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Biolcalenda – Parliamo ancora di vaccini

BIOLCALENDACon grande superficialità e incoscienza, i vaccini vengono somministrati a piene mani distorcendo la realtà scientifica, mentendo sulla reale efficacia dell’immunizzazione e sugli effetti collaterali.

Qui di seguito riportiamo l’articolo  integrale scritto dal Dott. Stefano Montanari per il mensile Biolcalenda, edito dall’associazione culturale La Biolca che ringraziamo pubblicamente per l’autorizzazione alla sua divulgazione.

Parliamo ancora di vaccini

Ancora una volta devo tornare ai vaccini, un argomento delicato su cui mi auguravo di non dover tornare più, ma ora temo ci sia qualcuno che sta perdendo la testa.

Lungi da me porre in dubbio la genialità dell’invenzione. In soldoni, semplificando al massimo, io immetto nell’organismo uno stimolo che gli fa credere di doversi confrontare con una malattia e l’organismo produce i cosiddetti anticorpi, proteine capaci di contrastare quella determinata malattia. Questo processo simula artificialmente ciò che avviene quando ci si ammala in modo naturale di una patologia infettiva come, ad esempio, il morbillo. Contratto una volta, gli anticorpi creati saranno sempre presenti e non permetteranno che la malattia ritorni.

I vaccini, però, non sono così efficaci, tanto che, come è esperienza comune, bisogna ricorrere ai “richiami”, cioè, dopo un certo tempo, a volte anche molto ravvicinato, bisogna sollecitare di nuovo l’organismo e, comunque, la protezione non sarà mai totale.

L’immunità, poi, quando viene acquisita, rimane confinata al soggetto. Restando al morbillo di cui dicevo sopra, se una donna se ne ammala naturalmente, passerà l’immunità acquisita alla prole, un’immunità ereditata resistente per qualche anno.

La vaccinazione, invece, non offre questo vantaggio. Tutto ciò, spiegato in termini molto più complessi e affascinanti di quanto non abbia fatto io, è quanto compare nei libri di farmacologia e di immunologia. Resta il fatto che, pur se non sempre, in genere un grado soddisfacente di protezione esiste.

Come molto di ciò che passa dalle mani dello scienziato a quello del businessman, però, anche il vaccino ha subito modifiche, e quelle modifiche sono state non solo tecniche ma anche culturali.

Per migliorare l’attività si sono introdotte sostanze chiamate adiuvanti. Tra questi dei sali d’alluminio, dei sali di mercurio e lo squalene di cui accennerò tra qualche riga. Poi era necessario stabilizzare il farmaco e renderlo più duraturo nel tempo in cui resta sullo scaffale, così, anche qui si aggiunge qualcosa. Poi si mettono degli antibiotici, delle gomme e delle gelatine. E nelle fiale si trovano pure globuli rossi e cellule sia umane che animali.

Dulcis in fundo, con origini sulle quali pare sia consigliabile non indagare perché la cosa risulta sgradita alle cosiddette autorità, vi si possono trovare pezzetti piccolissimi di acciaio, di piombo, di titanio, di alluminio e di altre sostanze chimiche. Insomma, s’introduce nel corpo una composizione quanto mai complessa, in parte non trascurabile ignota perché non denunciata di cui, ad essere onesti, non si può avere la certezza d’indovinare le conseguenze.

A somiglianza di molti altri prodotti dell’ingegno umano, anche per i vaccini si considera solo ciò che fa comodo e si trascura ogni altro aspetto. Un esempio tra i tanti: tornando allo squalene, occorre sapere che si tratta di un composto precursore, tra le altre molecole, della vitamina D, che si trova naturalmente anche nell’uomo e che gli è utile. Il motivo per cui lo si aggiunge ai vaccini è perché, quando è presente in eccesso come nel caso della somministrazione di cui stiamo parlando, il sistema immunitario si attiva per combatterlo, migliorando pure, con tutta questa vivacità, l’azione del vaccino stesso. Il guaio è che, poi, l’organismo conterrà sempre gli anticorpi contro lo squalene e di questo composto il corpo dovrà fare a meno. Per completezza d’informazione, negli Stati Uniti quel prodotto è stato vietato, ma non da noi.

