Advertisements

A proposito di meningite da Haemophilus influenzae di tipo b

In questi giorni stiamo assistendo al rullo dei tamburi della propaganda in merito a 3 casi di meningite, segnalati all’ospedale Bambino Gesù di Roma, causata da Haemophilus influenzae di tipo B, un batterio il cui vaccino è parte integrante del famoso esavalente illegale attualmente sotto indagine dalla Procura di Torino.

A nostro avviso, proprio l’avvio di un’indagine formale – al momento a carico di ignoti – da parte della Procura di Torino ha contribuito a far muovere le acque della propaganda se, altresì, pensiamo che dei 3 neonati di 2, 3 e 5 mesi finiti all’ospedale, almeno due di questi avevano già ricevuto la prima dose di vaccini imposti/raccomandati dall’attuale Piano Nazionale Vaccinazioni.

Ancora una volta, dunque, ci troviamo di fronte a una notizia falsa e tendenziosa, dove in alcuni casi i media si sono spinti a dichiarare che la vaccinazione antiemofilo è obbligatoria: nulla di più falso perché da sempre è parte delle vaccinazioni “raccomandate”, ovvero “facoltative”, e per questo può essere rifiutata la sua somministrazione.

Crediamo altresì opportuno chiarire alcuni concetti, che possono comprensibilmente sfuggire ai non addetti ai lavori. Infatti, quando ci troviamo di fronte a un caso di meningite acuta, prima di farsi prendere dal panico planetario e credere a notizie create ad arte per spingere il mercato delle vaccinazioni, bisogna pensare che può essere causata da vari fattori e soprattutto da varie specie di microrganismi, così suddivisi:

1. Streptococchi sierogruppo B

Questa forma di meningite può colpire i neonati fino all’età di 3 mesi. Circa il 25% della madri sono portatrici vaginali di streptococchi di gruppo B, e il parto può contribuire a mettere a rischio il neonato. La profilassi antibiotica con ampicillina durante il parto delle gravide a rischio [per esempio per prolungata rottura delle membrane, febbre, ecc.] o delle portatrici note riduce l’incidenza dell’infezione dei neonati.

2. Escherichia coli

Questa forma di meningite può colpire tutti i neonati. Generalmente il ceppo responsabile possiede l’antigene K1 che facilita l’invasione del tratto gastrointestinale e/o delle vie urinarie.

3. Listeria monocytogenes

Questa forma di meningite può colpire neonati; anziani; bambini e adulti immunocompromessi. E’ frequente nei pazienti con deficit immunitario cellulo-mediato.

4. Neisseria meningitidis

Questo tipo di meningite può colpire bambini fino a 5 anni, adolescenti e giovani adulti. Meglio noto come Meningococco, questo batterio appartiene alla famiglia delle Neisseriaceae, a cui appartengono anche altri generi non patogeni per l’uomo, bensì commensali delle mucose delle prime vie aeree dove può causare lieve flogosi. Dal punto di vista sierologico sono stati individuati attualmente 13 diversi gruppi [sierotipi] di Meningococco, ma solo cinque [A, B, C, Y, W135] sono rilevanti dal punto di vista clinico e capaci di provocare malattia ed epidemie. Al gruppo A appartengono la maggior parte dei ceppi responsabili di epidemie di meningite, mentre i casi sporadici sarebbero in gran parte imputabili ai gruppi B e C. Il meningococco ha una scarsa resistenza all’ambiente ed ai comuni disinfettanti. Molto forte è la propaganda per il vaccino contro la meningite B.

5. Streptococcus pneumoniae

Questo tipo di meningite può colpire tutti i gruppi d’età, con un’incidenza più elevata negli anziani. Spesso si verifica in concomitanza con la polmonite; con mastoidite, sinusite e fratture della base cranica.

6. Cryptococcus neoformans

Questo tipo di meningite si riscontra frequentemente nei malati di AIDS. Tuttavia, può manifestarsi anche in pazienti immunocompromessi [per esempio fortemente immunizzati] e in soggetti normali.

7. Haemophilus influenzae di tipo b [Hib]

Questo tipo di meningite può colpire bambini da 6 mesi a 5 anni, indipendentemente dal loro stato vaccinale [come evidenziato più avanti dai numerosi fallimenti documentati dalla bibliografia scientifica].

Non bisogna dimenticare che altri ceppi di Haemphilus influenzae, tipizzabili [sierotipi a, c, d, e, f] e soprattutto non tipizzabili, possono essere causa di malattia: come conseguenza della riduzione dei ceppi Hib, i ceppi non-b sono percentualmente aumentati negli ultimi anni.

La meningite da Hib è più frequente di quanto si pensi rispetto alle altre due forme di meningiti purulente, quella da Streptococcus pneumoniae e quella da Neisseria meningitidis. Clinicamente è impossibile distinguere la meningite da Hib dalle altre due, se non per la facilità con la quale l’Hib è responsabile contemporaneamente di altre localizzazioni settiche.

L’Haemophilus influenzae può determinare fondamentalmente tre tipi d’infezione:

  • le infezioni assolutamente asintomatiche, sono la maggioranza;
  • le infezioni sintomatiche delle vie aeree superiori e inferiori, come l’otite media, le sinusiti e le bronchiti che sono anch’esse molto frequenti. Di rado si accompagnano a batteriemia e di rado mettono in pericolo la vita del soggetto colpito. Si tratta quasi sempre di localizzazioni alle vie aeree superiori o inferiori, dovuti a ceppi non tipizzabili, presenti nell’orofaringe. Il 5% delle otiti medie acute da Haemophilus influenzae è dovuto a ceppi tipizzabili Hib.
  • le malattie invasive, molto più rare, sono caratterizzate dal passaggio dell’agente infettivo dall’orofaringe al torrente circolatorio e da qui agli organi bersaglio dove possono dare origine in modo differente a menigite, sepsi, epiglottite, polmonite, artrite acuta, pericardite, empiema, osteomielite, cellulite e/ altre localizzazioni. Nel passato, nell’era della scarsa igiene, circa 1 bambino ogni 200 sviluppava una malattia invasiva.

