Pertosse: la più grande epidemia nella storia della California nella popolazione vaccinata

Da qualche mese la California sta combattendo la peggiore epidemia di pertosse in 70 anni. Quasi 10.000 casi sono stati segnalati finora in tutto lo Stato e nella contea di San Diego si registra il numero più alto di casi di pertosse. Dai dati emerge che la maggior parte delle persone [più dell’85%] che hanno contratto la malattia erano vaccinate.

L’aumento dei casi di pertosse risiede nell’uso indiscriminato dei vaccini acellulari, che sembravano avere meno difetti e causare meno reazioni avverse rispetto ai vaccini a cellule intere che li hanno preceduti, come fu già evidenziato nel 2010 dallo studio di uno specialista in malattie infettive, Dr. David Witt, avviato subito dopo che si era registrato un numero insolitamente elevato di casi di pertosse ammessi all’ospedale Kaiser Permanente San Rafael, durante la precedente epidemia del 2010.

Trenta anni fa, la pertosse era quasi scomparsa. Oggi, è tornata malgrado l’immunizzazione di massa. Tra i 6.420 casi pediatrici vaccinati [85%] registrati finora, solo 658 [10%] non avevano mai ricevuto dosi di vaccino antipertosse. Pertanto, la storia si ripete … e con risultati ancor peggiori rispetto al 2010.

La comunità scientifica concorda in merito al fatto che l’attuale vaccino acellulare utilizzato oggi contro la pertosse non offre garanzie. Tuttavia, il vecchio vaccino a cellule intere, utilizzato quasi 20 anni fa, aveva numerosi difetti [non esiste prova scientifica in grado di riconoscerne le capacità immunogene, la sua efficacia e la sua reattogenicità, nell’uomo – Progetto Pertosse] e fin dal suo primo impiego fu osservata una costante presenza di effetti collaterali locali e generali, lievi e gravi, alcuni dei quali anche di estrema gravità, a tal punto che molti Paesi abbandonarono questa opzione.

Il vaccino acellulare contro la pertosse è somministrato dal 1996 in combinazione con l’anatossina difterica e tetanica nei bambini [DTPa], negli adolescenti e negli adulti [Tdpa].

Negli USA dal 21 agosto 1992 a tutto il 2014 la Food and Drug Administration [FDA] ha approvato l’uso di:

tre vaccini combinati DTPa [Tripedia – riporta Autismo fra gli effetti collaterali – ; Infanrix ; Daptacel]

due vaccini combinati Tdpa per l’adolescente e l’adulto [Adacel ; Boostrix],

un vaccino antipertosse [Certiva], costituito solo dalla tossina della pertosse inattivata, ritirato dal mercato

un vaccino quadrivalente [Kinrix] in combinazione con il vaccino antipolio inattivato

un vaccino pentavalente [Pediarix] in combinazione con il vaccino antiepatite B e antipolio inattivato,

un vaccino pentavalente [Pentacel] in combinazione con il vaccino antipolio inattivato e contro Haemophilus influenzae di tipo b

A proposito di tutti questi vaccini e della loro intercambiabilità, il Red Book 2012 XXIX Edizione afferma che

I dati sulla sicurezza, immunogenicità o efficacia di diversi DTPa, quando sono somministrati alternativamente nel ciclo primario [prime 4 dosi nel bambino], non sono sufficienti. Tuttavia, quando non si sappia quale DTPa sia stato precedentemente somministrato o quando esso non sia disponibile, si può ricorrere ad uno qualunque dei vaccini DTPa disponibili per il ciclo di vaccinazione primaria.

Non tutti gli esperti della comunità scientifica sono concordi con questo modo di pensare, in quanto la presente attitudine che tutti i vaccini DTPa siano uguali rappresenta un cattivo servizio per i bambini, e la realtà dei fatti sta dimostrando la fondatezza delle critiche. Fra questi, per esempio, segnaliamo il Dr. James Cherry [medico e ricercatore presso la UCLA] esperto di primo piano nella pertosse.

Come abbiamo riportato all’inizio, l’attuale epidemia di pertosse si estende in tutta la California con 9935 casi segnalati finora. Significativo l’esempio del tasso di malattia segnalato a Sonoma County, ovvero 141,16 per 100.000 abitanti, alto quanto il tasso registrato nel 1940 in epoca pre-vaccinale. A quel tempo, prima della vaccinazione di massa, il tasso di malattia era circa di 157 casi per 100.000 abitanti.

Nel bel mezzo dell’epidemia del 2010, la California approvò un mandato di Legge per l’introduzione di una sesta dose di vaccino negli adolescenti. La Scienza dimostra che l’immunità alla malattia indotta dalla vaccinazione diminuisce nel tempo, e quindi l’aggiunta di un ulteriore di richiamo, chiamato Tdap, nelle intenzioni dei legislatori, avrebbe dovuto contribuire a contenere la diffusione della malattia. Tuttavia, secondo quanto riportato in quel periodo dal New York Times, i tassi di vaccinazione erano rimasti costanti mentre i casi di pertosse salirono ugualmente alle stelle.

E’ ormai evidente che, malgrado l’implementazione dei programmi vaccinali, permane il problema e prosegue a peggiorare nel tempo. Inoltre, come abbiamo visto in più di un’occasione, l’aumento della pertosse non è correlabile al rifiuto dei genitori di vaccinare i loro bambini per paura di potenziali effetti collaterali. Infatti, a parte la durata delle difese immunitarie, è ben noto alla Scienza medica che nemmeno le altissime coperture conferiscono un controllo prolungato della pertosse.

In altre parole: è molto probabile che la popolazione vaccinata – non la popolazione “non vaccinata” – è in gran parte responsabile della rinascita della pertosse.

Molti di coloro che lavorano nei mezzi di informazione e sono saltati sul carro della propaganda vaccinale degli ultimi anni, accusando ricercatori e genitori che hanno ripetutamente messo in discussione le politiche di governo di efficacia e sicurezza delle vaccinazioni [e/o la loro accanita somministrazione], stanno iniziando ad aprire le proprie meningi di fronte alla realtà indiscussa dei fatti. I consigli preconfezionati non si possono più tollerare, quando si riferiscono alla pratica vaccinale e alla somministrazione del farmaco-vaccino.

La maggior parte dei ricercatori concordano sul fatto che la maggior parte dei vaccini sono ipoteticamente ben tollerati dalla maggior parte dei bambini. Tuttavia, altrettanti ricercatori concordano sul fatto che non tutti i vaccini sono ugualmente necessari o ugualmente ben tollerati nella popolazione generale.

Una scelta etica ed intelligente richiederebbe di lavorare per migliorare scientificamente il sistema attuale, in modo che sia più utile e meno dannoso per i tanti bambini suscettibili di gravi effetti collaterali ai vaccini [come l’immunosoppressione], oppure per i tanti bambini che stanno incredibilmente male e manifestano gravi sintomi congruenti con l’Autismo, quasi subito dopo essere stati vaccinati, nei quali è risultata giusta, pertinente e causale, la diagnosi di disturbo mitocondriale.

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