Il Nordic Cochrane Institute accusa l’EMA: ha manipolato gli studi di sicurezza del vaccino anti HPV

Ai sensi dell’articolo 6 del Regolamento (CE) N. 1049/2001 e della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea, il Nordic Cochrane Institute ha divulgato un documento in data 26 maggio u.s. in cui accusa pesantemente l’EMA [Agenzia Europea per i Medicinali] di aver manipolato gli studi di sicurezza riguardanti la vaccinazione contro il papilloma virus umano [HPV].

Il 26 novembre 2015, l’EMA ha reso pubblica una relazione di valutazione di 40 pagine datata 11 novembre 2015 [EMA/762033/2015] in merito alla sicurezza dei vaccini contro HPV, che dovrebbe diminuire i danni causati dal cancro cervicale dell’utero.

Il Nordic Cochrane Institute si dichiara preoccupato per la gestione EMA di questo problema che si riflette nella sua relazione ufficiale e chiede allo stesso ente di valutare:

  1. Se l’EMA è stata aperta e responsabile nei confronti dei cittadini ed ha rispettato il loro diritto di conoscere le incertezze legate alla sicurezza dei vaccini HPV.
  2. Se l’EMA si è attenuta agli standard professionali e scientifici che devono essere rispettati dall’agenzia per garantire che l’amministrazione goda di legittimità in sede di valutazione scientifica dei dati relativi alla sicurezza dei vaccini HPV.
  3. Se l’EMA ha trattato giustamente – in modo da garantire legittimità all’amministrazione – un informatore danese, Dr. Louise Brinth, quando ha sollevato preoccupazioni circa possibili gravi danni dei vaccini HPV.
  4. Se l’EMA ha trattato giustamente – in modo da garantire legittimità all’amministrazione – le osservazioni e le preoccupazioni espresse dalle Autorità Danesi per la Salute e i Medicinali e dall’Osservatorio Uppsala quando avevano sollevato dubbi sui possibili gravi danni dei vaccini HPV.
  5. Se le procedure EMA per valutare la sicurezza degli interventi medici garantisce legittimità all’amministrazione. L’EMA ha chiesto ai produttori di vaccini di valutare i potenziali danni dei propri prodotti in cui essi hanno enormi interessi finanziari.
  6. Se l’estrema segretezza, con accordi di riservatezza per tutta la vita, che l’EMA ha imposto ai suoi membri dei gruppi di lavoro e agli esperti scientifici, è necessaria; è legittima; è nel pubblico interesse; e garantisce legittimità all’amministrazione.
  7. Se i documenti redatti dall’EMA sono stati divulgati ai cittadini in base alla libera richiesta d’informazioni; sono legittimi; sono di interesse pubblico; e garantiscono legittimità all’aministrazione.
  8. Se l’EMA si è comportata in modo da garantire legittimità all’amministrazione in relazione alla dichiarazione di conflitti d’interesse. E’ stato notato il nome di Guido Rasi associato ai brevetti per le invenzioni e si chiede se questa è la stessa persona che dirige l’EMA. Se così fosse, Rasi ha effettivamente dichiarato i suoi conflitti di interesse. Invece, la relatrice della relazione dell’EMA, Julie Williams, non è riuscita a dichiarare i suoi conflitti di interesse.
  9. Se l’EMA si comporta in modo da garantire legittimità all’amministrazione quando gli esperti dell’agenzia hanno legami finanziari con i produttori, in particolare considerando che è sempre possibile trovare esperti senza tali conflitti.
  10. Nell’interesse della trasparenza, si esorta l’EMA a garantire che i nomi di tutti gli esperti consultati siano divulgati insieme alla loro dichiarazione di conflitto d’interesse. Inoltre si sollecita l’EMA per garantire che le dichiarazioni dei conflitti d’interesse della relatrice, dei correlatori [Jean-Michel Dogne e Qun-Ying Vue], dei loro referenti presso l’EMA, e di tutti coloro che hanno fornito dichiarazioni all’EMA, siano divulgati alla luce del sole. Infine, si esorta l’EMA a garantire che le dichiarazioni dei conflitti d’interesse dei funzionari EMA siano oneste.

