Vaccino esavalente e Sindrome della morte improvvisa infantile [SIDS] – parte seconda

Nel precedente articolo Vaccino esavalente e Sindrome della morte improvvisa infantile [SIDS]  avevamo parlato di SIDS e della legge 2 febbraio 2006, n. 31 “Disciplina del riscontro diagnostico sulle vittime della sindrome della morte improvvisa del lattante [SIDS] e di morte inaspettata del feto” che dispone in merito al riscontro diagnostico, da effettuarsi in centri autorizzati, sui lattanti deceduti improvvisamente entro un anno di vita senza causa apparente, prevedendo l’acquisizione di una serie di informazioni per il completamento dell’indagine diagnostica e per finalità scientifiche.

  • Abbiamo visto come la normativa stabilisce che il riscontro diagnostico sia effettuato sulla base di uno specifico protocollo, predisposto dalla prima cattedra dell’Istituto di Anatomia Patologica dell’Università di Milano
  • Abbiamo compreso come la forza dell’approccio analitico predisposto dalla prima cattedra dell’Istituto di Anatomia Patologica dell’Università di Milano, centro di ricerca Lino Rossi, può essere in grado di determinare veri casi di SIDS sulla base di un approfondito esame anatomo-patologico del Sistema Nervoso Autonomo, come richiesto dalle Linee Guida italiane.
  • Abbiamo constatato come tutto questo venga disatteso.

In seguito a ciò, qualche giorno fa, siamo andati presso il centro Lino Rossi, a parlare con la Dott.ssa Lavezzi ed il Prof. Matturri [qui di seguito un estratto in merito alla questione SIDS-vaccinazioni-Autismo]

Sin dalle primi fasi dell’incontro abbiamo compreso l’importanza di questi studi ed il motivo per cui è fondamentale che il nome Lino Rossi non venga mai citato.
Una delle prime questioni affrontate è rappresentata dai così detti “fattori ambientali” e della loro incidenza .

Curiosamente questi fattori ambientali, sono gli stessi che troviamo sul sito dell’istituto superiore della sanità come fattori che possono essere coinvolti nella causa dell’autismo. Dal sito leggiamo (in riferimento all’ipotesi di autismo come malattia genetica)  :

Nessuno dei geni finora identificati in particolari gruppi di pazienti e/o nei loro familiari è di per se capace di spiegare tutti i sintomi di questa complessa patologia neuropsichiatrica. I soggetti dovrebbero ereditare una particolare combinazione di geni “difettosi” per essere affetti da autismo. Tuttavia la presenza di tale particolare combinazione sebbene possa essere causa del disturbo può non essere la condizione sufficiente: è possibile che in alcuni casi tale combinazione di geni “difettosi” dia origine al disturbo solo in seguito a fattori ambientali scatenanti, quali a esempio l’esposizione ad agenti infettivi durante la vita prenatale, lo status immunologico materno-fetale, l’esposizione a farmaci o agenti tossici anche attraverso l’alimentazione durante la gravidanza. Il ruolo dei geni è perciò sempre di più interpretato come un importante fattore di comorbidità che interagisce con altri fattori, genericamente detti ambientali, nel determinare la comparsa della sindrome.”

e poi ancora:

Ad esempio è attivo oggetto di studio il possibile coinvolgimento di particolari condizioni che si possono verificare durante lo sviluppo fetale e neonatale (andamento della gravidanza, infezioni contratte dalla madre, fattori legati alle condizioni del parto). Un settore importante di ricerca riguarda infine il ruolo dell’esposizione ad agenti tossici durante lo sviluppo, come il mercurio o altri inquinanti ambientali quali i pesticidi organo fosfati o organoclorurati nonché l’utilizzo di farmaci in gravidanza.”

A questo punto, è logico chiedersi, se tra gli “altri inquinanti ambientali”, rientrano gli inquinanti che la Nanodiagnostics ha ritrovato nei vaccini: ad oggi, in 26 singoli campioni di vaccini analizzati, hanno trovato inquinanti da micro- e nanoparticelle solide, inorganiche, non biodegradabili e non biocompatibili in tutti e 26 i vaccini (sono state trovate, ad esempio, particelle di acciaio, Zinco, Bismuto, Bario, Zolfo, Ferro, Cromo) Qui potete trovare un’approfondimento sugli ultimi vaccini analizzati

A tal proposito, ricordiamo che Roberto Biasio, ex direttore medico della Sanofi Pasteur MSD, ha commentato così:

Tutti i vaccini sono sicuri perché prima di essere immessi in commercio devono superare rigidi controlli interni e da parte delle autorità sanitarie (controllo di Stato).

