La Legge (inutile) sull’Autismo

Lo scorso 12 settembre è da considerare una data storica perché è entrata in vigore la Legge n. 134/2015, la prima Legge nazionale dedicata all’Autismo.

L’obiettivo della Legge è dare supporto a chi è affetto da Disturbo dello Spettro Autistico, in riferimento al miglioramento delle condizioni di vita, diagnosi, cura e abilitazione. Ma, c’è un grandissimo MA: una dichiarazione di intenti è una cosa e una procedura qualificante è un’altra, perché senza lo stanziamento di fondi [leggasi ZERO €uro !!!] non si fa nulla di particolare e tutto rimarrà come prima.

L’inserimento nei LEA, i Livelli Essenziali di Assistenza, dovrebbe contribuire a rendere omogenei sul territorio nazionale gli strumenti diagnostici e terapeutici per questa patologia. Ma, considerato che la diagnosi è tutt’ora clinica, ovvero non richiede specifici esami laboratorio né di imaging neurologica o di elettroneurofisiologia di recente messa a punt, questa presunta omegeneità territoriale rimarrà pura utopia.

Basti infatti pensare ad alcuni buffi casi di bambini che, valutati in tre o più differenti centri di Neuropsichiatria, hanno vinto la bellezza di tre o più diagnosi (pardon … etichette) completamente differenti. E tutto ciò si può spiegare dal fatto che le diagnosi/etichette, basandosi su discutibili test comportamentali, sono inficiati dalle errate interpretazioni/convinzioni del valutatore.

E come la metteremo con il Decreto Ministeriale sull’appropriatezza che, fra le 180 prestazioni sanitarie, soprattutto diagnostiche, che passeranno a totale carico del cittadino perché “non appropriate“, vi sarà l’impossibilità di effettuare una TAC oppure una RMN cerebrale?

Una Sanità che prevede di pensare per etichette è una Sanità che può causare un mucchio di danni. Per alcuni, un’etichetta può diventare ciò che li definisce, e facilmente può dare origine a quella che si può definire una mentalità handicappata. E questa mentalità handicappata, oltre che espandersi nella nostra società, spicca all’art. 3 della Legge n. 134/2015 che

[…] dispone l’aggiornamento dei Livelli essenziali di assistenza con l’inserimento, per quanto attiene ai disturbi dello spettro autistico, delle prestazioni della diagnosi precoce, della cura e del trattamento individualizzato, mediante l’impiego di strumenti basati sulle più avanzate evidenze scientifiche. L’aggiornamento deve avvenire nel rispetto degli equilibri programmati di finanza pubblica, tenuto conto del nuovo Patto per la salute 2014-2016. […]

Pertanto, l’Istituto Superiore di Sanità, a seconda della moda del momento, e degli influssi lobbistici  [spacciati per “avanzate evidenze scientifiche“] del genetista e/o del neuropsichiatra e/o dell’industriale di turno

[…] sarà chiamato ad aggiornare le linee guida sui disturbi dello spettro autistico con cadenza almeno triennale, con particolare attenzione alle linee di indirizzo per la promozione e il miglioramento della qualità e dell’appropriatezza degli interventi assistenziali nei disturbi pervasivi dello sviluppo. […]

Tante belle parole che, come sempre, saranno sbugiardate nel tempo e si aggiungeranno alla lunga lista di fatti e misfatti inconcludenti.

E’ quindi francamente risibile le dichiarazioni dei rappresentanti FIMP [Federazione italiana medici pediatri], quelli del “vedrà che suo figlio o sua figlia parlerà“, una sorta di holding mezzo sindacale e mezzo commerciale col “vizietto del business” … perché “business is business

Crediamo che la Pediatria di famiglia con il suo ruolo di primo punto di riferimento per la salute del bambino potrà contribuire sempre più all’individuazione precoce dei segnali riconducibili alla sindrome autistica

dichiarando altresì che

sul fronte della prevenzione, diagnosi e cura dell’autismo i pediatri della Fimp sono impegnati nella messa a punto di criteri per la diagnosi precoce della malattia in collaborazione con la neuropsichiatria infantile.

La nuova Legge è quindi un contenitore vuoto, che non servirà ai destinatari né contribuirà realmente a migliorare la prevenzione e l’assistenza ai pazienti con Disturbi dello Spettro Autistico aumentando la conoscenza di questa malattia. Infatti, la nuova Legge servirà esclusivamente a mettere in pratica il terribile articolo 5

[…] dispone che il Ministero della salute promuova lo sviluppo di progetti di ricerca riguardanti la conoscenza del disturbo dello spettro autistico e le buone pratiche terapeutiche ed educative.[..]

Tutto ciò comporterà l’avvio di progetti demenziali [a cura dell’Istituto Superiore di Sanità, coi soldi dei contribuenti] che pretenderanno – per esempio – di etichettare come autistico un neonato a seconda del suo modo di piangere. Ci sarà poi il politico di turno che coltiverà i propri interessi nel metodo comportamentale X o Y promosso dal tale Istituto privato [dove opera l’amico dell’amico] che, a sua volta, rilascia certificazioni fasulle a perfetti incompetenti in cerca d’occupazione. E ancora ci sarà il politico che coltiverà interessi con la tale industria farmaceutica [come avviene per esempio tra Regione Toscana e Novartis] arrivando perfino alla promozione farmaceutica di sostanze in cerca di brevetto, da sperimentare in vivo, e senza alcuna utilità, che proseguiranno ad intossicare questi ragazzi già fin troppo avvelenati … perché “business is business“.

Riproduzione riservata ©

Annunci

Commenta per primo