Vaccini: la revisione critica della letteratura scientifica evidenzia pesanti conflitti d’interesse

È un luogo comune dire che la medicina è una scienza. Così non è. La medicina non è una scienza: è semplicemente una pratica basata su altre scienze [fisica, chimica, biologia, ecologia, economia], che differisce dalle altre tecniche perché il suo oggetto è un soggetto [l’uomo], e si serve anche della statistica come strumento matematico per cercare di giustificare le proprie pratiche. Però, la statistica è facilmente manipolabile.

Non è quindi un caso che la stragrande maggioranze degli studi condotti sui vaccini MPR sono effettuati da ricercatori collegati agli uffici governativi, o di immunizzazione, collusi alle aziende farmaceutiche, e viene loro conferito interesse per dimostrare in modo truffaldino che i vaccini sono universalmente sicuri, magari per proteggere qualche brevetto personale sul mercato. Inoltre, molto spesso sono identificabili altri problemi, quali:

  • pessima scelta del campione,
  • incongruenze di dati,
  • ipotesi non provate,
  • pubblicazioni soggettive di dati in contrasto con le conclusioni,
  • confronti difettosi,
  • metodi inaffidabili,
  • conclusioni non supportate.

Così, alla luce di questi numerosi e tutt’altro che trascurabili difetti, non si può pensare di prendere una ricerca come prova positiva che i vaccini sono universalmente sicuri per i bambini, come invece sostengono le aziende farmaceutichele, le agenzie governative, taluni politicanti al servizio delle multinazionali [vedi per esempio i casi di Emilia Romagna e Toscana], e improvvisati lacché dell’industria che gravitano ovunque sul web [anche per difendere i propri interessi nei brevetti].

Che si voglia o no, anche perché la verità dei fatti è ben visbile nei dossier confidenziali delle industrie del farmaco e nei sistemi di farmacovigilanza, i vaccini permangono di diritto sul banco degl’imputati come causa scatenante i moltissimi sintomi congruenti alla più banale diagnosi di Disturbo dello Spettro Autistico. Ed è anche per questo che gli studi prodotti con queste manifeste alterazioni non potranno mai fugare le pertinenti preoccupazioni delle famiglie e di tutti coloro che, dotati d’intelletto e di senso critico, cercano di porsi con atteggiamento propositivo nei confronti dei molti dubbi che proseguono a rimanere irrisolti.

Riportiamo dunque una serie di esempi eclatanti che sono spesso utilizzati per sostenere l’idea che i vaccini combinati in generale, e i vaccini trivalenti MPR in particolare, sono sicuri.

Vorremo augurarci che questa informazione sia presa in seria considerazione dai politicanti, e dai sindacalisti delle sedicenti associazioni mediche, al fine di convincersi che la rimozione delle esenzioni alla vaccinazione, le minacce di radiazione ai medici che affrontano con spirito critico il tema delle vaccinazioni individuali dei propri assistiti, nonché l’imposizione di vaccini quantomeno illegittimi [esavalente a fronte dei 4 vaccini obbligatori per Legge] rappresentano un passaggio privo di saggezza e di etica, oltre che un becero tentativo di limitare le libertà personali di scelta alle cure e di pensiero, dato la sorprendentemente mancanza di dati sulla sicurezza che sono forniti per dimostrare l’ipotetica bontà di questi vaccini farmaci.

1 – No evidence for measles, mumps, and rubella vaccine-associated inflammatory bowel disease or autism in a 14-year prospective study

Panoramica

Questo studio, prodotto da Heikki Peltola e collaboratori, è stato condotto in risposta al precedente studio condotto da Andrew Wakefield e collaboratori nel 1998 che suggeriva un collegamento tra il vaccino MPR, una malattia infiammatoria cronica intestinale e l’autismo, come riportato dai genitori dei 12 bambini presi in esame nello studio The Lancet. Peltola e collaboratori riportano i dati esaminati dal Adverse Event Reporting System US Vaccine [VAERS] per sostenere che i sintomi gastrointestinali sono rari dopo la somministrazione del vaccino trivalente MPR. I loro risultati provengono dai dati che riportano 31 persone che si lamentano di sintomi gastrointestinali dopo aver ricevuto il vaccino MPR su 3 milioni di vaccini somministrati negli anni di studio. Questo studio è spesso citato come prova del fatto che il vaccino MPR è sicuro.