E’ bene ricordare che il vaccino “raccomandato”, contenuto nell’esavalente illegale, è indicato solo per la malattia da Hib, mentre non ha alcuna influenza su tutti gli altri ceppi, soprattutto non tipizzabili, che sono responsabili di un buon 40% di otiti medie acute.

I fallimenti del vaccino anti-Hib

Nonostante estese campagne di vaccinazione, possono verificarsi casi di meningite purulenta da Hib nelle prime 1-2 settimane dopo la vaccinazione, ovvero nel periodo di tempo stimato affinché un neonato/lattante possa sviluppare degli anticorpi.

Tuttavia, qualche altro caso può insorgere anche a maggior distanza dalla vaccinazione: la ragione più spesso in gioco nei bambini oltre un anno di età è la concentrazione della IgG2, ovvero un sottogruppo delle IgG [Immunoglobuline G – molecole maggiormente coinvolte durante la risposta immunitaria dell’organismo umano], al di sotto del normale, mentre nel primo anno di vita è più facile che si tratti di un’immunodeficienza, congenita ereditaria o acquisita, indipendente dalla concentrazione di Immunoglubuline.

Per tutte queste ragioni i bambini che dimostrano una mancata azione del vaccino vanno studiati da un punto di vista immunologico, alla ricerca di altri fattori di rischio [Rif. 1 ; Rif. 2 ; Rif. 3]

Esaminando 12 pazienti nei quali era stata evidenziata una completa insufficienza del vaccino contro l’Hib, è stata osservata una bassa concentrazione di anticorpi anti-Hib e una scarsa avidità degli anticorpi IgG2 anti-Hib. Questo rilievo suggerisce che lo sviluppo di una malattia invasiva in un vaccinato è legato a una insufficienza della vaccinazione primaria.

I bambini che si ammalano di malattia invasiva da Hib, nonostante la vaccinazione, sembrano avere un difetto immunologico durante le prime dosi [denominato “priming“], che porta a una differenza qualitativa delle cellule B della memoria, specifiche dell’Hib. Anticorpi anti-RP a bassa avidità, riducono l’attività funzionale anti-PRP nel siero di questi bambini, per cui presentano un’insufficiente azione del vaccino che li porta ad avere una maggiore suscettibilità alle malattie invasive da Hib [Rif. 1 ; Rif. 2]. Inoltre, questi bambini hanno una capacità intatta, ma ritardata, a rispondere con anticorpi protettivi nei confronti anche degli altri batteri capsulati [pneumococcomeningococco].

Ancora, in uno studio su 260 pazienti, i bambini che hanno un’insufficienza vaccinale hanno dimostrato un aumentato rischio per altre infezioni gravi da Hib [meningite, epiglottite, setticemia, polmonite, cellulite orbitaria, artrite, infezioni cutanee] simili a quelle dei bambini non vaccinati in era prevaccinale: la maggioranza di questi bambini era caucasica [250 su 260] e 25 di loro erano nati prematuramente.

Anche in una parte remota dell’Alaska si sono ripresentati numerosi casi di malattia invasiva da Hib, nonostante che la popolazione fosse stata ben vaccinata: la colonizzazione faringea risultò abbastanza elevata [intorno al 10%], per una popolazione vaccinata. Se ne deduce che il vaccino PRP-OMP [vaccino coniugato PRP-proteina della membrana esterna della Neisseria meningitidis] che era stato usato anni prima non era stato capace di eliminare lo stato di portatore di questa popolazione e che il conseguente, relativamente alto, livello di portatori ha concorso alla ricomparsa delle malattie invasive.

L’esperienza negativa del Regno Unito dopo la vaccinazione con DTPa + Hib [vaccino combinato contro difterite, tetano, pertosse acellulare e Haemophilus influenzae tipo b] a 2, 3 e 4 mesi è altrettanto illuminante [Rif. 1 ; Rif. 2].

fallimenti vaccinali Hib in ItaliaDavvero singolare è l’amnesia dei media nostrani.

Infatti, in Italia, il fenomeno dei fallimenti della vaccinazione contro l’Hib è stato ampiamente studiato dalla Dottoressa M. Cerquetti dell’Istituto Superiore di Sanità, nel 2005, nel 2006, nel 2012 e ancora nel 2014. Si tratta di una serie di fallimenti in soggetti in età da 3 a 48 mesi e più, vaccinati con una o più dosi e affetti da meningite purulenta o da cellulite da Hib, nonostante la vaccinazione.

Sono stati individuati fattori favorenti:

  • legati all’ospite: alla nascita da parto prematuro, deficienze quantitative di IgG2 o IgA aspecifiche
  • legati al vaccino: vaccini meno immunogeni [DTPa + Hib] o calendari vaccinali inadeguati
  • legati al microrganismo: duplicazioni o copie multiple del “locus cap b” [geni codificanti capsula]

Nonostante il grande successo pavoneggiato dai promotori vaccinali, nel ridurre il carico di malattie invasive da Hib nei Paesi industrializzati, la malattia continua a essere presente per fatti suoi, tutt’altro che favorita dalla popolazione non vaccinata, per l’elevata circolazione del microrganismo adattatosi all’uso indiscriminato di molecole farmacologicamente attive.

Riproduzione riservata ©

Advertisements

News in Pictures

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: