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Ministro Lorenzin: ha mai conosciuto un bambino che soffre di Disturbo dello Spettro Autistico?

Il Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, ha realizzato ieri un mega spot gratuito a favore dell’industria farmaceutica. Lo denuncia il Codacons, commentando le dichiarazioni del Ministro in occasione della vaccinazione cui sono stati sottoposti i suoi figli.

Effettivamente, un Ministro della Repubblica che si sbilancia a favore degli interessi economici di soggetti privati, in questo caso le case farmaceutiche, facendo pubblicità ai loro prodotti, è alquanto bizzarro. Se come madre la Sig.ra Lorenzin ha il pieno diritto di fare le scelte che ritiene più giuste per i propri figli, come Ministro ha il dovere di fornire un’informazione corretta ai cittadini e tutelare gli interessi della collettività.

Peccato quindi che il Ministro non abbia specificato che:

Insomma, per un Ministro che vuole apparire così attento e premuroso nella promozione della buona educazione sanitaria, queste dimenticanze sono quantomeno rilevanti se, come dichiara,

Penso nessuno più di me abbia dati, la casistica degli effetti collaterali, sia informata da tutti i punti di vista.

A un Ministro così attento e premuroso nella promozione dei miracolosi prodotti farmaceutici chiamati “vaccini“, e della buona educazione sanitaria, non può sfuggire il fatto che vi sono bambini che stanno incredibilmente male, e manifestano gravi sintomi congruenti con il Disturbo dello Spettro Autistico, quasi subito dopo essere stati vaccinati. Anche questi bambini “hanno pianto per trenta secondi” ma non è finita lì. Infatti, in questi casi è risultata giusta, pertinente e causale, la diagnosi di disturbo mitocondriale. Ma – rispettosamente parlando – un Ministro della Salute che riveste un incarico così importante e delicato, senza possedere alcun titolo abilitante una Professione sanitaria, avrà mai avuto modo di informarsi e documentarsi – per esempio – in merito all’importanza vitale dei mitocondri per le cellule del corpo umano?

Il nucleo di una cellula contiene i cromosomi; è lì che sono codificati i nostri geni. Ma fuori dal nucleo, nel citoplasma della cellula, ci sono degli organelli [il nome viene dall’idea che gli organelli sono per la cellula quello che gli organi – cuore, reni, fegato, polmoni, intestino, etc. etc. – sono per l’organismo], tra i quali ci sono i mitocondri. Ogni cellula ha centinaia di migliaia di mitocondri, che hanno la funzione di convertire le molecole in energia. I mitocondri hanno il loro DNA, distinto dal DNA dei cromosomi. Il DNA mitocondriale può subire mutazioni. La vaccinazione può causare danno mitocondriale a tal punto da risultare causale all’esordio dei sintomi del Disturbo dello Spettro Autistico. Alcuni sintomi possono essere relativamente lievi, alcuni più severi, fino a mettere a rischio la vita; alcuni potrebbero comprendere la perdita della coordinazione muscolare, problemi visivi e uditivi, disturbi dell’apprendimento, disturbi gastrointestinali, effetti neurologici. Tutti questi sintomi farebbero parte del disturbo mitocondriale, e tutti sarebbero congruenti con la diagnosi di Disturbo dello Spettro Autistico.

Il nostro Ministro ha mai avuto la possibilità di conoscere e vivere con un bambino che è entrato nello Spettro Autistico a causa delle vaccinazioni?

Caro Ministro, essere genitori è certamente una delle gioie più grandi del mondo, ma esserlo di un “bambino speciale” [così vengono chiamati i bambini entrati nello Spettro Autistico] è una delle gioie più grandi dell’universo che le farebbero apprezzare i valori della vita, anziché i valori delle azioni delle industrie del farmaco quotate in borsa.

Mio figlio è il mio primo sostenitore, con la semplice ingenuità e spontaneità dei suoi anni. Ci tengo enormemente ad insegnargli i valori vita, e sono consapevole di avere una grande responsabilità nel farlo. E, naturalmente, sono molto orgoglioso dei tanti progressi che mio figlio ha così faticosamente raggiunto in questi anni in cui ha mostrato i suoi innati punti di forza della volontà, tenacia e passione [questi sì, da sempre, sono geneticamente integrati al mio DNA].

Ad oggi, posso dire che abbiamo domato una “brutta bestia” quale è il Disturbo dello Spettro Autistico [altrimenti chiamato volgarmente Autismo] indotto dalle vaccinazioni; ovvero una innegabile fonte di numerosi problemi di salute, di preoccupazioni e di speranze divorate per qualunque genitore.

Coloro che hanno a che fare quotidianamente con questa problematica conoscono molto bene gli ardui sacrifici che si è chiamati ad affrontare, in qualunque ambito della nostra società.

Nel nostro piccolo “noi genitori” siamo una guida fondamentale per i nostri “figli persi e dispersi“, ma anche noi siamo alla ricerca di una guida che possa fornirci qualche utile indicazione per uscire da questo lungo labirinto chiamato “inferno”. E se la cosiddetta scienza [volutamente con la s minuscola] è perennemente incapace di fornirci qualche utile indicazione, un motivo ci sarà. E’ indubitabile che questa mancanza di indicazioni è utile e funzionale per qualcuno, che teme ricerche serie e approfondite come quella proposta dalla Nanodiagnostics di Modena.

Però, la miglior cosa che ho imparato nel curarmi di mio figlio [come genitore e come Professionista sanitario], senza farmi condizionare da inopportuni preconcetti e pregiudizi, è che bisogna saper ascoltare i suoi messaggi e il modo in cui vive, agisce e reagisce al proprio mondo. Ovvero, tutto l’opposto di ciò che consigliano i presuntuosi pseudo-esperti, autoproclamatisi tali, che redigono inconcludenti Linee Guida dedicate a questa patologia che, guarda caso, sono anch’esse uno spot per promuovere un avvelenamento chimico a danno di questi bambini e ragazzi. E chissà quali altre pessime sorprese dovremo aspettarci a breve con la loro revisione.

Mio figlio è sempre stato altamente consapevole di ciò che lo circonda, e ha imparato autonomamente molto di più di quanto gli “espertoni delle Linee Guida” possono immaginare. E’ il suo organismo che non funziona perché è stato colpito, ferito, devastato e avvelenato, non è la sua mente.

La vita mi ha messo in tante situazioni apparentemente insuperabili che poi si sono risolte con esiti positivi e totalmente imprevedibili. In questo coacervo di esperienze quasi impossibili, di sforzi inauditi di sopravvivenza, ma anche di immense speranze ed entusiasmo, ho compreso che la disabilità di mio figlio non è una condanna irrevocabile.

Credere nella possibilità di cambiare il proprio destino, di inventare un futuro diverso nonostante le ferite del passato e le difficoltà del presente, essere per così dire “ottimisti”, è una necessità psico-biologica che può annientare qualunque ipotetica verità scientifica che oggigiorno ci viene venduta da palinsesti preconfezionati.

Da sempre ho voluto essere attivo e partecipe dello sforzo di mio figlio a superare le sue difficoltà. E l’accettazione della sua disabilità si è tradotta in “ricerca” di tutti i mezzi per ridurre lo svantaggio iniziale e quello successivo.

Il mio obiettivo NON E’ mai stato quello di offrire un ghetto dorato a mio figlio, rimandando il dolore più grande a una fase successiva, quando non potrà più contare sulla presenza dei suoi genitori e sull’ambiente circostante.
Il mio obiettivo E’ quello di offrire a mio figlio [in situazione di svantaggio] la possibilità di una vita degna di questo nome, autonomamente anche attraverso un lavoro produttivo, rendendosi con ciò utile a sé e agli altri.

Nessuna rassegnazione dunque, ma la volontà di fornire tutti i mezzi possibili per aiutare mio figlio a colmare i ritardi di partenza, siano essi dovuti a cause culturali [stereotipi, pregiudizi, discriminazioni] o ascrivibili alla presenza di uno svantaggio fisico iatrogeno [danno vaccinale] perché ho compreso che, se adeguatamente seguito, potrà raggiungere risultati un tempo impensabili.

Il Disturbo dello Spettro Autistico è la cruda espressione della malvagità dell’essere umano, condotta a danno dei propri simili: l’autismo regressivo è oggi l’elemento unificante di popolazioni che vivono in aree geografiche assai diverse, che hanno culture, religione, alimentazione diverse, ma gli stessi vaccini.

Personalmente ho imparato a coltivare la forza di discutere i pregiudizi medici, psicologici, didattici e culturali, che ci circondano … e ho trovato la strada per contrastare adeguatamente le “chiusure mentali” che vorrebbero relegare mio figlio [e molti altri come lui] in un eterno limbo.

La legge per l’autismo che vi rende fieri non servirà a nessuno dei destinatari perché è solo aria fritta. E quello che mi preoccupa è che molti autorevoli parlamentari ne hanno riconosciuto la assoluta inadeguatezza, trattandosi altresì di una legge priva totalmente di copertura economica.

Anziché proseguire a diffondere slogan e spot pubblicitari, imparate a conoscere l’argomento di cui state diffondendo le informazioni, perchè vivere quotidianamente vicino a un bambino nello Spettro Autistico può insegnarvi molte più nozioni di quelle che vengono diffuse a casaccio dai libri di testo e dalle inconcludenti ricerche di genetisti alla caccia del Santo Graal.

Le attuali ricerche sui Disturbi dello Spettro Autistico dimostrano chiaramente che sono notevolmente eterogenei in termini di presentazione clinica nonché di genetica alla base. E’ stimato che vi siano oltre un centinaio di diversi tipi di varianze genetiche e genomiche che possono interessare un bambino che ha sviluppato un Disturbo dello Spettro Autistico. In sostanza, il volgare Autismo non è diagnosi a taglia unica! E come cita il Manuale Diagnostico e Statistico dei disturbi mentali [DSM edizione V, maggio 2013] che, ad oggi, rappresenta uno strumento nosografico caratterizzato da una visione empirica,

anche quando il Disturbo dello Spettro Autistico è associato a una mutazione genetica nota, non è pienamente penetrante

Per questo motivo lo Spettro Autistico annovera sia individui non-verbali con gravi difficoltà, che possono includere comportamento autolesionisti e ritardo mentale, sia individui estremamente intelligenti con buone capacità linguistiche ed espressive ma un marcato ritardo sociale e un senso limitato della prospettiva.

Il Disturbo dello Spettro Autistico è quindi un modo completamente diverso di pensare e di apprendere. Ma le persone con Disturbo dello Spettro Autistico sono innanzitutto persone“, e questo “problema” non è che una parte di ciò che sono. L’impatto di questo “problema” si divide su vari fronti: biomedico, cognitivo, sociale e sensoriale, che non possono essere trattati separatamente come si prefigge la Medicina moderna.

Solamente grazie a interventi personalizzati [tutt’altro che standardizzati come si vogliono creare], i bambini possono acquisire maggiori funzionalità e imparare a adattarsi al mondo che li circonda.

Le etichette possono apparire utili per ottenere dei servizi, per candidare un bambino a programmi di assistenza sociale o a sussidi. Ma l’etichetta non dovrebbe mai definire un bambino né imporre quale sia il giusto programma da adottare. I Disturbi dello Spettro Autistico sono vari e non esistono due individui che manifestano esattamente lo stesso insieme di caratteristiche allo stesso livello di intensità. Pertanto, è cosa buona e giusta considerare sempre il bambino e non l’etichetta, e per decidere gli interventi personalizzati bisogna basarsi sul profilo individuale di punti forti e deboli del bambino non sulle esigenze di cassa di una corrente di pensiero dominante, né sulle mode terapeutiche standardizzate promosse dalla stessa corrente di pensiero.

Fin troppo spesso il mondo degli adulti si fa opinioni grossolane sulle capacità dei bambini nello Spettro Autistico in base alla loro etichetta, specialmente nel caso di bambini non-verbali o con capacità verbarli limitate. Non lasciate mai che un’etichetta abbassi le vostre aspettative ragionevoli verso un bambino e le sue capacità di apprendimento. Così facendo, negate al bambino proprio le esperienze e le opportunità che possono permettergli di imparare a crescere e svilupparsi. Ovvero, private il bambino del suo potenziale e del suo futuro a causa di un’etichetta.

Riproduzione riservata ©

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1 Commento su Ministro Lorenzin: ha mai conosciuto un bambino che soffre di Disturbo dello Spettro Autistico?

  1. Damiano Rongioletti // 11 settembre 2015 alle 19:19 //

    Bellissimo articolo Gabriele Grazie per la tua voce

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