L’EMA aveva avviato a luglio 2015 un’indagine sul rapporto casuale tra la vaccinazione antipapilloma e due patologie, la Sindrome da dolore regionale complesso [CRPS], una condizione di dolore cronico agli arti, e la Sindrome da tachicardia posturale ortostatica [POTS], in cui la frequenza cardiaca aumenta in maniera anomala dopo che ci si siede o ci si alza. Entrambe le malattie hanno un’alta possibilità di essere correlate al vaccino. Anche se l’EMA ha cercato dapprima di frenare la fuga di notizie che potevano creare comprensibile preoccupazione, ora è sotto pesante accusa per aver manipolato i dati degli studi di sicurezza.

Infatti, se il rapporto ufficiale della EMA dà l’impressione di un rifiuto unanime dei danni correlati alla vaccinazione, solo sette mesi prima l’EMA aveva divulgato che

“una relazione causale tra la sindrome vertigini e stanchezza, Sindrome da tachicardia posturale ortostatica (POTS) e Gardasil [uno dei vaccini HPV] non può essere né confermata né negato”.

Inoltre, la relazione interna secretata dell’EMA di 256 pagine [EMA/666938/2015] che ha fornito la base del progetto per il suo rapporto ufficiale, come abbiamo visto scremato a sole 40 pagine, racconta una storia molto diversa.

Anche in questo caso, come per la questione Disturbi dello Spettro Autistico causati dal vaccino esavalente Infanrix Hexa [prodotto da GSK], la relazione interna era riservata e secretata. Ma quand’è trapelata, ed è stata consegnata agli esperti che ne hanno fatto richiesta avvalendosi delle normative europee, questa relazione ha dimostrato ancora una volta il pessimo malcostume delle autorità regolatrici dei farmaci di manipolare i dati pur di far apparire i vaccini “sicuri ed efficaci“, quando invecela storia della medicina insegna che non esistono vaccini sicuri ed efficaci.

Ci sono molti problemi con il rapporto ufficiale dell’EMA, e la Dottoressa Louise Brinth [Syncope Unit, Bispebjerg and Frederiksberg Hospital] ha attirato l’attenzione in un suo documento di 63 pagine del 17 dicembre 2015. La Dottoressa Brinth non ha avuto accesso alla relazione interna riservata di 256 pagine quando ha scritto il suo documento, ma ha potuto visionare solamente il documento ufficiale di 40 pagine rilasciato dall’EMA.

Dal confronto tra l’EMA e la Dottoressa Brinth , il Nordic Cochrane Institute [in possesso della relazione interna secretata EMA/666938/2015 di 256 pagine] effettua una lunga revisione dalla quale emergono molti  elementi tecnici importanti che, qualora li riportassimo tutti, renderebbero questo nostro articolo molto più lungo del dovuto.

Ci limitiamo semplicemente a riportare alcuni esempi, molto semplici, che forniranno al lettore le chiavi per individuare le manipolazioni che si attuano a danno della salute dei cittadini, e come tali esecrabili atteggiamenti d’insabbiamento sfociano prevalentemente nel discredito di professionisti della salute molto attenti alla tutela dei cittadini, e tutt’altro che schierati agli interessi di mercato stabiliti dall’industria faramaceutica.

