Trovato farmaco per curare l’autismo? Sensazionalismo e speculazione

 

Lo scorso 15 dicembre mi segnalano una serie di articoli che, più o meno, riportano questo messaggio

Casa Sollievo e Università di Milano trovano il farmaco per curare l’autismo. “La più grande ricerca mai condotta finora”.

Coloro che hanno deciso di far passare questo messaggio e hanno confezionato vari articoli, rilanciando identico messaggio, sono in palese stato confusionale, a tal punto da far apparire in stato confusionale anche gli autori dello studio pubblicato su Nature Genetics.

Premetto che ho trascorso ben 5 anni della mia attività professionale presso l’Istituto Europeo di Oncologia di Milano, dal quale proviene uno degli autori dello studio, e mantengo tutt’ora rapporti con colleghi e amici che lavorano alle dipendenze dell’IEO. Ho potuto quindi attingere alcune informazioni pertinenti a questa ricerca che, come molte altre, è stata lanciata in pasto al pubblico per alimentare speranze, in modo sensazionalistico e speculativo.

In realtà non è stato trovato alcun farmaco per curare l’autismo, considerato che ancora oggi la Scienza medica brancola nel buio sulle cause specifiche della malattia, e viene spiegato chiaramente dagli autori che:

… siamo riusciti a dimostrare che la somministrazione di farmaci contro LSD1 è in grado di ripristinare il corretto funzionamento di alcuni circuiti molecolari, anche in presenza di anomalo dosaggio di GTF2I, aprendo de facto la strada allo studio di come questi inibitori farmacologici possano essere un giorno impiegati anche nell’autismo e più in generale nelle malattie mentali del neurosviluppo.

Questo significa che in un futuro, utilizzando ricerche rivolte a farmaci molecolari, forse – e ripeto forse – si potrà arrivare ad utilizzarli in pazienti che soffrono del Disturbo dello Spettro Autistico [DSA].

Per non alimentare false speranze, andrebbe altresì spiegato che questi farmaci moderni sono utilizzati prevalentemente in ambito oncologico e sono sempre più mirati a colpire specifici bersagli molecolari [target therapy] a tal punto da rappresentare uno dei maggiori progressi in oncologia. Allo stesso tempo, il contemporaneo sviluppo di nuove tecnologie applicate alla medicina molecolare consente oggi di caratterizzare virtualmente tutte le alterazioni genomiche e funzionali dei singoli tumori, ampliando enormemente il ventaglio dei possibili bersagli terapeutici, con un conseguente aumento dei potenziali farmaci a bersaglio molecolare. In questo scenario si aggiunge un ulteriore elemento di complessità, legato al fatto che questi farmaci sono spesso incredibilmente efficaci solo per quella categoria di pazienti il cui tumore presenta l’alterazione molecolare sulla quale il farmaco è diretto: in questo caso è necessario lo sviluppo, concomitante al farmaco, di test molecolari predittivi di risposta [companion diagnostics].

Però, ben si sa che il Disturbo dello Spettro Autistico non è una patologia oncologica.

Inoltre, lo studio in questione focalizza l’attenzione sulla Sindrome di Williams-Beuren [WBS] e sulla Sindrome da microduplicazione 7q11.23 [notoriamente associata nel 95% alla WBS e al ritardo di crescita intrauterina]; queste Sindromi non hanno nulla a che vedere con il Disturbo dello Spettro Autistico.

Più precisamente, attraverso l’analisi di cellule staminali riprogrammate è stato visto che una parte considerevole di disregolazione trascrizionale è specificamente causata da squilibri di dosaggio della proteina GTF2I, che codifica un fattore di trascrizione chiave nella Sindrome da microduplicazione 7q11.23, a sua volta associato all’enzima LSD1 [Lysine-specific demethylase 1 – coinvolto in molti tipi di tumore] che reprime il complesso di rimodellamento della cromatina e silenzia i suoi obiettivi dosaggio-sensibili. Infatti, la cromatina costituisce una piattaforma su cui convergono molteplici segnali biologici che, una volta integrati, determinano risposte molecolari essenziali per una corretta regolazione non solo della trascrizione ma anche di tutti quei processi metabolici che coinvolgono il DNA, quali la replicazione, la riparazione e la ricombinazione. In accordo con ciò, molteplici processi cellulari, come la proliferazione e il differenziamento, vengono influenzati da variazioni della struttura cromatinica. È infatti in aumento il numero di patologie umane, di tipo sia neoplastico che sindromico, la cui causa molecolare accertata risiede in mutazioni dei geni che codificano per proteine appartenenti, appunto, ai complessi di rimodellamento della cromatina.

