Vaccino anti-HPV finalmente alla sbarra

In questi giorni stanno emergendo una serie di notizie di cronaca molto importanti che stanno [finalmente] scoperchiando tutto il marcio che gravita intorno alle promozioni e alle reazioni avverse riguardanti il controverso vaccino contro HPV [papilloma virus umano].

Prima notizia

Sharyl Attkinsons è una giornalista investigativa della CBS News che ha scoperchiato più volte il marcio che gravita intorno al mondo corrotto dei vaccini. Ed ora, a seguito di una sua inchiesta a carico della Dr.ssa Sharon JB Hanley, che aveva difeso il vaccino e criticato aspramente la decisione del governo giapponese di sospendere le vaccinazioni alle adolescenti a causa dei numerosi casi di reazioni avverse,  la rivista medica The Lancet ha provveduto a correggere una sua pubblicazione

La correzione riconosce pesanti conflitti d’interesse finanziari non dichiarati tra l’autore e la casa farmaceutica Merck Sharp and Dohme produttrice del vaccino contro il pillomavirus umano (HPV), il controverso vaccino contro il cancro del collo dell’utero.

Seconda notizia

L’Agenzia Europea dei Medicinali [Ema] ha appena avviato un’indagine sul rapporto casuale tra la vaccinazione antipapilloma e due patologie, la Sindrome da dolore regionale complesso [Crps], una condizione di dolore cronico agli arti, e la Sindrome da tachicardia posturale ortostatica [Pots], in cui la frequenza cardiaca aumenta in maniera anomala dopo che ci si siede o ci si alza. Entrambe le malattie hanno un’alta possibilità di essere correlate al vaccino, anche se l’Ema cerca di frenare la fuga di notizie che potrebbero creare comprensibile preoccupazione.

Terza notizia

Alcuni senatori del Gruppo Misto, primo firmatario Dr. Maurizio Romani, hanno presentato un’interrogazione al ministro della Salute chiedendo di sospendere la vaccinazione antipapilloma in Italia

 “in attesa sia dei risultati che potrebbero emergere dagli studi sulle reazioni avverse al vaccino avviati in altri Paesi sia del completamento della sperimentazione, secondo i tempi stabiliti dalla procedura ordinaria”.

considerato anche che

  • in Finlandia non è stata accolta la proposta di vaccinare tutte le adolescenti ma è partita una sperimentazione di fase III che si concluderà nel 2020: a 12mila ragazze è stato dato il vaccino, ad altrettante un placebo [vedere il primo video allegato – in fondo all’articolo – al minuto 05:01 e al minuto 10:45]
  • nel Regno Unito migliaia di ragazze sono state danneggiate dalla vaccinazione contro il papilloma virus [HPV];
  • in Francia 420 medici del Servizio Sanitario hanno firmato una petizione contro il Gardasil per motivi di salute pubblica.

Quarta notizia

L’intervista di Gioia Locati a Michele Grandolfo, epidemiologo e dirigente di ricerca al Centro nazionale di Epidemiologia, Sorveglianza e Promozione della salute dell’ISS (Istituto superiore Sanità) sull’utilità della vaccinazione antipapillomavirus è davvero interessante.

Non è la prima volta che questo importante epidemiologo dell’Istituto superiore di sanità [ora in pensione] si esprime contro questa vaccinazione. In tempi non sospetti anticipò 7 punti sui quali riflettere in merito al vaccino contro l’HPV:

  1. L’efficacia nella riduzione del tumore non è dimostrabile perché sarà verificabile solo tra 30 – 40 anni;
  2. Problemi legati alla durata dell’immunità vaccinale;
  3. La vaccinazione protegge da alcuni ceppi di virus che sono la concausa del tumore, quantificabili nel 20% [secondo quanto diffuso dalla stessa ditta produtrice];
  4. Questa carenza di copertura totale determina il rischio di aumentare la virulenza dei ceppi non contenuti nel vaccino;
  5. Non si può assicurare che l’intero ciclo vaccinale raggiunga la popolazione a rischio sul territorio nazionale;
  6. C’è il rischio di una minore adesione allo screening come il “pap test” per il tipo di campagna proposta, intesa come rimedio per tutti i mali inerenti al tumore del collo dell’utero;
  7. L’ingente sforzo economico per l’acquisto dei vaccini e l’impegno aggiuntivo dei servizi, sottrarrà risorse essenziali per l’erogazione di servizi primari dedicati alla promozione della salute, in primis i consultori familiari e “pap test“.

Ed ancora evidenzia Grandolfo:

Le decisioni in sanità pubblica vengono prese sulla base del parere di esperti coinvolti nei contesti istituzionali (CSS, ISS, AIFA). Tali esperti non devono avere connessioni per finanziamenti ricevuti dalle o per attività di consulenza svolta alle aziende produttrici dei prodotti per il cui uso ci si deve esprimere. Non devono essere riconosciuti punti ECM ai corsi, convegni, congressi su temi che considerano i prodotti in questione, sponsorizzati dalle aziende produttrici o con docenti, moderatori e facilitatori implicati in rapporti di consulenza o finanziati dalle aziende in questione“.

Pertanto, la vaccinazione contro il papilloma virus non aveva senso nel 2006 e non ha senso ancora oggi per svariati motivi legati alla mancanza di sicurezza di questi vaccini.

A seguire ripropongo due importanti contributi filmati della TV Svizzera italiana a tutela dei consumatori, mentre qui in Italia preferiscono tutelare i criminali che attentano alla salute dei nostri figli.

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