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Merck chiamata a fornire risposte sul vaccino trivalente Morbillo-Parotite-Rosolia

Il gigante farmaceutico Merck si trova a dover affrontare una sfilza di polemiche in merito al suo vaccino trivalente Morbillo-Parotite-Rosolia a seguito di numerose denunce di illeciti provenienti da diverse parti in campo medico, tra cui due ex scienziati-informatori della stessa azienda e il Dr. William Thompson – scienziato informatore pentito del Center for Disease Control – che ha promesso di portare Merck a confessare la sua cattiva condotta in merito alla correlazione fra il suo vaccino e l’autismo.

Le controversie costringeranno Merck a difendere se stessa, e il suo vaccino, in almeno due casi giudiziari, dopo che un giudice distrettuale degli Stati Uniti, all’inizio di questo mese [qui il testo della sentenza], ha respinto i tentativi di difesa del gigante farmaceutico consentendo l’avvio di una indagine dell’antitrust.

Più precisamente, Merck dovrà affrontare una serie di casi giudiziari di accuse di frode avanzate dagli scienziati-informatori, da un’industria concorrente di vaccini, e da diversi medici del New Jersey e di New York. Inoltre, Merck potrebbe difendersi anche di fronte al Congresso degli Stati Uniti: principalmente dallo staff del Rappresentante per la Florida Bill Posey – un critico di lunga data del CDC impegnato a fare luce sulla correlazione tra vaccini e autismo – che sta ora valutando una corposa mole di documenti ricevuti dallo scienziato-informatore pentito Dr. William Thompson.

Il primo caso giudiziario

Stati Uniti vs Merck & Co., deriva dalla denuncia di due ex scienziati virologi della Merck, Stephen Krahling e Joan Wlochowsk, in cui viene evidenziato come Merck ha

fraudolentemente tratto in inganno il governo, omesso, nascosto, e adulterato informazioni rilevanti per l’efficacia della componente parotite del suo vaccino, in violazione di un False Claims Act.

Secondo i documenti consegnati al tribunale dagli informatori, la cattiva condotta di Merck è di ampio raggio e francamente rappresenta un corollario di azioni da far rabbrividire chiunque sia dotato di buonsenso:

– il suo vaccino contro la parotite non era efficace come dichiarato dall’azienda;
– utilizzo improprio di tecniche di collaudo;
– manipolazione delle metodologie di ricerca;
– abbandono dei risultati indesiderati;
– falsificazione dei dati;
– omissione di indagare adeguatamente e riportare la diminuita efficacia del suo vaccino contro la parotite;
– falsificazione delle verifiche di ogni lotto di fabbricazione del vaccino della parotite;
– falsificazione dei certificati depositati presso la FDA;
– falsificazione dei contratti d’acquisto da parte del CDC;
– frode e occultamento allo scopo di monopolizzare illegalmente il mercato statunitense per il vaccino contro la parotite;
– falsificazione della certificazione, etichettatura e illustrazione, del prodotto;
– impegno doloso nel nascondere la mancanza di efficacia delle componente parotite al governo;

Queste attività fraudolente, affermano gli informatori, sono state progettate per produrre risultati tali da soddisfare il requisito richiesto dalla FDA, ovvero che il vaccino della parotite sia efficace al 95%. Per la gioia degli informatori, e soprattutto dei consumatori finali, il giudice ha respinto le obiezioni di Merck, considerando plausibili tutti i reclami presentati contro il gigante farmaceutico.

Se gli informatori vinceranno, sarà più di una vittoria morale in quanto hanno ripetutamente cercato di fermare Merck mentre figuravano ancora alle dipendenze dell’azienda.

Gli ex virologi della Merck confermano ancora oggi che il loro Responsabile era distrutto e sommerso da “sacchi di spazzatura” colmi di prove negative relative al vaccino, a tal punto che avevano prodotto l’annullamento di un contratto con un laboratorio in Ohio perché i risultati dei test non potevano essere replicati.