Esempio 1

L’EMA afferma nel suo rapporto che: “In generale, la serie di casi riportato da Brinth e colleghi (2015) rappresenta un campione altamente selezionato di pazienti, apparentemente scelto per montare una ipotesi pre-specificato di lesioni indotte dal vaccino“. [pagina 24 del rapporto EMA]

La Dottoressa Brinth risponde nella sua relazione che lei ed i suoi collaboratori hanno incluso tutti i pazienti consecutivamente, con l’eccezione di quelli esclusi, perché hanno attuato dei criteri di esclusione [pagina 17 relazione Dottoressa Brinth]

A questo proposito il Nordic Cochrane Institute scrive che le affermazioni dell’EMA costituiscono congetture [“apparentemente”] peggiorative e si avvicinano ad un’accusa di cattiva condotta scientifica. I commenti dell’EMA sono del tutto inappropriati per un’autorità europea che dovrebbe garantire l’onestà dei suoi ricercatori onesti e, inoltre, la critica è del tutto infondata.

Esempio 2

L’EMA afferma nel suo rapporto che: “molti di questi sintomi richiederebbero una sorta di valutazione clinica obiettiva, ma non vi è alcuna informazione su come questo è stato fatto o quale altra valutazione clinica può essere stato intrapresa per escludere altre cause dei sintomi“. [pagina 23 del rapporto EMA]

La Dottoressa Brinth risponde nella sua relazione che nausea, mal di testa, dolori addominali, stanchezza, ecc, rappresentano, in essanza di sintomi soggettivi, una “valutazione clinica obiettiva. L’intolleranza ortostatica è stata quantificata attraverso il tilting-test [chiamato anche test di stimolazione ortostatica passiva è uno degli esami più efficaci per la diagnosi della sincope n.d.r] che costituisce molto più di “una sorta di valutazione clinica obiettiva” … “Trovo del tutto ingiuste le critiche espresse in merito al mio lavoro e al mio approccio scientifico. Trovo che la valutazione del mio lavoro presentato dall’EMA si basa su numerose ipotesi. La maggior parte di queste ipotesi sono, per quanto di mia conoscenza, essenzialmente errate. Considero questo approccio molto strano e non scientifico … Nel rapporto EMA è preoccupante che il set di dati completo non è stato incluso. Solo specifiche parti del rapporto sono state riprodotte, e non è definito come sono state scelte queste parti. Come risultato, ci sono una serie di esempi di incoerenza tra la rappresentazione dei dati riportati dal Uppsala Monitoring Centre [UMC] nel report originale del Danish Health and Medicines Authorities [DHMA] rispetto al report prodotto dall’EMA[pagine 25 e 26 relazione Dottoressa Brinth]. La Dottoressa Brinth scrive inoltre che le sue osservazioni e le ipotesi sono sostenute dalla revisione indipendente dei dati globali effettuata dal Uppsala Monitoring Centre [UMC].

A questo proposito il Nordic Cochrane Institute scrive che i commenti dell’EMA sono poco professionali, ingannevoli, inappropriati, peggiorativi, e che l’approccio dell’EMA tramite l’utilizzo del cherry-picking [noto come fallacia dell’evidenza o soppressione dell’evidenza] non è scientifico. Inoltre, il centro Uppsala ha confrontato le segnalazioni di danni potenziali dei vaccini HPV con le segnalazioni di danni simili da tutti gli altri vaccini offerti alle donne, e ha scoperto che.

  • POTS [Sindrome da tachicardia posturale ortostatica] è stata segnalata 82 volte per i vaccini HPV rispetto a 1 volta;
  • CRPS [Sindrome da dolore regionale complesso] è stata segnalata 69 volte contro 16;
  • uno squilibrio del sistema nervoso autonomo è stata segnalato 77 volte contro 16;
  • la fibromialgia è stata segnalata 62 volte contro 39.

Diversi altri confronti sono stati effettuati ma non mostrano differenze. A giudizio dell’EMA, questo non consente alcuna conclusione [pagina 230 della relazione interna EMA secretata]. Il relatore ha osservato che le analisi non sono state eseguite correttamente per i confronti multipli [anche se questo non avrebbe mai fatto scomparire un rapporto di 82 a 1] e che la maggiore frequenza di danni potrebbe essere dovuta all’attenzione dei media [non è stata presentata alcuna prova di quest’affermazione]. E’ stata menzionata la scoperta da parte del centro Uppsala di una percentuale notevolmente più elevata di segnalazioni di casi gravi per i vaccini HPV rispetto ad altri vaccini, ma non è stata prestata attenzione in nessuno dei rapporti EMA.

