Coloro che proseguono a consigliare la vaccinazione contro il morbillo sono in malafede o vivono nell’ignoranza

Nel 1954 venne isolato in terreno di coltura il virus del morbillo ad opera di Enders e Peebles. Da quel momento, l’attività dei ricercatori venne rivolta alla ricerca del miraggio di “un vaccino sicuro ed efficace”.

Il ceppo Edmonston, dal nome dell’adolescente dal quale il virus venne isolato, è stato utilizzato successivamente per preparare la maggior parte dei vaccini vivi attenuati in uso attualmente nel mondo.

Per preparare il famoso vaccino Edmonston B, Enders partendo da questo ceppo, attenuò ulteriormente il virus del morbillo con ulteriori passaggi a 35-36 °C per 24 volte in cellule renali e 28 volte in cellule amniotiche umane, adatte alla crescita in embrione di pollo [sei passaggi]. Il vaccino attenuato Edmonston B entrò in commercio negli Stati Uniti nel marzo del 1963. Dopo l’impiego di questo vaccino insorsero febbre molto elevata nel 20-40% dei casi ed esantema; nel 50% dei casi fu necessario somministrare insieme piccole dosi di immunoglobuline. Di questo vaccino ne vennero usate circa 19 milioni di dosi negli Stati Uniti fra il 1963 e il 1975.

Per ottenere un’ulteriore attenuazione furono condotti altri studi, sullo stesso ceppo Edmonston B, che hanno portato alla preparazione del vaccino attuale, che viene usato correntemente insieme al vaccino vivo attenuato della rosolia e della parotite [vaccino trivalente MPR]. Nasce così il nuovo ceppo Moraten [more attenuated, più attenuato], attualmente in uso nei vaccini MPR preparati negli Stati Uniti. Questo nome è stato maliziosamente adoperato per indicare, come nome commerciale, il ceppo Edmonston-Zagreb.

Vaccino ucciso

Nel 1963 venne preparato anche un vaccino inattivato [cioè ucciso] con formalina, a partire dal ceppo Edmonston, usato negli Stati Uniti fino al 1967, in 1.8 milioni di dosi. In generale venivano utilizzate tre dosi di vaccino ucciso o due dosi di vaccino ucciso e una dose di vaccino vivo, a distanza di un mese l’una dall’altra. Il vaccino venne presto abbandonato, non appena ci si rese conto che l’immunità determinata era di breve durata e poneva molti vaccinati a rischio di presentare successivamente morbillo atipico.

Vaccini vivi attenuati

Morbillo attenuazioneFra i ceppi preparati dal ceppo Edmonston originale, ve ne fu uno attenuato [ceppo Schwarz], derivato dal ceppo Edmonston A, che entrò in commercio negli Stati Uniti nel 1965, ma che successivamente venne abbandonato. E’ questo ceppo Schwarz che viene correntemente usato in Europa.

Sia il ceppo Moraten [USA] che il ceppo Schwarz [Europa] sono coltivati in colture di fibroblasti di embrione di pollo. I vaccini attenuati differiscono fra loro sotto molti aspetti:

  • il ceppo originario dal quale derivano
  • la temperatura per la coltivazione
  • il numero dei passaggi delle colture cellulari
  • il tipo di cellule usate per i passaggi e le moltiplicazioni
  • la grandezza delle placche

I due ceppi [Schwarz e Moraten] sono in uso in gran parte del mondo:

  1. il ceppo Schwarz, derivato dall’Edmonston A, preparato nel 1965, dopo 85 passaggi a 32 °C, in cellule di embrione di pollo: viene utilizzato nei vaccini preparati da molte aziende farmaceutiche europee
  2. il ceppo Moraten, preparato nel 1968, derivato dall’Edmonston B, dopo 40 passaggi in embrione di pollo, a temperatura Merck, e sotto inchiesta dal Dipartimento della Giustizia degli Stati Uniti a seguito della denuncia di due ex virologi dell’industria produttrice. Da molti anni è stato introdotto anche in Europa, prodotto dalla Sanofi Pasteur MSD [anch’essa sotto inchiesta per l’altro vaccino proposto da Merck: Gardasil]

In confronto al vaccino con ceppo Edmonston B, con questi due nuovi ceppi, si ipotizza una minore frequenza e gravità degli effetti collaterali.

