Lodi: scandalo vaccini congelati. 144 neonati trattati come cavie.

Vaccini mal conservati, praticamente congelati, a causa di un malfunzionamento di uno dei frigoriferi in cui erano conservate le dosi da iniettare che ha abbassato troppo la temperatura. Per la ASL non sono pericolosi. «Non c’è possibilità – scrive l’Azienda nella lettera inviata alle 144 famiglie coinvolte – che l’alterazione della temperatura di un vaccino lo renda pericoloso; può solo diminuirne l’efficacia». E, invece, la ASL incorre nuovamente in un grande errore.

Per tutti i 144 neonati sottoposti a doppia somministrazione si tratta di valutare in primo luogo la tipologia del farmaco-vaccino in questione, ovvero il cosiddetto vaccino esavalente. Orbene, le indicazioni riportate nel foglietto illustrativo di questo farmaco-vaccino sono chiare e non lasciano scampo alle responsabilità della ASL [ascrivibili al Dirigente, al Responsabile per la conservazione e all’operatore sanitario che ha materialmente somministrato il farmaco vaccino].

hexa3Mentre esistono numerose pubblicazioni sulle caratteristiche più importanti di un vaccino, come la frequenza e l’entità dei suoi effetti collaterali, troppo spesso viene sottovalutato un fattore di eccezionale importanza come quello delle condizioni di conservazione nelle quali il vaccino si è trovato durante la spedizione, durante la distribuzione e lo stoccaggio, dal centro di produzione al grossista, fino alla periferia [ASL – servizio pubblico – o pediatra vaccinatore].

Potrebbe sembrare a prima vista che le condizioni di corretta conservazione, necessarie per non alterare il prodotto, attraverso la continuità della refrigerazione, riguardino essenzialmente i Paesi in via di sviluppo, dove i sistemi di refrigerazione sono approssimativi e dove è possibile un’esposizione a condizioni ambientali estreme. Ma anche nei Paesi industrializzati i vaccini possono essere conservati a temperature non idonee, durante il trasporto dalla produzione ai luoghi finali di utilizzazione. Di norma, nei Servizi pubblici per le vaccinazioni, come nell’ambulatorio del pediatra, le preparazioni possono essere esposte a condizioni ambientali non ideali:

  • per guasti o malfunzionamenti degli impianti di refrigerazione;
  • per interruzione dell’erogazione di energia elettrica;
  • per incuria o negligenza da parte degli addetti alla conservazione.

Quanto più spesso il frigorifero viene sottoposto a sollecitazioni negative tanto più facile è possibile un’alterazione del farmaco conservato in esso. E per tale motivo non dovrebbe essere somministrato ad alcuna persona.

Ma quel che è peggio è che, di norma, il frigorifero destinato alla conservazione dei farmaci è sottoposto a rigida regolamentazione che prevede, fra i tanti controlli obbligatori,

  • l’uso di cilindri ruotanti per la registrazione continua della temperatura;
  • controlli quotidiani, legati alla temperatura, da parte di tutto il personale addetto alle vaccinazioni;
  • annotazione, giorno dopo giorno, per data e ora, delle temperature su un apposito registro.

Pertanto, è decisamente anomalo che il personale addetto alle vaccinazioni non si sia accorto del problema. Le regole del buon senso e della buona pratica sanitaria comportano il controllo obbligatorio della conservazione del farmaco prima di essere somministrato. Invece, il personale sanitario della ASL ha colpevolmente somministrato dei vaccini adulterati [tra il 20 e il 29 luglio] e poi ha pensato bene di esporre il problema per tutelarsi nell’eventualità di un’azione legale.

Infatti, questo genere di caso rientra nella fattispecie descritta all’art. 443 del Codice Penale [commercio o somministrazione di farmaci guasti] così come si profila una colpa professionale [negligenza e imperizia] per l’omissione di controlli obbligatori nel periodo di tempo intercorso dal 20 al 29 luglio.

Decisamente bizzarra la dichiarazione del Direttore sanitario della ASL

«L’alterazione della temperatura di un vaccino non lo rende pericoloso, al massimo può solo diminuirne l’efficacia.»

in quanto quest’affermazione potrebbe essere accettabile, ma altrettanto contestabile, per i vaccini conservati a temperature superiori a quelle raccomandate. Mentre, in questo caso specifico, i vaccini erano conservati a temperature inferiori a quelle raccomandate dal Ministero della Salute [di norma da 2°-4° a 8°-10°], andando incontro a congelamento, così da rientrare nelle caratteristiche sconsigliate nel foglietto illustrativo da parte dell’azienda produttrice.

