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Ebola: il lato oscuro dell’epidemia

Dall’inizio del 2014 siamo entrati nella più grande operazione di ipnosi globale a causa di virus Ebola. Ormai, basta mostrare alla popolazione un germe qualunque, dire loro che cosa è e cosa fa, e la popolazione ci crede. Anche se in realtà non sa nulla di quel germe, ci crede e basta. E per questo motivo, la massiccia campagna mediatica per far credere alla popolazione mondiale che virus Ebola può attaccare in qualsiasi momento, anche dopo il minimo contatto, sta iniziando ad ottenere un discreto successo grazie all’aumento del livello di isteria.

Una popolazione isterica è incapace di pensare con serenità, e guardare al di là del proprio naso, a Paesi come la Liberia, la Sierra Leone, la Repubblica della Guinea, a nazioni africane dove la povertà e la malattia sono graffette della vita quotidiana per il numero enorme di persone. La struttura di comando in quelle zone ha un unico motto: non risolvere alcun problema umano. E’ così che è nata questa epidemia costruita a tavolino.

Agli addetti ai lavori è chiara da tempo l’esistenza di un apparato medico-militare, colluso all’industria farmaceutica, che conduce test di armi biologiche con il pretesto di somministrare vaccinazioni per controllare le malattie e migliorare la salute dei poveri africani di turno che, al contrario, stanno sempre peggio.

Quando si parla di Africa, soprattutto in concomitanza di simili eventi, non si può fare altro che pensare a un tentativo di depopolamento. Ma possiamo assicurarvi che l’Africa non potrà MAI essere depopolata uccidendo 160 persone al giorno laddove ne nascono migliaia ogni giorno. Così, i veri motivi di questa epidemia costruita a tavolino, diventano molto più tangibili. L’epidemia Ebola e la sperimentazione farmaceutica rappresentano due ottimi lasciapassare per accedere a più aree contemporaneamente.

Petrolio

Implementare i trials vaccinali in nome di virus Ebola costituisce il pretesto per inviare un enorme contingente di truppe militari, anziché di medici, in Liberia, Sierra Leone e soprattutto in Nigeria dove sono state trovate nuove riserve di petrolio.

Diamanti

La Sierra Leone è il più grande fornitore mondiale di diamanti. Negli ultimi 4 mesi la popolazione locale ha fatto sciopero, rifiutandosi di fornire i diamanti a causa delle orribili condizioni di lavoro e della retribuzione da schiavo. La storia dei diamanti insanguinati della Sierra Leone si ripete regolarmente, con le forze armate che in passato hanno aperto più volte il fuoco contro i lavoratori.

Vaccinazione come strumento di ritorsione

Oltre a rubare il petrolio nigeriano, e costringere i minatori della Sierra Leone a tornare nelle miniere, le truppe militari presenti sul territorio africano potranno utilizzare il mandato sanitario internazionale per vaccinare forzatamente tutti coloro che si rifiuteranno di collaborare. Ovvero, tutti quegli africani che non sono tanto sciocchi da portare volentieri gli invasori ai giacimenti e/o alle miniere. In questo caso, il braccio armato dalla vaccinazione è quello della Croce Rossa.

Mercificazione della paura

L’Ebola è una malattia tipica della gente povera nei paesi poveri, per questo nessuno ha mai avuto davvero interesse a studiare come combatterla. Ma ora che il virus è sbarcato in Occidente, attraverso il solito copione, qualcuno inizia a fiutare la possibilità di fare affari. Così è scattato l’allarme rosso, con tanto di assenso all’utilizzo di confusi protocolli sperimentali per trattare i malati e una pioggia di fondi pubblici per sostenere le case farmaceutiche più avanti nella strada per arrivare al vaccino che, è bene ricordarlo, stavano per chiudere la baracca a causa della loro inutilità. Guarda caso Ebola ha rappresentato una ricca bombola d’ossigeno per le finanze di queste società sull’orlo del fallimento.

Scandalo sanitario

Ebola potrebbe diventare la nuova peste perché il personale sanitario, chiamato all’assistenza in prima linea negli ospedali, denuncia una pericolosa mancanza di esperienza e di preparazione nella gestione dei pazienti che arrivano nei dipartimenti d’emergenza e nei reparti di malattie infettive.

Come già ricordato, l’Organizzazione Mondiale della Sanità e diverse altre agenzie delle Nazioni Unite sono implicate nella selezione di Paesi africani allettanti per partecipare agli eventi di prova, promuovendo le vaccinazioni, e perseguendo vari generi di test. L’evidenza delle relazioni fra gli attori implicati è a dir poco imbarazzante:

  • la US Army Medical Research Institute of Infectious Diseases (USAMRIID), un noto centro degli Stati Uniti per la ricerca in guerra biologica, che si trova a Fort Detrick, nel Maryland;
  • la Tulane University, a New Orleans, Stati Uniti d’America, vincitore di assegni di ricerca, tra cui una sovvenzione di oltre 7000 mila dollari il National Institute of Health (NIH) per finanziare la ricerca con la febbre emorragica virale Lassa;
  • il Center for Disease Control (CDC) già implicato nello scandalo di censura della correlazione fra autismo e vaccinazioni;
  • Medici Senza Frontiere;
  • Tekmira, una società farmaceutica canadese;
  • la GlaxoSmithKline del Regno Unito;
  • l’ospedale di Kenema, nella Sierra Leone, epicentro dell’epidemia.

Non è più un segreto che il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti [DoD] finanziava e finanzia tutt’ora studi di ricerca per virus Ebola sull’uomo. Questi studi sono iniziati poche settimane prima dello scoppio dell’epidemia Ebola in Guinea e Sierra LeoneIl DoD ha fornito un contratto del valore di 140 milioni di dollari alla Tekmira, una società farmaceutica canadese, per condurre una ricerca Ebola. Questo lavoro di ricerca ha coinvolto l’iniezione e l’infusione di esseri umani sani con il virus Ebola mortale. Inoltre, il DoD è elencato come collaboratore in uno studio clinico First in Human Ebola NCT02041715 iniziato nel gennaio 2014 poco prima che l’epidemia di Ebola è stata dichiarata in Africa occidentale a marzo. E, dopo aver procurato il danno, lo studio clinico è stato sospeso a seguito della richiesta urgente di una validazione clinica per il nuovo farmaco sperimentale TKM100802. Ricordiamo infine che la stessa industria è impegnata in trial clinici su Ebola dal 2011.

E’ palese che qualcosa è sfuggito di mano. L’epidemia è servita e la minaccia persiste!

 

Riproduzione riservata ©

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2 Commenti su Ebola: il lato oscuro dell’epidemia

  1. Potrebbe essere una epidemia e basta; ebola non è una cosa nuovissima, ci tiene impegnati dagli anni ’70. Probabilmente avremmo potuto darci da fare per mettere a punto qualche rimedio, in questi decenni.

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