Difetti dello studio

Il database VAERS è un sistema di sorveglianza finanziato dal governo federale sulla base di auto-segnalazioni, il che significa che solo quelli che posseggono i mezzi per segnalare il loro evento avverso lo faranno. Lo stesso sistema VAERS afferma:

La sottostima è una delle principali limitazioni dei sistemi di sorveglianza passiva, compreso il VAERS. Il termine “sottostima” si riferisce al fatto che il VAERS riceve rapporti solo per una piccola parte degli eventi avversi effettivi.

Pertanto, basare i propri risultati esclusivamente sui dati VAERS significa che molti di più di 31 persone possono aver sperimentato i sintomi, ma senza averlo segnalato. Questo tipo di studio è oggettivamente limitato perché non può escludere che una popolazione più ampia ha sperimentato sintomi gastrointesinali dopo aver ricevuto il vaccino, né può escludere che una sottopopolazione specifica potrebbe essere vulnerabile al vaccino MPR com’era stato evidenziato nelle valutazioni condotte da Andrew Wakefield e collaboratori nello studio The Lancet.

Conflitti d’interesse

Questo studio è stato finanziato dalla Merck, produttrice dell’attuale formulazione del vaccino MMR-II, che si distingue per trarre il massimo profitto dai risultati che smentiscono qualsiasi pericolo.

2 – A population-based study of measles, mumps, and rubella vaccination and autism

Panoramica

Poul ThorsenQuesto studio rappresenta uno dei quattro studi danesi in cui figura il ricercatore più ricercato al mondo, nel senso che risulta nella lista degli indagati numero uno dalla FBI, per aver truffato il governo degli Stati Uniti, che risponde al nome di Poul Thorsen.

Pur ammettendo che gli studi precedenti che confutavano il legame tra il vaccino MPR e l’autismo erano limitati nel campione, per rispondere alla richiesta formulata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità di produrre ulteriori studi, gli autori hanno cercato di indagare un campione di dati più grande per aumentare la capacità di analisi statistica.

Essi hanno condotto uno studio retrospettivo sui bambini nati in Danimarca tra il 1991 e il 1998, dopo che il vaccino trivalente MPR è stato approvato all’uso in Danimarca nel 1987. Hanno confrontato la coorte di bambini non vaccinati con quasi mezzo milione di bambini che hanno ricevuto il vaccino, e hanno trovato un rischio relativo insignificante di disturbi autistici e dello spettro autistico nella popolazione vaccinata.

Difetti dello studio

I dati presentati dai ricercatori nei loro risultati sono incoerenti, e mettono in discussione tutta la loro metodologia. La tabella 1  riporta 269 bambini vaccinati con disturbo autistico e 47 bambini non vaccinati con disturbo autistico. La tabella 2  riporta 263 bambini vaccinati con disturbo autistico e 53 bambini non vaccinati con disturbo autistico. Utilizzando un insieme di numeri invece dell’altro cambiano di poco i risultati con un rischio relativo di 1 o poco più, quando la coorte vaccinata viene confrontata con la coorte di non vaccinati. Che i loro risultati sono basati su dati incoerenti dovrebbe essere sufficiente per inficiare la credibilità dello studio e per non citare lo stesso come prova. Inoltre, gli stessi autori ammettono che questo tipo di studio non esclude che una sottopopolazione potrebbe essere vulnerabile al vaccino MPR come presentato nello studio The Lancet di Andrew Wakefield e collaboratori.

Conflitti d’interesse

Lo studio è stato finanziato dal National Immunization Program [NIP] e dai Centers for Disease Control and Prevention [CDC] che hanno un interesse finanziario acquisito nel maggiore assorbimento del vaccino MPR, in quanto acquistano direttamente il vaccino da Merck e lo distribuiscono per il rimborso ai dipartimenti di sanità pubblica degli Stati.
Inoltre, in aggiunta al caso giudiziario dell’indagato Poul Thorsen, uno dei co-autori dello studio, la Dr.ssa Diana Schendel, era impiegata del CDC al momento della pubblicazione e tre dei co-autori [Dr. Mads Melbye, Mr. Jan Wohlfahrt, e Mr. Anders Hviid] erano dipendenti di Staten Serum Institut, una società a scopo di lucro che produce e distribuisce vaccini in Danimarca.