Esempio 3

L’EMA scrive che: “La Sindrome da affaticamento cronico è “stata segnalata costantemente dal 2009“.

La Dottoressa Brinth risponde che: “Secondo il rapporto UMC, la Sindrome da affaticamento cronico è in aumento dal 2012 con un marcato aumento tra il 2012 e il 2013” [pagina 27 relazione Dottoressa Brinth].

A questo proposito il Nordic Cochrane Institute scrive che l’EMA travisa la relazione UMC in merito ai possibili gravi danni del vaccino.

Esempio 4

L’EMA ha omesso di menzionare che i rapporti danesi erano classificati più frequentemente come “gravi” e altrettanto frequentemente avevano incluso un’enorme quantità di informazioni cliniche rilevanti. Invece, l’EMA ha affermato che “i termini POTS, Sindrome da tachicardia posturale ortostatica e squilibrio del sistema nervoso autonomo sono segnalati in modo sproporzionato nei rapporti HPV inviati dalla Danimarca rispetto ai rapporti HPV inviati da altri paesi” [pagina 27 del rapporto EMA].

La Dottoressa Brinth risponde che l’UMC ha notato che:

“una percentuale significativamente maggiore dei rapporti inviati dalla Danimarca sono stati considerati “buoni rapporti”; sono stati classificati come “gravi”; e sono stati inviati da medici, avvocatio o consumatori. C’erano una serie di potenziale di effetti collaterali, che erano statisticamente significativi e sono stati abbondantemente segnalati con il vaccino HPV, ma che l’EMA ha omesso di menzionare: disturbi della coscienza, debolezza muscolare, questioni legate alla disabilità, segni e sintomi neurologici [pagina 28 e 29 relazione Dottoressa Brinth].

A questo proposito il Nordic Cochrane Institute scrive che l’EMA, piuttosto che lodare la diligenza danese, getta dubbi sulla loro ricerca. Si tratta di un atteggiamento inadeguato alla sicurezza per un agenzia di farmacovigilanza. Il Nordic Cochrane Institute è concorde con la Dottoressa Brinth in merito al fatto che l’EMA ha travisato la revisione UMC nella propria relazione, creando così l’impressione che la Brinth ha pubblicato una ricerca scadente. In realtà, sempre secondo il Nordic Cochrane Institute, è l’EMA che utilizza metodi di scadenti, non la Dottoressa Brinth. Infatti, l’EMA omette intenzionalmente alcuni dei importanti danni da vaccino, e tutto ciò costituisce un altro esempio di cherry-picking [ovvero fallacia dell’evidenza o soppressione dell’evidenza].

Esempio 5

La Dottoressa Brinth scrive che: “per quanto posso vedere, i verbali delle riunioni [EMA] non vengono rilasciati. Quali dati hanno visto? Quali dati hanno utilizzato per redigere il rapporto per il PRAC [comitato di valutazione rischio di farmacovigilanza] ? E se l’hanno redatto dov’è il rapporto – possiamo vederlo?
La relazione portata avanti dall’EMA è stata presentata come se fosse il risultato di una discussione all’unanimità e un parere del SAG [Scientific Advisory Group] e di questi esperti.
Tutto ciò ci rende incapaci di giudicare se tutti gli esperti hanno concordato nella conclusione della relazione finale.
Trovo questo approccio molto strano, non scientifico e antidemocratico. In una questione così complessa come questa credo che non vi siano due singoli scienziati che possano condividere esattamente gli stessi punti di vista… Creando una sorta di falso consenso basato sui partecipanti essendo, vincolato al segreto, che porterà inevitabilmente all’impressione che “tutti questi esperti sono d’accordo con la conclusione EMA” “[pagina 33 relazione Dottoressa Brinth].

