi l’elemento unificante di popolazioni che vivono in aree geografiche assai diverse, che hanno culture, religione, alimentazione diverse, ma gli stessi vaccini!

Una reazione avversa può essere anche dovuta a sostanze diverse dagli antigeni specifici del vaccino, cioè a sostanze presenti comunque nella preparazione: ormai in letteratura scientifica sono numerosi i casi di shock anafilattico, legato alla gelatina idrolizzata [vaccino MPR], o agli antibiotici [neomicina, kanamicina, streptomicina], mentre effetti collaterali sono stati attribuiti ai conservanti, agli adiuvanti o ad altri componenti il terreno di coltura sul quale è cresciuto l’agente infettivo.

La riluttanza dei genitori ad accettare le vaccinazioni per i propri figli risiede giustamente nel timore che, con la vaccinazione, possano insorgere complicazioni. Anche molti medici e pediatri sono riluttanti nel “propagandare” le vaccinazioni pur non essendo manifestamente contrari alla pratica vaccinale.

Per le industrie del farmaco e per i funzionari collusi ad esse, un comportamento del genere non ha giustificazione, benché siano totalmente a conoscenza che anche i vaccini, come d’altra parte ogni farmaco, sono da considerare non sufficientemente sicuri e l’uso diffuso nella popolazione comporta frequentemente la comparsa di effetti spiacevoli, nella maggior parte bambini sempre più colpiti da difficoltà di linguaggio e di apprendimento.

Il modo più semplice per prevenire la maggior parte delle razioni avverse è l’identificazione, durante la raccolta dell’analisi prevaccinale, delle diverse precauzioni e controindicazioni. Per compiere appieno il proprio dovere il Pediatra o il Servizio di vaccinazione deve avvertire i genitori ed eventualmente i pazienti, sull’utilità di riferire qualunque possibile reazione o effetto collaterale, insorti in vicinanza della vaccinazione e di tale intensità da richiedere l’intervento del medico.

La comparsa di effetti spiacevoli, successivi alla somministrazione di un vaccino, rappresenta anche per il medico vaccinatore un elemento importante, che spesso limita la sua azione a favore delle vaccinazioni. Troppo spesso la sottostima del rischio arma le mani di un Pediatra, di un medico generico o di un assistente sanitario.

Gli effetti collaterali [altrimenti detti effetti collaterali spiacevoli] possono essere da lievi a gravi e pericolosi perfino per la vita. In molti casi l’effetto collaterale spiacevole è legato al fatto che i Servizi di vaccinazione sono sovraffollati, le vaccinazioni sono somministrate come caramelle in situazioni peggiori alle catene di montaggio, non si dedica il tempo necessario alla raccolta dell’analisi prevaccinale, non si dedica il tempo necessario all’informazione relativa alle precauzioni e alle controindicazioni, non sono seguite le comuni raccomandazioni delle aziende produttrici riguardanti le co-somministrazioni, non sono seguite le comuni norme relative alla via e alla sede della somministrazione. Per esempio, somministrare per via intradermica o sottocutanea un vaccino contenente idrossido di alluminio, la cui somministrazione dovrebbe essere fatta unicamente per via intramuscolare, produce di sicuro effetti collaterali spiacevoli.

Non va poi dimenticata l’esistenza di un altro rapporto fra vaccinazione e comparsa di effetti collaterali più o meno gravi, dovuti alle conseguenze che la vaccinazione può avere sul metabolismo di un farmaco [in generale un farmaco antiepilettico, come fenitoina, fenobarbitale, carbamazepina e altri ancora]

Le industrie del farmaco stanno investendo ingenti capitali per dimostrare, attraverso l’utilizzo fraudolento del placebo e della genetica, che gli effetti collaterali ai vaccini, per quanto riguarda la loro intensità e la loro frequenza, sono legati strettamente alle caratteristiche genetiche del soggetto vaccinato, soprattutto per l’estremo polimorfismo delle risposte citochimiche. Proprio per questo è stata di recente avviata una nuova branca della vaccinologia, alla quale è stato dato il nome di adversomica, riguardante gli effetti dell’imunogenetica sulle manifestazioni collaterali spiacevoli dopo vaccinazione.

Così facendo le industrie si tutelano e si sentono sempre più autorizzate a scrivere che le persone sono difettose mentre i loro vaccini sono sempre e comunque perfetti e sicuri. Tutto ciò costituisce una mistificazione fraudolenta e legalizzata della realtà.

Notifica di reazioni avverse

L’obbligo del medico vaccinatore di osservare e comunicare i risultati di un vaccino in tutti i pazienti immunizzati è presente in tutte le legislazioni sanitarie.

