La pertosse che non c’è, nasconde un altro ordine del giorno

Dopo la notizia assurda dei presunti bambini morti di pertosse [ http://bit.ly/1jM3DYA  ], ovviamente infondata e priva di dati, lanciata da varie testate giornalistiche e blog di scarso livello, non possiamo trattenerci dall’affermare che questo becero livello informativo ce lo siamo meritati grazie al cronico immobilismo italico e a un popolo che – senza offesa alcuna – preferisce farsi trattare da imbecille.

Quando si sente il fiato sul collo è inevitabile che ci si agiti. E i segnali di nervosismo che arrivano dall’Istituto Superiore di Sanità, fanno comprendere che il lavoro svolto da tutti noi “critici” è di alta qualità: ha svegliato molte famiglie dal torpore e ha rotto le uova nel paniere di taluni sciacalli che lucrano sulla pelle altrui con i loro vaccini tutt’altro che sicuri.

Basterebbe ricordare a questi signori, che paghiamo profumatamente con le nostre tasse, che i problemi col vaccino per la pertosse sono ben noti da tempo alla comunità scientifica, ne parliamo al capitolo dedicato alla Pertosse. Pertanto, troviamo inutile lanciare allarmi terroristici infondati che hanno l’effetto boomerang di minare ancor di più la già scarsa fiducia dei cittadini nei confronti di un Sistema Sanitario allo sbando.

Basterebbe altresì ricordare a questi signori, che paghiamo profumatamente con le nostre tasse, i concetti espressi dal fu Prof. Bartolozzi riportati a pagina 915 del suo libro “Vaccini e Vaccinazioni” [terza edizione]

La pertosse non può essere controllata semplicemente con l’attuale programma di vaccinazione per diverse ragioni:

  • esiste una “popolazione finestra”, rappresentata dai lattanti dei primi 3 mesi, che, anche nella più attenta campagna di vaccinazione, rimane suscettibile [molto spesso a causa della scarsissima attività degli anticorpi specifici trasmessi dalla madre];
  • l’elevatissima contagiosità dell’infezione;
  • non esiste un indicatore clinico della malattia: la sintomatologia per 1-2 settimane, anche nei casi tipici, è vaga e sovrapponibile a quella di qualsiasi altra infezione delle vie aeree superiori;
  • la protezione della vaccinazione risulta limitata nel tempo;
  • il superamento della malattia non conferisce un’immunità duratura;
  • sono sempre possibili, nei Paesi “bonificati”, epidemie d’importazione da Paesi dove la pertosse è presente;
  • agenti patogeni differenti dalla Bordetella pertussis sono responsabili di sindromi pertussoidi che, ovviamente, non risentono dell’azione della vaccinazione [perché non esiste un’immunità crociata fra le diverse Bordetelle];
  • le ultime grandi epidemie negli Stati Uniti insegnano che “chi si vaccina è l’untore della malattia“.

Come ci ricorda lo stesso Istituto Superiore di Sanitàin Italia la vaccinazione non è obbligatoria. Viene raccomandata nei bambini a partire dal compimento dell’ottava settimana di vita. A causa della perdita di immunità nel tempo, “loro” consigliano più richiami: la prima dose, la seconda e la terza vengono fatte a 6-8 settimane di distanza, a cui si aggiunge un’ultima dose di richiamo verso i 2 anni.

Perché dunque questo allarmismo? La risposta è molto semplice.

Partendo dal dato di fatto che, ad oggi, viene somministrato ai nostri figli un vaccino esavalente illegale, composto cioè da 4 vaccini obbligatori per Legge [contro difterite, tetano, poliomielite e l’epatite virale B] e 2 vaccini raccomandati [contro pertosse e haemophilus influenzae tipo b], questa gigantesca invenzione, organizzata di concerto fra le “holding” autoproclamatesi scientifiche e i media ufficiali [conditi da qualche ragioniere e gioielliere un tanto al chilo], rappresenta in realtà la cassa di risonanza di alcuni politici che hanno appena presentato una proposta di legge per rendere definitivamente obbligatorio il vaccino esavalente che, soprattutto per quanto riguarda il composto Infanrix Hexa [prodotto da GSK], nasconde una serie inquietante di reazioni avverse ben note agli organi di farmacovigilanza, ma non ai consumatori.

Per approfondimenti al riguardo, leggere i nostri due articoli:

  1. Vaccino esavalente Infanrix Hexa: casi di autismo insorti durante i trial clinici omessi intenzionalmente dall’azienda produttrice
  2. Infanrix Hexa: documento rivela una sequela di complicanze

In riferimento all’autismo provocato da questo vaccino esavalente, dai 5 casi omessi intenzionalmente dalla azienda produttrice durante i trial di questo vaccino, siamo passati ai 26 casi segnalati alla Banca Dati Europea delle sospette reazioni avverse [per non parlare di tutte le altre reazioni avverse cui dedicheremo a giorni un articolo]

Crediamo che i buoi sono già abbondantemente scappati dalla stalla, i genitori sono sempre più informati, la realtà dei fatti – coi quali dobbiamo fare i conti – dice che 1 bambino ogni 50 ha problemi di autismo, e inventare notizie allarmistiche di questo calibro prosegue a rendere non credibili delle Istituzioni completamente allo sbando.

Questi signori sono pagati per offrire un servizio alla popolazione e per salvaguardare la salute di tutti. Terrorizzando, minacciando e tenendo nascosti fatti indiscutibili, questo servizio svanisce per lasciare posto a tutt’altro.

Pertanto, mettetevi il cuore in pace perché d’ora in poi si sprecheranno articoli e notizie contro coloro che in “Scienza e Coscienza” sono consapevoli che i vaccini possono innescare effetti negativi o non sono indicati per un determinato caso, e proseguiranno ad avvalersi del diritto costituzionale, professionale e morale per affermarlo.

Riproduzione riservata ©

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