Il vaccino contro il morbillo ha fallito: non può impedire epidemie di morbillo

Prima della vaccinazione diffusa contro il morbillo, i bambini piccoli non erano a rischio di morbillo, perché acquisivano immunità attraverso il sangue della madre. Gli adulti non erano a rischio perché la maggior parte di essi aveva acquisito immunità permanente da bambino. Entrambi questi gruppi sono ora suscettibili al morbillo, ed entrambi hanno un maggiore rischio di malattia grave e complicazioni. Questo è descritto in letteratura scientifica come un “risultato non voluto” della vaccinazione contro il morbillo.

Come pronosticato dalla rivista Vaccine nel dicembre 1998:

Gli anticorpi indotti dal virus del morbillo vaccinale hanno un declino in assenza di infezioni di richiamo naturali. E’ importante seguire la durata della tutela raggiunta dal presente programma di vaccinazione che rimarrà dopo l’eliminazione del morbillo indigeno.

Ciò solleva la questione: cosa succederà quando avremo finalmente sostituito il morbillo naturale con il morbillo vaccinale?

David Levy, del Montefiore Medical Center di New York ha creato un modello al computer per rispondere a questa domanda:

Nonostante il successo a breve termine per eliminare la malattia, proiezioni a lungo termine dimostrano che la percentuale di suscettibili nel 2050 potrà essere superiore all’epoca pre-vaccino.

In altre parole, secondo la previsione di Levy, siamo vicini ai più alti tassi di infezione rispetto a quando abbiamo iniziato a vaccinare, con un rischio diffuso a tutta le età e maggior rischio. Infatti, il morbillo in società altamente immunizzate si verifica soprattutto fra le persone precedentemente immunizzate.

Le recenti epidemie di morbillo in Canada e negli Stati Uniti hanno rappresentato uno shock per molti esperti di salute pubblica, ma non per il Dr. Gregory Poland, uno dei più ammirati scienziati al mondo nel campo della vaccinologia.

Il vaccino contro il morbillo ha fallito, ha spiegato due anni fa il Dr. Gregory Poland in un documento profetico, Il riemergere del morbillo nei paesi sviluppati“. In quel documento, ha avvertito che a causa di fattori che la maggior parte non hanno notato, il morbillo è tornato a essere una grave minaccia per la salute pubblica. In quel documento, e altrove, ha anche precisato in modo cosa dovrebbe essere fatto.

Il Dr. Poland non è certo definibile un negazionista dei vaccini. E’ tra i critici più severi e più espliciti della “irrazionalità antivaccinale“, ed è anche uno dei sostenitori più forti dei vaccini e del bene che possono fare. Professore di Medicina, fondatore e leader del Vaccine Group Mayo Clinic Research, una delle più grandi organizzazioni di ricerca in vaccinologia del mondo; Editore della rivista scientifica peer-reviewed, Vaccine; destinatario di numerosi attestati come presidente dei comitati di monitoraggio dei dati vaccinali per il gigante farmaceutico Merck; titolare del brevetto in vari processi di produzione dei vaccini; gode dello status speciale alle dipendenze del CDC e del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti; ha partecipato ad ogni comitato federale che ha trattato con i vaccini, e nessuno può accusarlo di vedere i vaccini da una prospettiva ristretta.

Tuttavia, il Dr. Poland vede la necessità di un profondo ripensamento, dopo aver concluso che il vaccino attuale contro il morbillo è improbabile che sia all’altezza del compito previsto. Trattandosi degli Stati Uniti, dove la Merck è accusata di frode da parte del Dipartimento della Giustizia degli Stati Uniti per aver alterato i dati di sicurezza del vaccino trivalente MPR, questa nuova dichiarazione non ci sorprende:

[…..] focolai si stanno verificando anche nei paesi altamente sviluppati, dove l’accesso vaccino, alle infrastrutture di sanità pubblica e la cultura della salute non sono problemi significativi. Questo è inaspettato e preoccupante perché i focolai di morbillo si stanno verificando nei luoghi dove sono meno attesi […..] con un numero sorprendente di casi documentati che si verificano in persone che in precedenza hanno ricevuto una o anche due dosi di vaccino [trivalente] contenente la componente contro il morbillo.

Durante i focolai 1989-1991 negli Stati Uniti, dal 20% al 40% delle persone colpite avevano ricevuto 1-2 dosiNell’epidemia del 2011 in Canada, oltre il 50% delle 98 persone aveva ricevuto due dosi di vaccino contro il morbillo. 

