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HPV: strategie di vaccinazione di massa

Questo è quel genere di articoli che lasciano l’amaro in bocca: quel genere di articoli che ti fanno chiedere fino a che punto si può arrivare.. quel genere di articoli che leggendoli capisci subito che qualcosa non va…

Con la pretesa di falsi “nuovi diritti” e/o in nome della lotta alla discriminazione è ormai possibile far passare qualsiasi cosa: sono il moderno cavallo di troia che usa come vettore le emozioni positive e quel senso di equità e giustizia di cui abbiamo bisogno.

In questo editoriale “HPV vaccination” vorrei porre l’attenzione del lettore su un punto ben preciso: tralasciando la prima parte, ad un certo punto si parla di come la vaccinazione alle sole ragazze lascerebbe scoperti gli uomini che hanno rapporti sessuali con uomini, potenzialmente soggetti al cancro anale.

Viene suggerito che:

una strategia immediatamente attuabile sarebbe quella di offrire la vaccinazione con tre dosi a tutti i giovani gay che frequentano le cliniche di salute sessuale, allo stesso modo in cui sono attualmente vaccinati contro l’epatite B.

Aggiungendo poi che:

Tale strategia sarebbe vista come discriminatoria per i giovani uomini eterosessuali.
C’è anche la possibilità che il programma potrebbe essere raffigurato come programma per uomini gay, il che potrebbe portare a confusione e avere un effetto negativo sulla diffusione globale.

Ed ecco giustificata la vaccinazione di massa, a scapito di una strategia di vaccinazione strettamente individualizzata sull’individuo.

Ma non è finita qui, l’articolo conclude dicendo:

L’unica risposta sensata a questi dilemmi è una strategia di vaccinazione neutrale al genere, nelle scuole che dia due dosi del vaccino per tutti i ragazzi e ragazze di 12-13 anni.

Tutto il resto sarebbe discriminatorio, ingiusto, meno efficace e difficile da spiegare.

E poi c’è la domanda esistenziale:

Può il Regno Unito permettersi di farlo? Se il prezzo è giusto, non possiamo permetterci di non farlo.

 

Da notare che nell’analisi non si tiene per nulla conto dei rischi della vaccinazione Hpv.

A questo punto sarebbe lecito chiedersi: ma il rischio al quale verrebbe esposto inutilmente una persona che non avrebbe necessità di ricorrere a tale atto sanitario, in nome del contrasto a quale atto discriminatorio potrebbe essere giustificato?

Gli autori dichiarano il conflitto d’interessi:

CO [Colm O’Mahony] ha ricevuto compensi per lezioni dalla GlaxoSmithKline e Sanofi Pasteur MSD, MS [Margaret Stanley] è membro di comitati consultivi scientifici per GSK Biologicals, MSD Merck e Sanofi Pasteur MSD e ha ricevuto commissioni di consulenza da queste aziende.

Prestate sempre attenzione a quel che viene offerto

 

Riproduzione riservata ©

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