Allo scopo di evitare l’uso dell’embrione di pollo per la coltivazione del virus, nel 1969 venne preparato in Jugoslavia un nuovo ceppo, chiamato Edmonston-Zagreb, che viene coltivato su cellule diploidi umane. Questo ceppo è stato ottenuto dall’Edmonston B dopo 19 passaggi in cellule diploidi umane [WI-38] con triplice purificazione su placca e due ulteriori passaggi sempre in cellule diploidi umane MRC-5 [ISB]; non contiene antibiotici. Oggi è in uso in Svizzera, in Messico e in altri Paesi. Con questo vaccino è stata fatta un’ampia esperienza nei Paesi del Terzo mondo, dove è stato usato in dosi molto forti [oltre 100 volte quelle usate comunemente] e in bambini dei primi mesi di vita. Questo uso indiscriminato a dosi molto forti ha portato all’interruzione della campagna vaccinale per un constatato aumento della mortalità nei soggetti di sesso femminile [Rif. 1Rif. 2Rif. 3Rif. 4]. La ragione di tutto ciò non è stata ancora trovata anche se si sospetta che l’aumentata mortalità sia legata alla successiva vaccinazione con vaccino DTP/IPV [Difterite, Tetano, Pertosse, Polio inattivato].

Questo ceppo era presente nel Moruviraten [morbillo, rosolia] e nel Triviraten [morbillo, parotite, rosolia], entrambi revocati in Italia. In particolare, il Triviraten fu revocato nel 2001 per la mancanza di immunogenicità del ceppo Rubini contro la parotite ma prosegue ad essere presente sul mercato in alcuni Paesi europei.

Il vaccino contro il morbillo, oggi in commercio in Italia, si ritrova solo in preparati trivalenti [vaccini combinati, in associazione a parotite e rosolia]. Non è in commercio in Italia un vaccino monocomponente per il morbillo né sono in commercio vaccini bivalenti [morbillo/rosolia oppure morbillo/parotite].

Vaccini combinati trivalenti: morbillo, parotite, rosolia [MPR]

Il vaccino contro il morbillo, in tutto il mondo, viene comunemente impiegato insieme a quello contro la parotite e la rosolia, come parte delle vaccinazioni raccomandate. Pertanto non sono sottoposte ad alcun obbligo di Legge né dovrebbe essere richiesto, da parte delle ASL, di firmare un dissenso informato.

L’uso del vaccino MPR, al posto della singola vaccinazione contro il morbillo, complica ovviamente il pronostico delle reazioni avverse nel vaccinando e rappresenta per l’industria un risparmio economico, stimato in circa 50 milioni di dollari per anno, in confronto alla spesa alla quale andrebbe incontro con le tre vaccinazioni, eseguibili singolarmente, in sedute differenziate. Tutto questo non tiene conto dei disagi di una famiglia e dello stesso bambino, spesso obbligato a sottoporsi alla vaccinazione trivalente con la scusa che una serie di inoculazioni risulterebbe più dolorosa. Peccato che poi, nella stessa seduta, questo concetto è ampiamente contraddetto dal fatto che insieme alla trivalente vengono somministrati altri vaccini combinati che amplificano a dismisura il pronostico negativo delle reazioni avverse.

La disponibilità di avere, accanto al vaccino MPR, il vaccino monocomponente contro il morbillo aumenterebbe di poco [circa il 2%] la copertura vaccinale. Pertanto si è attuata una scelta di politica sanitaria irrispettosa delle suscettibilità immunitarie dei singoli individui, confezionando a tavolino il messaggio che la combinazione dei tre antigeni comporta la stessa alta percentuale di sieroconversione, corrispondente o superiore a quella che si otterrebbe con l’uso di ogni singolo componente. Nulla di più falso.

