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Proseguono le barzellette sulla causa genetica dell’autismo

Qualche giorno fa, due articoli pubblicati sulla rivista Nature hanno allungato la lista delle barzellette sulla causa genetica dell’autismo, presentando oltre 100 geni [tutt’altro che nuovi] che “sembrerebbero” contribuire all’insorgenza della malattia. Un passo in avanti fondamentale, spiegano i ricercatori, “verso la comprensione delle basi fisiologiche dell’autismo e lo sviluppo di terapie per aiutare i pazienti” … o meglio, per aiutare principalmente le industrie del farmaco a riciclare vecchie molecole farmacologiche, in scadenza di brevetto [come Arbaclofen], utilizzate in passato per peggiorare l’esistenza di pazienti sofferenti delle più svariate sindromi neurologiche e non certo per eliminare le cause della malattia.

La prima ricerca

Una prima ricerca, coordinata da Joseph Buxbaum, del Dipartimento di Psichiatria della Icahn School of Medicine di Mount Sinai, New York, ha sequenziato il dna di oltre 3,870 pazienti autistici e 9.937 persone sane, utilizzando una tecnica definita sequenziamento dell’esoma.

Gli esoni sono brevi sequenze del DNA che rappresentano le regioni dei geni tradotte in proteine. Il genoma umano contiene circa 180.000 esoni, che formano circa l’1% del genoma totale.

Gli esperti teorizzano che le regioni dell’esone contengono circa l’85% di tutte le mutazioni che causano le malattie, anche se il sequenziamento dell’esoma è in grado di identificare solamente le malattie nelle quali viene colpita la funzione delle proteine.

autism genetic landscapeEssere riusciti ad identificare ipotetici 100 geni che influirebbero sul rischio di sviluppare l’autismo, finendo poi per dichiarare che “circa il 5% dei pazienti autistici analizzati presentava mutazioni de novo“, rappresenta pura e semplice speculazione sulla malattia che non aggiunge nulla di nuovo all’ignoranza scientifica dei meccanismi fisiologici che provocano questa patologia.

Ricordo nuovamente che, ad oggi, solo il 15% dei casi di Disturbo dello Spettro Autistico sembrano [e sottolineo “sembrano“] essere associati a una causa genetica, con alcune variazioni del numero di “copie de novo” o “mutazioni de novo” in specifici geni associati al disturbo in famiglie diverse. Tuttavia, “anche quando il Disturbo dello Spettro Autistico è associato a una mutazione genetica nota, non è pienamente penetrante”. Per il resto dell’85% dei casi il rischio “sembra” essere legato “a trasmissione poligenica, con centinaia di loci genetici che contribuiscono in maniera ridotta”.

Questi concetti inequivocabili sono riportati a chiare lettere nel Manuale Diagnostico e Statistico dei disturbi mentali [DSM edizione V, maggio 2013] che rappresenta uno strumento nosografico caratterizzato da una visione empirica per garantire linfa alla fabbrica di etichette delle cure mentali.

La seconda ricerca

Nel secondo studio invece, il team coordinato da Michael Wigler, del Cold Spring Harbor Laboratory di New York affiliato al Dipartimento della Psichiatria dell’Università della California, ha sequenziato l’esoma di 2,500 famiglie con un figlio autistico e uno sano [fratelli].

Anche in questo caso nulla di nuovo. Infatti, confrontando il risultato fra fratelli, si dimostra che un esiguo 13% delle mutazioni de novo missenso e il 43% di de novo likely gene-disrupting  (LGD) contribuiscono al minimo sindacale del 12% e del 9% delle diagnosi.

Le mutazioni de novo missenso si verificano quando all’interno di una sequenza di DNA viene sostituita una base azotata in modo tale che la sequenza amminoacidica sia modificata. Identificare una nuova proteina, nell’ambito di una ricerca su una specifica patologia, il più delle volte permette di fare soltanto ipotesi, cioè speculazioni sul possibile ed ipotetico ruolo di quella proteina,  non di ricavare certezze  e conclusioni sulla profonda comprensione dell’oggetto di studio. Questo tipo di mutazioni può essere neutra e non determinare alcun fenotipo specifico, rappresentando semplicemente un polimorfismo a singolo nucleotide [SNP].