Un buon sistema di sorveglianza deve rispondere a numerosi requisiti:

  • deve fornire un mezzo per scoprire nuovi effetti collaterali, non precedentemente collegati al vaccini
  • deve aiutare nel determinare il numero delle reazioni collaterali
  • deve permettere la raccolta e l’analisi delle informazioni sugli effetti collaterali al vaccino
  • deve aiutare nel valutare il rischio potenziale degli effetti collaterali

Anche nel nostro Paese, già con la circolare del 25 giugno 1979 n. 41, furono emanate le disposizioni per la notifica delle reazioni collaterali ma al tempo stesso si invitava di non tenere conto delle lamentele di quelle madri “eccessivamente allarmiste” che finivano per vanificare qualunque sforzo teso a valutare e controllare gli effetti indesiderati legati alla somministrazione del vaccino.

La tempestività della notifica è essenziale per l’adozione di eventuali provvedimenti. A questo proposito così si esprimeva la circolare:

La tempestività della notifica è essenziale per l’adozione di eventuali provvedimenti, perché, unita ad altre segnalazioni, possa essere di guida per l’identificazione di una reazione contraria, magari non precedentemente segnalata.

Tutti questi ipotetici buoni propositi sono stati ribaditi e potenziati nel Decreto legislativo 95/2003. Nel Decreto Ministeriale è riportato anche un modello di segnalazione di reazione avversa a farmaci e vaccini, da trasmettere al responsabile della Farmacovigilanza della ASL.

Dopo la promulgazione della Legge 25 febbraio 1992 n. 210, relativa all’indennizzo dei soggetti danneggiati da complicanze di tipo irreversibile, in seguito all’uso di sangue o emoderivati, o di vaccini, il numero delle segnalazioni di effetti indesiderati è andato progressivamente aumentando.

L’art. 3, comma 5, della stessa Legge demanda esplicitamente al medico vaccinatore, o Pediatra di famiglia, il compito di redigere l’apposita scheda informativa, con le informazioni riguardanti gli eventuali effetti collaterali attribuibili alle vaccinazioni.

L’art. 7 affida alle Regioni la raccolta dati sulle eventuali complicanze da vaccino, sull’attuazione di progetti d’informazione della popolazione e sui vantaggi e rischi della vaccinazione.

Tale compito richiede la conoscenza da parte del medico vaccinatore dei diversi effetti collaterali, che possono comparire in seguito alle varie vaccinazioni, e delle diverse incidenze e gravità che ciascuno di essi può presentare. La notifica quindi di un evento avverso alle vaccinazioni rappresenta un dovere per i medici del Servizio sanitario, sia che facciano parte dei Servizi per le vaccinazioni, sia che si tratti di medici di libera scelta.

Tuttavia, una vasta esperienza della Regione Veneto, che dura da oltre 15 anni, mediante l’istituzione di un Canale Verde, è ricca di risultati nella prevenzione e nel monitoraggio degli eventi avversi dopo vaccinazione e tale esperienza dovrebbe essere utilmente ripresa in altre regioni.

La conoscenza degli effetti collaterali dopo vaccinazione permette di conoscere alcuni elementi essenziali:

  • le caratteristiche dei vaccini somministrati
  • l’analisi degli aspetti operativi del programma vaccinale
  • la frequenza dell’evento riscontrato, se cioè esso sia isolato o faccia parte di un gruppo [cluster]
  • la possibilità che eventi simili si ritrovino nella popolazione non vaccinata

Nonostante tutti questi ulteriori buoni propositi si rileva come il numero di segnalazioni sia relativamente basso a seguito di una notevole sottostima della frequenza reale degli eventi avversi, favorita anche da un certo Ministro della Sanità che decise di togliere l’obbligo di inoltrare la notifica.

Dall’esame delle segnalazioni è possibile stabilire alcuni elementi fondamentali, come il rilievo dello stesso evento dallo stesso Servizio vaccinale o nella stessa area o la possibilità che tutte o buona parte delle persone vaccinate abbiano avuto gli stessi sintomi.

In ogni parte del mondo sono sorti dei sistemi [per esempio OMS, Vaers USA, Banca dati Europa, DAEN Australia, CAEFISS Canada, Paul Ehrlic Institut Germania, e così via] di sorveglianza attiva, che, pur molto diversi tra loro, prevedono tutti le revisioni sistematiche. Italia, come al solito, non pervenuta! … Anzi, si fa di tutto per omettere informazioni vitali, nascondere la verità e commissionare articoli beceri a mercenari della disinformazione.