Gli effetti collaterali diventano molto problematici da riconoscere in quanto diventa difficile stabile a quale delle tre componenti possono essere imputati, pur essendoci una corposa bibliografia storica. Inoltre, a seguito di disposizione di qualche alto papavero, questo genere di vaccinazione viene proposta a tutta la popolazione senza tener nemmeno conto dell’eventuale superamento delle singole malattie naturali.

Morbillo trivalentiEsistono attualmente in Italia due vaccini trivalenti MPR: il vaccino MMRVaxPRO [Sanofi Pasteur] e il vaccino PRIORIX [GSK – allegato 1 , allegato 2 , allegato 3].

Negli anni ’90 vennero revocati numerosi vaccini, tra i quali ricordiamo Pluserix [Canada, Regno Unito, Giappone e Italia], Trivirix [Canada, Malysia, Philippine, Singapore e Australia], Immravax. Alcuni di questi, prima di essere revocati, venivano somministrati malgrado vi fosse una chiara correlazione con le meningiti indotte nei bambini.

E’ in questo punto preciso della storia che deve essere inserito il caso politico del Royal Free Hospital di Londra, che ha visto protagonista il Dr. Andrew Wakefield.

Tuttavia, ancora nel 2001, il vaccino Triviraten venne ritirato dal commercio per la mancanza di efficacia del ceppo Rubini per la parotite epidemica, in esso contenuto. Questa è una storia scandalosa che si ripete ciclicamente e svela i problemi di sicurezza di tutti i vaccini trivalenti finora commercializzati.

Ancora, nel 2006, venne ritirato il Morupar perché anch’esso causava, con una frequenza doppia rispetto agli altri vaccini trivalenti, delle crisi di tipo anafilattico, per la presenza fra l’altro di destrano, una sostanza che spesso determina effetti collaterali gravi di questo tipo.

Nei bambini messicani è stato usato il vaccino Edmonston-Zagreb per la vaccinazione contro il morbillo, somministrato per via aerosol.

In Giappone è stata fatta un’ampia esperienza con un vaccino vivo attenuato diverso, contro il morbillo, derivante dal ceppo Tanabe: questo vaccino è stato ottenuto facendo crescere il virus su membrana corioallantoidea-70 [CAM-70]. Esso è stato usato in solo 471 soggetti durante un periodo di 18 anni [1982-1992] presso la Clinica Pediatrica dell’Ospedale Showa. Per curiosità, e per far comprendere come una volta che numeri risicati sono a favore vengono presi subito per buoni dai venditori di vaccini, in questi soggetti si ebbe una sieroconversione del 94,5%; la reazioni avverse furono giudicate insignificanti e non è possibile sapere quali siano state oltre alla presenza di febbre nel 20% dei casi. In un controllo a distanza [media di 5,5 anni] in 272 soggetti è risultato che 6 di loro [2,2%] avevano contratto il morbillo dopo la vaccinazione.

Infine, per completare la carrellata delle varianti vaccinali, il vaccino costituito dal ceppo Leningrado è largamente diffuso nei Paesi dell’ex Unione Sovietica; le recenti epidemie di morbillo in Ucraina sono state attribuite alla scarsa efficacia di questo vaccino con questa scadenza: nel 2% dei bambini dopo 1 settimana, nel 61% dopo 2 settimane, nel 79% dopo 3 settimane e nel 60% dopo 4 settimane.

Esistono poi in commercio, sia negli USA che in Italia due vaccini tetravalenti [Proquad e Priorix Tetra] nei quali il trivalente MPR è stato combinato al vaccino della varicella: per questi rimandiamo alla sezione relativa alla varicella.

