Disturbo dello Spettro Vaccinale

Il Disturbo dello Spettro Vaccinale è il disturbo indotto ai bambini che ricevono troppi vaccini ravvicinati nel tempo, molti dei quali sono combinazioni letali di virus, batteri e coadiuvanti tossici.

Il Disturbo dello Spettro Vaccinale dovrebbe essere inserito di diritto fra i disturbi del neurosviluppo, ovvero un gruppo di condizioni con esordio nel periodo dello sviluppo. Tale disturbo si manifesta tipicamente nelle prime fasi dello sviluppo, spesso prima che il bambino inizi a frequentare la scuola dell’infanzia, ed è caratterizzato da deficit dello sviluppo che causa una grave compromissione del funzionamento personale, sociale, scolastico e in seguito lavorativo.

Il Disturbo dello Spettro Vaccinale è volutamente mal diagnosticato e rinominato come Disturbo dello Spettro Autistico in modo che l’industria dei vaccini può continuare a proporre il suo regime tossico che creaclienti per la vita”. Il programma vaccinale sta portando ad una vasta gamma di disturbi espettroè solo una visione soprannaturale creata dai mercanti della salute per distrarre il pubblico dal problema reale, che consiste nell’iniettare più volte, durante i primi sei anni di vita, un concentrato neurotossico nel tessuto muscolare di un bambino.

autism genetic landscapeDa più parti si tenta di camuffare la realtà facendo credere all’ipotesi di una causa genetica del Disturbo dello Spettro Autistico, ma in cosi poco tempo, a partire dagli anni “80, non si giustifica un tale incremento della patologia in esame, per tali cause. Non è spiegabile una variazione genetica cosi rapida. In genere per avere una problematica legata al gene ci vuole molto tempo, oggi si guarda più all’epigenetica come fenomeno scientifico emergente, cioè l’ambiente che riesce a causare “lievi trasformazioni chimiche” sul DNA. Gli studi sulle popolazioni hanno rilevato che l’enorme polimorfismo legato alle molecole MHC si è creato per conversione genica e non per mutazione puntiforme [visione stocastica].

Attualmente solo il 15% dei casi di Disturbo dello Spettro Autistico sembrano [e sottolineo “sembrano“] essere associati a una causa genetica, con alcune variazioni del numero di “copie de novo” o “mutazioni de novo” in specifici geni associati al disturbo in famiglie diverse. Tuttavia, “anche quando il Disturbo dello Spettro Autistico è associato a una mutazione genetica nota, non è pienamente penetrante”. Per il resto dell’85% dei casi il rischio “sembra” essere legato “a trasmissione poligenica, con centinaia di loci genetici che contribuiscono in maniera ridotta”. Questi concetti inequivocabili sono riportati a chiare lettere nel Manuale Diagnostico e Statistico dei disturbi mentali [DSM edizione V, maggio 2013] che, ad oggi, rappresenta uno strumento nosografico caratterizzato da una visione empirica.

Anche la teoria della “epigenetica“, originalmente coniata per descrivere come l’informazione genetica veniva usata nello sviluppo per produrre un organismo, è stata utilizzata per descrivere tutta una serie di fenomeni considerati marginali alla genetica convenzionale.

geneticaOggi per “epigenetica” s’intendono quei meccanismi ipoteticamente ereditabili, non dimostrabili, di modificazione del DNA che alterano l’espressione genica ma non la sequenza del genoma [mutazione]. Queste modificazioni, non sono permanenti ma possono essere “revertite”, ovvero hanno la capacità di tornare, in seguito a una successiva modificazione, al fenotipo normale. Pertanto, nell’ambito del Disturbo dello Spettro Autistico, tutto ciò rappresenta l’ulteriore evidenza che sconfessa l’ipotesi della malattia genetica.

Le cause del Disturbo dello Spettro Autistico, ad oggi, sono quindi sconosciute perché la variabilità del corteo sintomatologico rende inefficace il modello sequenziale etiopatogenetico generalmente adottato in medicina: etiologia→anatomia patologica→patogenesi→sintomatologia. 

E, per restare nell’ambito della terminologia medica, per quanto concerne il Disturbo dello Spettro Autistico, l’etiologia, l’anatomia patologica e la patogenesi restano aree di ricerca distinte perché i loro rapporti causali restano ad oggi indefiniti.