Riscontrata l’esistenza di effetti collaterali al vaccino è necessario stabilire se:

  • il vaccino non sia stato somministrato scorrettamente
  • se sia stato proprio il vaccino a indurre l’effetto collaterale
  • se l’evento non sia dovuto soltanto a una coincidenza temporale
  • se non sia possibile esprimere un giudizio su una reazione causale

Molto importante per la pratica quotidiana è stabilire quali siano le reazioni avverse dopo le quali non è possibile continuare la vaccinazione e quali siano gli effetti collaterali gravi e/o le situazioni cliniche di base che controindicano la profilassi. Fra le complicazioni dopo la vaccinazione che possono richiedere notifiche delle schema vaccinale vanno comprese:

  • le manifestazioni anafilattiche
  • l’encefalopatia [coloritamente etichettata autismo]
  • l’encefalite
  • la trombocitopenia
  • le convulsioni
  • la febbre superiore a 40 °C
  • gli episodi d’ipotonia e di iporesponsività
  • la meningite sierosa
  • la Sindrome di Guillain-Barrè
  • la neurite brachiale che insorge frequentemente negli adulti dopo vaccinazione contro il tetano

Curiosamente tutte le voci qui elencate sono poi definite come “false indicazioni“ per la controindicazione alla vaccinazione da parte della nostrana Guida alle Controindicazioni, a tal punto da far sorgere più di qualche legittimo sospetto in merito ai conflitti d’interesse dei relativi autori.

Effetti collaterali

Da un punto di vista semantico, come reazioni sono indicati effetti collaterali frequenti e lievi, solitamente ad esito favorevole, mentre come complicazioni sono indicate manifestazioni tali da assumere una vera e propria coloritura clinica [come per esempio l’etichetta autismo] a carico del Sistema Nervoso Centrale. Esse possono avere sequele di eventi ed avere eccezionalmente esito fatale.

Non mi stancherò mai di ripetere che nelle fasi preparatorie all’introduzione in commercio del vaccino, il vaccino viene usato in un numero relativamente basso di soggetti [da una decina nella FASE I, a un centinaio nella FASE II], con le immancabili distorsioni delle aziende produttrici che attuano inclusioni ed esclusioni a favore del proprio prodotto. Perciò, in queste fasi [FASE I e FASE II] vengono soprattutto riscontrati gli effetti collaterali lievi. Invece, il rilievo delle reazioni gravi è possibile solo quando l’uso del vaccino viene esteso a tutta la popolazione inconsapevole di rientrare in una larga sperimentazione di massa [FASE IV] ma, anche a fronte di manifeste evidenze, ci si dovrò sempre confrontare con gli immancabili negazionisti.

Le reazioni locali più comuni insorgono a distanza di 12-48 ore dalla vaccinazione e sono fra l’altro rappresentate dal dolore, tumefazione e infiltrazione in sede d’iniezione, e impotenza funzionale. L’evoluzione è senz’altro favorevole, perché la sintomatologia scompare in 1-2 giorni. Poiché la loro comparsa è legata direttamente al vaccino o ad alcuni componenti la preparazione [per esempio gli adiuvanti], esse avvengono di frequente, sono prevedibili, ma non sono prevenibili.

Gli effetti collaterali comuni generalizzati sono diversi da un vaccino all’altro e sono fra loro associati nei modi più vari. Febbre non superiore a 39 °C, cefalea, anoressia, vomito, diarrea, o stipsi fanno parte delle reazioni generali; anche la comparsa di un esantema dopo la vaccinazione contro il morbillo e di una tumefazione della linfoghiandola regionale sono comprese fra le manifestazioni lievi, che possono comparire a breve distanza [qualche ora] della vaccinazione, oppure dopo 7-10 giorni.

La percentuale d’insorgenza di effetti collaterali aumenta in rapporto al numero delle dosi somministrate, complicando il pronostico a sfavore del vaccinando.

Febbre

La febbre è l’effetto collaterale spiacevole più frequente dopo una vaccinazione: essa è presente praticamente, in modo maggiore o minore, per qualsiasi tipo di vaccinazione. Anche la semplice lunghezza dell’ago della siringa può comportare un rischio frequente nel neonato, nel lattante e nel bambino piccolo. Anche la presenza nel vaccino di adiuvanti aumenta la frequenza e l’intensità degli effetti collaterali spiacevoli, inclusa la febbre.

Nella pratica corrente è molto diffuso l’uso di paracetamolo sia come preventivo che come trattamento diretto della febbre, ma questa pratica non è promossa da alcuna evidenza scientifica! Anche l’uso di paracetamolo dopo una qualunque vaccinazione dovrebbe seguire il principio di precauzione. Infatti, secondo uno studio pubblicato sulla rivista The Lancet l’uso profilattico del paracetamolo ridurrebbe le risposte anticorpali agli antigeni contenuti in molti vaccini. Inoltre, uno studio indipendente pubblicato sulla rivista Environmental Health ha trovato una correlazione con l’uso di paracetamolo dopo la trivalente Morbillo-Parotite-Rosolia e quest’altro studio ha dimostrato che il paracetamolo [con gli inibitori COX-2] somministrato nei primi giorni di vita causa atrofia delle cellule purkinjee cerebellari nei soli ratti maschi.

Tumefazione della sede di iniezione, che può estendersi fino al rigonfiamento dell’intero arto

Nella maggior parte dei casi la tumefazione è limitata alla sede dell’iniezione o nella parti ad essa vicine, ma in taluni casi può estendersi all’intero arto.