La situazione dei figli di madri nate dopo il 1963, vaccinate o meno contro il morbillo

Nelle nazioni in cui la vaccinazione contro il morbillo è iniziata oltre vent’anni fa, sono state messe in evidenza due situazioni:

  1. il livello anticorpale, al parto, delle donne, vaccinate nell’infanzia, è risultato inferiore a quello delle donne che avevano contratto la malattia naturale [Rif. 1Rif. 2Rif. 3]. Le donne nate prima del 1963 avevano livelli superiori a quelle che erano nate dopo tale data, a dimostrazione che la vaccinazione aveva indotto livelli anticorpali inferiori in confronto al morbillo naturale.
  2. il ridotto tasso anticorpale dopo vaccinazione ha avuto come conseguenza un ridotto passaggio di anticorpi dalla madre al feto nell’ultima parte della gravidanza, quindi un minor livello di anticorpi specifici nel lattante e di conseguenza una minor durata delle difese umorali [Rif. 1Rif. 2Rif. 3]. In un’altra pubblicazione è stato osservato che fra i lattanti, non vaccinati, esposti al morbillo, si sono ammalati più spesso quelli le cui madri erano nate dopo il 1963 in confronto a quelli le cui madri erano nate prima del 1963.

Questi rilievi sono, come si può ben immaginare, di grande importanza pratica, perché hanno un’immediata ricaduta sulla scelta dell’età della prima vaccinazione MPR che, guarda caso, è sempre più anticipata a ridosso della nascita.

Copertura

Essendo il morbillo una malattia altamente contagiosa, viene diffuso dalle autorità sanitarie lo slogan della herd immunity, per avere la sicurezza dell’assenza di circolazione virale. Tuttavia, l’immunità di gregge rappresenta un concetto empirico di una scienza imperfetta a riprova del fallimento delle vaccinazioni. Sempre più spesso assistiamo ad epidemie di morbillo in soggetti altamente vaccinati.

Il raggiungimento di elevate coperture vaccinali non si prefigge lo scopo di eliminare la malattia, ma la fantasiosa idea ridurre o interrompere la circolazione dell’agente patogeno nella popolazione. Anche se la copertura vaccinale è sufficientemente alta, il virus prosegue a circolare e colpirà ugualmente i soggetti altamente vaccinati nel momento in cui i loro livelli anticorpali, artificialmente indotti dalla vaccinazione, saranno del tutto scemati. Si potrà obbiettare che a questo servono i richiami, ma questo dimostra come la vaccinazione non assicura l’immunità permanente assicurata dalla malattia naturale.

Inoltre, ammesso che la copertura vaccinale sia al 95%, a questa bisogna aggiungere un’elevata percentuale di non responder alla vaccinazione che si accumuleranno ai soggetti suscettibili.

Le “fallanze”

Come abbiamo visto l’efficacia del vaccino contro il morbillo non è affatto del 100% come viene dichiarato e venduto: dopo la prima dose, eseguita dopo il compimento dell’anno di età, più del 5% dei vaccinati non risponde. Questa cifra, ci dicono, sa abbassa a valori vicini all’1% se il vaccino viene impiegato con 2 dosi.

Purtroppo stanno uscendo evidenze scientifiche molto imbarazzanti che contraddicono i pressanti messaggi di Sanità pubblica riguardanti la necessità di vaccinare i bambini contro il morbillo, suggerendo che il vaccino è causa dei recenti aumenti di focolai di morbillo nei paesi industrializzati oltre che base d’impianto di varie malattie tra soggetti vaccinati.

La dimostrazione formale, che sia gli anticorpi materni quanto l’esposizione precoce all’infezione sono necessari per la protezione a lungo termine, ha evidenziato che continui cicli di re-infezione hanno un ruolo essenziale nella costruzione di un’immunità di gregge stabile.

In una popolazione che non è costantemente esposta all’infezione durante la prima infanzia sotto l’ombrello immunologico degli anticorpi materni, o vaccinati accuratamente, comporta un grave rischio di infezioni riemergenti. [Navarini AA et al. 2010. Long-lasting immunity by early infection of maternal-antibody-protected infants. Eur J Immunol. Jan;40(1):113-6. PMID: 19877011]

La vaccinazione crea un ambiente “quasi sterile” che apre la possibilità a focolai di malattie.