Il Nordic Cochrane Institute è concorde con la Dottoressa Brinth in mito al fatto che il rapporto ufficiale di 40 pagine dell’EMA è fuorviante in quanto fornisce ai cittadini l’impressione che non c’è nulla di cui preoccuparsi in relazione alla sicurezza del vaccino e che gli esperti consultati dall’EMA sono tutti d’accordo su questo. Tuttavia, la relazione confidenziale secretata dell’EMA di 256 pagine, rivela che diversi esperti hanno espresso il parere che il vaccino non è sicuro e dev’essere sottoposto a ulteriori valutazioni, ma questo passaggio non è stato riportato nel documento ufficiale di 40 pagine.
Il Nordic Cochrane Institute trova che l’estremo livello di segretezza imposto dall’EMA sui membri del gruppo di lavoro e tutti gli altri esperti è inappropriato e va contro l’interesse pubblico in tema di segnalazione e trasparenza al riguardo dei possibili gravi danni causagionati dalla vaccino anti-HPV.

Nella relazione interna secretata EMA/666938/2015 di 256 pagine, il Nordic Cochrane Institute riporta il promemoria che appare a pagina 2 di quel documento:

Come esperto EMA si è tenuti all’ obbligo di riservatezza per tutta la vita. L’obbligo di riservatezza si applica a tutte le informazioni coperte dall’obbligo del segreto professionale. Ciò include, per esempio, il fatto che c’è una riunione, chi sono stati nominati per partecipare, l’ordine del giorno della riunione, il prodotto o l’azienda interessata, i partecipanti, qualsiasi parte delle discussioni e il risultato. Tutta la documentazione (corrispondenza, relazioni, minuti, ecc.) dovrà essere conservata come confidenziale e memorizzata in un luogo sicuro o distrutta. Il dovere di riservatezza si ferma solo se l’informazione è stata resa pubblica e solo nella misura in cui è stata rilasciata a pubblico dominio.

Ogni ulteriore commento è superfluo: qui si tratta di vera e propria criminalità organizzata.

Esempio 6

La Dottoressa Brinth scrive che: “leggendo la relazione EMA sembra che la revisione dei dati di sicurezza include i dati disponibili dei test clinici, la sorveglianza post-marketing e la revisione di letteratura, tutti raccolti dai titolari delle autorizzazioni (AIC) [GlaxoSmithKline Biologicals, Merck Sharp & Dohme Limited e Sanofi Pasteur MSD]?
Tutto ciò è stato fatto sotto forma di un rapporto scritto dai titolari dell’AIC all’EMA?
Questo report è liberamente disponibile?” [pagina 34 relazione Dottoressa Brinth].

Anche in queso caso non può tornare in mente il fatto del dossier confidenziale della GlaxoSmithKline Biologicals che omette intenzionalmente i casi di autismo cagionati dal vaccino esavalente Infanrix Hexa [n.d.r]

Il Nordic Cochrane Institute trova inaccettabile che l’EMA nella sua relazione ufficiale di 40 pagine non rende chiaro il fatto che ha permesso alle compagnie farmaceutiche di essere “giudici di sé stesse” nella valutazione di sicurezza del vaccino, specialmente perché c’è una quantità enorme di denaro in gioco: la spesa globale riguardante finora i vaccini contro l’HPV può essere approssimativamente stimata a 25 miliardi €uro.
L’EMA ha quindi chiesto ai produttori di effettuare ricerche in merito agli effetti collaterali del vaccino nei propri database, e questo lavoro delle società non brilla per precisione.
Pertanto, si tratta di una procedura inaccettabile. Infatti, ci sono innumerevoli esempi di compagnie farmaceutiche che nascondono gravi danni – anche letali – alle autorità.

