Ferraglia nei vaccini: nessuno fornisce risposte

La storia della ferraglia nei vaccini ha inizio dall’Università tedesca di Mainz che chiese al laboratorio Nanodiagnostics di Modena, uno dei laboratori tra i 100 di punta della CE, diretto dai Dott. Stefano Montanari e Antonietta Gatti, di controllare con tecniche di microscopia elettronica il pomfo che si formava in alcuni soggetti al sito di vaccinazione [in quei casi al braccio].

Fu con una certa sorpresa che in quei tessuti biologici i due ricercatori trovarono delle particelle solide e inorganiche che, con sorpresa ancora maggiore, trovarono le stesse particelle nel campione di vaccino iniettato.

Di primo acchito parve impossibile che un vaccino, farmaco che i due ricercatori [per loro stessa ammissione] erano stati abituati a considerare con un rispetto quasi religioso, potesse essere inquinato in quella maniera tutto sommato così rozza.

Vale la pena ricordare che gli ambienti in cui si producono le preparazioni iniettabili sono quanto mai sofisticati e le apparecchiature usate lo sono almeno altrettanto. I controlli, poi, non sono di una severità assoluta. E così, i due ricercatori dovettero arrendersi all’evidenza: quei prodotti erano inquinati.

Inoltre, le caratteristiche delle particelle indicavano un possibile attacco da parte dei macrofagi. Queste cellule svolgono un ruolo molto importante nelle risposte immunitarie: la funzione principale è la capacità d’inglobare nel loro interno gl’intrusi [per esempio, dei microrganismi], di distruggerli e di andare a morire altrove “marcendo” insieme con il loro pasto. Tuttavia, a differenza di un qualunque materiale “organico”, i macrofagi non riescono a distruggere queste particelle perché non sono biodegradabili. Così, quando il macrofago se ne va a marcire da qualche parte per essere eliminato insieme a chissà quanti altri cataboliti, la particella resta perfettamente integra. Tutto quello che si ottiene è semplicemente un trasloco della particella.

Poi ci fu una richiesta di collaborazione di ricerca da parte dell’Università di Parma. L’argomento verteva su nuove tecniche d’indagine mediante la microscopia elettronica ed in particolar modo osservazioni di fluidi che non sono in genere possibili con le tecniche di microscopia elettronica abituale. In particolar modo, visti i risultati ottenuti con quanto era arrivato dalla Germania, i ricercatori si orientarono sui vaccini per verificare la loro purezza ed evidenziare una possibile presenza di polveri micro- e nanodimensionate.

Ad oggi, sono stati analizzati 27 vaccini per uso umano e 1 vaccino per uso veterinario. In diversi casi si è trattato di un solo campione. In altri casi i campioni sono stati più numerosi. Dunque, si è trattato di un’indagine svolta a sondare una situazione. Tuttavia, in tutti i vaccini per uso umano, in modo più o meno importante sono stati rinvenuti corpi estranei che non appartengono e non devono appartenere alla composizione vaccinale. E ciò che si può affermare è che non esiste alcuno studio che riguardi la loro biocompatibilità.

Così, in considerazione del fatto che i vari comitati pro-vaccino, nella loro opera denigratoria, hanno sempre sottolineato la mancanza di un confronto scientifico sulla questione, il Dott. Montanari ha scritto più volte alla persona che afferma di gestire il sito web VaccinarSì, e che, in più di un’occasione, si è espressa nei suoi e nei confronti di qualunque critico della pratica vaccinale con atteggiamento quantomeno non consono ai rapporti di civiltà [supportata nella sua opera da una “banda” di sbarbatelli laureandi in medicina a caccia di “raccomandazioni” d’alta quota].

Pertanto, con l’autorizzazione del Dott. Stefano Montanari, riportiamo il testo della mail inviata in data 10 settembre 2015

Gent.ma sig.ra Schmidleithner,

capisco perfettamente il Suo imbarazzo.

Tempo fa Le inviai una mail chiedendo la Sua opinione a proposito dei 28 vaccini da noi analizzati e trovati in 27 occasioni inquinati da micro- e nanoparticelle solide, inorganiche, insolubili nell’acqua e nei grassi, incompatibili con i tessuti animali (uomo ovviamente compreso) e taciuti dalle case farmaceutiche oltre da quelle che dovrebbero essere le autorità di controllo.

Sapendola parte di un comitato scientifico sulla cui validità preferisco non pronunciami, avrei gradito la Sua spiegazione.

Non essendomi pervenuto alcun riscontro, al contrario di quanto è consuetudine in campo scientifico, considero il Suo silenzio come la più eloquente delle risposte.

Distinti saluti,

dott. Stefano Montanari

Ovviamente, non sono giunte spiegazioni. E la storia si arricchisce di nuove puntate.

Va in onda, su Italia 1, la scandalosa trasmissione “Open Space“, dove una casalinga diventa improvvisamente esperta di medicina e dove un medico assolutamente estraneo ad ogni approccio scientifico viene spacciata per un luminare, pur omettendo una lista stratosferica di conflitti d’interesse con le industrie del farmaco. Risultato? Un disastro galattico. La conduttrice, probabilmente ansiosa di accontentare qualcuno, non capisce che strafare significa darsi la zappa sui piedi. La gente è molto meno stupida di quanto qualcuno creda e, nel caso di quella trasmissione esecrabile, almeno a giudicare dalla valanga di mail che ha ricevuto il Dott. Montanari, non poche persone che fino a quel momento avrebbero vaccinato anche il sofà di casa loro si accorgono che c’è qualcosa, forse più di qualcosa, che non va.

