Epidemia di morbillo in soggetti vaccinati due volte: ulteriore conferma del fallimento vaccinale!

Sarà l’avvicinarsi al periodo Pasquale che rende ricco di novità e di soprese questo frizzante momento in cui escono, una dopo l’altra, una serie di pentimenti, di rivelazioni, di conferme e di evidenze dei danni cagionati alla nostra salute.

Ai trafficanti di virus, all’omertà nei laboratori di ricerca, alla criminalità organizzata da taluni consulenti ministeriali, ora si aggiunge la conferma scientifica di quanto, noi come tanti altri, denunciamo da tempo: il vaccino trivalente contro morbillo, parotite e rosolia, è inaffidabile, insicuro, pericoloso e può causare le più svariate malattie.

Questo è quanto emerge da un recentissimo quanto sorprendete studio, pubblicato sulla rivista Clinical Infectious Diseases, che ha esaminato un’epidemia di morbillo a New York nel 2011 e contraddice i pressanti messaggi di Sanità pubblica riguardanti la necessità di vaccinare i bambini contro il morbillo, suggerendo che il vaccino è causa dei recenti aumenti di focolai di morbillo nei paesi industrializzati oltre che base d’impianto di varie malattie tra soggetti vaccinati.

Quando si parla di vaccino per il morbillo, sembra di assistere all’identico slogan promozionale del gelato Maxibon: “two gust is megl che one“, ovvero “due dosi sono meglio di una.

La maggior parte delle persone negli Stati Uniti sono vaccinate precocemente a ridosso del compimento del primo anno di vita e ricevono poi i richiami da bambini. Ciò che viene reclamizzato dai promotori vaccinali è che meno dell’1% delle persone che ricevono le due dosi avranno la possibilità di contrarre la malattia e/o incappare in infezioni respiratorie potenzialmente letali. Inoltre, sempre più spesso, viene spiegato che quando una persona completamente vaccinata si ammala di morbillo rappresenta una rara situazione, conosciuta come “fallimento vaccinale”, ma è comunque impensabile che sia contagiosa.

Questo spiega perché un ragazzo di 22 anni, dipendente di un teatro di New York, completamente vaccinato, nel 2011 non fu sottoposto a ricovero e/o isolamento. Tuttavia, in modo del tutto inconsapevole, questo ragazzo si è dimostrato fortemente contagioso. Il ragazzo ha trasmesso il morbillo ad altre quattro persone e, secondo quanto descritto nello studio pubblicato in Clinical Infectious Diseases, tutto ciò ha consentito ai ricercatori di tracciare i sintomi occorsi ad altre 88 persone con le quali “il ragazzo ha interagito durante il periodo di malattia.

Sorprendentemente, due dei quattro pazienti secondari erano stati completamente vaccinati. Mentre gli altri due non avevano traccia dell’esecuzione vaccinale, ma entrambi mostravano segni di una precedente esposizione al morbillo che avrebbe dovuto conferire loro immunità.

Uno sguardo più da vicino dei campioni ematici prelevati ha rivelato come le difese immunitarie erano impazzite. Solitamente, come prima linea di difesa contro il morbillo e altri microbi, gli esseri umani si difendono grazie agli anticorpi naturali IgM. Come uno scudo offrono protezione impenetrabile ai microbi ed altri aggressori.

Il vaccino [nella sua formulazione trivalente morbillo-parotite-rosolia] dovrebbe spingere l’organismo a integrare questo scudo primario con larmatura più forte degli anticorpi IgG, alcuni dei quali sono in grado di neutralizzare il virus del morbillo in modo che non possa invadere l’organismo e/o diffondersi ad altre cellule e/o ad altre persone. Questa risposta immunitaria secondaria si presume sia in grado di durare per decenni.

Tuttavia, analizzando i vari campioni ematici, i ricercatori hanno scoperto che tutti i soggetti vaccinati colpiti da morbillo presentavano un’alterazione delle IgM, come se non fossero mai stati vaccinati. Inoltre, il loro sangue conteneva anche un arsenale potente di anticorpi IgG che, ad uno sguardo più attento, ha rivelato la totale incapacità di tutti questi anticorpi IgG nel neutralizzare il virus del morbilloIn sostanza, è apparso evidente che l’ipotetica immunità vaccinale è scemata.

