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Ecco perché la questione “Autismo e Vaccini” entra nella corsa alla Casa Bianca

Il candidato Repubblicano Donald Trump ha apertamente sostenuto alla CNN che le vaccinazioni non sono sicure. E i colleghi medici del suo partito non hanno preso le opportune distanze, come si augurava qualcuno, a seguito dell’incontestabile esposizione dello scandalo autismo-vaccinazioni, avvenuto lo scorso 29 luglio, presso la Camera dei Deputati degli Stati Uniti, per voce del Deputato Repubblicano Bill Posey, il quale ha descritto come gli scienziati del CDC hanno programmato una cattiva condotta scientifica per occultare un legame significativo tra i vaccini e l’autismo nei ragazzi afroamericani.

Donald Trump ha apertamente dichiarato che: «L’autismo è diventato un’epidemia. Venticinque, trentacinque anni fa, guardando le statistiche, era tutto diverso. Ora la situazione è totalmente fuori controllo». E chi afferma il contrario è totalmente in malafede.

timeline_autismo_2015

Nella stessa trasmissione erano presenti anche altri due candidati alle primarie del Partito Repubblicano, entrambi medici: Ben Carson (neurochirurgo) e Rand Paul (oculista) che hanno concordato con Donald Trump. E’ quindi un dato di fatto che, a seguito delle prove documentate in possesso del Deputato Bill Posey, tutto il Partito Repubblicano sta facendo blocco compatto in merito alla delicata questione autismo e vaccinazioni.

Noi siamo lieti che diversi candidati alla presidenza degli Stati Uniti hanno parlato alla televisione nazionale dell’epidemia di autismo in atto negli Stati Uniti, così come della scelta che alcuni genitori e medici professionisti stanno attuando per rallentare la scriteriata amministrazione dei vaccini per l’infanzia.

E’ innegabile che i tassi di prevalenza di autismo sono saliti alle stelle dal 1980. Prima di questo decennio, l’autismo affliggeva 1 ogni 2.000 bambini. Ora, i dati mostrano che 1 ogni 68 bambini [ovvero 1 ogni 50 bambini in età scolare] sono stati diagnosticati con un Disturbo dello Spettro Autistico [DSA], con una prevalenza maggiore nei maschi [1 ogni 42 secondo i dati CDC ma 1 ogni 31 secondo i dati in età scolare] rispetto alle femmine [1 ogni 189].

E’ da sottolineare che i dati rilasciati dal CDC [riferiti ancora al 2010] non sono affatto aggiornati e sono molto più ottimistici rispetto alla realtà emersa dalla Rete di Sorveglianza Scolastica . Infatti, nella formulazione delle statistiche, Stati ad alta prevalenza sono stati rimossi dalla rete ADDM [Osservatorio per l’Autismo e Disabilità Comportamentali degli Stati Uniti] a favore di Stati a prevalenza più bassa. Questi aggiustamenti mirati rendono apparentemente gli aumenti meno allarmanti di quello che realmente sono, e possono spiegare anche variazioni repentine, ma i dati ufficiali ricavati dalla Rete di Sorveglianza Scolastica non lasciano spazio a dubbi.

L’epidemia di autismo continua a crescere incontrollata.

Come indicato dai più recenti numeri di prevalenza della California, questi dati dovrebbero ricevere la priorità che meritano in modo da poter meglio proteggere i bambini nati oggi.

Un nuovo studio della University of California-Davis, ha stimato che l’autismo costerà negli Stati Uniti 268 milioni di dollari per il 2015. E questo numero è destinato ad aumentare a 1 miliardo di dollari entro il 2025, se le tendenze di prevalenza al rialzo continueranno. In poche parole, l’epidemia di autismo seppellirà qualunque Sistema di Welfare e, di fatto, assumerà per gravità i costi elevati sostenuti per l’assistenza a un altro tragico fenomeno: il Morbo di Alzheimer.

Anche se l’autismo non è una novità, l’esplosione di disturbi cerebrali eco-indotti nei bambini è senza precedenti.

Numerosi Scienziati indipendenti hanno confermato ciò che insegnanti e genitori già sanno e vedono sul campo: l’aumento di autismo non è solo una questione di migliore diagnosi o maggiore consapevolezza.

Si procede a diagnosticare/etichettare bambini con autismo a un ritmo sempre più allarmante. Questo è, senza eccezioni, il più comune disturbo pediatrico grave oggi. E quel che è peggio, dopo 15 anni di ricerche inconcludenti delle Istituzioni sanitarie mondiali, non abbiamo ancora potuto frenare questa epidemia. Le famiglie colpite da autismo hanno bisogno di sostegno, di risposte e di soluzioni, anziché delle becere polemiche lanciate da quotidiani asserviti alle industrie del farmaco.

L’autismo è una delle maggiori crisi sanitarie del nostro tempo ed è il risultato evidente di un avvelenamento del cervello dei nostri bambini. E le scriteriate campagne vaccinali entrano, anche loro, di diritto, sul banco degli imputati.