A decenni dalla rilevazione dei primi casi da parte di Kanner, si dibatte ancora sull’eziologia del Disturbo dello Spettro Autistico ipotizzando le teorie più fantasiose e diversi fattori eziologici, quali: l’esposizione ai metalli pesanti, i più sospettati sono Mercurio [Hg] e Alluminio [Al], infezioni virali perinatali, malattie autoimmuni, e genetiche. Tuttavia, anche se al Ministero della Salute c’è qualcuno che dimostra palesi difetti visivi, quest’ultima ipotesi è ampiamente documentata nel caso clinico dei molti bambini interessati dal problema, sia in epoca prenatale che a malattia manifesta, e, di fatto, è escludibile oltre che priva di ogni fondamento.

La percentuale e il tipo di pubblicazioni rintracciabili nelle banche dati, forniscono un’idea della tendenza della ricerca nel campo del Disturbo dello Spettro Autistico. In testa troviamo le pubblicazioni sull’associazione tra Disturbo dello Spettro Autistico e disregolazione immunitaria e/o infiammazione, a seguire sullo stress ossidativo, sulla disfunzione e sulle esposizioni a sostanze tossiche, di cui sono ricche le stesse vaccinazioni. 

Altro aspetto sino ad oggi trascurato è quello riguardante l’apparato gastrointestinale e, nonostante che nei bambini con Disturbo dello Spettro Autistico la sintomatologia a carico dell’apparato gastrointestinale [GI] abbia un ruolo rilevante, non se ne tiene conto nelle valutazioni cliniche di routine. Infatti, in tutte le raccomandazioni rintracciabili nelle Linee Guida per l’Autismo redatte in Italia, non è fatta menzione alcuna ai caratteristici disturbi dell’apparato gastro-enterico, né alle innumerevoli problematiche che coinvolgono il sistema immunitario, né al ruolo della tossicità chimico-biologica.

I bambini, non appena entrano nel nostro mondo, ricevono vaccini tossici che contengono MSG [glutammato monosodico], formaldeide e alluminio, con lo scopo di evocare una risposta immunitaria, che, invece, mandano praticamente in shock l’intero sistema immunitario e nervoso del bambino. Oggi, i vaccini sono prodotti con la tecnica del DNA ricombinante, che è alterato nei laboratori d’ingegneria genetica, mescolato con batteri, virus vivi, albumina umana e prodotti chimici utilizzati per imbalsamare i defunti prima di essere iniettati fino a 30 volte nei bambini prima che raggiungano l’età di sette anni; con tale tecnica a DNA ricombinante si possono isolare dei geni e trasferirli in un altro organismo, per produrre proteine ed enzimi, alterando il DNA del ricevente. E’ risaputo che i prodotti biologici [es. derivati del sangue o vaccini] e biotecnologici, ovvero proteine derivate da DNA ricombinante, possono indurre la produzione di anticorpi neutralizzanti. L’effetto di anticorpi neutralizzanti può anche portare a reazioni di ipersensibilità che determinano pesanti ripercussioni sull’organismo del ricevente.

Il complesso medico  industriale definisce “spettro un ampiodisordine, in modo che possa essere trattato con farmaci [altri prodotti chimici] che non potranno mai guarire un bambino che, molto probabilmente, acquisirà danni maggiori e più svantaggi alla salute, mentre consentirà all’industria della malattia di ricollocare sul mercato, con la scusa della ricerca traslazionale, una serie di vecchie molecole in cerca di brevetto e di consumatori.

Uno ogni 68 bambini ha una forma dello spettro. Mettere in discussione le tossine contenute nei vaccini è al primo posto nel nostro ordine del giorno.

Avete un bambino, oppure conoscete qualcuno, con il Disturbo dello Spettro Vaccinale? Iniziate a pretendere che negli ambulatori vaccinali, nelle scuole, negli asili, nelle comunità in generale, per trasparenza e sicurezza, i medici vaccinatori appongano la loro firma per assunzione di responsabilità a seguito della pratica sanitaria che effettuano. Poi vediamo se fanno ancora gli sbruffoni con le famiglie. Non obblighiamo ma per trasparenza chiediamo la firma di un atto di responsabilità e nel curriculum, così come si pubblicano i titoli, si pubblichino anche le “lesioni colpose da pratica vaccinale” di cui si terrà conto in ogni eventualità civile e penale. Trasparenza, sicurezza nei confronti di tutti come dev’essere fra “uomini veri” e non fra “uomini e marionette” quali sono taluni lacchè.

Cercatevi un bravo pediatra che fondi la propria professione sulle solide basi della deontologia, dell’etica e della responsabilità. Dopo tutto, ci sono medici là fuori che non credono nella bontà di iniettare prodotti tossici al fine di costruire l’immunità.

Coraggio, la rivoluzione per la salute sta per partire!

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