Le mutazioni de novo likely gene-disrupting si verificano nella cosiddetta sindrome dell’X fragile e si sovrappongono fortemente con set di geni che codificano le trascrizioni missenso. Pertanto, anche in questo caso, tanto clamore per il nulla!

Siate meno ipocriti: l’autismo non è una malattia genetica !!!

Oggi noi ci ritroviamo più o meno all’età della pietra nella comprensione dei meccanismi cerebrali ed altrettanto con il genoma. Per uno Scienziato questa mancanza di conoscenza è elettrizzante. Un nuovo campo da esplorare! Un’occasione per fare della ricerca di base, per costruire un quadro generale, prima che il campo diventi troppo ristretto e specialistico! Domande che portano ad altre domande! Cosa può esserci di più attraente?

Ma un genitore che oggi attende delle risposte in merito a un/una figlio/figlia autistico/a può vivere questa situazione come estremamente frustrante.

Se il DNA avesse qualcosa a che fare con l’autismo gli Scienziati avevano cominciato a chiederselo già nel 1977, quando fu pubblicato il primo studio sull’autismo nei gemelli. I risultati dello studio fecero sensazione, anche se il campione era piccolo. Il tasso di concordanza [ovvero che i gemelli condividono il tratto] per l’autismo infantile tra coppie di “gemelli identici” era del 36% [4 coppie su un totale di 11]. Ma in dieci coppie di “gemelli diversi”, o gemelli fraterni, il tasso di concordanza era ZERO. Entrambi questi parametri possono sembrare bassi, ma si ricordi che solo tre anni dopo il DSM-III avrebbe indicato i primi criteri diagnostici formali per l’autismo. E con i giochi di prestigio attuati nelle successive edizioni del DSM, con gli standard diagnostici di oggi [la definizione attuale di autismo] i tassi di concordanza nello stesso campione sarebbero dell’82% per i “gemelli identici” [9 coppie di gemelli su 11] e del 10% per i “gemelli fraterni” [1 coppia su 10].

Poiché i “gemelli identici” condividono il medesimo DNA, questi risultati sostengono con forza l’idea che l’autismo sia di origine genetica. Ma l’influenza del DNA non è assoluta. Se uno di due “gemelli identici” è autistico è molto probabile che lo sia anche l’altro, ma non nel 100% dei casi. Perché?

Potremmo porci lo stesso interrogativo a proposito di altre lievi differenze in” gemelli identici”. I loro genitori riescono sempre a distinguerli, e in alcuni casi le differenze sono abbastanza evidenti, da permettere a chiunque di distinguerli. Un motivo è che anche quando il genotipo [il DNA al concepimento] è identico nei due gemelli, i geni possono funzionare in modo diverso nella cellula. L’altra ragione è che i genotipi possono non essere identici alla nascita, a causa di mutazioni spontanee del DNA di uno dei due gemelli o di tutti e due. Entrambi i gruppi di differenze genetiche contribuiscono a formare il fenotipo di un individuo, cioè il suo aspetto fisico, il suo intelletto e la sua personalità.

Naturalmente, sapere che la genetica ha un ruolo nell’autismo rappresenta solo un punticino di partenza. La seconda domanda è: quale gene, o quali geni?

Anche nei primi anni del XXI secolo, alcuni ricercatori nutrivano la speranza che l’autismo potesse essere il risultato di una o poche deviazioni genetiche nel DNA di un individuo. Costoro nutrivano l’ipotesi che l’autismo fosse come la Sindrome di Down che, scoperta nel 1959, è direttamente attribuibile a un cromosoma 21 in più [tre cromosomi anziché due]: per la prima volta, una variazione del numero di coppie di cromosomi fu riconosciuta come causa di una disabilità intellettiva.

Nel caso della Sindrome di Down, la relazione tra causa ed effetto è chiara. Ma, nel complesso, la genetica dell’autismo è tutt’altro che semplice, taluni brancolano nel buio, e per giustificare gli ingenti capitali investiti tirano numeri a casaccio ancor peggio delle sale Bingo per la tombola.