Biasio è stato uno degli interlocutori del Dott. Montanari e sulle analisi afferma:

“Sono condotte con metodologia seria, ma non sono pertinenti agli standard di qualità richiesti dalle procedure di produzione e rilascio dei lotti di vaccini; le nanoparticelle si possono trovare anche in altre sostanze e alimenti e non possono considerarsi pericolose per la salute umana se rispettano i limiti previsti dalle norme.”

Importante è notare che alla domanda su quali siano le i limiti e le norme da rispettare, sia il Dott. Montanari che il Professor Matturri, hanno risposto dicendo che quelle norme non esistono.
Del resto, come ribadisce il Dott. Montanari, quando si parla a non addetti ai lavori e si sa come parlare, nessuno controllerà mai.

Ma entriamo più nel dettaglio dell’incontro:

Il Prof. Matturri, ribadisce sin da subito che l’obiettivo della legge non è soltanto quello del riscontro diagnostico, ma anche la prevenzione, di informazione e di raccolta dati.

Riattivare la banca dati è la base per far ripartire il progetto, ma è anche il motivo per cui il progetto non deve partire.

Secondo il Prof. Matturri, i motivi per cui le Istituzioni si sono stoppate, sono principalmente tre:

  1. culturale, la non conoscenza,
  2. morale e religioso: come dice l’OMS, la morte improvvisa non è degna di essere esaminata,
  3. le autopsie sono diminuite perché i clinici, che devono richiederla, hanno paura che l’anatomopatologo possa trovare qualcosa che possa colpevolizzarli.

Il Prof. Matturri ci spiega che la morte in culla costituisce la manifestazione “tardiva” di una complessa patologia, per lo più congenita, sviluppatasi durante la vita endouterina, responsabile anche della più frequente morte inaspettata del feto per lo più al termine della gravidanza.

Dati dell’Oms ( “Neonatal and Perinatal Mortality”, 2006 ) indicano che, nelle nazioni occidentali, l’incidenza della morte improvvisa fetale è di 1 caso ogni 100-200 gravidanze: circa 10 volte superiore a quella della morte in culla.

Le alterazioni congenite colpiscono le strutture che modulano le funzioni vitali, il sistema nervoso vegetativo e quello di conduzione cardiaco, ossia la centralina elettrica del cuore. Numerose sono le malattie postnatali ad insorgenza fetale già riconosciute, in generale provocate dal fumo di sigaretta, l’alcolismo, le droghe, i farmaci per lo più sedativi e l’inquinamento atmosferico: l’aterosclerosi, provocata dal fumo di sigaretta e favorita dall’inquinamento atmosferico; le anomalie del sistema di conduzione cardiaco, frequente causa di morte improvvisa di sportivi; l’incompleta maturazione dei polmoni favorente l’insorgenza di malattie infiammatorie dell’apparato respiratorio del lattante, le anomalie di sviluppo della corteccia cerebrale, plausibile substrato di disturbi cognitivi e comportamentali dell’infante, e le malformazioni cranio-facciali.

Il Prof. Matturri, ci racconta

Anni fa, la Philip Morris ci scrisse proponendo la loro collaborazione per gli studi sul fumo, ponendo come condizione il fatto che la pubblicazione dei dati fosse subordinata ad un loro esame critico preventivo. Naturalmente non accettai così come con aziende farmaceutiche come la Glaxo.

Iniziamo a capire cosa gira intorno alla vicenda?

Secondo il professore, è necessaria una campagna di informazione rivolta già agli studenti della scuola primaria: per questo scrisse all’attuale sindaco di Milano. La richiesta non ebbe successo.

La collaborazione con la Regione Lombardia, prima che cessasse improvvisamente, aveva raggiunto un ottimo risultato previsto dalla Legge: l’istituzione di una banca dati per valutazioni di tipo statistico, epidemiologico su tutto il territorio nazionale, con sede presso l’istituto di anatomia poi diventato il Centro di Ricerca Lino Rossi quando l’istituto è stato disattivato.

Questa banca dati è costata diversi soldi alla regione, ed è stata realizzata in collaborazione con Lombardia informatica, ed ora è lì, che aspetta soltanto l’attivazione.
In questo periodo, l’unica provincia ad aver attivato la legge, è stata la Provincia Autonoma di Trento.

L’iniziativa fu interrotta, come ci riporta il Professore, quando l’allora Assessore Bresciani disse che Formigoni insieme a Comunione e Liberazione non gradivano i risultati raggiunti, in riferimento alla banca dati.