Poi, ancor più recentemente, in occasione dell’incontro ‘I falsi miti sui vaccini: il decalogo dell’Organizzazione mondiale della sanità‘, terzo appuntamento della rassegna ‘Mondo Donna‘, in programma mercoledì 9 dicembre alle 17:oo presso la Clinica Mediterranea di Napoli, con notevole confusione sul cognome [MontAnari e MontInari sono due persone distinte] il Dott. Walter Ricciardi [professore ordinario di Igiene all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma e presidente dell’Istituto superiore di sanità], sollecitato da una domanda proveniente dal pubblico, ha pensato bene di mettere in atto il suo repertorio da cabaret, appellando in modo dispregiativo e denigratorio il Dott. Montanari, sminuendo tecniche di microscopia elettronica definite “ineccepibili” da un ex Dirigente della Sanofi Pasteur, e fornendo altresì una sua divagazione personale sulla questione delle nanoparticelle presenti nelle fiale vaccinali. In definitiva, un concentrato di gazzarra, cabaret e bugie, che appalesavano la sua evidentissima impreparazione, e con il suo eludere gli argomenti ha mostrato chiaramente quali siano le voragini di una pratica vaccinale che, invece, dovrebbe essere applicata correttamente e con farmaci all’altezza.

Davvero buffa la motivazione per cui l’Istituto Superiore di Sanità non ha mai effettuato un controllo di qualità così approfondito sulle fiale vaccinali: è legata al costo [800milioni di €uro].

In sostanza, ancora una volta, chi si pone domande viene trattato male e questo inesauribile atteggiamento stravagante destituisce di ogni credibilità degli Enti sanitari gestiti da incompetenti. Se i vaccini sono il toccasana che, magari del tutto a ragione, si pretende che siano, non si vede perché ci dovrebbero essere problemi a rispondere ad ogni questione e ad ogni dubbio senza artifici retorici, senza spocchia, senza bugie e senza reticenze.

Crediamo che nessuno possa toglierci il diritto di sottolineare le tante incertezze che circondano la materia e che noi stessi, andando a ficcare il naso nella documentazione confidenziale di settore, non possiamo non condividere. Incertezza e segretezza significano che ci sono particolari, a volta enormi, che restano volutamente avvolti nella nebbia e quello dei vaccini è un argomento troppo importante per poterci permettere una situazione simile e per inchinarci a un ingiustificabile principio di autorità.

Chi ha il dovere di farlo spieghi onestamente le cose e tutti saremo in grado di comprenderle. Chi ha qualcosa da eccepire sulle analisi effettuate dai ricercatori della Nanodiagnostics di Modena, faccia ciò che è uso fare in campo scientifico: le rifaccia e le verifichi in presenza degli stessi Dott. Gatti e Montanari.

Ecco perché, oggi, per la terza volta, il Dott. Montanari ha sollecitato nuovamente la sedicente gestrice il sito web VaccinarSì tramite la mail che [sempre previa autorizzazione] riportiamo nella sua interezza:

Gent.ma sig.ra Schmidleithner,

Le scrivo per la terza volta, in questa terza occasione fidando in una Sua risposta.
Il sito che Lei dirige gode della sponsorizzazione di enti pubblici quali il Ministero della Salute e l’Istituto Superiore di Sanità. Così, una risposta ad un cittadino che quegli enti mantiene mi parrebbe d’obbligo, cosa che, ahimè, non si è finora verificata.
Credo che lei sia informata di come in tutti i vaccini per uso umano che abbiamo avuto occasione di analizzare sia risultata evidente la presenza di particelle solide, inorganiche, non biodegradabili e non biocompatibili: dunque potenzialmente patogene.
Le ricordo che i vaccini in questione sono ad ora 27 (il 28° essendo destinato all’uso veterinario ed essendo il solo risultato pulito) e alcuni di questi sono stati analizzati nel corso di alcuni anni, sempre con lo stesso risultato.
Per evitarLe prese di posizione imbarazzanti come ebbe a tenere in passato l’Istituto Superiore di Sanità, Le ricordo che il laboratorio che dirigo è elencato tra le 100 proposte di punta nate da progetti di ricerca europei, che io faccio ricerca medica da 43 anni e che mia moglie che lavora con me è stata inserita nel 2012 nel gruppo (college of fellows) di cui facevano parte i 32 scienziati migliori del mondo nel campo dei biomateriali.
Le ricordo pure che mia moglie ed io siamo gli scopritori delle nanopatologie, cioè le patologie da micro- e nanoparticelle e che il nostro metodo di ricerca è validato da due ricerche europee.
Che il Suo sito ignori il problema è quanto meno curioso, trattandosi di un problema non solo di sicura gravità ma di qualcosa che sta diventando sempre più di dominio pubblico.
Il Suo sito riporta l’esistenza di un comitato scientifico di cui Lei fa parte e quel comitato, se l’aggettivo scientifico pretende un significato, di scienza deve occuparsi.
Per questo, Le chiedo di dare ragione di quelle presenze indebite, offrendo qualcosa di razionalmente sostenibile confortato, come si fa in campo scientifico, da indagini Sue o, almeno, di qualcuno tra coloro che vengono elencati come scienziati.
Questo messaggio viene trasmesso in copia al sito Autismo e Vaccini (autismovaccini.org) per essere pubblicato.
Mi auguro che sarà possibile pubblicare anche la Sua risposta.

Distinti saluti,

dott. Stefano Montanari
Laboratorio Nanodiagnostics

In definitiva, non ci resta che attendere qualcuno che sia in grado di affrontare “per davvero” certi argomenti, rispondendo con “fatti” e non con “parole” da Bar Sport.

A differenza della quasi totalità di coloro che pontificano ex cathedra sull’argomento, qui sono in ballo dati che non si prestano ad alcun equivoco e pretendiamo di ricevere risposte in maniera onesta e responsabile: con i farmaci, e con i nostri figli, non si gioca!!!

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