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Il vaccino trivalente MPR è insicuro: i genitori hanno ragione a fare la rivoluzione.

Un nuovo studio, pubblicato dai Centers for Disease Control and Prevention di Atlanta, conferma che la maggior parte dei casi osservati nel corso di una recentissima epidemia di parotite nei Paesi Bassi, tra il 2009 e il 2012, si è sviluppata prevalentemente fra persone che avevano ricevuto due dosi del vaccino trivalente. La notizia getta nuova luce sulla necessità di una maggiore sicurezza del vaccino nei Paesi Bassi e nel mondo, e saremmo curiosi di capire cosa ne pensano i signori che tanto si stanno prodigando a gettare fango sui genitori che dichiarano apertamente la correlazione dell’Autismo dei propri figli con la vaccinazione trivalente e le vaccinazioni più in generale.

Tuttavia, l’articolo del CDC è fortemente di parte e sembra suggerire una terza dose di vaccinazione MMR per arginare le complicazioni generate da parotite. Un consiglio scriteriato che fa venire la pelle d’oca a pensare che nonostante la maggior parte delle persone erano vaccinate [circa il 67%] comunque si ritenga una forma sicura ed efficace per moderare le complicanze. Anche di fronte all’evidenza si prosegue a giustificare un programma vaccinale scandaloso anziché sollevare dei dubbi.

Ricordiamo che, sempre più spesso, nelle scuole americane sono riportati casi di epidemie di parotite in soggetti vaccinati con due dosi del vaccino trivalente [ripetiamo] più scandaloso sulla faccia della terra.

Ricordiamo che la Merck è in procinto di essere accusata per frode dal Dipartimento della Giustizia degli Stati Uniti per aver falsificato i dati di efficacia, efficienza, e sicurezza del proprio vaccino trivalente MMR.

Ricordiamo che, prima della tiritera riguardante il caso del Dr. Wakefield, in Gran Bretagna si erano verificati numerosi casi di encefaliti,  encefalopatie e meningiti asettiche post vaccinali a causa della componente della parotite Urabe 9-Am.

Ricordiamo che da noi in Italia è in commercio un vaccino MPR prodotto da colture cellulari provenienti da feti abortiti [Priorix della GSK]. L’analisi del Changepoint di disordine autistico ha dimostrato una correlazione temporale con gli eventi associati a residui di DNA umano nei vaccini. I livelli di DNA residuo presenti nei vaccini sono ben oltre i limiti raccomandati dalla FDA.

Negli ultimi anni, i produttori di vaccini hanno ripetutamente attirato l’attenzione su di essi per i numerosi scandali che spaziano dai metodi di ricerca immorali agli insabbiamenti sistematici degli effetti collaterali e delle complicazioni.

Il problema non è limitato ai Paesi Bassi, oppure alla Magistratura di Trani, ma è un problema mondiale, in cui gli scienziati indipendenti, e sempre più operatori sanitari che escono allo scoperto [tra i quali ci siamo anche noi], stanno avvisando la popolazione dei problemi di sicurezza del vaccino e dei danni che ricevono [scusate il termine] i consumatori, oltre coloro che evitano di base le vaccinazioni, perché gli attuali vaccini sono insicuri e, col passare del tempo, acquisiscono sempre più la pessima reputazione di essere generalmente pericolosi.

Un recente studio, pubblicato sulla rivista di ricerca della American Medical Association ha concluso che oltre la metà degli americani non si fidano del loro governo e dei medici per quanto riguarda la sicurezza del vaccino.

Un Freedom of Information Act [atto legislativo che riconosce il diritto di libertà d’informazione e permette la divulgazione totale o parziale di informazioni e documenti inediti controllati dal governo] presentato nel Regno Unito, ha rivelato 30 anni di cover up attivo degli effetti avversi, dei rischi e della mancanza di efficacia dei vaccini. L’insabbiamento coinvolge sia i produttori di vaccini, che funzionari governativi ed esperti di sanità pubblica. Il testo integrale del verbale è disponibile alla fonte del JVCI del Regno Unito. Ulteriori informazioni riguardanti l’impatto della vaccinazione sull’incidenza delle malattie prevenibili da vaccino nel Regno Unito è disponibile anche nei capitoli del Green Book del JVCI.

Gli esperti hanno ripetutamente messo in guardia che la legislazione, che esenta i produttori di vaccini di aderire a severe norme sulla produzione di prove di sicurezza e l’esonero dalla responsabilità penale delle lesioni cagionate, sono alla radice del problema. Oltre a questo, gli esperti mettono in guardia in merito ai problemi sistemici globali legati alla sicurezza dei farmaci e al fatto che l’industria è pervasa dalla corruzione.

Quando la maggior parte delle persone utilizza un prodotto farmaceutico, è lecito pensare che è stato valutato in modo indipendente, sia in termini di sicurezza che di efficacia prima di essere immesso sul mercato. Ma la realtà è molto diversa. In alcuni casi, le aziende farmaceutiche finanziano studi clinici e rilasciano i dati e report che supportano in modo selettivo i loro obiettivi di marketing.

Molti degli studi pubblicati nelle riviste mediche inviate ai medici, sui quali si basano per ricevere opinioni in merito ai prodotti farmaceutici, sono scritti da persone con fortissimi legami finanziari con le aziende farmaceutiche. In alcuni casi, le pubblicazioni sono addirittura create da “ghost writers” [scrittori fantasma], ovvero persone impiegate attivamente nelle aziende farmaceutiche. In breve, la letteratura medica e la mole dei dati sono massicciamente compromessi dal marketing farmaceutico.

Tutto ciò legittima la rivoluzione messa in atto da parte dei genitori con figli danneggiati da vaccino, e spiega altresì come più della metà delle persone nei Paesi Bassi, tra il 2009 e il 2012, che erano state vaccinate “due volte” con un vaccino “approvato” hanno comunque avuto gli orecchioni.

L’indagine della Magistratura di Trani si pone all’interno di un’ampia questione in cui, prima o poi, i legislatori dovranno agire al riguardo; e se non lo fanno loro, dovranno essere i genitori/cittadini ad aprire il confronto. Condizione indispensabile per essere in grado di farlo è, ovviamente, essere sostenuti da media indipendenti che informano circa i problemi di sicurezza dei vaccini. Noi ci siamo!

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