Prosegue il racconto del Prof. Matturri

Una decina di anni fa, sono stato invitato a far parte del comitato scientifico dell’Emea per contribuire a valutare la causa di una serie di morti dopo il vaccino che si erano manifestate in Germania, Belgio, Francia …e questi casi sono stati esaminati in modo superficiale. Noi avvalendoci della più ampia casistica mondiale, abbiamo potuto individuare 13 casi che sono deceduti dopo vaccinazione. Evidentemente, e qui rientra il valore della storia del bambino e dei genitori, è opportuno individuare se il bambino è potenzialmente a rischio, in base ai dati e alla storia clinica della madre e delle abitudini della madre, e in questi casi, valutare se è il caso o no di vaccinare.

Quindi prima di somministrare la vaccinazione occorre stabilire se non si tratta di bambini che siano potenzialmente a rischio, infatti è proprio in questi casi che noi abbiamo osservato come le uniche alterazioni sono di tipo infiammatorio, evidentemente espressioni della riacutizzazione di virus latenti sollecitati dal vaccino. Quindi non si osservano le alterazioni tipiche della morte fetale o della morte in culla. Le infiammazioni possono essere date anche da altri fattori, come il fumo, l’alcool ecc..

La causa di queste morti improvvise, è da addebitare ad anomali congenite dei centri nervosi che presiedono alle attività vitali.
Questi studi sono pressoché esclusivi di questo centro perché gli anatomopatologi, in questi ultimi anni, hanno in tutti i modi evitato di fare le autopsie; perché in gran parte non sanno fare le autopsie negli adulti, tanto meno nei bambini che richiedono una metodologia molto più sofisticata e particolare.

Il fatto è che il problema riguarda non solo gli anatomopatologi, ma anche i medici legali, non per disistima, perché nella loro preparazione non rientra lo studio del Sistema Nervoso, ed in particolar modo lo studio di quelle strutture che presiedono le attività vitali, motivo per cui, se non le vai a cercare, non puoi trovare se sono state alterate o meno.

La vaccinazione non ha una correlazione diretta, ma riattiverebbe qualcosa di latente.

La storia ha evidenziato un certo numero di decessi subito dopo il vaccino, e continua oggi, quindi è opportuno cercare di sviluppare una metodologia intesa ad evidenziare bambini potenzialmente a rischio di vaccinazione (ad esempio, se la madre fumava 50 sigarette al giorno… )

Nell’ambito della collaborazione con il trentino ci è venuto in mente di analizzare la presenza di pesticidi negli organi dei bambini deceduti, ed il risultato è stato sorprendente: in alcuni bambini sono state rilevate la presenza di pesticidi proprio in madri addette alla agricoltura delle mele Melinda.

Tra i motivi che hanno portato all’abbandono di questi studi, ci sono problemi di competenza, ma anche morali e di religione: la morte fetale non interessa, escludiamola, non è un argomento degno di essere esaminato, e questo lo afferma anche l’OMS.

Il protocollo predisposto dalla prima cattedra dell’Istituto di Anatomia Patologica dell’Università di Milano è stato pubblicato sulle riviste ufficiali degli anatomopatologi nord-americani ed europei.

L’applicazione in Italia è stata oggetto di contrasti non legati al desiderio di approfondire o migliorarlo, ma per negarne la validità.
Sono in attesa che questo protocollo, che è stato modificato, sia approvato, in modo da poter fare ricorso al Tribunale Amministrativo, perché nonostante le varie richieste al Ministro, alla commissione ecc.. ecc.., nessuno mi ha risposto.

Questa valutazione è nel limbo.

Mi viene in mente il caso di due signore che vennero a chiedermi una collaborazione… io dissi loro che bisognava superare un grande ostacolo: secondo la normativa italiana, tutte le morti senza diagnosi sono di spettanza della Medicina Legale.
Il caso ha voluto che una di queste signore fosse amica del capo del Tribunale di Milano, il quale diede immediata disposizione perché la Procura di Milano e le altre Procure affiliate collaborassero.

Così si è iniziato a raccogliere i dati, ed in base a questi dati raccolti, quando ci siamo resi conto che era come esplorare una miniera di diamanti, fino ad allora mai oggetto di interesse, andai dal Direttore Generale della Regione Lombardia il quale mi disse:

lei chiede di sollecitare il Ministero della Salute per l’approvazione del Disegno di Legge: perché non ci presenta un progetto di ricerca?

… erano gli ultimi 15 giorni di quella legislatura, allora in 4 giorni stendemmo quel progetto che coinvolgeva altre strutture.

Il progetto partì alla grande, e quando si trattò di mettere a punto la banca dati, proprio per evitare problemi nella sua applicazione, chiesi ad un Sostituto Procuratore della Repubblica di venire in Regione per esaminare la struttura della banca dati. Una volta realizzata, fu tutto abissato.

La Regione ha sempre sostenuto il progetto, finanziando convegni ecc.. fino che ad un certo punto, non si è saputo più nulla.

Per capire la volontà della non applicazione, bisogna valutare chi sono i componenti della commissione del Ministero della Salute a cui è stato affidato il compito di valutarne l’attendibilità.