Quanto alle particelle solide, inorganiche e incompatibili con i tessuti, nel mio laboratorio le abbiamo trovate ben presenti in 27 dei 28 vaccini analizzati, l’unico pulito essendo risultato il solo vaccino veterinario considerato. Impossibile non chiedersi non solo da dove vengano quegl’intrusi ma quale sia la qualità dei controlli cui i farmaci sono sottoposti.

A proposito di quest’ultima questione, forse non tutti sanno che il vaccino Meningitec, ritirato perché cambiava colore e poi immesso di nuovo in circolazione, è stato oggetto di un’interrogazione parlamentare cui il sottosegretario alla salute Vito De Filippo ha risposto, tra l’altro così:

«La Nuron Biotech, azienda farmaceutica con sede in Germania, titolare e responsabile dell’autorizzazione all’immissione in commercio del vaccino Meningitec, allo stato attuale risulta essere in amministrazione controllata, risultando irreperibile il rappresentante legale e mancando le figure di riferimento (Responsabile di Farmacovigilanza e Responsabile della Qualità) previste come obbligatorie dalla normativa vigente».

Ma chi si aspettasse il divieto di commerciare prodotti per quell’azienda resterebbe deluso.

Insomma, almeno come sono fatte oggi, con tutte le sofisticate aggiunte introdotte, con qualcosa che non dovrebbe esserci ma di cui si fa finta di niente, e mi riferisco alle particelle, e con i controlli che si fanno, i vaccini dovrebbero essere utilizzati con estrema circospezione. Invece quei farmaci, oggi un business multimiliardario, vengono somministrati a piene mani. E lo si fa – e qui c’è il problema culturale al quale accennavo – distorcendo la realtà scientifica, per esempio usandoli nei neonati e nei vecchi, categorie con un sistema immunitario comunque incapace di beneficiare delle proprietà immunizzanti di quei farmaci.

Lo si fa senza avvertire che l’immunizzazione non può essere garantita. Lo si fa senza informare che di certe malattie esistono parecchi ceppi di patogeni e il vaccino è mirato solo verso una frazione di questi, il che illude di essere immuni da una certa malattia, cosicché non si prendono più le precauzioni del caso. Lo si fa mentendo sugli effetti collaterali che, come per qualunque farmaco, esistono anche per i vaccini e possono essere gravissimi. Il fatto è che questi danni, benché la loro denuncia sia obbligatoria, vengono taciuti nella soverchiante maggioranza dei casi.

Con grande superficialità e altrettanto grande incoscienza, questi farmaci vengono impiegati senza dare informazioni corrette ai riceventi, senza alcuna precauzione e nel disprezzo più assoluto di ciò che risulta a chiare lettere riportato nei foglietti illustrativi dei prodotti.

A fine agosto si è appreso che l’ASL di Lodi ha somministrato vaccini lasciati congelare e poi sgelati, una pratica assolutamente vietata. Poi qualcuno, accortosi dell’enormità della cosa, per mettere una pezza, ha richiamato 144 bambini per rivaccinarli, assicurando che nessuno aveva corso pericoli e che, anzi, una doppia vaccinazione avrebbe rinforzato l’immunizzazione. Per decenza non commento, limitandomi ad informare che non esiste letteratura relativa a casi simili e che ciò che è stato affermato per tranquillizzare le vittime dell’ “incidente” è, nel migliore dei casi, frutto della fantasia.

Temo che, come scrivevo all’esordio, qualcuno abbia perso la testa.

 

Riproduzione riservata ©
per gentile concessione associazione La Biolca
mensile Biolcalenda – ottobre 2015

 

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