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Squallida propaganda di psicofarmaci su minori

Nonostante le carenti dimostrazioni scientifiche, si dice che molti “disturbi” abbiano una radice genetica; vi è un costante aumento della prescrizione di vaccini e psicofarmaci nell’età infantile e adolescenziale anche quando il danno neurologico e la tossicità superano la presunta efficacia, valutata spesso al controllo della sintomatologia. Non è facile reperire dati certi [coperti anche da una sorta di privacy di tutela dei minori] che aiutino a capire questo mondo sommerso; agli addetti ai lavori interessa dire quel tanto che basta per far capire che ci dobbiamo fidare di loro, mentre il silenzio cala sulle singole e reali esperienze.

Tuttavia,  i risultati di uno studio americano condotto su 33.565 soggetti nati tra il 2001 e il 2009, pubblicato sulla rivista Pediatrics, riporta che negli Stati Uniti la maggior parte dei bambini autistici, il 64%, è in terapia con farmaci psicotropi, nonostante non ci siano prove dell’efficacia di questi farmaci nella cura della malattia.  Il 35% dei bambini esaminati prende simultaneamente due sostanze psicotrope, il 15% di loro almeno tre. Si tratta di sostanze chimiche che agiscono sul sistema nervoso centrale, i cui effetti collaterali possono comportare alterazioni nella percezione, nel comportamento, nell’umore, finanche a pensieri suicidari.

Non è questo un argomento sul quale si possa agire con approssimazione, né nel sentenziare diagnosi, né nell’affermare che non esistono conflitti e che ovunque si intervenga ci sia una volontà speculativa a danno dei bambini.

Si sono verificati ad esempio casi di bambini intossicati da mercurio contenuto nei vaccini [Progetto Pertosse] che hanno manifestato comportamenti molto simili a quelli che certi medici associano alle diagnosi psichiatriche; dove la causa è stata ben recepita si è lavorato per disintossicare il bambino con un evidente miglioramento della sua qualità di vita, dove si è ricorso agli psicofarmaci il percorso si sta dimostrando a dir poco lesivo per il sistema neurovegetativo del soggetto e l’equilibrio dell’intero nucleo familiare.

Le cause dei malesseri psicofisici possono essere varie, non vanno negate bensì affrontate; la paura, la vergogna, i tabù culturali conducono all’isolamento e all’incapacità di condivisione interrelazionale e, a questo punto del percorso, la qualità dell’aiuto diventa fondamentale.

Certi messaggi promozionali di medicalizzazione dell’infanzia, trasmessi sulle reti della tv di Stato, non sono solo squallidi, rappresentano un serio campanello d’allarme per comprendere cosa sta succedendo, quali sono le intenzioni della Neuropsichiatria e quali saranno le conseguenze sulle future generazioni.

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