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Vitamina A

La carenza di vitamina A è una delle cause maggiori di morbilità e di letalità per morbillo nei Paesi in via di sviluppo. La supplementazione regolare di vitamina A viene impiegata in questi Paesi dall’età di 6 mesi in poi, per migliorare la sopravvivenza.

In Italia invece si fa fatica a consigliare le vitamine, mentre si è molto bravi a minacciare i genitori che, prima di vaccinare, chiedono il rispetto di un diritto all’informazione.

Basse concentrazioni di vitamina A sono state trovate negli Stati Uniti in bambini con morbillo particolarmente grave. Nel 2005 dopo trattamento con vitamina A in bambini con morbillo viene osservato che 2 dosi di vitamina A in due giorni consecutivi, riduce la letalità per morbillo.

Lo stesso OMS raccomanda, ma qualcuno lo dimentica sempre troppo presto, per tutti i bambini con morbillo in fase acuta, senza tener conto del Paese di residenza, vitamina A, una volta al giorno per 2 giorni, secondo le seguenti dosi:

  • 200.000 UI per bambini di 12 mesi di età o di età superiore
  • 100.000 UI per bambini da 6 a 11 mesi
  • 50.000 UI per bambini di età inferiore ai 6 mesi

Una terza dose è raccomandata per quei bambini che presentino i segni clinici o i sintomi di una deficienza di vitamina A, con la somministrazione da 2 a 4 settimane dopo.

Ora, da The Lancet, arriva la conferma che alcuni specialisti stanno studiando gli effetti dell’integrazione di vitamina A sulla mortalità neonatale nei primi 6 mesi di vita e l’integrazione di vitamina A nei bambini di età compresa tra i 6 mesi e i 5 anni ha dimostrato un effetto di riduzione della mortalità.

L’efficacia dell’integrazione di vitamina A nella riduzione della mortalità neonatale nei primi 6 mesi di vita era plausibile ma non provata. L’obiettivo degli specialisti è stato quello di valutare l’efficacia dell’integrazione orale di vitamina A nei neonati per ridurre la mortalità, tra il momento in cui è avvenuta l’integrazione e i 6 mesi di vita.

Metodi

Gli specialisti hanno condotto una sperimentazione randomizzata individualmente, in doppio cieco, controllata con placebo ad Haryana, in India. Hanno identificato delle donne in stato di gravidanza attraverso un programma di sorveglianza effettuato ogni 3 mesi su tutte le donne residenti in due distretti di Haryana, India, di età compresa tra i 15 e i 49 anni, e hanno effettuato uno screening di tutte le nascite identificate. I partecipanti idonei erano neonati, con il consenso dei genitori a partecipare, con probabilità di rimanere nell’area di studio fino ad almeno 6 mesi di vita, e in grado di essere alimentati oralmente al momento dell’arruolamento. I partecipanti sono stati assegnati secondo un criterio casuale a ricevere capsule orali contenenti vitamina A [retinolo palmitato 50.000 UI più vitamina E 9,5—12,6 UI] o placebo [vitamina E 9,5—12,6 UI] entro 72 ore dalla nascita. La randomizzazione è avvenuta in gruppi di 20 soggetti, secondo un elenco di randomizzazione preparato da un esperto in statistica non coinvolto nella sperimentazione. Gli sperimentatori, le famiglie dei partecipanti e la squadra di analisi dei dati erano all’oscuro sulle assegnazioni del trattamento. L’esito primario è stato la mortalità tra il momento in cui è avvenuta l’integrazione e i 6 mesi di vita. Le analisi hanno coinvolto tutti i partecipanti assegnati ai gruppi di studio. La presente sperimentazione è registrata su ClinicalTrials.gov, numero NCT01138449 e sul registro delle sperimentazioni cliniche [Clinical Trials Registry] del Consiglio indiano di ricerca medica [Indian Council of Medical Research], numero CTRI/2010/091/000220.

Risultati

Tra il 24 giugno 2010 e il 1° luglio 2012 gli specialisti hanno eseguito uno screening di 47.777 neonati di cui 44.984 sono stati assegnati secondo un criterio casuale a ricevere vitamina A [22.493] o placebo [22.491]. Dal momento dell’integrazione all’età di 6 mesi, 656 neonati sono morti nel gruppo vitamina A rispetto ai 726 nel gruppo placebo [29,2 per 1000 vs 32,3 per 1000; differenza −3,1 per 1000, IC al 95% −6,3 a 0,1; rapporto di rischio 0,90, IC al 95% 0,81 a 1,00]. Non sono state osservate interazioni significative tra l’effetto dell’intervento e il sesso sulla mortalità a 6 mesi [p=0,409]. L’integrazione con 50.000 UI di vitamina A entro le prime 72 ore di vita è risultata generalmente sicura e ben tollerata, ad eccezione di un piccolo rischio di eccesso di fontanella pulsante transitoria [205 casi nel gruppo vitamina A, confermato dal medico vs 80 casi nel gruppo placebo, rapporto di rischio 2,56 (IC al 95% 1,98—3,32)].

Interpretazione

I risultati dello studio [che potete scaricare qui], effettuato su una popolazione in cui la carenza di vitamina A è un moderato problema della salute pubblica, sono coerenti con una modesta riduzione nella mortalità tra il momento dell’integrazione e i 6 mesi di vita. Questi risultati dovranno essere riesaminati con sperimentazioni simili condotte su altre popolazioni per consentire la definizione di una appropriata politica di salute pubblica.

Nota stonata

La ricerca è finanziata dalla Fondazione Bill & Melinda Gates, per conto dell’OMS, ovvero da coloro che hanno combinato più disastri della peste bubbonica con le loro campagne vaccinali proposte in giro per il mondo.

 

Riproduzione riservata ©

 

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