3 – Do children who become autistic consult more often after MMR vaccination?

Panoramica

Gli autori di questo studio hanno ipotizzato che se il vaccino MPR causa autismo, successivamente, i bambini con sintomi autistici avrebbero avuto un significativo aumento, in generale, rilevabili dalle visite mediche post-vaccinazione. I dati provenienti dall’Inghilterra durante gli anni 1989-2000 sono stati utilizzati per confrontare le visite di cure primarie dei bambini autistici rispetto alle visite di bambini non-autistici entro sei mesi dal ricevimento del vaccino MPR. Gli autori non hanno trovato alcun significativo aumento delle visite mediche entro il periodo di tempo di sei mesi.

Difetti dello studio

La premessa di questo articolo si basa sul presupposto che se il vaccino MPR provoca l’autismo, allora il numero di visite mediche generiche aumenterebbe per i bambini autistici dopo la somministrazione del loro primo vaccino MPR. Ma ciò non tiene conto del numero totale di visite mediche, che includono le visite specialistiche se non addirittura private. Infatti, è ovvio che la maggior parte dei medici di medicina generale non vedranno mai bambini autistici con una frequenza maggiore rispetto ai loro colleghi specialisti, come neuropsichiatri, neurologi e gastroenterologi, che dovrebbero saper riconoscere i sintomi di una reazione avversa. Inoltre, i dati non mostrano quanti bambini hanno cercato consulenza per il trattamento dei loro sintomi al di fuori della stretta finestra di 6 mesi decisa nello studio. Infine, tra gli autori non figurano specialisti in autismo che descrivano come e quando si presenta l’autismo e come viene diagnosticato.

Conflitti d’interesse

DG Cook, uno degli autori dello studio, ha lavorato come professore presso il Dipartimento di Scienze di Sanità Pubblica del St. George’s Hospital Medical School di Londra. Come insegnano i casi nostrani di minacce proferite ai medici che manifestano criticità sulle vaccinazioni, gli operatori sanitari pubblici sono generalmente “addestrati” ad accettare e supportare politiche di vaccinazione senza porsi dubbi, e non servono ricercatori oggettivi.

4 – Measles, mumps, and rubella vaccination and bowel problems or developmental regression in children with autism: population study

Panoramica

Questo documento si concentra sui casi di autismo individuati in cinque distretti di Londra, Inghilterra, per i bambini nati nove anni prima e nove anni dopo l’introduzione del vaccino MPR nel Regno Unito nel 1988. Gli autori hanno ipotizzato che se l’autismo è correlato al vaccino MPR, allora dovrebbe esserci un aumento corrispondente del numero di casi di autismo dopo il 1988, così come l’aumento dei tassi di autismo regressivo [in cui un bambino con i livelli tipici di sviluppo inzia improvvisamente a perdere il linguaggio e le abilità sociali e successivamente entra nello spettro autistico]. Inoltre, i ricercatori hanno cercato di determinare se il vaccino MPR è collegato a una maggiore incidenza di disturbi intestinali tra i bambini con autismo, forse per indicare una “nuova variante” di autismo. Gli autori hanno concluso che non vi è alcuna “nuova variante” di autismo caratterizzata da disturbi intestinali e autistici regressivi, ed inoltre che non vi è alcun legame tra il vaccino MPR e l’autismo.