In una ricerca, condotta sui dati VAERS USA la tumefazione dell’arto viene suddivisa in tre gruppi:

  1. tumefazione dell’intero arto [dell’anca al piede o dalla spalla alla mano]
  2. tumefazione prossimale e distale dell’arto
  3. tumefazione prossimale [dall’anca al ginocchio e dalla spalla al gomito]

In uno studio con gli ultrasuoni, relativamente recente, il fenomeno è stato studiato in 12 bambini di 4-6 anni, in occasione dell’ultima dose di vaccino DTPa [Difterite, Tetano, Pertosse acellulare]: è stato osservato che la tumefazione è a carico sia del tessuto sottocutaneo, che della massa muscolare dell’arto interessato, esteso al di là dell’arrossamento e della tumefazione, rilevabile all’ispezione. L’espansione del sottocutaneo e del tessuto muscolare andò dal 11% al 281%, rispetto all’altro arto.

La tumefazione dell’arto è più frequente dopo la vaccinazione con vaccino pneumococcico [PCV] e con i vaccini DTP [Difterite, Tetano, Pertosse] e DTPa [Difterite, Tetano, Pertosse acellulare] alla terza/quarta dose.

Nodulo in sede di iniezione

Non è rara la comparsa di un nodulo in sede di iniezione, caratterizzato da una consistenza dura, a volte da dolore e prurito, ma spesso senza essere accompagnato da alcun sintomo e segno. Un gruppo di lavoro della Brighton Collaboration si è interessato di questo fenomeno. E’ necessario un periodo di osservazione di circa una settimana per porre la diagnosi di nodulo in sede d’iniezione e differenziarlo dalla tumefazione. Viene ammesso che il nodulo possa progredire in un ascesso e può persistere anche per mesi dopo la vaccinazione.

Ascesso in sede di iniezione

L’ascesso è una raccolta di materiale purulento, localizzata nei tessuti molli, insorta nella sede di iniezione. L’ascesso può essere sterile o batterico: non è ben precisata l’origine dell’ascesso sterile. Gli ascessi sono poco comuni, sia quelli batterici [Stafilococchi, Streptococchi, Clostridia], sia quelli sterili: essi hanno un’incidenza di 1 caso ogni 100.000 iniezioni.

Cellulite

La cellulite è da intendersi come infiammazione della cute. Può essere dovuta a tecniche d’iniezione non sicure per quanto riguarda la sterilità o a cattiva conservazione del vaccino, specialmente se si tratta di una confezione multidose. L’identificazione dell’agente infettivo permette un preciso trattamento antibiotico.

Cheloide

Per cheloide si intende una cicatrice che si estende al di là dei limiti della ferita originale. E’ osservato dopo la vaccinazione con BCG [Bacillo Calmette-Guérin], dopo la vaccinazione antivaiolosa, dopo la vaccinazione contro l’epatite B, con vaccino monovalente contro il morbillo e trivalente MPR, con DTP [Difterite, Tetano, Pertosse], con dT [Difterite, Tetano], con vaccino contro l’epatite A, con vaccino meningococcico polisaccaridico tetravalente e con vaccino contro febbre gialla. In qualche paziente il cheloide insorge qualunque sia il tipo di vaccino usato.

Sindrome della gamba macchiata

Si tratta di una reazione vasomotoria con la quale viene descritta la colorazione di una o di ambedue le gambe, in toto o a macchie rosse, blu o viola, con o senza tumefazione. Gran parte di questi casi è legata alla vaccinazione, entro 48 ore dall’imunizzazione: in circa la metà dei casi la colorazione compare dopo la vaccinazione DTP-IPV-Hib [Difterite, Tetano, Pertosse, Polio inattivato, Haemophilus Influenzae tipo B]. Frequente l’associazione col pianto intenso ed inconsolabile.

Pianto persistente, inconsolabile

Il pianto dei neonati è una reazione comune allo stimolo doloroso. Dopo la somministrazione parenterale [intesa come ogni via di somministrazione di farmaci diversa da quella orale, ovvero per aerosol e per intramuscolo, e non come qualche disinformatore riporta lasciando intendere la via endovenosa], sono stati descritti molti tipi di pianto. Ciò che deve insospettire i genitori è un particolare tipo di pianto perché prolungato, persistente, inusuale, a tonalità alta, protratto, non controllabile e inconsolabile. Fino a qualche anno fa tale pianto era definito “pianto cerebrale” con una riconosciuta origine neurologica. Poi, a seguito della spinta commerciale delle industrie dei vaccini, è stata modificata la definizione e non viene più considerato come “reazione neurologica“. L’incidenza è di 1 ogni 60. Coloro che invece sono maestri nel confondere le idee ai genitori con la matematica, ricorderanno sempre che l’incidenza è 1000 ogni 60.000.