Ben si è espressa sul caso la nostra Dottoressa Gabriella Lesmo, Pediatra, iscritta all’Ordine dei Medici Chirurghi ed Odontoiatri della Provincia di Milano:

Il buon senso vorrebbe che si verificasse la avvenuta immunizzazione o meno  prima di iniettare ancora farmaci proinfiammatori immunoattivi quali sono i vaccini. Tuttavia non solo il buon senso è stato cancellato dal formulario delle vaccinazioni, ma la presunta cattiva fede fa scrivere che non è necessario controllare perché “una dose in più fa bene”. In realtà si oscura la sostanza del fatto cioè che i farmaci-vaccini non sono stati correttamente conservati e che il personale ASL stipendiato ad hoc, e si immagina opportunamente formato, non se ne è “accorto” prima della somministrazione. Sarebbe opportuno sapere chi ha dato l’allarme e quando. Si tace anche il fatto che non è possibile controllare l’efficacia della immunizzazione per alcuni vaccini, che la presenza di anticorpi specifici non significa avvenuta immunizzazione. Fare esami di laboratorio potrebbe anche mostrare che magari esiste leucopenia. L’omertà italiana è particolarmente efficiente, correranno tutti a fare dosi extra.

Anche il nostro Infermiere, Gabriele Milani, papà di un bambino regredito nello spettro autistico a causa delle vaccinazioni, ha rincarato la dose affermando che:

I vaccini sono farmaci soggetti a conservazione tramite il cosiddetto ciclo del freddo. Qualora il ciclo del freddo subisca alterazioni, manomissioni, e/o interruzioni non dovrebbe essere somministrato alcun farmaco, tanto più un vaccino adulterato che risulta indistinguibile (a occhio nudo) da un vaccino correttamente conservato. Però la ASL in questione si preoccupa esclusivamente di richiamare le persone, fra le quali molti neonati per somministrare nuovamente il vaccino esavalente (tutt’altro che obbligatorio come riportano gli articoli diffusi dagli organi di stampa tradizionali), venendo meno al suo dovere (sancito all’art. 7 della Legge 210/92) di attuare tutte le precauzioni per valutare lo stato di salute di tutti coloro ai quali è stato somministrato un vaccino adulterato ed evitare la possibile insorgenza di reazioni avverse (Principio di Precauzione). Se questa non è follia, non saprei come definirla.

Ancor più autorevole è il ricco parere del Dott. Stefano Montanari, Ricercatore, Nanopatologo e Direttore Scientifico della Nanodiagnostics di Modena, da sempre molto disponibile e sensibile alla delicata tematica sanitaria trattata dal nostro sito. Il Dott. Montanari così si esprime:

Dio protegge gli ubriachi, i bambini e gl’incoscienti. È un detto con infinite varianti, nessuna delle quali ne modifica il significato. E, allora, anche stavolta dovremo sperare che Dio ci metta una mano santa.

Che con i vaccini si giochi è un fatto incontestabile. Li si somministra a casaccio senza controllare, per esempio, se il ricevente sia per caso già immune verso quella malattia o se sia allergico ad uno dei tanti, ahinoi misteriosi, componenti di quei farmaci spacciati allegramente per miracolosi. Né si valuta se il ricevente sia troppo immaturo per età per beneficiare in qualche modo degli effetti o, al contrario, sia troppo vecchio e quella roba sia perfettamente inutile. E meno che mai si pensa se sia davvero ragionevole iniettare una batteria di malattie ad un neonato. Business is business e il giro d’affari dei vaccini è diverse volte miliardario con tantissimi soci a spartirsi i quattrini.

L’idea di base è in qualche modo corretta: io introduco nell’organismo qualcosa che eccita le difese immunitarie e, se la malattia è tra quelle “giuste”, il soggetto diventa immune a quella patologia. Il fatto è che, in termini pratici, le cose non stanno così. Nella più favorevole delle circostanze chi si è sottoposto ad una vaccinazione diventa più o meno refrattario (immune è tutt’altra cosa) nei riguardi di quella patologia, una refrattarietà che, tra le altre differenze con  l’immunità acquisita contraendo la malattia in modo naturale, ha un’efficacia non solo più modesta ma limitata nel tempo. Ma di queste particolarità si è già detto e scritto innumerevoli volte e non vale la pena ripeterle.

Forse più che in tantissime altre tipologie di farmaco, gli effetti collaterali dei vaccini sono frequenti. Non che i produttori non denuncino il problema: lo fanno elencando i guai possibili nei foglietti illustrativi acclusi alle confezioni. Lì c’è materia per meditare. Evidentemente non per tutti. E, allora, si fa finta di niente e si arriva perfino a sostenere che le precauzioni e gli avvertimenti contenuti nei bugiardini siano dove sono per scherzo.