Dopo che lo Human Genome Project e Celera Genomics, nel 2001, hanno mappato il genoma, decine di istituzioni in diciannove Paesi si sono consorziate per creare l’Autism Genome Project [AGP], un progetto per la ricerca sulle basi genetiche dell’autismo. Utilizzando un database di 1400 famiglie, questo consorzio ha messo a punto il gene chip, una  tecnologia funzionante a livello di risoluzione molto più alto rispetto ai metodi precedenti, che ha consentito di osservare migliaia di varianti del DNA tutte insieme su un unico chip invece che una alla volta.

Al termine della fase 1 dell’AGP, nel 2007, il consorzio pubblicò in Nature Genetics un articolo [il primo di una lunga serie] che identificava alcune particolari aree del genoma come ipotetiche favorenti l’autismo. Tra le strade indicate per la ricerca futura suggerivano di valutare le mutazioni di un gene che codifica una proteina chiamata neurexina. Questa scoperta cercava di confermare i risultati della ricerca precedente, che aveva identificato una mutazione nella codifica della proteina SHANK3. Ma, oltre a indicare una direzione alla ricerca futura, l’articolo dimostrava la strategia che i ricercatori dell’AGP avevano utilizzato per rilevare le mutazioni. Essi cercavano delle CNV [copy number variations], ovvero duplicazioni sub-cromosomiche, delezioni o riarrangiamenti di sezioni di DNA, che hanno la potenzialità per alterare il funzionamento di un gene e sono in gran parte ereditarie. Tuttavia, alcune CNV non sono ereditarie e sorgono spontaneamente [mutazioni de novo] e in larga maggioranza sono benigne. Infatti, gli stessi genetisti stimano che ogni genoma [il DNA unico di ognuno] potrebbe contenere migliaia di CNV, senza causare alcuna patologia, in quanto sono espressione dell’unicità di una persona.

La speranza che l’autismo potesse essere fatto risalire a una o anche ad alcune variazioni genetiche divenne sempre meno realistica alle soglie del 2010.

Quando terminò la fase 2 dell’AGP, che attingeva al DNA di 996 bambini statunitensi e canadesi in età di scuola elementare diagnosticati con DSA [Disturbo dello Spettro Autistico], dei loro genitori e di 1287 soggetti di controllo, i ricercatori avevano identificato decine di CNV potenzialmente associate ai DSA ma nessuna di queste garantiva l’espressione della malattia.

Nel 2012 i genetisti avevano associato i DSA a centinaia di CNV. La ricerca venne ulteriormente complicata dal fatto che moltissime CNV sembravano essere, se non uniche, almeno estremamente rare.

A tutt’oggi non c’è alcun ricercatore al mondo che possa affermare di aver trovato il gene o i geni responsabili di qualsivoglia malattia psichiatrica, ma nemmeno di avere individuato, senza ombra di dubbio, il posto dove cercarli. Inoltre, nessuna delle varianti genomiche che sono state individuate finora è stata osservata più di due volte nei campioni dei soggetti osservati, e la maggior parte sono state osservate una volta sola.

Nel settembre 2012 un articolo pubblicato dalla rivista Science, riferiva gli straordinari [sic!] progressi realizzati nell’identificazione di possibili CNV legate all’autismo ma

senza alcun singolo locus che rendesse conto di più dell’1% dei casi !!!

A volte i genetisti parlano di una relazione “molti a uno“: più mutazioni genetiche considerate e un unico esito. Ma, specificatamente, quale esito? Una diagnosi di autismo? Un sintomo autistico? Come accade con il neuroimaging, tentare di comprendere l’autismo attraverso la genetica risulta un’impresa complicata dalla eterogeneità dell’autismo stesso, che si manifesta in numerosi tratti, e questi tratti non sono identici da un individuo all’altro.

La chiave è tentare di capire quali differenze sono secondarie e quali sono rilevanti per questa condizione. Finché non lo capiranno, i ricercatori brancoleranno nel buio alla ricerca di un ago nel pagliaio. Anche se i genetisti arrivano a correlare una mutazione con l’autismo [indipendentemente dal fatto che la mutazione sia collegata ad altre patologie], non saranno MAI in grado di definire con certezza se una mutazione da sola è sufficiente a creare un tratto simil-autistico, oppure se l’emergere di un singolo tratto dipende invece da una combinazione di mutazioni.

In anni recenti, l’opinione dei ricercatori si è spostata verso questa seconda ipotesi, ovvero “la moda” si è spostata sul fatto che lo sviluppo del cervello probabilmente è molto sensibile a squilibri di dosaggio. In sostanza, un ipotetico “insulto” [così i genetisti chiamano una mutazione potenzialmente dannosa per la salute] può essere sufficiente a creare uno sconvolgimento. E come la mettiamo se le mutazioni diventano due? Personalmente vi auguro “buona fortuna” perché ne avete davvero bisogno [I’m laughing out loud].

Io penso che la Scienza attuale, governata e manipolata dall’industria farmaceutica, è ormai incanalata lungo la strada delle pessime figure e della ricerca delle aspettative irrealistiche. I genetisti proseguono a credere davvero che questa è la soluzione, infondo qualche soldino in tasca sovvenzionato da qualche industria del caffè rende migliore la loro vita, mica quella degli altri. Cercare mutazioni più rare e più rare e sempre più rare rappresenta una sistematica presa per i fondelli delle famiglie e sarebbe meglio tentare di collegare i fattori ambientali [vaccini inclusi] a variazioni genetiche comuni.

L’incremento della prescrizione di farmaci e vaccini in età pediatrica, negli ultimi decenni, ha contribuito senza ombra di dubbio all’aumento dell’incidenza dell’autismo. E il problema non sarà mai risolto finché qualcuno non condurrà uno studio indipendente che separi i soggetti regressivi [quei bambini che cominciano a svilupparsi normalmente e poi regrediscono] dai soggetti non regressivi

Vi sono bambini che stanno incredibilmente male e manifestano gravi sintomi congruenti con l’autismo quasi subito dopo essere stati vaccinati. In questi casi è risultata giusta, pertinente e causale, la diagnosi di disturbo mitocondriale.

Il nucleo di una cellula contiene i cromosomi; è lì che sono codificati i nostri geni. Ma fuori dal nucleo, nel citoplasma della cellula, ci sono degli organelli [il nome viene dall’idea che gli organelli sono per la cellula quello che gli organi – cuore, reni, fegato, polmoni, intestino, etc. etc. – sono per l’organismo], e alcuni di questi organelli sono i mitocondri. Ogni cellula ha centinaia di migliaia di mitocondri, che hanno la funzione di convertire le molecole in energia. I mitocondri hanno il loro DNA, distinto dal DNA dei cromosomi. Il DNA mitocondriale può subire mutazioni. La vaccinazione può causare danno mitocondriale a tal punto da risultare causale all’esordio dei sintomi di autismo. Alcuni sintomi possono essere relativamente lievi, alcuni più severi, fino a mettere a rischio la vita; alcuni potrebbero comprendere la perdita della coordinazione muscolare, problemi visivi e uditivi, disturbi dell’apprendimento, disturbi gastrointestinali, effetti neurologici. Tutti questi sintomi farebbero parte del disturbo mitocondriale, e tutti sarebbero congruenti con la diagnosi di autismo.

La ricerca sull’influenza dei mitocondri nell’autismo fa terribilmente paura all’industria farmaceutica, perché quest’ultima è a conoscenza che vi sono molti casi di bambini che hanno riportato un danno mitocondriale dopo le vaccinazioni. Per questo motivo, le istituzioni sanitarie, non raccomandano di valutare sistematicamente tutti i bambini. Inoltre, questi test sono costosi e difficili e abitualmente comportano una biopsia muscolare.

Se le nostre istituzioni sanitarie non fossero infarcite di collusioni più o meno velate all’industria farmaceutica, accetterebbero lo sfida in nome della Medicina Basata sulle Evidenze [EBM]. Tuttavia, senza dilungarmi troppo, oggi la Evidence Based Medicine è una strategia di marketing, e quel poco che ha a che fare con la Medicina ha ben poco a che vedere con la “scientificità”. Gli studi sono sistematicamente nascosti quando non forniscono i risultati desiderati [casi di autismo sono stati omessi intenzionalmente durante i trial clinici] e ciò che è riportato tende ad essere selettivo. Il risultato è che i pazienti sono regolarmente trattati in base a ciò che Big Pharma vuole vendere … e stanno sempre peggio.

