Correlazione tra elevati livelli ematici di Mercurio e autoanticorpi cerebrali nei bambini autistici

Journal-of-Clinical-Cellular-ImmunologyUn nuovo studio pubblicato recentemente nella rivista scientifica Journal of Clinical & Cellular Immunology ha trovato una correlazione fra gli indicatori di autoimmunità di proteine critiche del cervello e l’esposizione al Mercurio nei bambini con Disturbo dello Spettro Autistico.

Gli autori, Gehan Ahmed Mostafa e Laila Yousef Al-Ayadhi, che operano rispettivamente presso il Dipartimento di Pediatria, Facoltà di Medicina e Chirurgia, Università di Ain Shams, al Cairo, e presso l’Egyptand Autism Research e Treatment Center presso del Dipartimento di Fisiologia, Facoltà di Medicina e Chirurgia, King Saud University a Riyadh, in Arabia Saudita, ipotizzano che il Mercurio potrebbe giocare un ruolo causale in alcuni casi di Disturbo dello Spettro Autistico attraverso l’aumento dei livelli di anticorpi della proteina basica della mielina [MBP].

Alla base del meccanismo c’è un’alterazione nella risposta del sistema immunitario che, in condizioni normali, ha il compito di difendere l’organismo da agenti esterni. Il sistema immunitario esercita questo controllo attraverso linfociti, macrofagi e altre cellule che circolano nel sangue e che, in caso di necessità, attaccano e distruggono gli agenti esterni, sia direttamente sia attraverso la liberazione di anticorpi e altre sostanze chimiche. Nel caso in esame, invece, il sistema immunitario attacca i propri componenti del sistema nervoso centrale scambiandoli per agenti estranei. Questo meccanismo di danno si definisce “autoimmune” o, più in generale, “disimmune” a conferma del fatto che il Disturbo dello Spettro Autistico è a tutti gli effetti una malattia indotta, tutt’altro che causata da ipotetiche e fantasiose cause genetiche.

La proteina basica della mielina è necessaria per il corretto invio degli impulsi nervosi a livello cerebrale. E’ il blocco di costruzione della guaina mielinica che ricopre gli assoni delle cellule nervose. Il Mercurio è un problema globale di salute pubblica. Gli autori, Gehan Ahmed Mostafa e Laila Yousef Al-Ayadhi, fanno notare che l’esposizione può avvenire attraverso l’inquinamento atmosferico, mangiando alcuni tipi di pesce, e dalle lozioni, creme e prodotti medici come otturazioni dentarie, vaccini e colliri.

Eh sì, cari signori, anche i vaccini salgono sul banco degli imputati in quanto il Mercurio è tutt’ora utilizzato nella filiera produttiva di quegli stessi vaccini polivalenti che vengono spacciati per liberi da sali di Mercurio: per esempio, il vaccino esavalente illegale Infanrix Hexa tutt’ora sotto indagine delle Procure di Torino e Milano.

Lo studio di Gehan Ahmed Mostafa e Laila Yousef Al-Ayadhi ha confrontato i livelli ematici di Mercurio di 100 bambini con DSA, di età compresa fra i 5 e i 12 anni, con altrettanti 100 bambini sani del gruppo di controllo frequentanti le cliniche al Cairo, in Egitto.

Gli autori hanno trovato che il gruppo di bambini autistici aveva livelli ematici di mercurio significativamente più elevati rispetto ai controlli [P <0,001]. E, all’interno del gruppo di bambini autistici, il 72% ha avuto esito positivo di auto-anticorpi sierici anti-MBP, significativamente più elevati rispetto ai controlli sani [5%, p <0.001]. Più il livello ematico di Mercurio è elevato nel bambino, maggiore è la probabilità che il bambino risulti positivo per gli anticorpi anti-MPB. Il rapporto è risultato statisticamente significativo [P <0,001].

Gli autori citano studi precedenti che possono spiegare l’associazione tra l’autismo, il mercurio, e gli autoanticorpi cerebrali. Questo lavoro conferma la presenza di una aumentata attività autoimmune nell’autismo e una diminuita capacità di detossificazione dei metalli pesanti, nonché le proprietà immunotossiche del Mercurio stesso.

Queste correlazioni supportano il crescente corpo di ricerca sull’autismo riguardante:

Alcuni studi hanno trovato maggiore frequenza di autoanticorpi comuni all’esposizione al mercurio [ANA e ALA] nelle madri di bambini con autismo.

Altri studi rivelano che la vicinanza a fonti che rilasciano mercurio nell’ambiente determina un aumento del rischio di autismo nei bambini. Per esempio, lo dimostra un’indagine, che fa seguito a studi osservazionali condotti in Finlandia e Cina, e integra la conferma secondo cui i bambini autistici avrebbero minori capacità metaboliche di detossificazione e sarebbero pertanto più predisposti all’accumulo di sostanze neurotossiche nel proprio organismo.

Altri studi condotti sul ruolo dei fattori ambientali hanno riconfermato che autismo e Mercurio sono correlati. Che si tratti di una suscettibilità soggettiva, dovuta a una minore capacità di escrezione di questo metallo oppure di un’esposizione abnorme in momenti critici dello sviluppo del sistema nervoso, la realtà è che due marker di intossicazione mercuriale, le porfirine urinarie [pentacarbossiporfirina, precoproporfirina e coproporfirina] e i metaboliti plasmatici di trans-solforazione [cisteina, glutatione ossidato e solfati], sono risultati significativamente aumentati nei soggetti autistici. Nella fattispecie i soggetti con forma di autismo più grave presentano valori più elevati di porfirine urinarie e di glutatione ossidato nel plasma rispetto a quelli con forme più lievi. Ne consegue che l’intossicazione da mercurio e l’autismo sono accomunati da un aumentato stress ossidativo e da una ridotta capacità di detossificazione.

Infine, il collegamento tra alcuni casi di autismo e autoanticorpi anti-MBP è stato altresì rilevato un decennio fa come il risultato derivante da una inopportuna risposta immunitaria al virus vaccinale del morbillo [Vihendra Singh e collaboratori].

Tuttavia, lo studio di Gehan Ahmed Mostafa e Laila Yousef Al-Ayadhi rappresenta la prima volta in cui gli anticorpi anti-MBP sono correlati a elevati livelli ematici di Mercurio nei bambini autistici e suggerisce di approfondire le indagini condotte sui benefici della terapia chelante per rimuovere il Mercurio dai bambini autistici con alti livelli ematici di Mercurio.

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