Ebola: giochi di prestigio e comportamenti maldestri

Non lo scopriamo certo noi che all’OMS [Organizzazione Mondiale della Sanità] trovano posto sedicenti esperti senza scrupoli che possono manipolare l’opinione pubblica internazionale, a tal punto da far sopravvalutare l’impatto delle malattie e fare la fortuna dei laboratori in cui lavorano.

Il giochino è venuto alla luce in tutta la sua sporcizia con l’affare pandemia suina, uno spettro che ha preoccupato il mondo intero. Dietro di sé lasciò un numero ridotto di vittime, una valanga d’interrogativi, pericolose certezze sui danni vaccinali provocati dall’adiuvante AS03 e un aumento esponenziale della narcolessia nei bambini causale alla vaccinazione con Pandemrix. L’onda è ormai passata ma la tecnica è sempre la stessa, ed ora abbiamo virus Ebola.

Thomas
Glenn Thomas – portavoce OMS

A Ginevra, in data 27 giugno 2014, appena due settimane prima che il portavoce OMS Glenn Thomas morisse nel misterioso incidente dell’aereo malese MH17, vi fu una conferenza stampa in cui quest’ultimo introdusse l’esperto in virus Ebola Pierre Formenty che negò categoricamente come l’epidemia Ebola era “fuori controllo”, al contrario di quanto riportavano  giornalisti e sosteneva Medici Senza Frontiere.

Siccome alcuni nostri lettori contestatari hanno difficoltà a comprendere che il testo evidenziato in rosso rappresenta preziosi link di riferimenti ufficiali da consultare, ci pregiamo lasciare il link integrale a cui è possibile accedere per vedere ed ascoltare la conferenza stampa integrale

http://webtv.un.org/topics-issues/specialized-agencies/watch/geneva-press-briefing-hrc-ipu-wto-unece-who-ohchr-unhcr-iom-wfp/3646279074001#full-text

Formenty
Pierre Formenty – esperto in virus Ebola

Gli stessi dati dell’OMS sui casi di Ebola confermati mostrano che Ebola è sotto controllo. L’ultimo report emanato in data 15 ottobre dall’OMS in merito a virus Ebola dimostra chiaramente [Figura 2 a pagina 3] che in Liberia e Monrovia i casi sono pari a ZERO.

La stessa figura 2 a pagina 3 rivela che le morti di Ebola sono state gonfiate: la nota a fondo tabella dice chiaramente che “sono state riportate 120 morti in più in Sierra Leone rispetto ai casi probabili“.

Nel frattempo l’OMS dichiara ufficialmente terminata l’epidemia Ebola in Senegal e si congratula con il paese per la sua diligenza nel contenere la trasmissione del virus.

Pertanto, non c’è alcuna epidemia di Ebola ed è uno scandalo che sia stata dichiarata una situazione d’emergenza.

Come hanno già sottolineato molti quotidiani, probabilmente emersi dallo stato di torpore, anche grazie al prezioso contributo di noti immunologhi ed ematologhi, è in atto lo stesso copione del 2009. Non c’era alcuna epidemia fuori controllo di influenza suina nel 2009 e non vi è alcuna epidemia fuori controllo di Ebola ad oggi. E’ in atto un gigantesco business, un gioco al massacro sostenuto dalla mercificazione della paura, sulla pelle di persone deboli ed indifese.

Durante la conferenza stampa di Ginevra il Dr Pierre Formenty, a nome dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, ha risposto alle domande dei giornalisti. Rispondendo ad una precisa domanda se la situazione era “sfuggita di mano” il Dr. Formenty ha risposto che

la situazione non era sfuggita di mano, e un sacco di lavoro era stato fatto nei tre paesi colpiti – Guinea, Sierra Leone e Liberia – per affrontare la situazione e fermare la trasmissione del virus Ebola.

Questa affermazione è riportata e confermata nel comunicato stampa ufficiale delle Nazioni Unite.