Come abbiamo scritto più volte l’efficacia del vaccino contro il morbillo non è affatto del 100% come viene dichiarato e venduto: dopo la prima dose, eseguita dopo il compimento dell’anno di età, più del 5% dei vaccinati non risponde. Questa cifra, ci dicono, si abbassa a valori vicini all’1% se il vaccino viene impiegato con 2 dosi.

Proseguono ad uscire evidenze scientifiche molto imbarazzanti che contraddicono i pressanti messaggi di Sanità pubblica, e gli articoli dei quotidiani su commissione riguardanti la necessità di vaccinare bambini e adulti contro il morbillo. Questi studi, come lo studio del Dr. Poland, suggeriscono che il vaccino è causa dei recenti aumenti di focolai di morbillo nei paesi industrializzati oltre che base d’impianto di varie malattie tra soggetti vaccinati.

La dimostrazione formale, che sia gli anticorpi materni quanto l’esposizione precoce all’infezione sono necessari per la protezione a lungo termine, ha evidenziato che continui cicli di re-infezione hanno un ruolo essenziale nella costruzione di un’immunità di gregge stabile.

In una popolazione che non è costantemente esposta all’infezione durante la prima infanzia sotto l’ombrello immunologico degli anticorpi materni, o vaccinati accuratamente, comporta un grave rischio di infezioni riemergenti. [Navarini AA et al. 2010. Long-lasting immunity by early infection of maternal-antibody-protected infants. Eur J Immunol. Jan;40(1):113-6. PMID: 19877011]

La vaccinazione crea un ambiente “quasi sterile” che apre la possibilità a focolai di malattie.

I tentativi di eradicare il virus del morbillo o della polio eliminano l’esposizione dei bambini a questi patogeni. Tali situazioni epidemiologiche “quasi sterili” possono effettivamente aumentare il rischio di epidemie.

Sappiamo che questo è possibile perché ci sono state epidemie di morbillo negli Stati Uniti nelle popolazioni che erano state vaccinate al 100%.

La scuola interessata aveva nello stesso edificio 276 studenti del liceo e 135 studenti della scuola media. Una revisione delle cartelle cliniche della scuola ha mostrato che tutti i 411 studenti erano stati vaccinati contro il morbillo, in conformità con le Leggi dell’Illinois“. [Measles Outbreak among Vaccinated High School Students – Illinois. MMWR. June 22, 1984 / 33(24);349-51]

Una serie di esempi sono ben descritti in questo documento pubblicato nel 2003 su Pediatrics, dove risalta la realtà di un’altra scuola con 663 bambini, in Libano, dove si verificò un caso di morbillo in un bambino vaccinato che colpì i restanti 662. Dei 663 bambini della scuola:

  • 8 [corrispondenti all’1,2%] non erano mai stati vaccinati
  • 26 [corrispondenti al 3,9%] avevano ricevuto una sola dose
  • 629 [corrispondenti al 94,9%] avevano ricevuto due dosi, prima dell’inizio dell’epidemia

Risultati simili sono stati ottenuti anche, per esempio:

  1. dallo studio di un’epidemia avvenuta in Russia: nei pazienti che avevano avuto il morbillo, nonstante avessero ricevuto 2 dosi di vaccino, erano presenti titoli anticorpali non protettivi di anticorpi neutralizzanti. Per spiegare questi casi, ricchi di “forse” e di “ma”, i ricercatori hanno ipotizzato l’uso del vaccino con ceppo Leningrado, dotato di una ridotta immunogenicità in confronto ai ceppi Moraten e Schwarz.
  2. dallo studio di un’epidemia avvenuta in Brasile: 250 casi sospetti di morbillo sono stati studiati nel Comune di Niterói, stato di Rio de Janeiro. Lo stato vaccinale era noto per 127 casi studiati e il 76,4% di loro aveva ricevuto il vaccino contro il morbillo prima dell’anno di età.
  3. dallo studio di un’epidemia avvenuta in Canada: la copertura vaccinale tra i casi era almeno del 84,5% mentre la copertura vaccinale per la popolazione totale era del 99,0%. Le autorità sanitarie vennero smentite quando incolparono l’incompleta copertura vaccinale come spiegazione valida per l’epidemia di morbillo a Quebec City. Anche il CDC di Atlanta fu costretto ad ammettere la sconfitta.
  4. dallo studio di un’epidemia avvenuta a Cape Town: gli autori conclusero scrivendo che “l’epidemiologia del morbillo a Città del Capo è cambiata come si evince in questa epidemia, con un aumento del numero di casi che si verificano in anziani, bambini precedentemente vaccinati. Le possibili ragioni di questo fallimento includono sia la vaccinazione primaria che secondaria.
  5. dallo studio di un’epidemia avvenuta in Olanda: pubblicato dai Centers for Disease Control and Prevention di Atlanta, lo studio conferma che la maggior parte dei casi osservati nel corso di una recentissima epidemia di parotite nei Paesi Bassi, tra il 2009 e il 2012, si è sviluppata prevalentemente fra persone che avevano ricevuto due dosi del vaccino trivalente MPR.