I tentativi di eradicare il virus del morbillo o della polio eliminano l’esposizione dei bambini a questi patogeni. Tali situazioni epidemiologiche “quasi sterili” possono effettivamente aumentare il rischio di epidemie.

Sappiamo che questo è possibile perché ci sono state epidemie di morbillo negli Stati Uniti nelle popolazioni che erano state vaccinate al 100%.

La scuola interessata aveva nello stesso edificio 276 studenti del liceo e 135 studenti della scuola media. Una revisione delle cartelle cliniche della scuola ha mostrato che tutti i 411 studenti erano stati vaccinati contro il morbillo, in conformità con le Leggi dell’Illinois“. [Measles Outbreak among Vaccinated High School Students – Illinois. MMWR. June 22, 1984 / 33(24);349-51]

Una serie di esempi sono ben descritti in questo documento pubblicato nel 2003 su Pediatrics, dove risalta la realtà di un’altra scuola con 663 bambini, in Libano, dove si verificò un caso di morbillo in un bambino vaccinato che colpì i restanti 662. Dei 663 bambini della scuola:

  • 8 [corrispondenti all’1,2%] non erano mai stati vaccinati
  • 26 [corrispondenti al 3,9%] avevano ricevuto una sola dose
  • 629 [corrispondenti al 94,9%] avevano ricevuto due dosi, prima dell’inizio dell’epidemia

Risultati simili sono stati ottenuti anche, per esempio:

  1. dallo studio di un’epidemia avvenuta in Russia: nei pazienti che avevano avuto il morbillo, nonstante avessero ricevuto 2 dosi di vaccino, erano presenti titoli anticorpali non protettivi di anticorpi neutralizzanti. Per spiegare questi casi, ricchi di “forse” e di “ma”, i ricercatori hanno ipotizzato l’uso del vaccino con ceppo Leningrado, dotato di una ridotta immunogenicità in confronto ai ceppi Moraten e Schwarz.
  2. dallo studio di un’epidemia avvenuta in Brasile: 250 casi sospetti di morbillo sono stati studiati nel Comune di Niterói, stato di Rio de Janeiro. Lo stato vaccinale era noto per 127 casi studiati e il 76,4% di loro aveva ricevuto il vaccino contro il morbillo prima dell’anno di età.
  3. dallo studio di un’epidemia avvenuta in Canada: la copertura vaccinale tra i casi era almeno del 84,5% mentre la copertura vaccinale per la popolazione totale era del 99,0%. Le autorità sanitarie vennero smentite quando incolparono l’incompleta copertura vaccinale come spiegazione valida per l’epidemia di morbillo a Quebec City. Anche il CDC di Atlanta fu costretto ad ammettere la sconfitta.
  4. dallo studio di un’epidemia avvenuta a Cape Town: gli autori conclusero scrivendo che “l’epidemiologia del morbillo a Città del Capo è cambiata come si evince in questa epidemia, con un aumento del numero di casi che si verificano in anziani, bambini precedentemente vaccinati. Le possibili ragioni di questo fallimento includono sia la vaccinazione primaria che secondaria.
  5. dallo studio di un’epidemia avvenuta in Olanda: pubblicato dai Centers for Disease Control and Prevention di Atlanta, lo studio conferma che la maggior parte dei casi osservati nel corso di una recentissima epidemia di parotite nei Paesi Bassi, tra il 2009 e il 2012, si è sviluppata prevalentemente fra persone che avevano ricevuto due dosi del vaccino trivalente MPR.

Nell’ambito del piano vaccinale, quando il morbillo scoppia nel bel mezzo di una situazione di “quasi sterilità“, l’unica soluzione di questo paradigma è quella di vaccinare più persone e sempre più spesso. Questa è una soluzione retrograda, rispetto al problema, se si considera che rimane sensibile anche a fronte della piena conformità.