Stephen Krahling fu minacciato con il carcere da parte di un rappresentante delle Risorse Umane della Merck se avesse contattato la FDA; eventualità che il virologo aveva minacciato di compiere dopo le riunioni con i responsabili del settore vaccinale di Merck che non prendevano in considerazione le sue preoccupazioni. Ciò nonostante, Stephen Krahling  avvisò la FDA che inviò gli ispettori presso l’azienda farmaceutica e condusse un’indagine tale da provocare un rapporto negativo nei confronti dell’azienda. Separatamente Merck effettuò un altro controllo, che un Dirigente della Divisione Vaccini di Merck aveva promesso a Stephen Krahling, ma questo non avvenne in modo indipendente. Entrambi i virologi furono esclusi dal laboratorio in cui avevano lavorato e avevano preso posizione. Nel 2002 i due virologi lasciarono la Merck.

A seguito del False Claims Act, gli informatori riceverebbero una percentuale premio – probabilmente dal 25 al 30% – dell’importo che sarà recuperato dal governo. Una serie di precedenti che riguardano una vasta frode di società farmaceutiche, ai sensi del False Claims Act, ha visto corrispondere indennizzi da centinaia di milioni di dollari e in alcuni casi, come contro GlaxoSmithKline e Pfizer, in miliardi di dollari.

Il secondo caso giudiziario

Chatom Primary Care v. Merck & Co., si basa sull’identica prova del primo caso giudiziario ma trattasi di class action richiedente i danni a Merck per aver monopolizzato in modo fraudolento il mercato del vaccino contro la parotite. I medici e gli operatori di settore hanno richiesto un risarcimento per la vendita di un prodotto troppo costoso, in regime di monopolio, e difettoso dall’inizio, in quanto il vaccino contro la parotite ha dimostrato la sua inefficacia. Infatti, è noto che si sono verificate epidemie di parotite nel 2006, nel 2009, nel 2010 e agli inizi del 2014 in una popolazione altamente vaccinata.

La corte ha riconosciuto anche che

i querelanti hanno sostenuto fatti sufficienti per sostenere una richiesta di causalità, specificando gli ostacoli significativi che altre aziende dovrebbero affrontare per entrare nel mercato del vaccino della parotite.

Il terzo caso giudiziario

In via di definizione è il caso che riguarda più da vicino l’intera comunità dell’autismo, interessata dalla patologia indotta ai propri figli dalle vaccinazioni, in quanto lo scienziato-informatore del CDC Dr. William Thompson ha denunciato indirettamente la Merck. Egli ha evidenziato la FRODE di cui è stato partecipe, insieme ai suoi colleghi del CDC, in uno studio del 2004 che coinvolge il vaccino trivalente Morbillo Parotite Rosolia [MMR].

In questo caso, le accuse riguardano l’occultamento dei dati che evidenziano un rischio maggiore di autismo nei ragazzi afro-americani, rispetto ad altra popolazione non esente da rischio, dopo che sono stati vaccinati con il vaccino MMR.

In quella che potrebbe diventare una causa giudiziaria ad alto profilo, dinanzi al Comitato Scientifico del Congresso presieduto dal deputato Bill Posey, il mix di audizioni comporterebbe un’indagine senza precedenti a danno di Merck.

Il CDC difende ancora il suo studio, anche se Frank DeStefano, direttore della divisione di immunizzazione e sicurezza dei CDC e co-autore dello studio incriminato, ha dichiarato l’intenzione di rivedere le sue note e procedere ad una nuova analisi dei dati dopo essere inciampato in molte contraddizioni.

Qualcuno afferma che “la pubblicità è l’anima del commercio“. Ma nel caso di Merck, a prescindere dai demeriti finali, la pubblicità sarà tutta negativa e non rimarrà altro che il “dovere di cambiare la merce e chiedere perdono per tutte le menzogne“.

 

Riproduzione riservata ©

 

 

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