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10 Commenti su Proseguono le barzellette sulla causa genetica dell’autismo

  1. In un mondo puramente ideale, dove raziocinio, ricerca della conoscenza, onestà intellettuale e morale, nonché senso di giustizia, non fossero costrette a competere continuamente con ipocrisia, opportunismo e disonestà criminale – qualità, queste ultime, le più apprezzate e sostenute, poiché funzionali al raggiungimento di obiettivi economici – allora forse – e sottolineo forse – si riuscirebbe a discutere costruttivamente di vaccini, senza dover ricadere necessariamente in atteggiamenti oppositivi.

    Ma, sfortunatamente, il mondo l’abbiamo disegnato diversamente e, dopo anni di approfondimenti e letture sul tema, purtroppo ancora non riesco a non trovare fastidiosi gli interventi come quello della signora Monica (non me ne voglia e non interpreti ciò che le sto scrivendo come fosse una questione personale).

    “Che mondo sarebbe senza Salk?” (mi ricorda uno slogan pubblicitario…) probabilmente avremmo fatto tutti la fine di Franklin Delano Roosevelt… E che dire del vaccino contro il morbillo? Quand’ero bambino non esisteva, e sto infatti ancora brindando allo scampato pericolo… E poi di Wakefield, che ne vogliamo fare? Organizziamo un bel barbeque a Salem e… lo invitiamo?

    Mi perdoni per sarcasmo e franchezza, signora Monica, ma dopo anni passati ad ascoltare e leggere siffatti “mantra”, le zampogne sono ormai stracolme. I miei compagni di s-ventura hanno già espresso sufficienti argomentazioni, e credo che non sia stato carino, da parte sua, invitarli ad una maggior “apertura mentale”, dal momento che è stata proprio questa la qualità che li ha spinti a ricercare la verità – quella più plausibile e probabile – sulla causa dell’autismo che ha colpito i nostri figli e, cosa affatto scontata, a mantenere viva un’informazione non di “regime”.

    E’ cosa nota che la ricerca scientifica, in medicina, sia quasi totalmente nelle mani dell’industria e, di quel poco che resta, una buona fetta è appannaggio di quegli stessi enti sanitari pubblici che promuovono vaccini e campagne vaccinali. Le riviste scientifiche pubblicano poi solo ciò che fa più comodo a lor Signori (che altro non sono che i finanziatori, in termini pubblicitari, di tale stampa specializzata) e le riviste “generaliste”, al pari di Focus, altro non fanno, poi, che ri-trasmettere, con linguaggio e modi appropriati, le medesime informazioni al grande pubblico, quello dei non addetti ai lavori.

    Notizie di documentate omissioni e frodi scientifiche, perpetrate da scienziati disonesti – i quali, nella migliore delle ipotesi, così si comportano per non perdere lavoro e reputazione – quand’anche vedano la luce, vengono “filtrate” da tali organi di “informazione” o, ancor meglio, fatte sparire del tutto, in modo tale da non rompere quell’apparente quiete che consente – sempre a lor Signori – di continuare indisturbati a fare lucrosi affari. E, a persone come lei, Monica, di poter affermare: “correlazione autismo-vaccini… questo… non credo”. E’ così che funziona, e non gliene faccio certo una colpa.

  2. Cara signora Acquafredda, prima di parlare di cose che non conosce e professare i suoi atti di fede con il suo credo, sarebbe il caso che prima leggesse i confidenziali della GSK e magari ascoltasse le recenti confessioni del dott. Wiliam Thompson del CDC di Atlanta…
    Così facendo eviterebbe brutte figure…

    Questo non è il luogo adatto per le chiacchiere da bar, qui ci sono genitori che hanno perso i loro figli per sempre, che stanno soffrendo e che ogni giorno vengono presi per il cesto dalle istituzioni e non faranno sconti a nessuno sia ben chiaro nemmeno ai vari galoppini del web…
    Qui c’è gente incazzata che ha perso presente passato e futuro…

    Il mio conflitto d’interesse è solo mio figlio nato sano e reso autistico dai vaccini, sarebbe così cortese da dichiarare il suo conflitto d’interesse e dell’editore che pubblica spazzatura?