Quello che succedeva nel passato col morbillo è che i bambini erano protetti dagli anticorpi materni, gli adulti erano protetti dall’esposizione continuata, e i bambini infettati sviluppavano normalmente la malattia diventando immuni per un lungo periodo di tempo. Adesso, mentre il vaccino contro il morbillo ha fatto decrescere l’espressione dell’infezione da morbillo, non è affatto migliorato il quadro generale.

Certamente ci sono molti più problemi con gli infausti effetti collaterali del vaccino e proseguono a verificarsi epidemie di morbillo in soggetti vaccinati con due dosi di vaccino, anche dotato di maggiore immunogenicità, con ceppo Moraten e Schwarz [Pediatrics e Clinical Infectious Diseases sono alcuni degli esempi autorevoli più recenti]. La situazione è talmente imbarazzante che le società scientifiche iniziano, forse, finalmente a porsi qualche domanda con colpevole ritardo.

Vitamina A

La carenza di vitamina A è una delle cause maggiori di morbilità e di letalità per morbillo nei Paesi in via di sviluppo. La supplementazione regolare di vitamina A viene impiegata in questi Paesi dall’età di 6 mesi in poi, per migliorare la sopravvivenza. In Italia invece si fa fatica a consigliare le vitamine, mentre si è molto bravi a minacciare i genitori che chiedono il rispetto di un diritto all’informazione.

Basse concentrazioni di vitamina A sono state trovate negli Stati Uniti in bambini con morbillo particolarmente grave. Nel 2005 dopo trattamento con vitamina A in bambini con morbillo viene osservato che 2 dosi di vitamina A in due giorni consecutivi, riduce la letalità per morbillo.

Lo stesso OMS raccomanda, ma qualcuno lo dimentica sempre troppo presto, per tutti i bambini con morbillo in fase acuta, senza tener conto del Paese di residenza, vitamina A, una volta al giorno per 2 giorni, secondo le seguenti dosi:

  • 200.000 UI per bambini d i12 mesi di età o di età superiore
  • 100.000 UI per bambini da 6 a 11 mesi
  • 50.000 UI per bambini di età inferiore ai 6 mesi

Una terza dose è raccomandata per quei bambini che presentino i segni clinici o i sintomi di una deficienza di vitamina A, con la somministrazione da 2 a 4 settimane dopo.

Assetto HLA

Dallo studio della risposta anticorpale al vaccino del morbillo in riferimento al particolare assetto HLA [la nostra carta d’identità biologica] del ricevente, è risultato che ci sono significative interazioni fra i geni HLA e la risposta anticorpale al vaccino. La presenza o l’assenza di alcuni alleli HLA, anche in forma eterozigote, possono influenzare significativamente la risposta alla vaccinazione contro il morbillo [Rif. 1Rif. 2Rif. 3].

Gli alleli HLA hanno importanti associazioni con l’ipersieropositività degli anticorpi contro il morbillo: di tutti gli alleli analizzati l’HLA-B*7, il DQA!*0104 e il DPA1*0202 sono quelli negativamente associati all’ipersieropositività, mentre gli alleli B*44, DRB1*01, DRB1*08 e DQA1*0104 sono associati a ipersieropositività verso il vaccino del morbillo [Rif. 1Rif. 2 – Rif. 3]. Si ritiene che l’acido glutammico in posizione 192 della fosfoproteina del virus del morbillo sia un fattore immunogenico critico e possa influenzare l’antigenicità dell’epitopo naturalmente processato dall’HLA classe II MV-P1.

Questi dati confermano le conoscenze attuali sull’importanza del ruolo delle molecole HLA nell’elaborazione e nella presentazione degli antigeni del virus del morbillo.

Ricerche su popolazioni geneticamente diverse, abitanti in ambienti vicini, sono in accordo con questo punto di vista: uno studio sulla vaccinazione MPR in Israele ha messo in evidenza notevoli differenze nei parametri immunologici verso i componenti il vaccino del morbillo fra la popolazione beduina e la popolazione ebrea. Studi sui gemelli omozigoti e dizigoti confermano questi punti di vista.