Episodio ipotonico-iporesponsivo [HHE]

Poiché per Hypotonic-Hyporesponsive Episode [HHE] s’intende un gruppo eterogeneo di manifestazioni cliniche, si è resa necessaria un’esatta definizione del quadro, che, secondo un workshop tenutosi negli USA nel 1997, è caratterizzato dai seguenti criteri d’inclusione:

  • insorgenza improvvisa di flaccidità o ipotonia, ridotta responsività, pallore o cianosi
  • età inferiore ai 10 anni
  • insorgenza dell’evento entro 48 ore dalla vaccinazione
  • durata dell’episodio da 1 minuto a 48 ore, con un numero più elevato fra 6 e 30 minuti

Il quadro viene comunemente definito come stato di shock, sindrome shock-simile, collasso, reazione collassiale e altro ancora. Secondo il gruppo di lavoro della Brighton Collaboration per HHE s’intende l’inizio improvviso d’ipotonia muscolare e ridotta responsività o non responsività, associate a pallore o cianosi.

Sincope

A volte la reazione generale che consegue al vaccino non è strettamente collegata al vaccino stesso, quanto alle conseguenze psicologiche della sua somministrazione.

La più diffusa fra queste è la sincope, cioè una reazione vaso-vagale, conseguenza diretta della paura o dello stress emotivo, e seguita da un’improvvisa ipotensione, quasi sempre con perdita di conoscenza e stato di abbandono a terra. Negli USA, nel corso degli anni, ne sono stati riportati infiniti casi, dopo vaccinazione, soprattutto in soggetti in età al di sotto dei 20 anni [massima incidenza fra i 10 e i 19 anni, in piena età adolescenziale] e nei soggetti di sesso femminile.

Esantema

L’esantema è il terzo evento avverso più frequente, dopo la febbre e reazioni in corrispondenza del sito di iniezione. Esso è caratterizzato da modificazioni della cute e delle mucose, con numerosa diversa morfologia: dalle macule, alle papule, alle vescicole, alle bolle, fino alle pustole. E’ possibile la comparsa dopo vaccinazione con agenti vivi attenuati ma anche dopo la somministrazione di altri vaccini, di manifestazioni cliniche tipo Sindrome di Gianotti-Crosti [acrodermatite papulosa infantile], legata alla presenza di immunocomplessi e presentatasi a distanza di giorni dalla somministrazione del vaccino.

Alopecia

Anche l’alopecia, la perdita dei capelli, va ricordata come evento dopo la vaccinazione di routine. Molti autori hanno concluso che può esistere un’associazione fra vaccinazioni e perdita dei capelli e propendono, come causa, per l’insorgenza di un meccanismo di tipo immunologico, indotto dal vaccino. Quando accade soprattutto alle gentili signore che, per lavoro o vacanze, vogliono recarsi in mete esotiche, diventa una tragedia non da poco che può condizionare il resto dell’esistenza.

Bombatura della fontanella

Il rilievo di una bombatura della fontanella anteriore dopo la vaccinazione è un evento abbastanza raro ma non impossibile da verificarsi. Esso si presenta in lattanti di pochi mesi, entro 18 ore dalla vaccinazione e dura 3 giorni. La febbre è molto frequente e qualsiasi vaccino si è dimostrato in grado di determinarla.

Stanchezza

La stanchezza acuta transitoria che può seguire qualsiasi vaccinazione è differente dalla sindrome della stanchezza cronica che talvolta può far seguito ad un’infezione. Mentre la stanchezza acuta ha durata da meno di una settimana a un massimo di un mese, nella sindrome da stanchezza cronica la durata va da 6 mesi in poi.

Sofferenza dei muscoli e delle articolazioni

Nel 2002 è stato descritto da autori francesi un quadro particolare, legato alla somministrazione di un vaccino, adiuvato con alluminio, conosciuto sotto il nome di miofascite macrofagica, caratterizzato da granulomi postvaccinali, contenenti alluminio, e da artromioalgie accompagnate da astenia cronica.

Nel 2007 sono stati riportati problemi all’articolazione scapolo-omerale, insorti in due anziani dopo la somministrazione nel deltoide rispettivamente del vaccino antinfluenzale e del vaccino pneumococcico 23-valente. I sintomi caratterizzati da dolore e impotenza funzionale erano scomparsi dopo la somministrazione locale di corticosteroidi. Viene sospettata la comparsa di una borsite sottoacromiale con successiva tendinite del bicipite. Gli autori suggeriscono quindi di evitare l’iniezione nel terzo superiore del muscolo deltoide, per evitare l’introduzione del vaccino nella borsa sottoacromiale, presente in questa sede.