    Per quanto riguarda la genetica le ricordo che sono più di trent’anni che si cerca il famoso gene dell’autismo, ma nulla, nessuna traccia probabilmente è un burlone e sta ancora giocando a nascondino… Come quelli che insabbiano i danni da vaccino semplicemente non dichiarandoli…

    E’ risibile sostenere ancora che 1/68 è un’epidemia genetica, le consiglio di visitare altri luoghi dove comparaggiati capitanati da madame mangia sacher affrono tale disinformazione, con la benedizione complice di chi dovrebbe tutelarci…

    Quando Madame Giustizia tornerà dalle sue lunghe vacanze in molti negheranno per opportunismo ciò che sostenevano senza alcun problema il giorno prima…
    Cambieranno solo il popò da slurpare non il modo viscido di vivere.
    Sta già accadendo che molti negazionisti “furbastri” incomincino a mettere le mani avanti dicendo: ma, prerò, potrebbe, “il fattore ambientale” e molti altri amletici dubbi.
    Dove prima erano radicate assolute certezze ora iniziano comode incertezze.
    Bandiere al vento o comodo opportunismo storico?

    Au-revoir

    P.S.
    Chi non conosce la verità è uno sciocco, ma chi pur conoscendola la nega e la chiama bugia o bufala è un delinquente…
    [ TFA ]

  3. Come sarebbe il mondo senza vaccino antipolio?
    Le origini dell’AIDS – documentario shock!

  4. Cara Signora,
    il caso di mio figlio e di tanti altri bambini sconfessa ampiamente il suo credo, come la mettiamo?
    Vogliamo credere a chi vende farmaci per farci star male e guadagnare sulla nostra pelle oppure vogliamo credere ai genitori che si ritrovano bambini rovinati per sempre dal punto di vista cerebrale?
    Quelle che Lei chiama “teorie” sono vere e proprie “evidenze” laddove impera indipendenza ed onestà intellettuale nei ricercatori, e l’abbiamo dimostrato più volte in tutti questi anni.
    Francamente trovo risibile dover disquisire ancora della questione Wakefield, ampiamente trattata in questa sede, quando vi sono “scienziati” che figurano fra i maggiori ricercati dalla FBI per frode in merito a studi sull’autismo [es. Poul Thorsen] ed altrettanti scienziati presenti ai CDC che hanno manipolato studi pur di far apparire sicuri dei prodotti tutt’altro che esenti da rischi.

    Per pietà nei suo confronti non le elenco la lunga serie di studi che hanno trovato numerose evidenze fra autismo, inteso come “danno neurologico”, e vaccinazioni.

    In questa sede non c’è alcun allarmismo sui vaccini ma c’è la piena consapevolezza che l’informazione in Italia è una schifezza, perché:

