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Benvenuti alla fiera dell’assurdo: i vaccini sono paragonati alla bontà delle banane

In queste ore fioccano articoli, e servizi televisivi, di condanna nei confronti dei “critici” della vaccinazione sui siti dei media ufficiali. Nessuna sorpresa per questo atteggiamento isterico teleguidato. Va da sé che alcuni articoli contengono insulti piuttosto atroci, e un carico di disinformazione dannosa, mentre altri sono il frutto della propaganda derivante dal grande finanziamento di Big Pharma.

Fra i tanti, spicca un articolo “pro-vaccinazione” [scusate, un articolo “anti-critici della vaccinazione” – apostrofati volgarmente “anti-vaccinisti”] davvero sconcertante per il suo livello di perversione, se pensiamo che è stato partorito dalla mente di un giornalista della nota rivista TIME.

L’articolo diffuso da Jeffrey Kluger, dal titolo How a Vaccine Is Like a Banana — and Why That’s Good, rappresenta una distorsione perversa della scienza e del movimento critico alla vaccinazione in generale.

L’inizio dell’articolo è l’apoteosi della stupidaggine. Vengono elencate alcune sostanze tossiche contenute nei vaccini e paragonate a quelle contenute nei mirtilli, nelle banane e nelle uova.

L’articolo prosegue con una serie di ipotesi e di argomenti contradditori che descrivono tutta l’ingenuità dell’autore: è addirittura condannata l’idea che le “tossine” sono effettivamente “tossiche“. E l’autore finisce per affermare che, se leggessimo meglio i foglietti illustrativi arriveremmo sicuramente alla conclusione che “le vaccinazioni sono buone“.

Tuttavia, se leggete l’elenco degli eccipienti rilasciato dai CDC di Atlanta, si trovano alcune informazioni che lasciano quantomeno perplessi in merito alla “bontà dei composti vaccinali“.

E’ altresì noto che l’alluminio è neurotossico nei bambini piccoli. Solo perché i promotori vaccinali dichiarano che è innocuo, se è ingerito o respirato in piccolissime dosi, non significa che rappresenta una buona norma di sicurezza iniettarlo in un neonato. Anche la FDA americana scrive che:

L’alluminio può raggiungere livelli tossici a seguito di prolungata somministrazione parenterale [questo significa iniettarlo nel corpo – ndr] se la funzione renale è compromessa. La ricerca indica che i pazienti con funzione renale compromessa, inclusi neonati prematuri [bambini], che hanno ricevuto livelli parenterali di alluminio ad una concentrazione superiore 4 a 5 microgrammi per chilogrammo di peso corporeo al giorno, presentano accumulo di alluminio, e dei livelli ad esso associati, nel sistema nervoso centrale e a livello osseo [per un minuscolo neonato, questa dose tossica equivale a 10 a 20 microgrammi, e per un adulto sarebbe di circa 350 microgrammi]. Un sovraccarico tissutale può avvenire a tassi ancora più bassi di somministrazione“. [Dipartimento di Salute e Servizi Umani, Food and Drug Administration, Documento NDA 19-626 / S-019, Federal Food, Drug and Cosmetic Act relativo alle iniezioni di destrosio.]

Perché i vaccini non riportano avvisi di questo genere? Perché, se così fosse, questi avvisi potrebbero indurre i consumatori a rivalutare la loro scelta. E in un mondo guidato dalla logica dei profitti delle multinazionali del farmaco, l’autore dell’articolo apparso su TIME è così folle e irresponsabile da affermare che “iniettare una fiala di vaccino è sano tanto quanto mangiare una banana“.

Come è possibile giustificare ancora l’iniezione di alluminio nei neonati? – E’ proprio il caso di dire: “ormai siamo alla frutta“.

 

Riproduzione riservata ©

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