In sostanza, ad oggi, è molto più facile dire che una persona ha una malattia genetica anziché ammettere che i vaccini sono un autentico fallimento. Anche per questo è nata una branca della Vaccinologia che si definisce adversomica. Grazie a questa truffa si muovono capitali in ricerche genetiche fasulle che salvaguardano i programmi vaccinali anziché la salute delle persone.

Reazioni e complicazioni

measles vaccine_IOMLa preoccupazione dei genitori, in occasione delle vaccinazioni, è accentrata sugli eventuali eventi avversi.

La vaccinazione contro il morbillo causa un corollario di eventi avversi ben descritti nella fotografia qui accanto che, per esigenze commerciali e sotto forti pressioni lobbistiche, sono andate via via scomparendo dalla carta stampata ma permangono visibili ed indelebili nella salute rovinata delle persone, nella maggioranza bambini nati sani e resi invalidi.

Tutti comunque sono ancora oggi concordi sulla frequente comparsa di un’adenopatia regionale che spesso evolve in sistemica.

Reazioni allergiche minori

Reazioni d’ipersensibilità sono riportate in letteratura dopo la somministrazione del vaccino MPR o uno qualsiasi dei suoi componenti. La maggior parte di queste reazioni minori sono costituite da edema e da arrossamento, di tipo orticarioide, nella sede di inoculo: esse si verificano in generale dopo 48-96 ore dalla vaccinazione. Spesso queste reazioni sono dovute alla neomicina che si ritrova nei vaccini MPR in commercio. La neomicina provoca spessissimo reazioni ritardate o una risposta tipo dermatite da contatto, piuttosto che fenomeni generali di anafilassi. Tuttavia, una storia di dermatite da contatto alla neomicina non viene riportata come controindicazione alla somministrazione del vaccino contro il morbillo.

Dermatite atopica

In uno studio danese, nel lungo periodo, risulta evidente un aumento della dermatite atopica, che è passata dal 14 al 19,7%.

Reazioni anafilattiche

Francamente è risibile quando si legge che le reazioni anafilattiche non sono causate dal vaccino ma dalla gelatina idrolizzata aggiunta ad esso come stabilizzante [Rif. 1Rif. 2]. Una buona parte di pazienti con anafilassi dopo vaccinazione MPR sviluppano poi un’ipersensibilità alla gelatina, contenuta nel vaccino. Pertanto, tutti questi pazienti sono a rischio elevato di sviluppare una reazione anafilattica alle dosi successive di altri vaccini contenenti gelatina. E’ necessario che questi pazienti ricevano una valutazione allergologica prima delle successive somministrazioni di vaccini. Ricordiamo che, nel 2006, venne ritirato il Morupar perché esso causava, con una frequenza doppia rispetto agli altri vaccini trivalenti, delle crisi di tipo anafilattico, per la presenza fra l’altro di destrano, una sostanza che spesso determina effetti collaterali gravi di questo tipo.

Conseguenze neurologiche incluso Autismo

Come può avvenire per ogni altra vaccinazione che genera un rialzo termico febbrile, anche per la vaccinazione antimorbillo può esserci un attacco di convulsioni in corso di febbre [1 caso ogni 3000].

Esistono segnalazioni ricavabili da VAERS [USA], DAEN [Australia] e Banca dati Europea [UE], di eventi avversi interessanti il sistema nervoso, come encefalite, encefalopatia, sindrome di Guillain-Barré, sindrome di Reye, paralisi dell’oculomotore, neurite ottica, retinopatia, perdita dell’udito e atassia cerebellare; sono stati anche descritti casi di artralgia, di artrite e di generici fenomeni allergici. Una parte di bibliografia è consultabile nell’articolo Vaccino MPR: la storia non si cancella! 