    1. i dati omessi dalle aziende produttrici dei vaccini stanno causando innumerevoli danni sui bambini ed è ora di darsi una sveglia,
    2. i dati omessi dalle aziende produttrici dei vaccini rappresentano “reati criminali” a danno della salute collettiva,
    3. la sperimentazione vaccinale su bambini sani, avvallata dalle Istituzioni preposte, è attuata in modo irresponsabile, senza alcun controllo, né informazione preventiva ai genitori e spesso controcorrente al resto d’Europa [vedi scandalo Gardasil in Francia oppure Infanrix Hexa in Germania]
    4. l’Evidence Based Medicine è ridotta peggio che una ciabatta, a pura necessità di mercato, tutt’altro che impiego giudizioso della migliore evidenza correntemente disponibile
    5. lo studio di Wakefield et all. ha rappresentato un rapporto precoce in merito a bambini che erano notevolmente malati; più che “radiato” quel Medico è stato “trombato” da un giornalista che era alle dipendenze di News Of The World del magnate Rupert Murdoch, il cui figlio James Murdoch sedeva nel consiglio d’amministrazione della GSK del Regno Unito [se non si conoscono i fatti si fa più bella figura a stare in silenzio];
    6. la genetica rappresenta la moda del momento, stanno sorgendo laboratori anche per studiare i calli ai piedi, ma per l’autismo viene sconfessata puntualmente dall’imbarazzante vastità degli insuccessi che incontra lungo il suo cammino e del quale ho riportato un semplice estratto
    7. il dossier di Focus rappresenta il solito repertorio di affermazioni, slogan, e frasi preconfezionate che odorano di pubblicità e calza a pennello per una rivista destinata a imbambolare il pubblico … meglio leggere Topolino, per lo meno trasmette valori etici migliori;
    8. la produzione su scala industriale di farmaci è un fenomeno relativamente recente e il motore dell’industria della salute è ovviamente quella della vendita del farmaco, non certo per farci vivere meglio … considerato che stiamo sempre peggio
    9. c’è una costante azione, da parte dell’industria farmaceutica, di medicalizzazione della società, al fine di allargare il mercato e la questione vaccini rientra a pieno titolo nella patologia autistica … così come rientra a pieno titolo nelle epidemie farlocche costruite a tavolino;
    10. la strategia della “medicina predittiva” è quella che piace tanto a giornali e televisioni e soprattutto al mercato del farmaco, non certo al malato che non guadagna nulla in salute.

    L’apertura mentale la si acquisisce vivendo quotidianamente il problema di persona, non certo leggendo i giornaletti che riportano pura propaganda a danno della salute dei cittadini.

    Cordialità

    P.S.
    L’Organizzazione Mondiale della Sanità è ormai l’ente più corrotto da interessi privati sulla faccia del pianeta. A chi vuole raccontarla?

  5. Io non credo che l’autismo sia correlato ai vaccini, ci sono tanti altri fattori che incidono quali la genetica. Poi non dimentichiamoci che anche l’OMS in passato ha avviato un controllo di queste “teorie” che collegano vaccini-autismo dimostrando come non ci sia alcuna correlazione tra le due cose. Wakefield che è stato il primo ad avanzare una teoria del genere, proprio per aver omesso delle informazioni fondamentali e aver mentito nel suo studio vaccino-autismo fu radiato dall’albo.
    In ogni caso è un argomento complesso confermo che il dossier di Focus di questo mese ha affrontato molto bene l’argomento, i suoi pro e i suoi contro fornendo anche una gallery dell’allarmismo vaccini: http://www.focus.it/scienza/salute/come-sarebbe-il-mondo-senza-salk-e-il-suo-vaccino
    Cerchiamo solo di rimanere aperti mentalmente e continuare ad informarci sull’argomento.

  6. Signora Fabiana, ma lei nella sua vita di cosa si occupa?
    Non sarà mica che il suo reddito dipenda dal non sapere?
    Personalmente so benissimo cosa ha portato via mio figlio.
    Lo affermano anche le case produttrici nei loro confidenziali; lo affermano gli studi indipendenti, le analisi fatte a 26 vaccini ecc. Lo affermano anche ricercatori del CDC pentiti di aver contraffatto gli studi che negavano la correlazione fra autismo e vaccini, rendendo questi studi pura carta igenica, ma i nostri pediatrini, ministrini e consulentini lo sanno o fingono anche loro di non sapere?
    Aspettiamo che il rapporto da 1/68 passi 1/1 prima di svelare ufficialmente il segreto di Pulcinella?