Difetti dello studio

Gli autori sostengono che non vi è alcuna evidenza statistica di correlazione tra il vaccino MPR e l’autismo, ma i dati grezzi suggeriscono il contrario. Prendendo in considerazione il loro rapporto del numero di bambini i cui genitori hanno riferito sintomi: solo il 29% dei genitori ha segnalato autismo, autismo regressivo, o disordini intestinale prima del vaccino, rispetto al 58% dei genitori che ha riportato sintomi dopo il vaccino. Solo il 13% dei casi segnalati si è verificato in bambini non vaccinati. Gli autori, con molta cautela, nella loro conclusione hanno riportato che alcuni genitori potrebbero aver cambiato l’età in cui hanno notato i sintomi perché lo studio di Wakefield e collaboratori aveva fatto notizia, ma questa è una loro congettura, e certamente non spiega una differenza così elevata. Infatti, i loro dati suggeriscono che più bambini sono “regrediti nell’autismo” dopo il vaccino MPR e non prima.

Conflitti d’interesse

Due degli autori dello studio, Nick Andrews e Elizabeth Miller, sono dipendenti della divisione per l’immunizzazione del Public Health Laboratory Service e del Communicable Disease Surveillance Center del Regno Unito. In particolare, questa divisione si occupa di vaccinazioni e del loro assorbimento sul territorio del Regno Unito, così come della sicurezza del vaccino.

5 – No evidence for a new variant of measles-mumps-rubella-induced autism

Panoramica

Questo studio ha cercato la prova di una nuova forma di autismo caratterizzato dalla regressione dello sviluppo e disturbi intestinali nei bambini, come ipotizzato dallo studio di Wakefield e collaboratori. Gli autori affermano che se esisteva questa nuova forma di autismo, allora avrebbero dovuto trovare evidenza statistica in almeno uno dei seguenti modi:

  • dovrebbe esserci una maggiore incidenza di questo tipo di disturbo nella popolazione generale;
  • la prima preoccupazione dei genitori dovrebbe essere più vicina all’età media della vaccinazione nei vaccinati rispetto ai bambini non vaccinati;
  • dovrebbe esserci un aumento della regressione nei bambini vaccinati contro i bambini non vaccinati;
  • i bambini autistici con regressione verrebbero raggruppati intorno all’età di vaccinazione;
  • i bambini autistici con regressione avrebbero sintomi distinti con severità simile;
  • la regressione nell’autismo sarebbe associata a disturbi gastrointestinali e/o intestinali.

Gli autori hanno utilizzato tre serie di campioni per identificare le relazioni statistiche tra la somministrazione del vaccino MPR e la prova di qualsiasi degl’indicatori sopra elencati.

Il primo campione era un campione intenzionale composto da bambini che erano stati identificati con disturbi pervasivi dello sviluppo attraverso un sondaggio nel Regno Unito nello Staffordshire. Il campione era costituito da 96 bambini che sono nati tra il 1992 e il 1995, tutti tranne uno avevano ricevuto il vaccino MPR.

Il secondo campione era un campione di convenienza, in cui i soggetti volontari sono stati scelti per prendere parte allo studio, in particolare abbattuti dalla pratica del primo autore dello studio, Dr. Eric Fombonne. Questo campione era costituito da bambini che avevano ricevuto il vaccino MPR dopo il 1988 [quando è stato introdotto il vaccino MPR], tra cui 68 bambini nati tra il 1987 e il 1996, che avevano una diagnosi confermata di Disturbo Generalizzato dello Sviluppo [PDD].

Il terzo campione era anch’esso un campione di convenienza, di 99 persone con autismo che sono nate prima dell’introduzione del vaccino MPR.

Gli autori sostengono che la loro analisi non ha trovato evidenza statistica per supportare qualsiasi delle rivendicazioni precedenti, stabilendo in tal modo che non vi era alcuna nuova forma di autismo e nessun collegamento con il vaccino MPR.

Difetti dello studio

Confrontare un campione intenzionale a due campioni di convenienza non è un metodo di ricerca valido e, pertanto, non dovrebbe essere invocato per fare inferenze per quanto riguarda il vaccino MPR e l’autismo. Gli autori, inoltre, non elencano la fonte del terzo campione di convenienza, e questo mette ulteriormente in discussione la validità del campione.

Conflitti d’interesse

Successivamente alla pubblicazione di questo documento, il Dr. Fombonne è stato incriminato per violazione dell’etica scientifica presso University Children Hospital McGill di Montreal, in quanto la divulgazione dei dati utilizzati nei campioni dei bambini autistici non era stata autorizzata dai genitori e questo ha rappresentato un uso improprio dei dati degli stessi. Inoltre, il Dr. Fombonne ha anche testimoniato come consulente di parte per i produttori di vaccini schierati contro le famiglie di bambini danneggiati da vaccino, sia in sede civile che in sede di National Vaccine Injury Compensation Program per gli Stati Uniti.

6 – Time trends in autism and in MMR immunization coverage in California

Panoramica

L’obiettivo dello studio era quello di trovare una correlazione tra l’aumento dei tassi di autismo e un aumento dei tassi di vaccinazione MPR nella popolazione generale. Gli autori hanno usato uno studio ecologico, che prende in esame l’intera popolazione per incidenza di una malattia piuttosto che esaminare i singoli casi di autismo. I dati sono stati ricavati dallo Stato della California tra il 1980 e il 1994, utilizzando le iscrizioni all’asilo per determinare il numero di bambini vaccinati tra i 17 ei 24 mesi di età e confrontandolo con il numero di bambini nati nel corso di questi anni che hanno ricevuto servizi dal California Department of Developmental Services dopo la diagnosi di autismo. La loro analisi mostra che mentre i tassi di autismo in California sono aumentati in questo periodo di tempo del 373% [da 44 casi per 100.000 nati vivi a 208 casi per 100.000 nati vivi], l’assorbimento relativo al vaccino MPR a 24 mesi è aumentato solo del 14% e questo li porta ad affermare che l’aumento dei tassi di autismo non può essere causato dalla crescita relativa della vaccinazione MPR.

Difetti dello studio

Una relazione tra il vaccino MPR e l’autismo non può essere esclusa a livello individuale sulla base di questo confronto dei soli tassi complessivi. Gli incrementi nell’utilizzo dei centri di sviluppo possono essere rafforzati, come riconoscono gli autori, da un aumento della disponibilità dei centri e una maggiore consapevolezza pubblica dell’autismo. Inoltre, in una successiva confutazione, gli autori Edwards e Baltzan, riassegnando i dati, hanno scoperto che il trend dell’età della vaccinazione era inferiore ai 17 mesi tra il 1981 e il 1993, e che le trame di confronto originali sono state compresse in verticale, e una volta regolate all’attinenza della realtà suggerivano una correlazione se non addirittura un nesso di causalità con la vaccinazione.

Conflitti d’interesse

L’autore principale di questa pubblicazione, Dr. Loring Dales, era a capo della divisione vaccini del California Department of Health Services al tempo della pubblicazione dello studio. Il Dr. Dales aveva la responsabilità di mantenere elevato l’assorbimento vaccinale [compreso il vaccino MPR] nello Stato della California.

7 – Mumps, measles, and rubella vaccine and the incidence of autism recorded by general practitioners: a time trend analysis

Panoramica

Questo studio rappresenta un’analisi di tendenza nel tempo, dove i ricercatori osservano per vedere se aumenta una variabile, o diminuisce, in contemporanea con un altro fattore per un certo periodo di tempo. I ricercatori hanno esaminato il tasso di aumento di diagnosi di autismo tra i bambini tra il 1988 e il 1999, e specificamente hanno osservato ragazzi nati tra il 1988 e il 1993 con il tasso di somministrazione del vaccino MPR [assorbimento] durante gli stessi periodi di tempo. Gli autori hanno affermato che non vi era alcuna correlazione nonostante un marcato aumento dell’incidenza di autismo con il tempo, perché le tendenze d’assorbimento del vaccino MPR sono rimaste invariate.

Difetti dello studio

Invece di definire l’incidenza di autismo in base a quando il bambino è nato, gli autori dello studio definiscono l’incidenza dell’autismo sulla base del tasso di diagnosi durante l’anno di diagnosi, con il denominatore corretto per età della diagnosi. Questo metodo fornisce un orientamento verso la diagnosi d’autismo in giovane età ma non rappresenta una vera misura per definire l’incidenza di autismo. Pertanto, questa sezione dell’analisi è essenzialmente priva di significato nel determinare la reale incidenza dell’autismo contro l’assorbimento del vaccino MPR. Il tasso d’assorbimento del vaccino MPR è rimasto stabile ad oltre il 95% in tutte le coorti di nascita, mentre l’incidenza dell’autismo [come misurato dai ricercatori] è aumentato di sette volte. Anche un incompetente in matematica comprende che l’assorbimento del vaccino MPR non poteva aumentare proporzionalmente, in quanto era già oltre il 95%, per cui questo tipo di studio temporale non rappresenta alcuna “prova.

