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Parotite maligna nei bambini vaccinati col trivalente Morbillo Parotite Rosolia

Un recente studio pubblicato sulla rivista Malattie Infettive e Medicina, edito da Elsevier [fornitore leader mondiale di prodotti e servizi di informazione scientifica, tecnica e medica – non certo antivaccinista] riporta infezioni di parotite maligna in soggetti altamente vaccinati, col vaccino trivalente contro morbillo parotite rosolia [MPR], nel Sud-Ovest della Francia.

Lo studio rivela che il vaccino MPR, pur generando alti tassi di anticorpi IgG presumibilmente di protezione contro la parotite, non si traduce sempre in immunità reale contro l’infezione come abbiamo più volte evidenziato anche nel riferirvi del ripetersi di epidemie di parotite negli Stati Uniti, nel 2006, nel 2009, nel 2010 e agli inizi del 2014 in una “popolazione altamente vaccinata”.

I dettagli dello studio rivelano che, nonostante la documentata presenza di alti livelli di anticorpi contro il virus della parotite, i pazienti vaccinati hanno contratto una forma maligna di parotite che segue “raramente” dopo aver contratto l’infezione naturale, acquisita in comunità da parte di persone non vaccinate. Più precisamente nei 7 soggetti presi in esame stati identificati 5 casi di meningite, 1 caso di orchite, e 1 caso di ipoacusia unilaterale. Ognuno dei 7 pazienti era stato precedentemente vaccinato col vaccino MPR e 4 di essi aveva ricevuto 2 dosi di questo vaccino.

Contrariamente da quanto divulgato dai soliti noti promotori vaccinali, il fallimento delle vaccinazioni è ben consolidato nella letteratura scientifica cosiddetta “ufficiale”.

Mentre assistiamo a pessimi spot pro-vaccinazione contro coloro che “non accettano acriticamente l’informazione manipolata, cosiddetta “ufficiale”, destinata a garantire gli affari commerciali delle holding dei vaccini, e contemporaneamente le loro cheerleaders all’interno dei Governi e dei media accreditati alzano la voce e la buttano in rissa, la comunità della ricerca ed il pubblico stanno cominciando ad apprezzare il prevalente e ben documentato fallimento della vaccinazione di massa; soprattutto nel caso dei vaccini contro il morbillo, la parotite, l’epatite B, la varicella e quelli destinati all’influenza, che non funzionano come pubblicizzato.

Viviamo in un momento in cui molti interventi medici non sono decisi dal peso delle prove in sé, ma dal “marketing e dagli slogan“. E le persone subiscono la violenza delle campagne pubblicitarie orchestrate dalle agenzie di regolamentazione, legalmente responsabili della loro protezioneaccettando i motivi addotti dall’autorità o da vaghi riferimenti alla “Scienza”, senza alcun riconoscimento della realtà e di come la ricerca in campo vaccinale viene manipolata o semplicemente pubblicata selettivamente per servire agende economiche e socio-politiche.

Ad esempio, dei miliardi di dollari (gran parte finanziati da “noi” contribuenti) incanalati nell’industria dei vaccini, che finora ha ripetuto il solito slogan “sicuro ed efficace, ad oggi non esiste un singolo studio ufficiale che metta a confronto i soggetti vaccinati a quelli non vaccinati. Così anche la sperimentazione vaccinale prosegue ad essere attuata, in fase 4, sulla popolazione neonatale “sana” ed i cui genitori risultano ignari. La ragione è ovvia perché, se i risultati di questo studio dimostrassero una migliore salute o immunità nel gruppo dei non-vaccinati [come molti studi indipendenti hanno già documentato] e i genitori fossero realmente informati del sacrificio cui sottopongono la loro creatura, l’intero castello di carte che supportano la nostra attuale agenda pro-vaccino, globalmente coordinata, cadrebbe a pezzi.

Le malattie, specialmente le lunghe malattie, sono anni di apprendistato dell’arte della vita e della formazione dello spirito.
In questi lunghi anni di apprendistato sul Disturbo dello Spettro Autistico di mio figlio, correlato alla pratica vaccinale, ho scoperto che una delle malattie più diffuse è ilFalso ideologico in atto pubblico“.

Infatti, due simpatici soggetti, chiamati appositamente dal Ministero della Salute per cercare di affossare il caso sanitario di mio figlio, hanno commesso il grave errore di:

  1. omettere dati di laboratorio del bambino, italiani e stranieri, presentati agli atti e peraltro ben nutriti
  2. riportare la documentazione clinica in modo superficiale
  3. riportare la documentazione clinica frammentaria e parziale, quand’anche del tutto errata

Se questi Signori mi stanno leggendo, sono invitati a rivedere il loro comportamento in quanto la falsità documentale è qualificata sul piano giuridico come falsità materiale commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici [art. 476 C.P.] o come falsità ideologica [art. 479 C.P.] commessa da pubblico ufficiale in atti pubblici. Ciò anche quando il medico rivesta la qualità di incaricato di pubblico servizio [art. 493 C.P.].

Pertanto, ad oggi, un procedimento penale non ve lo toglie nessuno. Ravvedetevi finché siete in tempo, perché il sottoscritto mantiene sempre le promesse!

Riproduzione riservata ©

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