Anni fa con il collega Direttore della Divisione di Pneumologia dell’Istituto dei Tumori, abbiamo pensato di sviluppare una ricerca intesa a valutare gli effetti dell’inquinamento atmosferico, delle morti qui in Lombardia, nel nord Italia. Ci siamo trovati anche con Fisici … risultato: i nostri dati non sono attendibili.

Secondo dato: i dati che vengono raccolti sono quelli delle particelle più voluminose. Ma tra gli inquinanti ci sono particelle di vario volume, di varie dimensioni, di varia composizione: quelle registrate, sono quelle che si arrestano nelle prime vie respiratorie, mentre quelle che vanno giù nel polmone sono quelle di grandezza un decimo inferiore, che non vengono valutate.

Non era possibile attivare questa ricerca perchè l’Arpa non aveva dati utili in tal senso.

L’obiettivo era analizzare 100 casi, individuando l’ubicazione dove vivevano i bambini, i genitori, dove sono morti, per valutare l’incidenza, in quel periodo, in quella giornata, degli inquinanti della zona.

Negando questi studi, non avendo dati, in un procedimento penale, alla fine c’è stata l’assoluzione perché i dati non sono sufficienti.

E’ stato presentato alla comunità europea un progetto di ricerca inteso ad individuare queste sostanze lesive nei tessuti.

Quando abbiamo iniziato ho detto che l’obiettivo è di realizzare un progetto socio sanitario che rientra nella prevenzione primaria dell’adulto, dell’anziano, dell’infanzia, del concepimento…. Quello che bisogna vincere è l’ignoranza diffusa!

Ribadisco, c’è un corposo volume dell’OMS che dice, purtroppo, che non c’è alcun interesse nell’individuare le cause di morte fetale e neonatale nelle nazioni industrializzate. Quindi l’ostacolo è questo!
E l’ostacolo che noi abbiamo avuto è stato da parte delle autorità accademiche le quali hanno detto che queste ricerche non si devono fare.

Perché SIDS e vaccinazioni?

Abbiamo iniziato a raccogliere dati perché in quell’epoca (intorno al 2000) abbiamo analizzato un caso che ci ha molto sorpreso di lesioni di tipo infiammatorio iperacute (lesioni in strutture in un nucleo del tratto cerebrale, espressione di necrosi, di morte delle cellule, senza alcuna reazione di infiammatoria) e poi era stato pubblicato un caso analogo in un adulto che era stato attribuito alla riattivazione di virus di tipo erpetico. Il quadro era sovrapponibile. Ed allora, facendo i vari esami delle strutture del sistema nervoso, siamo rimasti colpiti che non c’erano quelle alterazioni, quelle anomalie dello sviluppo che siamo abituati a trovare nelle classiche morti improvvise, così dette inspiegabili, del feto. Siamo andati a valutare la storia clinica con il risultato che era stato vaccinato da poche ore. Ecco questo è stato l’inizio.

E’ sorprendente che i casi di morte in culla in Lombardia siano diventati rarissimi.
Questo perchè in queste situazioni drammatiche è opportuno fare una diagnosi di comodo, per evitare diagnosi giudiziarie, per rallentare i funerali, ed allora la diagnosi di arresto cardio circolatorio dilaga.
Sarebbe opportuno prendere i casi della Lombardia negli ultimi dici anni, le morti nel primo anno di vita che ci sono state, e quali sono le diagnosi.

Una cosa vorrei dire dei “non rapporti” con il Rettore di allora: non riuscendo ad eliminarci, un giorno mi fece telefonare dalla sua segretaria che mi comunicò che il Rettore aveva scritto una raccomandata con ricevuta di ritorno e mi invitava ad andare a ritirarla. Questa era datata più o meno 20-22 febbraio di due anni fa.
In questa raccomandata era indicato che entro il primo marzo eravamo invitati a lasciare libero tutto l’istituto che era destinato ad altre attività e indicava come sede provvisoria un pezzo di terreno (nudo) in Via Pace.
Io andai in Procura e mi dissero: li denunci.
Questo ha avviato uno scontro immediato, però siamo ridotti in due locali…

La nostra Legge è stata “copiata” dall’attuale Presidente Obama, quando era ancora Senatore, che ne ha proposta una analoga.
Io ho fatto parte per sei anni dell’Università di Harvard che sta sviluppando un progetto mondiale per ridurre la mortalità fetale e infantile.
Mi hanno chiesto se volevo partecipare, ma ho detto di no perchè in questo momento non sono in grado di partecipare. Pertanto, la Regione Lombardia nel momento in cui decide, sarà mia cura dare immediata conferma a rientrare in questo progetto d’importanza mondiale.

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