Molte relazioni dell’EMA sono illegittime

Varie persone hanno ottenuto documenti redatti dall’EMA attraverso l’utilizzo delle normative europee che regolano la libertà d’informazione e l’accesso ai documenti.

Appena il Nordic Cochrane Institute ha avuto accesso alla versione riservata e confidenziale del documento di 256 pagine interno all’EMA, ha potuto vedere quali sono stati gl’insabbiamenti e quali parti l’EMA ha divulgato.

Il Nordic Cochrane Institute considera assurdo il requisito imposto dall’EMA in merito alla “riservatezza per tutta la vita”. Infatti, tutto il materiale disponibile relativo anche solo a sospetti danni cagionati da un intervento di sanità pubblica, diretto prevalentemente verso bambini sani, dovrebbe essere accessibile a chiunque e senza alcuna restrizione.

E’ curioso come non sia possibile trovare tutte le informazioni commerciali riservate nei documenti che venogo divulgati per essere esaminati, oppure divulgati al pubblico.

Per esempio, l’American College of Physicians ha trovato che 89 casi di insufficienza ovarica precoce segnalati per i vaccini anti-HPV [86 per Gardasil e 3 per Cervarix], contro nessuna segnalazione per altri vaccini, erano sufficientemente allarmanti per motivare, a gennaio 2016, un avviso di sensibilizzazione ai medici e al pubblico, anche se non c’è una forte evidenza di una relazione causale tra HPV4 e la disfunzione ovarica. Tuttavia, nel rapporto confidenziale EMA di 256 pagine è menzionato in una sola frase che il vaccino è sotto sorveglianza per questo possibile danno, ma non viene reso noto il motivo.

L’EMA avrebbe dovuto altresì considerare che, quando i medici sono stati allertati ancor prima che dalla comunità scientifica per la possibilità che Pandemrix, uno dei vaccini contro l’influenza pandemica utilizzati nel 2009-2010, potesse causare narcolessia in persone con alcune specificità, la reazione fu quella di ridicolizzare questi medici. Invece, ora è stato stabilito saldamente che il Pandemrix può causare la narcolessia, una condizione molto grave, fino a parecchi anni dopo la vaccinazione dei bambini e degli adolescenti, e che questa malattia è immunomediata. Tuttavia, anche di questo fatto non risulta nulla sia nel rapporto ufficiale EMA che nella relazione confidenziale.

La linea di fondo per l’EMA sembra essere quella che il vaccino dev’essere tutelato dalle critiche a tutti i costi perché si crede di salvare vite umane proteggendole dallo sviluppo di un cancro cervicale. Un segnale di questo atteggiamento è che il testo della relazione ufficiale è quasi identico alle valutazioni del relatore e delle aziende farmaceutiche. Tuttavia, questo atteggiamento paternalistico ha un costo grande:

