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Approvato alla camera il Ddl autismo: è solo aria fritta

Inserimento dell’autismo nei Livelli Essenziali di Assistenza [LEA], Linee Guida da aggiornare ogni tre anni e maggiore ricerca: sono i punti principali delle “Disposizioni in materia di diagnosi, cura e abilitazione delle persone con disturbi dello spettro autistico e di assistenza alle famiglie“, il Disegno di legge approvato alla camera dei Deputati, tra la soddisfazione degli incompetenti promotori e le critiche delle immancabili opposizioni.

Molte riserve sono espresse anche dalla Società Italiana di Psichiatria che considera il Disegno di legge come

una lodevole presa di coscienza, però un po’ naïve… una dichiarazione di intenti è una cosa e una procedura qualificante è un’altra; senza lo stanziamento di fondi non si fa nulla di particolare e il rischio è che resti tutto come prima.

La mancanza di investimenti specifici è la critica maggiormente espressa dagli osservatori nei confronti di un provvedimento composto da sei articoli che dovrebbero porre le basi per un importante cambiamento culturale, ma a saldi invariati.

Un punto rilevante del Ddl è di costituire una norma nazionale, che mira a superare la frammentarietà che spesso caratterizza gli interventi sanitari nel nostro Paese, riducendo i rischi delle ormai note bancarelle a macchia di leopardo con città o Regioni molto più fortunate di altre nel proporre servizi di sostegno alle famiglie.

Inoltre, nel Disegno di legge emerge il cronico elemento critico del fraintendimento molto diffuso nell’opinione pubblica: ovvero considerare i Disturbi dello Spettro Autistico come un problemino confinato all’età infantile, adolescenziale e giovanile, quando invece tutto ciò non è purtroppo vero e dovrebbe essere svolto un lavoro più estensivo, coinvolgendo anche i servizi di territoriali per gli adulti anziché soltanto quelli di Neuropsichiatria infantile.

Una persona che viene etichettata come autistica da bambino, non smette di esserlo magicamente al compimento della maggiore età e prosegue ad esserlo per tutta la vita. Anche per questo sarebbe necessario investire in formazione, perché gli Psichiatri che abitualmente curano pazienti adulti non sono abituati ad affrontare queste problematiche.

Dal momento poi che non ci sono fondi da destinare a sostegno delle famiglie, troviamo quantomeno penoso il fatto che sono state bocciate tutte le misure che avrebbero potuto essere davvero utili: integrazione scolastica, formazione degli insegnanti, attività extramurali, formazione degli operatori professionali.

E’ inutile vendere balle. Nei confronti di questo disturbo il Ministero della Salute non ha, e continuerà a non avere, l’attenzione che merita: pensare a nuove possibilità nelle varie aree dell’assistenza territoriale, domiciliare e farmaceutica significa semplicemente esporre i soggetti e le famiglie alle “leggi del libero mercato” dei soliti “mercanti della salute” affiliati alle lobby delle multinazionali che promuovono transazioni economiche spacciate per interventi sanitari.

Riproduzione riservata ©

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2 Commenti su Approvato alla camera il Ddl autismo: è solo aria fritta

  1. Non avevamo alcun dubbio in merito.
    Ora aspettiamo il 12 settembre e le prossime Linee Guida: ne usciranno delle belle!

  2. il disegno di legge è diventato legge, naturalmente senza variare di una virgola l’aspetto economico. http://www.trovanorme.salute.gov.it/norme/dettaglioAtto?id=52678&articolo=1

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