Conflitto d’interessi

Gli autori di questo studio sono dipendenti del Boston Collaborative Drug Surveillance Program presso la Boston University School of Medicine. Questo programma è finanziato da un corposo numero di industrie: AstraZeneca, Berlex Laboratories, Boehringer Ingelheim Pharmaceuticals, Boots Healthcare International, Bristol-Myers Squibb Pharmaceutical Research Institute, GlaxoSmithKline, Hoffmann-La Roche, Janssen Pharmaceutica Products, RW Johnson Pharmaceutical Research Institute, McNeil Consumer Products, e Novartis Farmaceutica. Pertanto, si può affermare con notevole certezza che il finanziamento del loro programma è direttamente collegato a quello a scopo di lucro delle aziende produttrici di vaccini, per proteggere le loro richieste.

8 – MMR and autism: further evidence against a causal association

Panoramica

Gli autori di questo studio hanno studiato le tendenze della diagnosi di autismo in una serie di casi che coinvolgono 357 bambini con diagnosi di autismo nel Regno Unito. Hanno osservato le relazioni temporali, cioè la quantità di tempo trascorso tra la somministrazione del vaccino MPR e una successiva diagnosi di autismo. Farrington e collaboratori hanno esaminato due tempi diversi – rispettivamente 36 mesi e 60 mesi – tra il vaccino MPR e il primo sintomo preoccupante riferito dai genitori, come già osservato in uno studio precedente per valutare un rapporto temporale più stretto. Inoltre hanno esaminato 24 mesi come intervallo tra il vaccino MPR e l’insorgenza di autismo regressivo. Essi sostengono che i loro risultati non dimostrano alcuna correlazione con l’aumento d’incidenza dell’autismo, mentre l’assorbimento del vaccino MPR è rimasto stabile. È importante sottolineare che l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha utilizzato questi risultati per sostenere la sua politica di immunizzazione.

Difetti dello studio

Nonostante le affermazioni degli autori, i dati presentati come prova nello studio sembrano invece confermare in realtà una relazione temporale tra il vaccino MPR e l’età della prima diagnosi di autismo. Questo è meglio illustrato utilizzando le tabelle dei dati dello studio. La Figura 1 include l’età della prima diagnosi per 64 bambini non vaccinati con autismo e mostra significativamente maggior “diffusione“, rispetto alla Figura 2 riferita a 231 bambini che hanno ricevuto una singola dose di vaccino MPR, dove le diagnosi tendono a raggrupparsi tra 0 e 30 mesi post-vaccinazione.

Figura. 1 – Distribuzione di età alla diagnosi di autismo (in mesi) di 64 bambini non vaccinati con autismo.

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Figura. 2Distribuzione d’età (in alto) alla diagnosi di autismo ed età alla vaccinazione (inferiore), in mesi, di 231 bambini con autismo che hanno ricevuto una singola dose di vaccino MPR.

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Figura. 3 – di 62 bambini che hanno ricevuto due dosi del vaccino MPR, mostra anche il clustering tra 0 e 30 mesi dopo la somministrazione del primo vaccino. Distribuzione d’età (in alto) al momento della diagnosi di autismo e d’età alla vaccinazione (in basso).

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Gli autori dello studio danno la colpa di questo fenomeno alle tendenze nel tempo in cui i casi post- vaccino MPR tendono ad essere più recenti ed casi senza il vaccino MPR tendono ad essere più anziani; perché i casi più recenti sarebbero stati oggetto di diagnosi precoce e di screening. Questa affermazione è completamente infondata, e nel documento si fa ben poco per contrastare il chiaro raggruppamento di diagnosi di autismo dopo la vaccinazione.