  1. L’EMA ha accettato acriticamente una ricerca scadente e superficiale eseguita dai titolari autorizzati a commercializzare il prodotto, divulgando un rapporto ufficiale chiaramente difettoso e non rappresentativo, senza considerare le gravi preoccupazioni sollevate nelle discussioni interne, secretate da accordi interni di riservatezza per tutta la vita.
  2. La critica poco professionale e diffamatoria, come quella che l’EMA ha sollevato contro i ricercatori
    danesi, non è sconosciuta agli scienziati e rappresenta una grave minaccia alla salute pubblica ed al progresso scientifico.
  3. Coloro che sollevano preoccupazioni dovrebbero essere supportati per il loro coraggio, anche se successivamente i loro sospetti potrebbero dimostrarsi infondati. Infatti, questo è un importante requisito del DMHA [Danish Health and Medicines Authorities] richiesto ai medici danesi che sollevano preoccupazioni.
  4. Le critiche infondate agli informatori da parte di coloro che sono in cima alla piramide del potere sono potenzialmente molto dannose, così come impedire le importanti preoccupazioni che sono generate.
  5. L’insabbiamento infondato dei sintomi segnalati dalle segnalazioni ADR riportate dall’UMC [Uppsala Monitoring Centre] mina seriamente il meccanismo centrale per monitorare le reazioni avverse ai farmaco.
  6. Queste gravi carenze, a nome dell’EMA, potrebbero creare un problema superiore in ordine di grandezza evidenziabile nel calo di partecipazione ai programmi di screening per HPV.
  7. Dovrebbero essere confermati i timori per i possibili danni del vaccino HPV, perchè così agendo la fiducia nell’EMA e nei vaccini in generale può essere danneggiata in modo irreparabile. In effetti, la gestione della controversia HPV da parte dell’EMA – facendo anche finta che non vi siano conoscenze sufficienti quando invece ne abbiamo parecchie – è già diventato un disastro pubblico. Per esempio, a Funen (seconda isola della Danimarca, con una popolazione superiore a di 482.000 persone), l’assorbimento del vaccino anti-HPV è diminuito dal 74% al 31% in un solo anno.
  8. Le procedure EMA per valutare la sicurezza degli interventi medici – dove le aziende sono i giudici di sé stesse – devono essere fondamentalmente rielaborate così come tutte le informazioni e le procedure dovrebbero essere rese trasparenti al pubblico. Le nostre società non dovrebbero accettare che le valutazioni di sicurezza dei farmaci siano lasciate in mano a corporazioni con enormi interessi finanziari e agenzie di farmacovigilanza che ricevevo l’80% dei loro finanziamenti dal settore farmaceutico.
  9. La segretezza imposta dall’EMA non è nell’interesse pubblico. Le agenzie di farmacovigilanza tendono ad avere una visione ristretta, a causa di loro competenza o perché esse sono troppo legate all’industria del farmaco nello svolgimento del loro lavoro quotidiano, che spesso comporta frequenti contatti con l’industria e posibilità d’occupazione per le persone con una lunga carriera nel settore. Ad esempio,  il direttore dell’EMA, Guido Rasi, ha portato con sé un numero di persone appartenti alla società farmaceutica Sigma Tau [la stessa che sponsorizza un certo gioielliere di Bologna per dispensare tante bufale al chilo, n.d.r] che includono Stefano Marino, suo direttore degli affari legali. Rasi ha lavorato con questa azienda per molti anni e apparentemente detiene diversi brevetti insieme all’azienda [in sostanza un altro Prof. Burioni di turno, n.d.r]

Sanità pubblica significa promuovere la salute, prevenire le le malattie e le disabilità, attraverso sforzi organizzati della società. Questo comporta in primis la protezione dai danni e deve coinvolgere la progressione della conoscenza attraverso un clima di collaborazione aperta. Invece, ad oggi, tutte le persone che prospettano una critica alle vaccinazioni sono sistematicamente oggetto di atti di bullismo.

Per quanto assistiamo, le azioni dell’EMA, e degli Enti sanitari preposti, dimostrano che la preoccupazione maggiore è quella di proteggere le proprie decisioni in merito ai programmi vaccinali, anziché rispettare le scelte dei cittadini e tutelarli a tal punto da fornire loro tutti gli elementi necessari per poter scegliere in completa autonomia, indipendentemente dal fatto che vogliano o non vogliano vaccinarsi e/o somministrarla ai bambini di cui sono responsabili.

Non è nell’ambito dei poteri delle autorità di regolamentazione, né della politica, negare il diritto dei cittadini di effettuare scelte informate circa la propria salute omettendo informazioni importanti. I cittadini hanno bisogno di ricevere informazioni oneste riguardanti i vaccini ed essere informati adeguatamente al riguardo di tutte le incertezze ad essi collegate.

Vaccini: la scarsa conoscenza dei danni è il nemico peggiore!

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