Vaccinazioni e Autismo: profumo d’ingiustizia

Che l’Italia sia un paese nel caos, l’hanno compreso anche i defunti nei cimiteri. Ma toccare con mano lo stile incostituzionale, scientificamente ripetuto a danno delle famiglie di bambini danneggiati da vaccino, utilizzato da chi invece dovrebbe essere garante della Giustizia, anziché dei capricci di taluni burocrati del Ministero della Salute, ha tutto un altro profumo: un profumo di ingiustizia.

E’ questo il caso di una causa giudiziaria civile, tutt’ora in corso, cui abbiamo assistito questa settimana, di fronte alla quale non si può rimanere in silenzio ma necessita una ferma e decisa pubblica denuncia, per far comprendere a TUTTE le famiglie coinvolte da identica problematica quale sia il clima di totale mancanza di tutela dei bambini nel nostro incivile paese.

Per meglio comprendere la gravità dei fatti, sono necessarie un paio di semplici e brevi premesse riguardanti la “perizia e consulenza tecnica” e il ruolo del “CTU nel processo civile“.

Perizia e consulenza tecnica

Nel diritto processuale civile si parla correntemente di Consulenza Tecnica d’Ufficio e viene indicato come CTU, cioè “Consulente Tecnico d’Ufficio“, chi svolge attività ausiliaria a quella del Giudice, essendo da quest’ultimo scelto in appositi albi, distinti in base alla competenza tecnico-professionale, e che con la nomina è investito di una pubblica funzione [art. 61 cpc].

La Legge 69/2009 ha introdotto significative modifiche alla disciplina del CTU e alle modalità di espletamento della relazione tecnica peritale, delle quali non tratteremo in questa sede. Vi basti sapere che la perizia e la consulenza tecnica d’ufficio stanno a significare il complesso delle attività svolte da uno o più esperti, nominati su ordinanza del Magistrato, che si conclude con un elaborato tecnico finalizzato a fornire risposte motivate a quesiti specifici di interesse giudiziario. L’attività peritale e di consulenza deve essere svolta osservando regole codificate e nel rispetto di due fondamentali principi del metodo medico-legale:

  • rigorismo obiettivo del metodo
  • dominante conoscenza del rapporto giuridico cui il fatto si riferisce

CTU nel processo civile

Requisiti fondamentali per il corretto svolgimento di tale attività sono:

  • effettiva preparazione ed esperienza del Consulente su temi oggetto di discussione;
  • imparzialità e indipendenza del giudizio
  • conoscenza della procedura
  • competenza in materia di medicina legale

La nomina del Consulente risponde a criteri di necessità, poiché mira a colmare una lacuna conoscitiva del Magistrato, indispensabile per formulare una giusta sentenza.

Nel caso di particolare delicatezza o complessità delle indagini da compiersi, oppure quando sono richiesti diversi tipi di competenza professionale, il Giudice può nominare più Consulenti [art 191, comma 2, c.p.c.].

All’udienza fissata per la raccolta del giuramento e il conferimento dell’incarico, oltre a ricordare l’importanza delle funzioni e a ricevere il giuramento di rito, il Giudice stabilisce d’ufficio [nella prassi lo fa il consulente]

  • la data, l’ora e il luogo d’inizio delle operazioni peritali
  • formula i quesiti cui il CTU deve rispondere
  • definisce i limiti della indagine del consulente
  • autorizza il CTU al ritiro dei fascicoli di parte ovvero copia di atti del fascicolo d’ufficio
  • assegna un termine per il deposito della relazione peritale e degli eventuali rilievi dei consulenti delle parti
  • ecc. ecc.

A seguito della modifica dell’art. 195 c.p.c. ad opera della Legge 18 giugno n. 69, il CTU è obbligato a fornire ai consulenti delle parti una “bozza” della propria relazione, essendo tale attività finalizzata a consentire alle stesse l’esercizio del diritto di difesa. Nel sistema precedente tale modifica, le parti potevano legittimamente formulare critiche solo dopo il deposito della relazione da parte del Consulente Tecnico d’Ufficio.