Effetti collaterali gravi

Per chiarire le varie situazioni, che si incontrano nello studiare il rapporto fra il vaccino e le reazioni gravi, sono stati adottati criteri che vanno da una totale assenza di collegamento a reazioni gravi nelle quali il rapporto è sicuramente stabilito:

  • non ci sono prove per stabilire una relazione causale
  • ci sono prove insufficienti per accettare
  • ci sono prove insufficienti per escludere una relazione causale
  • ci sono prove per escludere una relazione causale
  • ci sono prove per accettare una relazione causale
  • ci sono prove per stabilire di sicuro una relazione causale

Per alcuni vaccini sono stati presi in esame i conosciuti eventi avversi. La fonte bibliografica cui faccio riferimento è scritta da Stratton KR et al. – 1994 – Adverse events associated with childhood vaccines evidence bearing on causality edita dallo I.O.M. [Institute of Medicine] in quanto contiene la base scientifica di verità sulla quale si basa l’infinita controversia in merito alla correlazione tra autismo [inteso come encefalopatia] e vaccinazioni.

Stratton_IOM_bisIn questa pubblicazione, come da fotografia allegata, si dichiara senza alcuna ombra di dubbio la plausibilità biologica che il vaccino contro il morbillo scatena:

  • Encefalopatia
  • Panencefalite Subacuta Scelrosante [PESS]
  • Disordini Cerebrali [Residual Seizure Disorders]
  • Neuriti ottiche
  • Mielite trasversa
  • Sindrome di Guillain-Barré
  • Trombocitopenia

Oggi lo I.O.M. è invaso dalla corruzione e la spinta negazionista delle industrie del farmaco, oltre che di cattivi sacerdoti che hanno svenduto la Medicina, ha fatto si che tali informazioni siano sistematicamente occultate. Tuttavia, la prova del danno rimane inalterata!

La correlazione di una reazione indesiderata al vaccino può essere:

  • impossibile
  • improbabile
  • possibile
  • probabile
  • convincente

Anche gli effetti collaterali gravi possono essere locali e generali. Tutte le reazioni gravi sono definite dalla medicina ufficiale come “rare ed eccezionali” ma è bene sapere che non sono prevedibili e quindi non sono nemmeno prevenibili, perché, almeno quelle generali, sono legate quasi sempre a situazioni specifiche del singolo vaccinando che non vengono mai valutate scrupolosamente in sede di raccolta dati.

Le reazioni locali gravi sono rappresentate dalla contrattura muscolare, dalla lesione di un nervo che si trovi in vicinanza della sede dell’iniezione, dalla rottura dell’ago e dall’indesiderata introduzione del vaccino all’interno di uno spazio articolare. Per le iniezioni, praticate, alla natica, può essere colpito il nervo sciatico popliteo esterno, che conferisce al bambino un’andatura steppante [andatura spastica], per lesione del nervo sciatico popliteo esterno.

Fra le reazioni generali gravi sono da ricordare quelle che si osservano dopo la vaccinazione contro la pertosse con vaccino intero, la comparsa di una paralisi flaccida dopo la vaccinazione antipolio con virus vivi attenuati, le reazioni osservate in un soggetto immunocompromesso, le convulsioni generalizzate, la neurite brachiale, la sindrome di Guillain-Barré, la trombocitopenia, e molte altre che abbiamo trattato nel lungo percorso informativo ipromosso da questo sito.

Anche la febbre, uguale o superiore a 40 °C, viene considerata fra le reazioni gravi.

Poliomielite paralitica, associata alla vaccinazione antipolio

La comparsa di un effetto collaterale grave di questo tipo può essere in primo luogo dovuta a una riacquisizione della virulenza, per la comparsa di fenomeni di retromutazione in un ceppo virale vivo attenuato: è quanto avveniva in oltre i due terzi dei casi di poliomielite paralitica dopo vaccinazione orale. Nel terzo rimanente la poliomielite paralitica da vaccino orale è dovuta all’incapacità da parte del vaccinato di montare un’adeguata risposta immune, cellulare e/o umorale. Anche l’uso del vaccino orale in un soggetto affetto da HIV può avere le identiche conseguenze.

Ma la reazione grave può essere dovuta anche a un’insufficiente attenuazione di ceppi virulenti: è quanto avvenne nel 1955 nell’incidente Cutter [dal nome dell’azienda produttrice del vaccino] quando vennero registrati 204 casi di polio in soggetti di recente vaccinati.

Per il vaccino antipolio orale [OPV] è stato ormai accertato un legame con la poliomielite paralitica. In caso di poliomielite paralitica in un soggetto immunocompetente l’intervallo massimo consentito è di 30 giorni, quando si considera il paziente direttamente vaccinato, mentre è di 70 giorni per i contatti. In caso di vaccinazione antipolio di un soggetto immunodeficiente l’intervallo di tempo si allunga ai 6 mesi, mentre per una poliomielite acquisita in comunità non esiste un intervallo massimo. Questa è la spiegazione per cui, avendo vaccinato a tappeto con OPV in modo irrispettoso migliaia di bambini esposti a situazioni di massima debolezza fisica e sociale, sono scoppiate epidemie iatrogene in Pakistan, India, Israele e Siria.