Autismo

In questo sito stiamo portando a conoscenza i lettori dei molti studi che associano l’autismo alle vaccinazioni. Mentre la scienza ufficiale è fossilizzata sulla questione Wakefield, altri ricercatori hanno portato avanti il lavoro e hanno ampiamente dimostrato come sia possibile una correlazione causale sbugiardando i soliti studi speculativi sull’origine genetica della patologia.

Per farla breve, certi documenti confidenziali delle industrie, consultabili in questo sito, riportano tale correlazione a chiare lettere, peraltro con criteri scientifici stabiliti da loro stesse. Confidenziali, è vero, ma se li abbiamo noi ….. li hanno anche Tribunali, Magistratura e soprattutto enti sanitari particolarmente affannati nel tentativo di calmierare una questione ormai sfuggita di mano.
A tutto questo dobbiamo aggiungere il fatto che oggi l’O.M.S è diventata molto più di un gruppo di ciarlatani, ha perso di credibilità, è un vero e proprio ufficio vendite in cui si sprecano consulenti a libro paga delle industrie farmaceutiche. Il Re è nudo!

Porpora trombocitopenica

Molto sicuri sono i legami fra la porpora trombocitopenica e la vaccinazione MPR. Il rischio di trombocitopenia è più alto per le persone che in precedenza hanno avuto una porpora trombocitopenica idiopatica, e particolarmente per quelli che hanno avuto una simile patologia dopo la prima dose di vaccinazione MPR. Tuttavia, con l’andare del tempo, si è sempre più sminuita questa evidenza per favorire il programma politico vaccinale della vaccinazione trivalente MPR.

Malattie infiammatorie croniche dell’intestino

Nella letteratura, negli ultimi anni, viene con una certa frequenza trattato il rapporto fra vaccinazione contro il morbillo e malattie infiammatorie croniche dell’intestino, Morbo di Crohn in particolare. Per i promotori vaccinali, sulla base delle attuali conoscenze, appare addirittura fuori luogo mettere in dubbio la vaccinazione trivalente MPR nei confronti delle malattie infiammatorie croniche dell’intestino e in particolare del Morbo di Crohn.

In questo campo, sembra strano ma è vero, non compare il tanto bistrattato Wakefield ed allora i promotori vaccinali se la prendono con i Direttori delle riviste scientifiche che permettono la pubblicazione di studi, citiamo testuali parole,

che fanno crescere nei genitori un pericoloso senso di sfiducia nei confronti dei vaccini in generale

Tuttavia, da quando è diventato obbligatorio dichiarare i conflitti d’interesse, è ormai molto chiaro come le maggiori riviste scientifiche di prestigio hanno forti legami con l’industria. Negli USA questa norma è seguita da anni ed è proprio grazie al lavoro di molti legali americani che possiamo anche permetterci di informare il pubblico italiano in merito all’evoluzione di certi gravi fatti di politica farmaceutica che rientrano nel campo dell’autismo e delle vaccinazioni.

Le società scientifiche hanno previsto l’eradicazione del morbillo per il 2015, salvo poi correggere il tiro probabilistico verso il 2020. Per citare uno di questi illustri profeti, “non è solo un sogno pensare che vedremo un mondo libero dal morbillo entro il 2015” ma sarà sempre più un incubo reale risvegliarsi dal letargo dell’immaginazione e scoprire che le epidemie di morbillo sono diffuse dalle persone vaccinate.

Sarà sempre più un incubo reale risvegliarsi dal letargo dell’immaginazione e scoprire che dovremo confrontarci con una massa di persone rese disabili intellettive, da parte di questa vaccinazione, che cresce in modo esponenziale alla velocità del 30% ogni due anni. Noi popolo di normodotati diventeremo un’esigua minoranza in un mondo in cui la “normalità” sarà la neurodiversità che tante persone ignoranti proseguono a deridere, insultare e maltrattare.

Di questo scempio potremo solo ringraziare le nostre autorità sanitarie, pervase da corruzione e da condannati in via definitiva che sono stati premiati, malgrado le loro malefatte, con incarichi Istituzionali anziché essere destituiti da ogni forma di responsabilità.

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