L’art. 64 c.p.c.  [Responsabilità del consulente] estende “al consulente tecnico le disposizioni del Codice penale relative ai periti … (omissis)“. Ovvero, si fa quindi riferimento alle stesse norme del codice penale concernente la responsabilità dei periti:

  • art. 314 c.p. [peculato]
  • art. 366 c.p. [rifiuto di uffici legalmente dovuti]
  • art. 373 c.p. [falsa perizia o interpretazione]

ed altri ancora che non elenco in questa sede.

Ed ora passiamo ai fatti

Alla luce di quanto descritto nelle due semplici e brevi premesse, una famiglia, con un bambino autistico danneggiato da vaccino, ha intrapreso il cammino giudiziario stabilito dalla Legge 210/92 e, dopo i vari percorsi amministrativi stabiliti dalla stessa, si trova attualmente a dibattere il caso sanitario del bambino in sede giudiziaria civile.

Il Giudice formulava il seguente quesito:

“Accerti il CTU, compiute le indagini ritenute necessarie e visitato il minore, se le vaccinazioni cui è stato sottoposto il minore siano da ricondursi causalmente alla patologia di cui è affetto il minore e se è a quale tabella ministeriale sia nel caso riconducibile la patologia per il riconoscimento dell’indennizzo di cui art. 3 Legge 210/92”

Le operazioni peritali si sono svolte a ottobre 2013,  all’ora e nel luogo stabilito per l’inizio delle stesse. A tale incontro ha partecipato il Consulente Tecnico di Parte [CTP] della famiglia, mentre il Consulente Tecnico di Parte [CTP] per il Ministero della Salute non ha potuto partecipare per “mancato avvertimento dell’inizio delle stesse“. In sostanza, l’Avvocatura dello Stato aveva dimenticato l’appuntamento e, badate bene, tanto per comprendere in quale genere di “Stato delle banane” ci troviamo, a parti invertite sarebbe decaduta la causa.

Tuttavia, il CTP del Ministero della Salute ha inviato a dicembre 2013 le sue osservazioni in merito al caso. Su quali basi sia stato possibile fornire osservazioni, in merito a un incontro peritale in cui non era fisicamente presente, rimane anche questo un mistero ben più grave dell’eziologia della patologia autistica.

Al termine dello svolgimento delle operazioni peritali, scaduti i termini prefissati dal Giudice, dopo un paio di udienze di rinvio in attesa del deposito dell’elaborato peritale, il Consulente Tecnico d’Ufficio nominato dal Magistrato depositava il proprio elaborato presso la cancelleria del Tribunale in data 15 aprile 2014, proprio nel bel mezzo della bufera mediatica accesa dall’inchiesta della Magistratura di Trani. Dall’elaborato emergeva che il CTU aveva effettuato:

  1. esame degli atti,
  2. esame della documentazione clinica,
  3. esame clinico del caso,
  4. esame obiettivo del bambino,
  5. considerazione mediche,
  6. relative conclusioni

Per questioni di privacy evitiamo di riportarvi i dati riferibili dal punto 1 al punto 5, mentre riportiamo le conclusioni del CTU [con tanto di prova fotografica allegata] che non si è fatto condizionare dagli eventi mediatici successivi all’inchiesta della Magistratura di Trani.

Nell’insieme della corposa documentazione presentata dai CTP delle rispettive parti a sostegno delle rispettive dissertazioni, si può sostenere che ad oggi emergono risultati che inevitabilmente possono portare a delle conclusioni contrapposte.