Sempre nel comunicato stampa ufficiale  delle Nazioni Unite appare evidente che una seconda domanda riguardava la dichiarazione all’inizio di quella settimana, da parte di Medici Senza Frontiere, che riferiva di una “situazione era fuori controllo“. O meglio, quale era il punto di vista dell’OMS in merito a tale dichiarazione?

Il  Dr. Formenty rispose che

non voleva iniziare una discussione sul lessico, anche se aveva compreso la frustrazione di Medici Senza Frontiere, perché egli stesso aveva lavorato nel settore e poteva condividere alcuni loro punti di vista. Ovvero, che erano stati in grado di controllare l’epidemia in luoghi diversi, ad esempio Telimele e Dabola, mentre in altri luoghi era stato più difficile. C’erano posti dove il contenimento non era del tutto riuscito, ma in altri luoghi avevano avuto successo nel fermare la catena di trasmissione.

La dichiarazione del  Dr. Formenty ha  creato scalpore tra i globalisti e le ONG, che avevano bisogno di supporto per innescare il fenomeno di isteria in merito alla minaccia mondiale da virus Ebola.

Come si apprende da un recentissimo articolo, apparso in un quotidiano di alto profilo, dal titolo eloquente “ONU ammette pasticcio in risposta all’epidemia di Ebola“, quando Medici Senza Frontiere hanno iniziato ad avvertire nel mese di aprile che l’epidemia era fuori controllo, scoppiò una discussione tra le ONG e un funzionario dell’Organizzazione Mondiale della Sanità che insisteva a ribadire che era contenuta. Pertanto, finché Glenn Thomas garantiva visibilità a uno scienziato dell’OMS che comunicava informazioni precise circa il contenimento dell’epidemia di Ebola, le possibilità per dichiarare un’emergenza internazionale erano molto limitate.

piotSempre dallo stesso articolo “ONU ammette pasticcio in risposta all’epidemia di Ebola“, si apprende che lo scienziato globalista, Peter Piot, direttore della London School of Hygiene and Tropical Medicine, pretendeva una “dichiarazione di emergenza nel mese di luglio e relativo dispiegamento di forze militari” anche se l’OMS era stato segnato dalle critiche durante la pandemia di influenza suina del 2009.

E così avvenne. L’OMS rinviò la dichiarazione di emergenza su Ebola fino ad agosto, quando Glenn Thomas era morto in un incidente aereo che lascia aperte molte più domande rispetto al caso Smolensk nel 2010, l’incidente dell’aereo presidenziale polacco che precipitò in fase di atterraggio a circa 20 chilometri dalla città russa di Smolensk uccidendo gli 89 passeggeri e i 7 membri dell’equipaggio a bordo. Per curiosità rammentiamo che , in pieno scandalo pandemia suina del 2009, il Ministro della Sanità polacca, Ewa Kopacz, medico e Pediatra, aveva attaccato molto duramente i produttori di vaccini.

Il 1° agosto 2014, il presidente degli Stati Uniti Barack Obama firma un ordine esecutivo che consente la quarantena di qualsiasi americano che presenta affezioni respiratorie, anche un semplice starnuto, a margine della campagna pubblicitaria relativa ad Ebola.

Non c’è nessuna epidemia di Ebola. Il DR. Formenty aveva ragione. Glenn Thomas aveva ragione. La montatura di Ebola viene poi messa in campo dai media.

Si capisce la montatura di questa macchina mediatica aguzzando semplicemente la vista, guardando bene le fotografie e i filmati diffusi in merito alle misure di prevenzione e al trasporto di ipotetici malati [il dubbio è lecito], dove emergono imbarazzanti situazioni di scarso rispetto delle procedure operative, a tal punto che sembra di assistere a un episodio mal riuscito di Scrubs – Medici ai primi ferri. Alcuni esempi al limite del grottesco:

Recentemente la Dr.ssa Nancy Snyderman, nota corrispondente per la NBC, era stata sottoposta a misura preventiva di quarantena dopo che un cameraman della sua troupe era stato – così si mormora – contagiato da virus Ebola.  La Dottoressa è stata pizzicata in un ristorante durante il suo periodo di quarantena.