Per la vaccinazione antipolio inattivata [IPV] non ci sono prove sufficienti per accettare o respingere correlazioni con reazioni anafilattiche, mielite trasversa, trombocitopenia, e  soprattutto Sindrome di Guillain-Barrè. Tuttavia, malgrado il vaccino antipolio inattivato  [IPV] SALK, tutti coloro che hanno ricevuto  il vaccino IPV potrebbero essere portatori sani della malattia perché tale vaccinazione non previene l’infezione del tratto digerente, a meno che i livelli di anticorpi nel siero non siano molto elevati [cosa insolita se non per breve tempo dopo le dosi di richiamo]. Con questa vaccinazione viene prevenuta l’infezione della mucosa dell’orofaringe e delle tonsille, cosicché viene eliminata la trasmissione attraverso le secrezioni faringee. Questo effetto può spiegare la diminuzione dell’incidenza dell’infezione osservata dopo l’impiego su larga scala del vaccino inattivato. Ma, uno degli svantaggi è la non eliminazione della possibilità di reinfezione intestinale e della escrezione fecale. Quest’ultima caratteristica però, come scrisse anche Renato Dulbecco in un vecchio libro di Virologia, potrebbe anche rappresentare un vantaggio, se l’immunità conferita dal vaccino non è duratura, poiché potrebbe verificarsi l’infezione naturale ad un tasso normale, senza produrre malattia paralitica.

Convulsioni generalizzate

Le convulsioni sono episodi d’iperattività neuronale che si manifestano con contrazioni muscolari improvvise e involontarie. Esse si possono manifestare anche come disturbi sensoriali, modificazioni anatomiche e alterazioni del comportamento con interessamento o perdita della coscienza.

Per quanto riguarda il rapporto con la vaccinazione è estremamente importante stabilire se la convulsione è stata veramente presente oppure no e se la febbre è assente oppure è insorta prima, anche poco prima, dell’inizio della convulsione. Nella maggior parte dei casi state certi che la febbre è un’ottima scappatoia per sviare l’attenzione dalle responsabilità del vaccino. Addirittura è definito di scarsa importanza l’accertamento con EEG del tipo di convulsione, ai fini della definizione della sicurezza del vaccino e per la definizione del caso clinico.

Viene definita convulsione generalizzata dopo vaccinazione una crisi caratterizzata da improvvisa perdita della coscienza e da manifestazioni motorie generalizzate, toniche, cloniche, tonico-cloniche o atoniche.

Una crisi convulsiva di tipo febbrile è una conseguenza relativamente frequente dopo la vaccinazione contro il morbillo. Tuttavia, l’unico messaggio di parte proposto dai Servizi vaccinali è che il rischio maggiore si ha con le convulsioni causate dalla malattia naturale, salvo poi ricevere comunicati d’attenzione dall’ente europeo preposto senza comunicarli ai genitori. Inoltre, i genitori di bambini che hanno una storia personale di convulsioni febbrili, vanno avvisati di un aumento del rischio di convulsioni dopo la vaccinazione.

Sindrome di Guillain-Barré

Prove sufficienti per accettare un rapporto con le vaccinazioni sono state raccolte per la Sindrome di Guillain-Barré, soprattutto in seguito alla somministrazione contro l’influenza e alla somministrazione di anatossina tetanica. Il tempo massimo intercorso è di 8 settimane dalla vaccinazione. La Sindrome di Guillain-Barré dopo vaccinazione contro il tetano si manifesta unicamente nell’adulto. Nel bambino può insorgere dopo vaccinazione DTPa e, come al solito, viene ritenuta di nessuna rilevanza per la salute pubblica; però per i genitori del bambino interessato la questione è ben differente.

E’ stato dimostrato che un tipo di vaccino antinfluenzale [A/New Jersey/8/76 di derivazione suina!], in uso una trentina di anni fa, aumentava di 8 volte il rischio di Sindrome di Guillain-Barré nelle 5 settimane successive all’inoculazione.

Esistono prove per accettare una relazione causale fra OPV e Sindrome di Guillain-Barré, così come una maggiore incidenza di casi è stata riscontrata anche dopo vaccinazione con il vaccino norvegese contro il meningococco B e dopo vaccinazione con il vaccino contro l’epatite B.

Encefalite, encefalopatia, meningoencefalite, encefalomielite acuta disseminata [ADEM]

Negli USA fra il 1970 e il 1993 ben 48 bambini da 10 a 49 mesi hanno presentato, dopo la vaccinazione contro il morbillo, da sola o in associazione alla parotite e alla rosolia, un’encefalopatia, in seguito alla quale 8 bambini morirono, mentre nel rimanente dei casi si verificarono una regressione e un ritardo mentale [alias AUTISMI], epilessia, deficit motori, deficit sensoriali e disordini nei movimenti. L’inizio dei segni neurologici avvenne 8-9 giorni dopo la vaccinazione.

Ben conosciuto è il rapporto fra meningoencefalite e ceppo Urabe AM9 della parotite: l’incidenza è di 1 caso ogni 11.000 dosi e l’intervallo massimo di tempo è di 15 giorni.

