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Il mistero della Sindrome della morte improvvisa infantile [SIDS]

Un neonato perfettamente sano viene vaccinato il giorno prima e messo a letto dai genitori, e la mattina dopo lo ritrovano morto. Il bambino non si agita, non piange: semplicemente muore in silenzio. La Scienza ammette candidamente di non sapere perché questo avvenga, ma esclude categoricamente la responsabilità dei vaccini per puro atto di fede.

Così è accaduto per l’ultimo caso riportato in Piemonte dove una bambina di due mesi muore in un intervallo di tempo breve rispetto al momento della vaccinazione [meno di 24 ore]: questa correlazione temporale ha fatto attivare, d’ufficio, la procedura della segnalazione di evento avverso alla vaccinazione e il ritiro dei lotti vaccinali.

La bimba, aveva ricevuto il ciclo di base della vaccinazione promosso dal calendario degli ipervaccinatori [vaccinazione esavalente e vaccino antipneumococco] malgrado la ditta produttrice del vaccino antipneumococco ammonisce che la somministrazione combinata all’esavalente comporta un aumento di rischio del 30% di cagionare danni neurologici. In più, essendo nata pretermine, pensano bene di somministrare alla bimba anche il vaccino antirotavirus.

La SIDS è definita come “morte infantile che non può essere spiegata dopo un’indagine approfondita del caso, tra cui un’indagine giudiziaria, un’autopsia, e la revisione della storia clinica“. Secondo l’appendice delle LINEE GUIDA EUROPEE sull’AUTOPSIA GIUDIZIARIA, solo un folle può pensare che in meno di due giorni siano stati garantiti tutti i passaggi riportati al punto 6 del documento, e tra questi gli esami istologici e tossicologici del caso, per escludere dal banco degl’imputati la somministrazione massiva delle vaccinazioni..

Da anni la letteratura accenna al fatto che spesso la sindrome della morte improvvisa infantile [Sudden Infant Death Syndrome o SIDS­­] è preceduta da una vaccinazione. Sia studi tedeschi [2006 Unexplained cases of sudden infant death shortly after hexavalent vaccination] che quelli dimenticati dell’ISS [2011 Sudden unexpected deaths and vaccinations during the first two years of life in Italy: a case series study], ricollegano i decessi intervenuti entro 48 ore dalla prima vaccinazione con esavalente.

Nel nostro articolo Vaccino esavalente e Sindrome della morte improvvisa infantile [SIDS]  avevamo anche parlato della legge 2 febbraio 2006, n. 31Disciplina del riscontro diagnostico sulle vittime della sindrome della morte improvvisa del lattante [SIDS] e di morte inaspettata del feto” che dispone in merito al riscontro diagnostico, da effettuarsi in centri autorizzati, sui lattanti deceduti improvvisamente entro un anno di vita senza causa apparente, prevedendo l’acquisizione di una serie di informazioni per il completamento dell’indagine diagnostica e per finalità scientifiche. Abbiamo più di una ragione per dubitare che tutto ciò sia stato rispettato.

Ma la situazione peggiore è quella denunciata dal Prof. Maturri dell’Istituto di Anatomia Patologica dell’Università di Milano, di cui divulgammo numerosi concetti nel nostro articolo Vaccino esavalente e Sindrome della morte improvvisa infantile [SIDS] – parte seconda.

Secondo il Prof. Maturri,

gli anatomopatologi nostrani, in questi ultimi anni, hanno in tutti i modi evitato di fare le autopsie; perché in gran parte non sanno fare le autopsie negli adulti, tanto meno nei bambini che richiedono una metodologia molto più sofisticata e particolare.

Il fatto è che il problema riguarda non solo gli anatomopatologi, ma anche i medici legali, non per disistima, perché nella loro preparazione non rientra lo studio del Sistema Nervoso, ed in particolar modo lo studio di quelle strutture che presiedono le attività vitali, motivo per cui, se non le vai a cercare, non puoi trovare se sono state alterate o meno.

La vaccinazione non ha una correlazione diretta, ma riattiverebbe qualcosa di latente.

La storia ha evidenziato un certo numero di decessi subito dopo il vaccino, e continua oggi, quindi è opportuno cercare di sviluppare una metodologia intesa ad evidenziare bambini potenzialmente a rischio di vaccinazione.

Il protocollo predisposto dalla prima cattedra dell’Istituto di Anatomia Patologica dell’Università di Milano è stato pubblicato sulle riviste ufficiali degli anatomopatologi nord-americani ed europei. Ma l’applicazione in Italia è stata oggetto di contrasti non legati al desiderio di approfondire o migliorarlo, bensì per negarne la validità.

In letteratura ci sono segnalazioni di inspiegabili morti improvvise di neonati nel corso della storia, ma la cosiddettaCrib Death“, ora denominata SIDS, era così rara che non è mai stata menzionata nelle statistiche relative alla mortalità infantile fino al 1960.

Stranamente gli incrementi di “morti culla” o SIDS sono correlati al cambiamento nel programma di vaccinazione, soprattutto dal momento in cui i funzionari della sanità pubblica hanno iniziato a raccomandare la somministrazione di vaccini combinati e di dosi multiple di vaccini nella stessa seduta.

Diversi fattori correlati alla vaccinazione giocano un ruolo nella morte improvvisa dei neonati nel primo anno di vita. Uno di questi è certamente la stimolazione di una risposta immunitaria infiammatoria nei neonati quando i medici somministrano vaccini combinati, che includono più antigeni per più di una malattia, come ad esempio il vaccino esavalente e il vaccino antipneumococcico.

Citando numerosi studi e ricerche che mostrano una correlazione diretta tra la mortalità infantile e il numero di vaccini somministrati ai neonati, proprio la recente pubblicazione dello studio elaborato dall’équipe del Prof. Maturri riporta che:

dato il numero di esposizioni ‘antigeniche’ nei vaccini, singolarmente e in forma multidose, il numero di possibili reazioni immunologiche nei neonati è semplicemente strabiliante – soprattutto considerando quanto poco sappiamo del sistema immunitario, del cervello in via di sviluppo e della fisiologia infantile.

L’analisi del rapporto tra il programma di vaccinazione per l’infanzia e il tasso di mortalità infantile [IMR] negli Stati Uniti, da cui stiamo portando a casa il peggio dal punto di vista vaccinale, se paragonato a quello di 34 nazioni con IMRs inferiori, rivela una “forte correlazione statisticamente significativa tra aumento del numero di dosi di vaccino e l’aumento tassi di mortalità infantile. Neil Z Miller e collaboratori, scrivono:

Le nazioni si differenziano per le loro esigenze di immunizzazione nei bambini di età inferiore ad 1 anno. Nel 2009, cinque delle 34 nazioni con i migliori IMRs richiedevano 12 dosi di vaccino, la quantità minima, mentre gli Stati Uniti richiedevano 26 dosi di vaccino, la quantità maggiore rispetto a qualsiasi nazione. Un esame più attento delle correlazioni tra le dosi di vaccino, tossicità biochimica o sinergica e IMRs è essenziale.

In sostanza, la versione condivisa dalle agenzie governative e dalle associazioni mediche commerciali è che la vaccinazione non svolge alcun ruolo nella SIDS, mentre i molti genitori che hanno portato i loro bambini sani a vaccinare, e sono morti poco dopo aver ricevuto vaccini multipli, non condividono affatto questo punto di vista.

Riproduzione riservata ©

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