Per meglio comprendere l’accuratezza e l’importanza di questi risultati, è sufficiente ricordare alcune delle procedure operative di laboratorio messe in atto durante la fase di malattia naturale da morbillo. Per esempio:

  • prova positiva per IgM specifiche su un campione di siero prelevato in fase acuta e in assenza di vaccinazione recente;
  • aumento significativo delle IgG specifiche [di almeno quattro volte], dosate su due campioni di siero prelevati in fase acuta [entro 4 giorni dalla comparsa dell’esantema] e in fase di convalescenza [dopo 2-4 settimane]

Anche se i vari funzionari alla salute pubblica proseguono a ripetere l’assunto che l’immunità da morbillo dura per tutta la vita, e che i cosiddetti secondi attacchi rappresentano errori diagnostici in occasione della prima o della seconda malattia, questo caso di morbillo post-vaccinale mette in evidenza una realtà molto differente dove la durata effettiva dell’immunità dopo la vaccinazione non è affatto chiara“, come conferma Jennifer Rosen [Direttore di Epidemiologia e Monitoraggio dell’Ufficio d’Igiene e Profilassi di New York City] che ha guidato l’indagine.

La possibilità di un declino dell’immunità è particolarmente preoccupante a seguito di quanto riportato in molte parti del mondo dove mergono sempre più focolai in soggetti vaccinati. Tuttavia, malgrado queste evidenze, i promotori vaccinali proseguono a ribadire concetti folli in merito alla necessità di implementare i calendari vaccinali, aumentando le dosi di richiamo. Avanti di questo passo, prima o poi, verrà proposto il “richiamo giornaliero” per tutte le malattie del mondo, anche per i calli ai piedi.

Se si scopre che le persone vaccinate perdono immunità nel tempo, lasciandole vulnerabili alle epidemie [per le quali oggi si trova il capro espiatorio nelle persone non vaccinate], esploderebbe un incontrollabile scandalo sanitario. Questo perché, mentre è ammesso un tasso di fallimento vaccinale dal 3% al 5%, a tal punto da non preoccupare gli enti sanitari se il morbillo colpisce un’intera scuola con poche migliaia di studenti, non può essere ammesso né deve essere troppo divulgato un significativo “fallimento del vaccino contro il morbillo” che, secondo certi “Pediatri sentinella”, comporterebbe una disaffezione delle persone verso la pratica vaccinale.

Senza cadere nel facile sarcasmo nei confronti di queste “sentinelle”, che a furia di setacciare la rete perdono di vista la realtà dei bambini che sono chiamati ad assistere [ho scritto assistere, non “usare come puntaspilli”], è decisamente bizzarro ritrovarsi in una situazione che pareva risolta già nel lontano 1967.

Proprio in quell’anno tutti i medici del mondo dichiaravano che il morbillo sarebbe stato debellato dal vaccino. Anche se le premesse derivanti dall’uso di un vaccino monovalente inattivato, utilizzato da marzo 1963 e contenente il ceppo Edmonston, avevano dimostrato che l’immunità determinata era di breve durata e poneva molti vaccinati a rischio di presentare successivamente un morbillo atipico.

Siamo arrivati al 2014, dal vaccino monovalente inattivato [cioè ucciso] siamo passati al vaccino trivalente, e dopo un’interminabile lunga lista di fallimenti, morbillo atipico, malattie, decessi, reazioni avverse, encefaliti, encefalopatie, alterazioni dei parametri coagulativi, autismo e molto altro ancora, credo sia opportuno per “le sentinelle” [e anche per certi consulenti ministeriali] una buona dose di cerotto da applicare su entrambe le labbra allo scopo di tapparsi definitivamente la bocca.

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Informazioni su Gabriele Milani 353 Articoli
infermiere, divenuto freelance per dovere di informazione, ma soprattutto padre di un bambino che ha presentato reazione avversa alla somministrazione dei vaccini anti-infettivi nella forma di ENCEFALOPATIA IMMUNO-ALLERGO-TOSSICA, che ha danneggiato lo sviluppo cerebrale ed evolutivo del bambino, sino a realizzare nel tempo il quadro clinico di disturbo autistico con grave deficit cognitivo.

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