Ma c’è sempre il Dio degli ubriachi, dei bambini e degl’incoscienti su cui fare affidamento e su questa certezza deve essersi sorretta la dottoressa Maria Grazia Silvestri, direttrice sanitaria dell’Asl di Lodi, segno zodiacale Gemelli, laureata in Medicina con il massimo dei voti e la lode. Nell’istituzione in cui la dottoressa opera è accaduto che una certa quantità di vaccini sia stata congelata. Questo contravvenendo alle modalità di conservazione imposte con chiarezza dal produttore dei farmaci e cogliendo in castagna chi è pagato per controllare il frigorifero, un apparecchio che, usato per quelle necessità, è un po’ diverso da quello della cucina di casa.

Insomma, le fiale si sono ghiacciate ma qualcuno ha pensato di scongelarle e d’iniettarle a un po’ di malcapitati bambini. Che cosa accadrà a quelle cavie? A dispetto delle prescrizioni comuni ai vaccini, prescrizioni che dovrebbero avere un fondamento, altrimenti non si vede perché dovrebbero esistere, la dottoressa Maria Grazia Silvestri tranquillizza tutti: «L’alterazione della temperatura di un vaccino non lo rende pericoloso, al massimo può solo diminuirne l’efficacia.» Come lo sa? Non ci sono dubbi: la dottoressa Silvestri avrà sicuramente alle spalle una sperimentazione nel corso della quale ha confrontato i vaccini conservati secondo i canoni prescritti con quelli conservati in maniera più disinvolta, e dalla sperimentazione è risultato che non ci sono differenze. Nel frattempo 144 bambini sono stati richiamati per farsi una vaccinazione supplementare. Quale sarà la conseguenza? Ancora una volta la dottoressa Silvestri, segno zodiacale Gemelli, ci fa tirare un sospiro di sollievo: «Anche l’effettuazione di una dose supplementare di un vaccino che ha determinato una risposta immunitaria comporta unicamente un rafforzamento dell’immunità e non costituisce un pericolo per il paziente.» A ben guardare, perciò, quei soggetti sono stati fortunati: le loro difese immunitarie saranno ora addirittura rocciose. Ancora una volta confidiamo che la dottoressa Silvestri abbia documenti per ciò che afferma. Nel caso, sarebbe istruttivo leggerli.

A me, però, qualche dubbio sorge. Lasciando da un canto il congelamento su cui non mi pare esistano pubblicazioni, ma se i produttori non li gradiscono un motivo ci sarà, negli anni noi abbiamo analizzato 28 campioni di 28 vaccini, 27 dei quali per uso umano e uno per gatti. Sarà un caso, ma in tutti quelli per uso umano abbiamo trovato particelle solide di diversa composizione: pezzetti piccolissimi e, quindi, quanto mai penetranti, di acciaio, di piombo, di titanio, ecc. Sarà un caso, ma l’unico vaccino pulito trovato era quelle per uso animale. Credo non esistano dubbi – però il giudizio della dottoressa Silvestri mi farà da guida – che iniettare quella roba non sia proprio consigliabile e che, più somministrazioni si praticano, più alto diventa il rischio di indurre gli effetti di quei corpi decisamente estranei all’organismo e all’organismo inaccettabili. Io ci lavoro sopra da circa 25 anni e di documentazione ne ho parecchia. Ma ancora una volta potremo stare tranquilli: i danni da vaccino sono riportati ufficialmente in una percentuale irrisoria dei casi, e questo a metà strada tra ignoranza di chi ha l’obbligo di denunciare quei problemi e omertà. Business is business per chi produce, per chi vende e per chi vaccina e, dunque, potrebbe accadere che i casi di Lodi cadano nel silenzio. Ma non disperiamo: io sono certo che a Lodi prevarrà l’onestà e di quei bambini vaccinati e rivaccinati sapremo tutto.

Infine, ricordiamo che, secondo quanto emanato dal Ministero della Salute sulle modalità di conservazione e deposito e le caratteristiche fisiche dei vaccini [disponibili sul sito del Network italiano dei servizi di vaccinazione] e secondo il documento sulla stabilità dei vaccini redatto dall’Organizzazione mondiale della sanità [“Temperature sensivity of vaccines” disponibile sul sito dell’Oms], i vaccini antiepatite B e antidifterite-tetano-pertosse (DTP) – ovvero proprio quelli presenti nel vaccino combinato esavalente – sono sensibili al congelamento e ciò che è ancor più grave è che i vaccini mal conservati non sono distinguibili [a occhio nudo] dai vaccini correttamente conservati.

 

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