Scandalo Ebola: emergono nuovi particolari in merito alle responsabilità

Un gruppo di miliardari appartenenti a un gruppo elitario che si fa chiamare The Good Club, e si riunì a New York nel 2009 per discutere sui modi per rallentare la crescita della popolazione mondiale, ha molti legami con l’ospedale di Kenema che fu al centro del focolaio di Ebola in Sierra Leone.

In un articolo del 2009 il Sunday Times riferiva che:

alcuni dei miliardari più importanti d’America si sono incontrati segretamente per considerare come la loro ricchezza potrebbe essere usata per rallentare la crescita della popolazione mondiale e accelerare il miglioramento della salute e dell’istruzione.

L’incontro segreto fu convocato su iniziativa di Bill Gates, la cui fondazione finanzia personale chiave che lavora presso l’ospedale di Kenema, in Sierra Leone, dove fu diagnosticato il primo caso di Ebola nel Paese.

L’ospedale di Kenema fu riconosciuto dal Dr Francis Boyle, medico degli Stati Uniti esperto in armi biologiche, come fonte del focolaio di Ebola per la cattiva gestione del virus in un laboratorio di biosicurezza di livello 4.

Il responsabile del progetto in atto presso il laboratorio dell’ospedale di Kenema, il Dr James Robinson, figura in quattro grandi progetti di consorzi finanziati dalla Bill e Melinda Gates Foundation.

Ulteriore partecipante a The Good Club è George Soros, i cui programmi hanno finanziato Pardis Sabeti, la ricercatrice che ha sequenziato il genoma di Ebola.

L’ospedale di Kenema fu il luogo dove furono raccolti molti dei campioni di laboratorio che servirono per pubblicare un articolo sulla rivista Science, che analizzava la genetica del virus responsabile della recente epidemia. Cinque dei co-autori della ricerca, tutte persone locali che lavoravano in team ospedaliero contro la febbre emorragica Lassa, morirono prima della pubblicazione dello studio di Pardis Sabeti, e un sesto co-autore è deceduto poco dopo.

Le loro morti sono legate a una copertura del fatto che il virus Ebola è stato progettato in un laboratorio di armi biologiche?

In quale altro modo, dopo tutto, si può spiegare chedue distinte versioni del virus Ebola” sono state riconosciute come causa di infezione nelle persone in Sierra Leone, come ha ammesso in un suo editoriale la stessa Sabeti?

Ed infine arriviamo a Eli Broad; un altro partecipante della riunione The Good Club, finanzia il Broad Institute per il quale lavora anche la Sabeti.

L’incontro segreto del The Good Club ha avuto luogo presso la casa del Presidente della Rockefeller University di New York. A questo incontro ha partecipato anche David Rockefeller insieme a Warren Buffett, Ted Turner e Oprah Winfrey.

I collegamenti multipli fra i miliardari che frequentano il The Good Club e lo scoppio dell’epidemia di Ebola suggeriscono fortemente l’idea che i miliardari hanno deciso di rallentare la crescita della popolazione mondiale, tramite un focolaio orchestrato da un laboratorio di armi biologiche, al fine di innescare una campagna di vaccinazione di massa con un vaccino contro Ebola, non sperimentato e potenzialmente pericoloso.

Questo metodo di rallentare la popolazione mondiale potrebbe altresì spiegare la necessità di tanta segretezza da parte di The Good Club.

Infine, riteniamo opportuno ricordare ai nostri lettori i passaggi essenziali che non sono stati diffusi dai media in quei giorni, né successivamente, perché troppo impegnati ad offrire realtà precostruite alle quali bisogna credere senza pensare. Ognuno di voi tragga le proprie conclusioni.

  1. nel 2012 la ricerca della US Army Medical Research Institute of Infectious Diseases [USAMRIID] ha dimostrato che una combinazione di anticorpi è in grado di fermare il virus;
  2. nel mese di gennaio 2014 ha inizio la Fase 1 delle sperimentazioni cliniche della Tekmira Pharmaceuticals Corporation che dosa per la prima volta nell’essere umano un suo prodotto contro Ebola;
  3. la scheda OMS n. 103, aggiornata a marzo 2014, riporta al secondo capoverso della voce “Signs and symptoms
    “ [….. omissis …..] Virus Ebola è stato isolato, 61 giorni dopo l’insorgenza della malattia, dallo sperma di un uomo che è stato infettato in un laboratorio“.
    In medicina legale questo punto rappresenterebbe la certezza del criterio cronologico e del criterio qualitativo di un’azione dannosa.
  4. coincidenza vuole che, sempre a marzo 2014, il consorzio farmaceutico guidato da Scripps Research Institute ottiene un finanziamento premio di 28 milioni di dollari dal NIH [National Institutes of Health] per trovare e proporre il miglior trattamento per virus Ebola. Di questo consorzio fa parte la Mapp Biopharmaceutical, il cui ruolo nella vicenda sarà descritto a breve, impegnata da un paio d’anni nella ricerca scientifica in merito a virus Ebola.
  5. altra Università presente direttamente sul luogo del delitto è la Tulane University che svolge attività di ricerca in Sierra Leone [epicentro dell’epidemia] sulle armi biologiche, anch’essa per conto della US Army Medical Research Institute of Infectious Diseases [USAMRIID];
  6. la Tulane University scrive sul proprio sito:
    We’re working on vaccines and medicines for Ebola and other hemorrhagic fevers” ….. “The solutions are coming.”
    Più chiara di così non può essere descritta l’attività di ricerca in essere;
  7. anche la GlaxoSmithKline del Regno Unito è coinvolta nella ricerca sul vaccino Ebola, in Sierra Leone, attraverso la controllata società svizzera Okairos, acquistata nel 2013, giusto in tempo per l’epidemia Ebola, che collabora a sua volta con il Vaccine Research Centre dei National Institutes of Health [NIH] degli Stati Uniti;
  8. i farmaci di sintesi vegetale, negli ultimi dieci anni, hanno generato un sacco di chiacchiere ma hanno avuto poco effetto sulla produzione commerciale, con alcuni successi isolati di farmaci della Pfizer e della Protalix Biotherapeutics approvati dalla FDA nel 2012. L’approccio è stato nuovamente portato alla ribalta proprio questa settimana, quando un farmaco prodotto dalla pianta del tabacco è stato utilizzato per il trattamento di due persone che avevano contratto virus Ebola. Kentucky Bioprocessing, una unità del gigante del tabacco Reynolds American, ha prodotto il farmaco che è stato sviluppato da Mapp Biopharmaceutical. Il processo di produzione è simile ai passaggi per altri farmaci vegetali: i laboratoristi infettano le piante di tabacco con un virus che include il codice genetico; dopo che le piante sono infettate dal virus cominciano a produrre gli anticorpi dai quali sarà estratto il principio attivo. Così è stato prodotto ZMapp, il siero miracoloso che contrasta Ebola, iniettato ai due medici statunitensi che hanno contratto virus Ebola sul luogo dell’epidemia in Africa. Piccolo particolare: anche in questo caso gli effetti del farmaco non sono mai stati valutati sull’essere umano.

Una pandemia Ebola sarebbe stata una manna dal cielo per Big Pharma. Sieri miracolosi o vaccini che siano, pur non essendo ancora certificati per uso umano, potevano essere richiesti a gran voce dal grande pubblico. Il che avrebbe “costretto” le autorità di controllo a licenziarlo celermente, procedendo a tappe forzate ….. e sarebbe stato un bel business ….. sulla nostra pelle ….. ma lo sforzo concertato di molti Professionisti ha fatto saltare i piani criminali che erano stati concertati.

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