  7. Nessuno dei geni finora identificati in particolari gruppi di pazienti e/o nei loro familiari è di per se capace di spiegare tutti i sintomi di questa complessa patologia neuropsichiatrica. I soggetti dovrebbero ereditare una particolare combinazione di geni “difettosi” per essere affetti da autismo. Tuttavia la presenza di tale particolare combinazione sebbene possa essere causa del disturbo può non essere la condizione sufficiente: è possibile che in alcuni casi tale combinazione di geni “difettosi” dia origine al disturbo solo in seguito a fattori ambientali scatenanti, quali a esempio l’esposizione ad agenti infettivi durante la vita prenatale, lo status immunologico materno-fetale, l’esposizione a farmaci o agenti tossici anche attraverso l’alimentazione durante la gravidanza. Il ruolo dei geni è perciò sempre di più interpretato come un importante fattore di comorbidità che interagisce con altri fattori, genericamente detti ambientali, nel determinare la comparsa della sindrome. Ad esempio è attivo oggetto di studio il possibile coinvolgimento di particolari condizioni che si possono verificare durante lo sviluppo fetale e neonatale (andamento della gravidanza, infezioni contratte dalla madre, fattori legati alle condizioni del parto). Un settore importante di ricerca riguarda infine il ruolo dell’esposizione ad agenti tossici durante lo sviluppo, come il mercurio o altri inquinanti ambientali quali i pesticidi organo fosfati o organoclorurati nonché l’utilizzo di farmaci in gravidanza.

    http://www.iss.it/auti/index.php?id=383&tipo=2&lang=1

    A questo punto, vien da chiedersi, se tra gli “altri inquinanti ambientali”, rientrano gli inquinanti che la Nanodiagnostics ha ritrovato nei vaccini: ad oggi, in 26 singoli campioni di vaccini analizzati, hanno trovato inquinanti da micro- e nanoparticelle solide, inorganiche, non biodegradabili e non biocompatibili in tutti e 26 i vaccini (sono state trovate, ad esempio, particelle di acciaio, Zinco, Bismuto, Bario, Zolfo, Ferro, Cromo)

    https://autismovaccini.org/2013/11/06/vaccini-inquinati-ci-risiamo-2/

  8. signora Fabiana Balestri purtroppo ho la pessima abitudine di formare le mie convinzioni incrociando i dati e leggendo pubblicazioni ufficiali su riviste scientifiche internazionali e non su qualche giornaletto che può dire tutto ed il contrario di tutto a secondo delle mode e degli editori…

    le consiglio una semplice e rapida “visura” di questa immagine molto più immediata che leggere l’intero articolo che il sottoscritto ha fatto e farà

    a seguire il link se riuscirà ad avere qualche secondo per vedere l’abstract…se poi volesse l’intera pubblicazione sarò lieto di fornirle l’allegato

    PS. mettendo insieme tutte le conclamate patologie genetiche con sintamatologia autistica e quindi autismo secondario più un 10% di bonus che gli autori si danno non si capisce bene a quale titolo si raggiunge il 27%

    Pur dando per buona questa percentuale….la domanda è….è l’altro 73% di bambini autistici sono frutto del caso?

    Siamo ad una prevalenza di 1/68 al 2010 nel 200 1/150 ( dati ufficiali governo usa ) tra pochi decenni quando ogni due bambini uno sarà autistico cosa ci diranno….che è un caso?

  9. Cara Signora,
    il dossier sulle vaccinazioni, di cui Lei scrive, rappresenta il solito repertorio di affermazioni, slogan, e frasi preconfezionate che odorano di pubblicità per promuovere un prodotto tutt’altro che esente da rischi. Una pubblicità talmente spudorata da scadere nel ridicolo quando si arriva a promuovere vaccinazioni sperimentali per l’epidemia Ebola; un’epidemia costruita totalmente a tavolino, a danno di popolazioni inermi, da parte di trafficanti di virus.
    Tutto ciò che ho elencato, in questo post come in tanti altri, come è mia personale abitudine, rappresenta un insieme di dati di fatto incontestabili che, qualora possegga competenze e capacità, è invitata a studiarsele per allargare i propri orizzonti della conoscenza.
    Inoltre, per eventuali commenti futuri, sono ben lieto se vorrà portare elementi di contestazione ma almeno provi ad esprimersi con “parole sue”, anziché suggerire la lettura di riviste destinate a scaldare i tavolini dei coiffeur pur dame.

    Cordialità

  10. Siamo nel campo della congettura, sappiamo benissimo che possono esserci centinaia di fattori ad incidere per l’autismo, e mi dispiace tantissimo questo. Sul Focus di novembre c’è un bellissimo dossier sulle vaccinazioni, vi consiglio di leggerlo

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