Tuttavia nel caso in oggetto è vero che:

  • dall’anamnesi si possono escludere patologie familiari e anomalie genetiche;
  • non sono state riscontrate complicazioni gravidiche o complicazioni inerenti al parto;
  • la gravidanza è trascorsa in maniera decorosa, gli esami prenatali sono stati eseguiti e i risultati erano nella norma;
  • il periodo perinatale e post natale è trascorso senza evidenze di rilievo, fu regolare la crescita e lo sviluppo entro i parametri dell’età;
  • dopo la prima somministrazione del vaccino la situazione clinica del bambino cambiò radicalmente con comparsa di infezioni cutaneo-mucose che si ripetevano in seguito alla seconda inoculazione;
  • le manifestazioni si ripetevano anche alle somministrazioni successive con andamento ingravescente e si associarono a infezioni delle prime vie aeree, episodi di vomito con febbre, otiti ricorrenti e gastroenterite che conducevano al ricovero del [….. omissis ….. ] per [….. omissis ….. ], finché all’età di [….. omissis ….. ] in seguito alla somministrazione del vaccino antimorbillo, antiparotite e antirosolia si presentò un arresto dell’evoluzione maturativa raggiunta, perdita di peso e scarsa crescita;
  • in data [….. omissis ….. ] il bambino fu sottoposto a vaccinazione antipneumococcica e il quadro clinico si aggravò ulteriormente con peggioramento dei sintomi già esistenti, specie quelli neurologici, e frequenti episodi di epistassi, presenza di petecchie al volto durante le crisi di pianto con alterazione dei parametri emocoagulativi;
  • in data [ ….. omissis ….. ] presso l’ospedale [ ….. omissis ….. ] venne posta diagnosi di Disturbo Autistico con presenza di atipie di interesse sociale e della inter-soggettività, ritardo del linguaggio verbale non compensata da adeguata comunicazione non-verbale, interessi ristretti e stereotipie;
  • la presenza di patologie recidivanti e ingravescenti che si sono evidenziate in seguito ad ogni somministrazione dei vaccini sono del tutto coerenti e compatibili con i numerosi casi riportati nella letteratura scientifica;

Pertanto si può affermare con ragionevole probabilità scientifica che il piccolo [ …. omissis …..] era un neonato apparentemente sano che cresceva regolarmente e presentava un regolare sviluppo psico-fisico peri e post natale. I primi segni di squilibrio immunologico si manifestarono dopo alcune settimane dalle prime inoculazioni di vaccino esavalente e furono quasi immediati dopo la terza somministrazione. Le manifestazioni interessarono clinicamente organi e apparati diversi dal sistema nervoso centrale che all’epoca non era ancora sviluppato nelle funzioni complesse e quindi più difficile da diagnosticare. Inoltre non è scientificamente dimostrabile la presenza di una preesistenza e/o di una concomitanza di altri fattori causali o concausali della patologia in oggetto.

Quindi in virtù delle precedenti considerazioni appare probabile la sussistenza di un nesso di causalità tra l’autismo di cui è affetto il piccolo [….. omissis …..] e le vaccinazioni alle quali è stato sottoposto.

Conclusioni CTU

All’udienza stabilita per la discussione della causa, l’Avvocatura dello Stato, non avendo appigli per smontare una simile CTU, contesta le competenze professionali del CTU [perché non l’ha fatto all’inizio?], chiede il rinnovarsi della CTU lasciando palesemente intendere in sede giudiziaria [fatto gravissimo] che è molto meglio se trattasi di un “loro amico di fiducia” [a proposito di cricca], oppure in alternativa chiede la chiamata a chiarimenti del CTU già nominato [principio del contraddittorio].

In un paese anormale come il nostro, dove le famiglie con bambini danneggiati da vaccino devono subire a prescindere, nel caso in oggetto, potevamo aspettarci il rispetto del principio del contraddittorio? Ovviamente, no.