Il programma vaccinale per la prima infanzia è drammaticamente esteso in negli Stati Uniti dal 1980, e l’Italia non è da meno. Negli USA vengono somministrate ai bambini ben 70 dosi di vaccino, e rappresenta un drammatico aumento rispetto alle 24 dosi indicate nei primi anni 1980: ben 30 di queste dosi sono somministrate a 1 anno di età.

Malgrado questo aumento scriteriato, non c’è mai stato un reale interesse a produrre uno studio scientifico controllato per confrontare i risultati in salute dei bambini che ricevono l’attuale programma vaccinale nella sua interezza rispetto ai bambini non vaccinati.

Gli studi che esaminano oggettivamente la domanda sulla sicurezza dei vaccini sono regolarmente bloccati dalla pubblicazione e ritirati dalle riviste scientifiche, sempre più sponsorizzate dalle industrie del farmaco.

Lo stesso I.O.M. [Institute of Medicine], non propriamente libero da conflitti d’interesse, ha espressamente dichiarato in un rapporto del 2013 che

IOM 2013

la ricerca attuale non è stata progettata per analizzare l’intero programma di immunizzazione.

e ha riconosciuto che

gli studi volti a esaminare gli effetti a lungo termine del numero cumulativo di vaccini … NON sono stati condotti.

La comunità medica sostiene prevalentemente i vaccini come un intervento medico preventivo, efficace, che aiutano a proteggere i bambini e gli adulti contro le malattie infettive.

Qualcuno, dalle nostre parti, in preda a visioni distorte della realtà, sostiene che: «il vaccino è un dono di Dio».

Orbene, a questo Signore rispondiamo fermamente con un secco NO … il vaccino non è un dono di DioUn bambino è un dono di Dio, e non è più sopportabile rovinarlo a causa di un vaccino le cui finalità [come scrive lo stesso “fu Professor Giorgio Bartolozzi“] sono da sempre di tipo esclusivamente “preventivo. Mentre per un farmaco “salvavita” eventuali effetti collaterali gravi sono sopportabili, essi NON possono e NON devono essere tollerati in seguito all’uso di un vaccino.

Allo stesso tempo, sono sempre più innumerevoli le ricerche indipendenti che dimostrano la fondatezza delle preoccupazioni riguardanti gli effetti collaterali dei vaccini.

HRSA_vaccine injury programIl Vaccine Injury Compensation Program, un programma federale degli Stati Uniti che risarcisce le vittime di reazioni avverse ai vaccini, ha pagato oltre 3 miliardi di dollari dal 1988 per le persone che sono state danneggiate o uccise dai vaccini.

E lo stesso programma federale ha risarcito e riconosciuto almeno 83 casi di lesioni cerebrali congruenti con l’autismo, o autismo correlate.

Inoltre, il programma vaccinale americano [al quale si sta uniformando quello italiano] è stato correlato a:

Il dovere etico di ogni medico vaccinatore deve essere quello di informare pienamente i genitori e i propri pazienti circa i benefici e i rischi. Il consenso informato senza coercizione è essenziale per la pratica della Medicina, ed i genitori dovrebbero sempre mantenere il potere sulle decisioni mediche per tutelare i loro figli senza subire pressioni o discriminazioni.

Siamo sempre più costernati dal tono caustico e dalla retorica improduttiva che questo argomento così delicato prosegue a generare.

Sollevare preoccupazioni per gli scriteriati programmi di immunizzazione correnti non significa essere anti-vaccino. Tutti i genitori, ricercatori e funzionari eletti pretendono le migliori cure mediche e gli esiti più sani per i bambini. Rispondere alle preoccupazioni sollevate circa la sicurezza dei vaccini, piuttosto che ridicolizzare o respingere a muso duro, potrebbe effettivamente contribuire a un dialogo costruttivo nell’accettazione dei vaccini, e certamente ridurrebbe il divario tra le opposte fazioni.

I vaccini sono farmaci somministrati in un organismo completamente sano; la maggior parte dei prodotti medicali sono indicati per il trattamento di più malattie o condizioni che il corpo umano non ha nel suo bagaglio, in quanto non si ammala contemporaneamente di 6 o più malattie nella stessa giornata. Pertanto, i vaccini dovrebbero essere i prodotti più sicuri sul mercato anziché presentare contenuti indebiti non dichiarati dai produttori, come è stato dimostrato dalle ricerche ineccepibili condotte dalla Nanodiagnostics di Modena diretta dai Dottori Gatti e Montanari.

Con un programma di vaccinazione crescente, imposto dalla regola del “business“, è necessaria una ricerca più approfondita e obiettiva in modo che i genitori possano continuare a fare le scelte di vaccinazione più sicure per i loro figli, in accordo con i loro medici di famiglia, liberi da pressioni ideologiche.

Per questo invitiamo ogni persona pubblicamente impegnata a contribuire a soddisfare le esigenze prioritarie dei bambini, e degli adulti, che vivono con autismo [e delle loro famiglie], a proteggere il cervello dei neonati, individuando altresì “le cause” dell’autismo anziché proporre soluzioni palliative, e fermare definitivamente questa epidemia eco-indotta.

 

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