La prima infermiera del Texas Health Presbyterian Hospital di Dallas, che aveva assistito il “paziente zero” negli Stati Uniti, aveva un camice, dei guanti, la mascherina,  e un grembiule, durante le sue visite multiple al paziente Thomas Eric Duncan, ma c’era una falla enorme nel protocollo, come hanno confermato anche i funzionari della sanità alla CNN.

amberAmber Vinson è la seconda infermiera del Texas Health Presbyterian Hospital di Dallas, contagiata negli Stati Uniti, dove era entrata in contatto, a sua volta, con il “paziente zero” morto qualche settimana fa.

Come mostra la fotografia qui accanto, durante le procedure di trasferimento dell’infermiera Amber Vinson in altro ospedale, due persone del personale sanitario – quelle sulla scaletta – sono sprovviste dei dispositivi di livello di biosicurezza 4 [ventilatore personale] a differenza degli altri due colleghi.

La ciliegina sulla torta è rappresentata dalla persona in maniche di camicia, cerchiato in rosso, sprovvisto di qualunque equipaggiamento protettivo.

Un sindacato per infermieri e personale sanitario in Spagna ha presentato una denuncia penale presso la Procura di Madrid  per indagare sulla modalità di trasmissione dell’infezione all’infermiera Teresa Romero dopo il fallimento sistematico da parte delle autorità sanitarie spagnole di applicare le garanzie obbligatorie di biosicurezza presso l’ospedale Carlos III.

Cliccando QUI si accede a un video che mostra la vestizione di circa quaranta infermieri e medici con un solo strato di dispositivi di protezione durante un’esercitazione condotta dal personale di Medici Senza Frontiere. Durante il video, un membro del personale afferma che durante che la procedura è conforme ai protocolli di MSF per virus Ebola. Tuttavia, i medici che lavorano nei centri di trattamento di Ebola in Liberia affermano che sono necessari più livelli di equipaggiamento protettivo per prevenire l’infezione da Ebola, che si verifica più di frequente quando il personale medico toglie i vestiti e involontariamente entra in contatto con fluidi contaminati.
Il protocollo superficiale di MSF potrebbe spiegare il motivo per cui così tante persone dello staff di MSF contraggono l’infezione da Ebola. Infatti, come può essere visto in una video intervista pubblicata da The Telegraph sono indossati pantaloni appositamente sigillati e una serie di strati di altri mezzi di protezione con quattro coppie separate di guanti.

Oltre ai comportamenti maldestri, ai protocolli inventati col fai da te, anche creare il panico è utile all’industria del farmaco. E mentre la popolazione è nel panico è possibile effettuare anche giochi di prestigio che, se dalle immagini non possono essere cancellati, è possibile metterli pratica sui siti web istituzionali. E’ questo il caso della scheda n. 103 dell’OMS relativa a virus Ebola.

OMS_EbolaCome evidenziato nel nostro articolo del 6 aprile 2014,  l’OMS aveva ammesso a marzo 2014 che un uomo era stato infettato in un laboratorio da virus Ebola.

Dalla nuova scheda n. 103, aggiornata a settembre 2014, è scomparsa questa chiara ed inequivocabile ammissione di responsabilità.

Questi giochi di prestigio fanno male alla salute delle persone e proseguono a minare la credibilità di un ente sanitario mondiale, in cui si sprecano conflitti d’interesse e malversazioni, a sostegno di un sistema fraudolento in cui farmaci e vaccini non testati sono somministrati a esseri umani col rischio – come è già successo – di causare la diffusione della malattia, seri danni, paralisi gravi o decessi.

Riproduzione riservata ©

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1 Commento

  1. vi consiglio la lettura dell’ultimo numero di Focus dove si parla proprio della sfida all’Ebola e altri virus attraverso l’utilizzo della biotecnologia, e del caso di una start up tutta italiana. Può dare sicuramente altri spunti di riflessione sull’argomento, molto spinoso oltre che attuale