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Vaccini: più avvocature chiedono che lo Stato esenti da contenziosi i Medici che non vaccinano

Se quella della libertà di scelta per la salute dei propri figli e la libertà di cura deve essere una guerra”, accanto a Medici e Infermieri scendono in campo anche numerosi Avvocati. Oggi, lo si apprende dai numerosi portali giuridici dedicati alle delicate tematiche di Diritto Sanitario.

«Se si vuole che i Medici siano obbligati a vaccinare, li si esenti da ogni responsabilità sulle conseguenze sia dei vaccini sia dei rischi della pratica vaccinale, conseguenze che oggi li colpiscono molto di più di quanto evidentemente il legislatore pensi».

E’ questa, per esempio, in estrema sintesi, l’opinione generale espressa da Paola Ferrari, Avvocato, fondatrice del sito www.legalcorner.it , che ha evidenziato «non meno di 17 sentenze solo nel 2015» riguardanti danni connessi alle vaccinazioni.

La vaccinazione è a tutti gli effetti un atto Medico, considerato che il vaccino è un farmaco, e di conseguenza la patologia causata da una vaccinazione imposta per Legge comporta il rischio di coinvolgimento del medico oltre che dello Stato, e deve essere garantita la necessità di difendersi anche quando la prestazione clinica risulta ineccepibile.

Se il Parlamento arriverà anche solo a considerare la vaccinazione obbligatoria al pari del Trattamento Sanitario Obbligatorio [pressoché interamente descritto dalla Legge istitutiva del S.S.N n. 833/78], è importante sapere che questa linea di condotta si scontrerà inevitabilmente con numerosi articoli della Costituzione della Repubblica Italiana, della Costituzione dell’Unione Europea, della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea e molti altri trattati internazionali. E se – come si vocifera – deciderà di obbligare e sanzionare anche chi è critico o contrario, nella veste datore di lavoro, dovrà assumersi la totale responsabilità e manleva, sia per i rischi insiti nella pratica vaccinale sia per quelli connessi all’attività vaccinale degli operatori sanitari preposti.

Più precisamente, è bene ricordare che gli accertamenti ed i Trattamenti Sanitari Obbligatori sono di norma volontari. Nei casi espressamente previsti da leggi dello Stato, ovvero nell’ipotesi di imposizione della “vaccinazione obbligatoria”, è altrettanto obbligatorio rispettare l’art 32 della Costituzione, nel rispetto della dignità della persona e dei diritti civili e politici, compreso per quanto possibile il diritto alla libera scelta del medico e della cura.

Considerato poi che nei centri vaccinali i Medici vivono con ritmi serrati [e con imposizioni sempre più inquietanti] è altrettanto palese che comunicare il rischio è sempre più difficile. Non possono più essere lasciati soli a decidere come “somministrare il consenso informato” né i genitori del neonato o il paziente adulto possono essere costretti a presentarsi con un Avvocato o un consulente per leggere lunghi ed incomprensibili “consensi informati“.

Se in letteratura scientifica è pacificamente documentato che il farmaco-vaccino può essere pericoloso [anche se c’è chi strepita affermando il concetto opposto] si deve convenire che i problemi devono essere risolti col confronto [come sta avvenendo, per esempio, nella vicina Francia dove è stato ascoltato in audizione anche il Dott. Stefano Montanari] e le “minacce” agli operatori sanitari che hanno dubbi, studiano senza lasciarsi influenzare, e informano correttamente i cittadini in merito alle criticità, sono inutili e dannose.

E’ ora di smetterla di banalizzare il fatto che una reazione avversa avviene, per esempio, in 1 caso ogni 10.000 bambini. Per una famiglia, quel caso, quel neonato, quella “PERSONA” in divenire, è tutto il proprio mondo e non gli importa nulla della statistica se poi viene miseramente abbandonata dalla Stato che ha imposto la vaccinazione, se non sono assicurate terapie di supporto adeguate, e se viene anche vessata da una banda di incivili venditori ambulanti privi di cervello.

Le stesse aziende produttrici dovrebbero assumere il proprio ruolo pubblicando materiale informativo più chiaro e rendendo più evidenti le reazioni avverse registrate, anziché tenerle nascoste nei cassettini delle scrivanie.

Un Medico che ha a disposizione strumenti condivisi ed accessibili, tranquillo di non rischiare, ed un paziente realmente informato possono fare molto di più di sanzioni alle famiglie e ai medici. In caso contrario, mancando l’assicurazione al consenso e la partecipazione da parte di chi sarà obbligato, si apriranno scenari di violazioni dei diritti umani che non porteranno a nulla di positivo e non potranno essere accettati passivamente.

Riproduzione riservata ©

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