Conflitti d’interesse

Uno degli autori, la Dr.ssa Elizabeth Miller, era un funzionario capo presso la Divisione di immunizzazione di Sanità pubblica del Public Health Laboratory Service del Regno Unito [PHLS] e possedeva un conflitto d’interesse istituzionale, conisderato che il PHLS ha l’obbiettivo di mantenere alti tassi di vaccinazione nel Regno Unito.

9 – Autism and measles, mumps, and rubella vaccine: no epidemiological evidence for a causal association

Panoramica

Questo studio fornisce un confronto tra i tassi di autismo prima e dopo l’introduzione del vaccino MPR nel Regno Unito nel 1988. I dati dimostrano un forte aumento dell’incidenza di autismo nei primi anni 1990, ma non sembra essere correlato con l’assorbimento del vaccino MPR, che raggiunge alti livelli subito dopo la sua introduzione. Secondo gli autori dello studio, sebbene la maggior parte delle prove non dimostra una relazione temporale tra i tempi di somministrazione del vaccino MPR e l’insorgenza dell’autismo, i dati sono molto convincenti per clustering [analisi dei gruppi] d’età della prima preoccupazione tra 0 e 6 mesi dalla somministrazione del vaccino MPR. Gli autori respingono questa evidenza, sostenendo che i genitori hanno scelto un’epoca di prima preoccupazione a 18 mesi semplicemente perché era un “numero tondo.

Difetti dello studio

L’affermazione che i genitori hanno scelto un’età di preoccupazione a 18 mesi, perché si trattava di un “numero tondo“, è infondata e, pertanto, non rappresenta una spiegazione valida per il l’analisi dei dati dei gruppi che dimostrano il contrario. Questi risultati dovrebbero essere respinti dai ricercatori anziché essere citati per pura convenienza.

Conflitti d’interesse

Due degli autori dello studio [Dr. Elizabeth Miller e la Sig.ra Pauline Waight] sono dipendenti dalla Divisione Immunizzazione del Regno Unito, Public Health Laboratory Service Communicable Disease Surveillance Centre, e riflettono il loro conflitto d’interesse itituzionale in quanto questa particolare agenzia è responsabile per aumentare l’assorbimento del vaccino nella popolazione del Regno Unito.

10 – Neurologic disorders after measles, mumps, rubella vaccination

Panoramica

Questo studio ha utilizzato dei registri ospedalieri per determinare se c’è una relazione tra la vaccinazione MPR e  tre diverse diagnosi di ricovero nei bambini: encefalite [entro tre mesi dal vaccino MPR]; meningite asettica [entro tre mesi dalla vaccinazione]; e autismo [nel tempo, il periodo di analisi era 1982-1986]. I dati sono stati presi da registri ospedalieri in Finlandia. Gli autori affermano che non esiste alcuna relazione temporale tra il vaccino MPR e una delle tre diagnosi, tra cui l’autismo, in ambiente ospedaliero. Essi riferiscono che non c’era il clustering [analisi dei gruppi] dei ricoveri per l’autismo alle scadenze a seguito di immunizzazione.

Difetti dello studio

Questo studio dimostra in realtà chiaramente che i tassi di picco di diagnosi di autismo si sono verificati dopo la somministrazione del vaccino MPR, in particolare nella finestra 0-6 mesi successivi alla vaccinazione. Inoltre, i dati di autismo si basano su visite relative a “ricovero ospedaliero“, che rappresentano probabilmente un sotto-accertamento dei casi di autismo effettivi, dato che sono molto maggiori i casi diagnosticati in ambiente ambulatoriale, senza alcuna necessità di ricovero per accertamenti. Inoltre, le diagnosi in un ambiente ospedaliero non riflettono l’insorgenza effettiva di sintomi, tra cui la regressione, e di questo gli autori ammettono chiaramente che si tratta di un difetto nella loro analisi di lavoro.

Conflitti d’interesse

Il maggiore produttore del vaccino MPR, MMR-II, ovvero Merck, ha finanziato questo studio ed era in possesso del un monopolio mondiale di questo vaccino durante il tempo di effettuazione della ricerca.

