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Huffington Post compiacente a Big PHarma

Da qualche mese The Huffington Post d’oltreoceano e L’Huffington Post nostrano hanno intrapreso la strada cara a Big Pharma. Lasciamo perdere il caso del bizzarro Prof. Burioni [personaggio in cerca di notorietà di cui abbiamo già ampiamente scritto] iscritto a libro paga delle Big Pharma di cui è collaboratore, dipendente, pubblicista, e produttore al tempo stesso, per occuparci di un paio di evidenti manovre in cui la squadra HuffPo censura il libero pensiero e cerca di far passare per “normalità” ciò che non è affatto.

HuffPo

Siamo stati sposati sette anni prima di capire che mio marito è autistico” è da leggere nel senso che il marito “appartiene al genere autistico“.

Questo articolo contiene un coacervo immenso di sciocchezze, in considerazione del fatto che ogni individuo è ciò che è a prescindere da un’etichetta diagnostica.

Farsi imprigionare dalle etichette può causare un mucchio di danni. Per alcuni, un’etichetta può diventare ciò che li definisce, e facilmente può dare origine a quella che si può definire una mentalità handicappata.

L’articolo è fondamentalmente un articolo handicappato, scritto da una persona ignorante [nel senso che ingnora] che non conosce affatto le molteplici problematiche di salute che rientrano nel Disturbo dello Spettro Autistico, ed altresì diffonde le false credenze dell’ereditarietà patoloogica oltre al fatto che a tutti i genitori di bambini autistici vedranno realizzarsi un lieto fine alla loro storia.

L’articolo descrive una persona normalissima, con una vita sociale normalissima, con una moglie un po’ troppo apprensiva, che all’improvviso viene etichettata come malata, secondo i canoni della patologizzazione all’americana, semplicemente perché comprende le molteplici problematiche di salute della figlia “autistica.

Questa forzatura rappresenta di fatto la tipica forzatura forgiata dalla fabbirca delle etichette governata dalla pischiatria, in cui risiede una ricca e ghiotta fonte di business farmaceutico anche per la vendita di psicofarmaci.

Pertanto, il nostro invito è sempre lo stesso: imparate a ragionare oltre le etichette.

lance simmensSoprendente è invece quanto accaduto oltreoceano a Lance Simmens, attivo collaboratore con i suoi circa 180 articoli per The Huffington Post.

Infatti, la sua prolifica carriera come blogger per HuffPo ha subito un brusco arresto il 15 aprile scorso quando ha scritto un articolo in cui l’argomento ha avuto effetti più devastanti di una bomba nucleare.

lance simmnens 2

Ancora più scioccante è che Simmens scrive di essere finito sulla lista nera, e che il suo account è stato bloccato, a causa di un suo articolo.

L’articolo in questione era intitolato: “Perché i nostri bambini dovrebbero odiarci” e Simmens l’aveva pubblicato col suo account in The Huffington Post, dopo aver visto il documentario “Vaxxed“.

Simmens non ha preso posizione sul legame tra vaccini e autismo che è oggetto di acceso dibattito tra i sostenitori e gli scienziati di entrambe le parti. Egli ha semplicemente sostenuto che

le accuse senza precedenti di corruzione ai CDC, divulgate da un dipendente interno ai CDC, meritano “seria considerazione e un dibattito nazionale”.

Questa frase è stata sufficiente per vedersi chiudere il blog senza tanti complimenti, ritrovare la sua capacità di scrivere completamente limitata, senza alcuna spiegazione, per un certo periodo di tempo, finché non è stata denunciata pubblicamente questa vicenda.

Così, Lance Simmens ha compreso di aver toccato un nervo scoperto che solleva un sacco di domande. E  come tutti i giornalisti investigativi, ha deciso di indagare questa storia per vederci chiaro [esattamente come noi].

lance simmens 3Lance Simmens è così diventato improvvisamente un nemico per The Huffington Post. Autore e funzionario pubblico per 40 anni nel governo locale e federale, ha avuto un incarico sotto il governo Clinton ed ha sostenuto molte cause liberali per la consapevolezza ambientale. Negli ultimi sette anni, i suoi articoli erano ben accetti alla linea editoriale liberale sostenuta dall’HuffPo. Ma ha subito l’umiliazione della censura nel momento in cui ha inavvertitamente toccato una vicenda scomoda a Big Pharma.

Lance Simmens afferma chiaramente che HuffPo ha preso una posizione “compiacente a Big Pharma“.

Simmens afferma di aver pensato in un primo momento che la rimozione del suo articolo fosse stato un errore. Così ha inviato una serie di e-mail ai suoi contatti editoriali a HuffPo, e poi al redattore capo Arianna Huffington.

In data 18 aprile, Simmens riceve una risposta da un certo “Stuart“, che gli chiarisce definitivamente la questione: “su questo particolare argomento, sono consentiti solamente punti di vista unilaterali“… Alla faccia della libertà di stampa !!! [aggiungiamo noi]

Simmens, riferendosi alla e-mail ricevuta, osserva che

sembrava fosse arrivata direttamente dai PR della Merck [produttori del vaccino MMR] anzichè da un organo di stampa.

Hanno preso una posizione accondiscendente e simbiotica a Big Pharma, o certamente a Merck. Come si permettono di accusare il film come se fosse una bufala? Come se fosse una teoria del complotto? Non si può affermare semplicemente che ‘questo è un mito sfatato’ quando nuove accuse stanno venendo alla luce e non sono state risolte. 

Le le accuse devono essere studiate, valutate e indagate, ma qui non hanno neanche voglia di fornire una possibilità.

Scienziati, attivisti, celebrità, giornalisti [tra cui Simmens], e professionisti sanitari come noi, hanno affrontato enormi sfide quando si affrontano le questioni di sicurezza dei vaccini e la corruzione dilagante nell’industria farmaceutica. Così, Simmens afferma che la censura del suo articolo lo ha reso particolarmente determinato a indagare su tutte le questioni sollevate nel film “Vaxxed“: corruzione nel governo e nei mezzi di informazione col malaffare dell’industria farmaceutica.

La diffusione del “pregiudizio” non dovrebbe essere il ruolo della stampa. Se non vengono poste le domande giuste, non sarà mai possibile ottenere delle risposte giuste.

Ricordate: porsi domande sui vaccini è sempre cosa buona e giusta perché le fallanze e i danni vaccinali sono parte della storia della medicina, così come la corruzione e il malaffare sono all’ordine del giorno.

 

Riproduzione riservata ©

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