Nell’ambito del piano vaccinale, quando il morbillo scoppia nel bel mezzo di una situazione di “quasi sterilità“, l’unica soluzione di questo paradigma è quella di vaccinare più persone e sempre più spesso. Questa è una soluzione retrograda, rispetto al problema, se si considera che rimane sensibile anche a fronte della piena conformità.

Quello che succedeva nel passato col morbillo è che i bambini erano protetti dagli anticorpi materni, gli adulti erano protetti dall’esposizione continuata, e i bambini infettati sviluppavano normalmente la malattia diventando immuni per un lungo periodo di tempo. Adesso, mentre il vaccino contro il morbillo ha fatto decrescere l’espressione dell’infezione da morbillo, non è affatto migliorato il quadro generale.

Certamente ci sono molti più problemi con gli infausti effetti collaterali del vaccino e proseguono a verificarsi epidemie di morbillo in soggetti vaccinati con due dosi di vaccino, anche dotato di maggiore immunogenicità, con ceppo Moraten e Schwarz [Pediatrics e Clinical Infectious Diseases sono alcuni degli esempi autorevoli più recenti]. La situazione è talmente imbarazzante che le società scientifiche iniziano, forse, finalmente a porsi qualche domanda con colpevole ritardo, mentre in Italia leggiamo i soliti articoli demenziali che riportano pareri di personaggi palesemente collusi con l’industria del farmaco [in questi giorni su Il Resto del Carlino].

Il Dr. Poland ha valutato 15 focolai negli Stati Uniti tra il 2005 e il 2011 e 33 focolai in Europa solo nel 2011, che hanno coinvolto più di 30.000 casi notificati e confermati a laboratorio. Nel frattempo,

il Regno Unito ha dichiarato il morbillo ancora una volta endemico [….] e tali epidemie sono il risultato sia dell’assenza di vaccinazione che del fallimento del vaccino.

Se da un lato il Dr. Poland definisce “deplorevole” il rifiuto alle vaccinazioni, dall’altro sottolinea che il problema fondamentale deriva dal fatto che il vaccino sia meno efficace nella vita reale di quanto previsto, con un tasso di fallimento troppo alto

tra il 2% e il 10% delle persone non sviluppano anticorpi attesi dopo la ricezione delle due dosi raccomandate. Dato che persone diverse hanno diverse caratteristiche genetiche, il vaccino è semplicemente un vero disastro in molte persone, non riuscendo a fornire la protezione che pensano di aver acquisito.

A peggiorare le cose, anche quando il vaccino svolge il suo compito nell’immediatezza, la protezione diminuisce rapidamente, il che rende irrealistico raggiungere il livello del 95% di immunità di gregge [scienza imperfetta e fallimento della vaccinazione di massa] nella popolazione generale ritenuto necessario per tutelare la salute pubblica. Ad esempio, il 9% dei bambini che riceverebbero oggi le due dosi di vaccinoin base alle raccomandazioni sanitarie, avranno perso la loro immunità dopo solo 7 anni e mezzo. E più passa il tempo, più perdono la loro immunità.

Questo porta ad una situazione paradossale in cui il morbillo in società altamente immunizzate si verifica soprattutto fra persone precedentemente immunizzate.

A causa della loro predisposizione genetica, alcune persone non rispondono al vaccino contro il morbillo, anche con booster supplementari, e lo conferma anche la neonata branca della vaccinologia denominata “adversomica”. Per lo stesso motivo, la predisposizione genetica di altre persone le rende suscettibili a ricevere danni importanti dal vaccino contro il morbillo, portando diffidenza nel pubblico, anche tra le persone più istruite. Non a caso sempre più operatori sanitari sconsigliano la vaccinazione trivalente per tutte le implicazioni connesse con i danni neurologici causati nei bambini, “etichettati” poi come autistici.

Ciò che è necessario,suggerisce il Dr. Poland, è che le istituzioni di salute pubblica accettino che il vaccino attuale [trivalente] contro il morbillo ha così tanti inconvenienti da renderlo impraticabile. Coloro che proseguono a consigliare la vaccinazione contro il morbillo sono in malafede o vivono nell’ignoranza.

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