FRANCIA: dibattito scientifico pubblico in merito alle vaccinazioni

L’uso di adiuvanti di alluminio e dei vaccini HPV a confronto col profilo di rischio sono stati gli argomenti di un intenso dibattito scientifico al Senato francese lo scorso 22 Maggio 2014.

Questo dibattito nasce a seguito della petizione promossa da parte di 420 medici francesi contro il Gardasil.

I soggetti di entrambi gli ambiti interessati dal dibattito scientifico hanno avuto l’opportunità di presentare i loro studi ai membri del Parlamento francese, al Senato francese, alle Autorità sanitarie, ai Medici professionisti e al pubblico, grazie agli sforzi enormi da parte di E3M, un’organizzazione non governativa di pazienti sofferenti di MMF [miofascite macrofagica] e OPECST [Ufficio parlamentare per la valutazione delle opzioni scientifiche e tecnologiche].

Cliccando sulla fotografia è possibile ascoltare la registrazione integrale del dibattito.

Qui in Italia, invece, assistiamo a esecrabili iniziative di piazza [tutt’altro che scientifiche] promosse da coloro che hanno tutto l’interesse nel mantenere in piedi un mercato della disabilità a danno dei bambini, supportati altresì da “deficienti debunkers” [è proprio il caso di scriverlo], siffatti perdigiorno, che si divertono ad infangare le famiglie di bambini danneggiati da talune pagine web.

Ovviamente, il Governo francese si preoccupa abbastanza per la salute e il benessere dei propri cittadini e dimostra disponibilità ad ascoltare entrambe le campane del dibattito vaccinale; lo stesso “dibattito” che i funzionari sanitari hanno il palese timore di sostenere in Italia, perché quando si sente il fiato sul collo è inevitabile che ci si cominci ad agitare.

I Funzionari governativi francesi sono disposti ad ascoltare le vittime di eventi avversi dopo la vaccinazione. Essi sono disposti ad ascoltare scienziati e medici professionisti che hanno condotto ricerche per scoprire il motivo per cui alcune persone sono inclini a sperimentare reazioni avverse dopo la vaccinazione. Anche negli Stati Uniti i bambini depongono direttamente davanti alla Corte Federale preposta all’accertamento della idoneità dei sospetti casi di danno da vaccino alla trattazione in giudizio. In Italia, invece, si tende a zittire le famiglie anche quando l’evidenza del danno è manifesta e viene comprovata.

I Professori Romain Gherardi e Jerome Authier hanno informato il pubblico dei risultati preliminari della loro ricerca, che è stata finanziata dal MSNA [Agenzia del farmaco francese], che ha indicato un nesso di causalità tra gli adiuvanti di alluminio e gli eventi avversi sperimentati dopo la vaccinazione affermando:

Abbiamo iniettato in topi normali, senza alcun background particolare, sia con PBS [phosphate buffered saline] come siero di controllo, o il vaccino contro l’epatite B Engerix. Abbiamo effettuato test motori e cognitivi a vari intervalli. Abbiamo i risultati dei primi due tempi. A 45 giorni, non c’è alcuna differenza tra il gruppo di controllo e il gruppo vaccinato. Per contro, a 135 giorni [4 mesi e mezzo], tre prove si sono significativamente modificate solo nei topi vaccinati. Quali sono queste prove? Prove di ansia, ridotta attività, diminuzione della resistenza all’attività fisica [compresa la resistenza motoria], vale a dire una serie di sintomi simili che sono descritti esattamente dai pazienti affetti da miofascite macrofagica cronica.

Dr. Sin Hang Lee, ha descritto la sua ricerca in merito a Gardasil fino ad oggi, affermando:

Ho testato 16 campioni del vaccino HPV Gardasil , ciascuno diverso per numero di lotto, provenienti da 9 paesi differenti, e ho scoperto che tutti contenevano frammenti di DNA di HPV residuo, cioè il DNA virale utilizzato per fabbricare gli antigeni del vaccino HPV da una tecnologia di ingegneria genetica.
Inoltre  i frammenti di DNA virale in una conformazione non-B erano saldamente legati al coadiuvante di alluminio nel vaccino mediante scambio di ligando, un composto chimico inavvertitamente creato contenente DNA virale che può essere trasfettato [trasferimento genico mediato da DNA] nelle cellule ospiti, cioè i fagociti umani e i macrofagi.
Sulla base della ricerca istituita, questo DNA virale può attivare il sistema immune innato dei macrofagi per generare e rilasciare citochine, tra cui il fattore di necrosi tumorale [TNF] nei soggetti vaccinati .
In alcuni individui geneticamente predisposti, il livello di fattore di necrosi tumorale può essere abbastanza alto da causare ipotensione, svenimenti, tachicardia, morte improvvisa inaspettata e encefalomielite acuta disseminata, ossia le reazioni avverse che sono state documentate dopo la vaccinazione Gardasil.

Il Professor Belec, Direttore del Laboratorio di Virologia, Ospedale Europeo Georges Pompidou, ha confermato i risultati del lavoro del Dr. Lee sul Gardasil, affermando:

Abbiamo trovato frammenti residui di DNA virale, che non dovrebbe essere lì. E’ vero che trattasi di contaminazione residua, probabilmente correlata al processo di fabbricazione. Tra 200 e 400 frammenti di DNA residuo nel Gardasil. Questo non è normale.
Quale è il significato? Non lo so. Il Dottor Lee ci ha mostrato nel suo lavoro che questo frammento è stato associato con alluminio idrossifosfato. Anche questo non è affatto normale.

Il Dr. Izard, egli stesso vittima di miofacite macrofagica, ha dichiarato molto sinteticamente durante la sua presentazione che:

In attesa dei risultati di questo lavoro, si dovrebbe applicare il principio di precauzione. La popolazione deve avere accesso ai vaccini senza adiuvanti di alluminio. La vaccinazione diffusa contro l’HPV dovrebbe essere messa sotto moratoria immediata.

Inutile aggiungere che qui in Italia proporrebbero questa vaccinazione, e tanti altri carichi di alluminio [Infanrix Hexa, Prevenar, tanto per ricordarne alcuni], a chiunque: come è possibile giustificare ancora l’iniezione di alluminio nei neonati? 

All’interno di questa tavola rotonda segnaliamo anche l’intervento di uno dei Professori del collegio scientifico Stelior, Michel Georget; collegio scientifico col quale siamo entrati in contatto in quest’ultimo periodo, allo scopo di divulgare ulteriore materiale scientifico in merito ai danni tossicologici che interessano l’Autismo, e che ringraziamo pubblicamente per la stima e il riconoscimento del nostro semplice ed umile lavoro.

La senatrice e co-presidente del dibattito sponsorizzato da OPECST, Corinne Bouchoux, ha proposto ricerche da finanziare per scoprire protocolli di trattamento a favore di coloro che sono vittime di eventi avversi post-vaccinazione.

Gentili lettori, non commettete l’errore di pensare che questi eventi accadono per caso.

Questi eventi sono il risultato di molti anni di duro lavoro da parte delle vittime di eventi avversi post-vaccinazione, e del lavoro etico di professionisti scientifici [quali ci riteniamo anche noi] e medici disposti a condurre e riferire i risultati delle loro ricerche, oltre che di rappresentanti politici che eseguono il lavoro per il quale sono stati eletti, ed anche dei sostenitori dedicati alla richiesta di sicurezza dei vaccini [volgarmente denominati “antivaccinisti” da un “branco di manigoldi”].

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