Pertanto, ben si comprende che i Disturbi dello Spettro Autistico non hanno nulla a che vedere con questo studio; per essi non esiste alcun test molecolare predittivo di risposta, così come non è possibile stabilire con certezza quale farmaco sviluppare, né si conosce con certezza l’origine della malattia.

Perché quindi lanciare una notizia sensazionalistica senza alcun fondamento di verità?

La rivista Nature Genetics sembrerebbe non avere alcun rapporto con le case farmaceutiche ma, facendo una ricerca approfondita, è possibile scoprire come la rivista Nature Genetics e la casa farmaceutica GlaxoSmithKline siano legate molto bene.

La Casa Sollievo risulta fra le Aziende Ospedaliere sponsorizzate dal “sistema” GlaxoSmithKline, che non promuove eventi filantropici ma marketing interessato all’immissione sul mercato di nuovi farmaci.

Pertanto, senza alcuna ombra di dubbio, questa operazione rientra nel marketing farmaceutico afferente alla ricerca traslazionale.

La ricerca traslazionale aiuta a trasformare la fase iniziale di innovazioni in nuovi prodotti per la salute, facendo avanzare l’innovazione al punto in cui diventa particolarmente attraente per un ulteriore sviluppo da parte delle industrie mediche, farmaceutiche o delle biotecnologie. Marketing, null’altro che marketing.

In tempi non sospetti avevo segnalato la presenza di una nuova organizzazione, la European Autism Interventions [Studio Multicentrico per lo Sviluppo di nuovi FarmaciEU AIMS], costituita a beneficio della linea di marketing delle Big Pharma, a discapito dei  soggetti autistici, e soprattutto priva di alcun interesse nella prevenzione dell’autismo. Infatti, come dichiarano loro stessi:

Gli approcci farmacologici attuali per il trattamento dei DSA sono basati su farmaci che migliorare i sintomi comportamentali con un forte impatto sul funzionamento individuale. Cioè, gli attuali trattamenti sono volti a trattare i sintomi di co-morbidità come convulsioni, tic, irritabilità, comportamenti ossessivi-compulsivi o iperattivi. Ad oggi, tuttavia, nessun farmaco disponibile può cambiare i sintomi principali dei DSA e migliorare i risultati a lungo termine.

Entro la fine del progetto di cinque anni ci aspettiamo di fornire convalidati saggi cellulari, modelli animali, nuovi metodi di Risonanza Magnetica funzionale con tecniche di analisi dedciate, nuovi radioleganti PET, così come nuovi biomarcatori genetici e proteomici di segmentazione dei pazienti o per la previsione della risposta individuale. Vi forniremo una rete di ricerca che può rapidamente testare nuove terapie nell’uomo.

Per chi avesse ancora problemi di comprensione, si tratta della più grande sovvenzione al mondo dedicata all’autismo il cui obiettivo principale del progetto è produrre potenziali terapie da sperimentare direttamente “in vivo”, anche sui bambini.

In altre parole, l’obiettivo della ricerca traslazionale è semplicemente quello di portare più prodotti, e più rapidamente, sul mercato. E’ altresì un tentativo per semplificare lo sviluppo dei farmaci e portarli il più rapidamente al processo di approvazione … MA …

1. ci si deve chiedere perché questa particolare attenzione per il trattamento dell’autismo?
2. ci si deve chiedere perché essi presumono che porterà beneficio ai soggetti autistici?

Infatti, ad oggi, la realtà dimostra che i farmaci usati per il trattamento dei soggetti autistici, anche se sottoposti a un più ampio processo di approvazione, si sono dimostrati dannosi e inutili … e non vorrei che, col fatto che sono finiti i topolini da laboratorio, adesso si punta direttamente a trasformare i bambini autistici in “cavie da laboratorio” sottoponendo le loro famiglie ad ulteriori sofferenze in nome di una Scienza decisamente cieca, avariata e sorda.

 

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