Anche l’encefalomielite acuta disseminata [ADEM] può insorgere dopo una vaccinazione: si tratta di una malattia infiammatoria demielinizzante del sistema nervoso centrale. Nei tre quarti dei casi la malattia insorge dopo vaccinazione o infezione sovrapponibile ad essa. Essa può insorgere dopo la somministrazione di diversi vaccini, come rabbia, difterite, tetano, polio, vaiolo, morbillo, parotite, rosolia, encefalite giapponese, pertosse, influenza, epatite B. La Brighton Collaboration ha preparato la definizione e ha stabilito le linee guida.

Paralisi del facciale

La Brighton Collaboration si è interessata anche della definizione di paralisi del facciale. Una sessantina di casi di paralisi del facciale si sono avuti in Svizzera all’inizio degli anni 2000, in seguito alla somministrazione per via nasale di un vaccino contro l’influenza adiuvato con l’enterotossina termolabile dell’Escherichia coli.

Neurite brachiale

Nell’adulto è stato trovato un rischio aumentato [di 5-10 volte in confronto alla popolazione in generale] fra vaccino contro il tetano e neurite brachiale. La neurite brachiale viene considerata attribuibile al vaccino quando compare entro 28 giorni dalla somministrazione.

Porpora trombocitopenica idiopatica

Sono variabili le segnalazioni di un rapporto fra trivalente MPR e porpora trombocitopenica idiopatica in Finlandia, Svezia, Gran Bretagna così come in Canada e Francia oppure negli Stati Uniti. In tutti i casi la medicina ufficiale riporta una incidenza inferiore rispetto alla malattia naturale, anche se risulta che la porpora trombocitopenica idiopatica risulta maggiore in tutti coloro ai quali era insorta in seguito alla prima vaccinazione contro il morbillo. L’intervallo massimo di tempo è di 30 giorni. Il rischio relativo al rapporto fra altre vaccinazioni e porpora trombocitopenica idiopatica è sconosciuto.

Invaginazione intestinale acuta

L’invaginazione intestinale è la causa più comune di ostruzione intestinale acuta del lattante e del bambino. I vasi del segmento intestinale che s’invagina nel segmento distale vengono inizialmente compressi per cui si presenta congestione venosa ed edema. Con il progredire dell’ostruzione, l’apporto di sangue può essere compromesso e portare a un’ischemia intestinale. L’invaginazione intestinale non trattata chirurgicamente è una condizione potenzialmente mortale.

Nel 1999 l’uso del vaccino tetravalente contro i rotavirus [RotaShield preparato dalla Wyeth-Lederle, ora Pfizer], basato sul riassortimento di ceppi umani e scimmie Rhesus, venne ritirato dal commercio perché associato temporalmente allo sviluppo dell’invaginazione.

Crisi di apnea nei nati pretermine

Capita con una certa frequenza che in nati pretermine si verifichino episodi di apnea-desaturazione entro 72 ore dalla vaccinazione, senza alterazione del tracciato ECG. La presenza nel pretermine di una serie di fattori di rischio rende maggiormente possibile la comparsa degli episodi di apnea.

Pancreatite necrotizzante

Si tratta di una conseguenza grave della vaccinazione contro l’epatite A o contro l’epatite A+B: è molto probabile che questa diagnosi sia sottostimata.

Ascessi freddi intramuscolari

A errore umano è attribuibile quanto avvenne in Iran nel 2000-2001: in pochi mesi furono osservati 153 casi di ascesso freddo muscolare a carico del quadricipite in bambini di pochi mesi, a distanza temporale variabile dalla somministrazione della vaccinazione contro l’epatite B, eseguita in epoca neonatale. Si trattava del 17,5% di 896 bambini controllati, cioè un numero elevato; dal laboratorio di microbiologia dell’ospedale venne isolato il Mycobacterium bovis. Fra i dati eclatanti vi era quello che il 97% delle iniezioni erano state fatte alla nascita e venivano eseguite dagli stessi membri dello staff dell’ospedale. Un’accurata e successiva intervista venne fatta con il personale dell’ospedale che confessò di aver usato “la stessa siringa” per iniettare il vaccino BCG [Bacillo Calmette-Guérin] e il vaccino contro l’epatite B ai neonati.

Effetti collaterali delle singole vaccinazioni

Con la migliore conoscenza degli effetti collaterali spiacevoli, in seguito alla somministrazione di vaccini, è risultato che uno stesso effetto può essere causato da vaccini diversi, piuttosto che essere caratteristico di un singolo vaccino.

Gli effetti collaterali lievi e gravi saranno descritti nelle pagine [attualmente in costruzione] dedicate ai singoli vaccini, che trovate nelle opzioni presenti in testa al sito, dove sarà consultabile una ricca bibliografia racchiusa nella  lunga lista di malattie che potete scorrere alla voce “vaccini” e “altri vaccini“.

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