Infatti, il Giudice

udita la discussione dei difensori e visti i risultati della CTU medico-legale; rilevato che tali risultati si discostano da quelli di precedenti indagini peritali compiute sulla eziologia dell’autismo rispetto ai vaccini somministrati ai minori in età infantile, considerato che le conclusioni del CTU si formulano anche su studi scientifici controversi, giacché contestati dai risultati di altri recenti studi compiuti dalla scienza medica ed entrati a fare parte della letteratura scientifica comunemente citata in materia; valutati altresì i rilievi sollevati dal consulente di parte convenuta; ritenuto che gli elementi e le considerazioni esposte giustificano una verifica dei risultati della CTU ed un approfondimento delle argomentazioni svolte sulla relazione peritale alla luce degli studi citati, soprattutto con riferimento al composto thimerosal

DISPONE

il rinnovarsi della CTU medico-legale, nominando allo scopo [….. omissis ….]

Da nostre personali informazioni, il nuovo CTU risulta apparentemente esente da ipotetiche collusioni con organizzazioni farmaceutiche. Tuttavia, svolgendosi la causa in una città notoriamente asservita ai capricci della “cricca farmaceutica“, l’esperienza insegna che sono proprio gli illustri sconosciuti che possono compiere “il delitto perfetto su commissione“, magari dietro l’allettante promessa di qualche incarico istituzionale.

Il rispetto del principio del contraddittorio non riguarda solo la fase iniziale del processo; a esso deve essere improntato l’intero procedimento. La mancanza di rispetto di questo principio “audiatur et altera pars“, comporta, di fatto, la mancanza di un principio sancito all’articolo 111 dalla Costituzione.

In un paese dove la Costituzione è carta straccia, è ormai palese che, dopo l’avvio dell’inchiesta della Magistratura di Trani, gli ordini di scuderia impartiti dalla “cricca dei vaccini” lasciano trasparire l’evidenza che non viviamo più in uno “Stato di diritto” ma in un “Regime dittatoriale farmaceutico” dove i malati, soprattutto se bambini danneggiati, devono solamente morire come mosche, senza peraltro permettere ai genitori una benché minima forma di civile protesta.

Noi siamo consapevoli che il nostro ruolo, assunto in questa “sporca vicenda sanitaria”, disturba qualcuno. Se “questo qualcuno” pensa di fermare la nostra pubblica denuncia, competente e scientificamente supportata da studi tutt’altro che controversi, è bene che si prepari molto presto a ricevere il boomerang di ritorno.

Abbiamo invitato la famiglia, invitiamo tutte le famiglie che sono in causa o coltivano l’intenzione, ad intraprendere azioni legali nei confronti di coloro che si rendono complici del mancato rispetto di diritti e doveri sanciti dalla Costituzione, affinché si porti altresì a rispondere le autorità sanitarie competenti in merito al corposo contenuto del dossier GlaxoSmithKline, riguardante il vaccino esavalente illegale Infanrix Hexadove gli eventi di Autismo compaiono più volte fra gli 825 differenti casi di complicanze mediche, a supporto della manifesta evidenza di un nesso di causalità che era stato correttamente evidenziato dal CTU anche in questo caso.

Sarà altresì nostra cura attenzionare l’opinione pubblica e tutte le associazioni di settore che vorranno contribuire alla diffusione di questa gravissima vicenda, che merita tutto il risalto possibile, in quanto la somministrazione polivalente di vaccini come avviene nel nostro paese, nonostante solo 4 vaccini pediatrici siano obbligatori per Legge, non è affatto esente da rischi per la salute dei bambini, perché può comportare danni da sovraccarico, shock del sistema immunitario e manifesti danni tossicologici. Infatti, i prodotti biologici [come derivati del sangue o vaccini] e biotecnologici, ovvero proteine derivate da DNA ricombinante, possono indurre la produzione di anticorpi neutralizzanti. L’effetto di anticorpi neutralizzanti può portare a reazioni di ipersensibilità e cosiddette “reazioni autoimmuni“, a seguito delle quali l’organismo di un bambino si trova in una situazione di smarrimento generale a tal punto da subire gravi danni agli organi interni [es. demielinizzazioni, alterazioni ematologiche, encefalopatie, danni al Sistema Nervoso Centrale, etc etc].

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