11 – Pervasive developmental disorders in Montreal, Quebec, Canada: prevalence and links with immunizations

Panoramica

Questo studio si è concentrato su metodi ecologici nell’osservare tutta la popolazione per incidenza di una malattia piuttosto che esaminare i singoli casi di autismo sulla base di una popolazione di studenti in un grande distretto scolastico a Montreal, Canada. Gli autori hanno esaminato gli aumenti dei Disturbi dello sviluppo che sono stati identificati nei bambini con bisogni speciali delle scuole, e li hanno osservati rispetto a (1) le stime di esposizione a thimerosal [etilmercurio], che è stato gradualmente eliminato nel corso dello studio, e nello stesso periodo di tempo (2) per i cambiamenti nelle tendenze della vaccinazione MPR, tra cui il passaggio a un programma MPR a due dosi durante il periodo di studio. Gli autori hanno concluso che non vi era alcuna relazione tra l’esposizione thimerosal e l’aumento dei Disturbi dello sviluppo. Inoltre, essi hanno affermato che mentre il tasso di vaccinazione sperimentato ha avuto un calo durante il periodo di studio, non vi era alcuna corrispondente riduzione dei Disturbi dello sviluppo e, inoltre, non vi era alcun cambiamento nei Disturbi dello sviluppo associati con il conseguente aumento di un programma a due dosi del vaccino MPR.

Difetti dello studio

Il distretto scolastico rappresentato in questo studio rappresenta solo il 14% del totale della popolazione scolastica a Montreal, ma ha i più alti tassi di diagnosi di Disturbo pervasivo dello sviluppo [PDD, simil autismo] in un totale di cinque distretti, e in alcuni casi i tassi di PDD erano tre volte superiori all’interno di questo distretto. Inoltre, l’affermazione che l’esposizione al thimerosal nel programma vaccinale canadese a partire dal 1996 era a “zero” è palesemente falsa. In quel momento, la formulazione senza thimerosal del vaccino contro l’epatite B [HepB] non era ancora stata introdotta [non fino al 2001] e il thimerosal contenuto nel vaccino pentavalente è stato somministrato fino al punto d’arrivare ad una dose massima cumulativa di 137,5 microgrammi di mercurio. In sostanza, questo fatto, insieme alla mancanza di documenti vaccinali effettivi per i membri della coorte, rende qualsiasi confronto inutile.

Inoltre, per quanto riguarda l’assorbimento del vaccino MPR, gli autori dello studio usano una metrica di copertura del vaccino che non è stata utilizzata per l’analisi riguardante l’esposizione al thimerosal. Gli autori non riflettono con precisione l’effetto dell’introduzione di due dosi del vaccino nel 1996, che sostanzialmente raddoppia la carica virale somministrata a ciascun individuo. Infine, gli errori associati con le diagnosi di autismo / DSA / PDD rappresentano sostanzialmente una vera indicazione di una tendenza al rialzo, dato che vi è una significativa sovrapposizione nella gamma dei dati per ogni anno riferito, sia del 1987 che del 1998.

Conflitti d’interesse

L’autore principale di questo studio, il Dr. Eric Fombonne, ha significativi conflitti di interesse, in quanto egli ha più volte rappresentato i produttori di vaccini come testimone esperto nei contenziosi, opponendosi alle famiglie dei bambini danneggiati dai vaccini.

12 – Vaccines are not associated with autism: An evidence-based meta-analysis of case-control and cohort studies

Panoramica

Questa pubblicazione rappresenta una meta-analisi comprendente 5 studi di coorte e 5 studi caso-controllo, aventi per soggetti rispettivamente 1256407 bambini e 9920 bambini [per un totale di 1266327 bambini] a sostegno della tesi che i vaccini non causano autismo. Eppure non ne basterebbero migliaia di studi epidemiologici per escludere con certezza questa correlazione, ed è in malafede chi afferma il contrario.

Difetti dello studio

Negli studi caso-controllo viene ricostruita la storia di un determinato evento partendo dalla fine. Il livello di evidenza, fornito da simili studi, è considerato intermedio, perché essi sono esposti a una serie di sistematiche distorsioni attuate dall’industria, a volte paradossali e molto notevoli,
Negli studi di coorte si studia semplicemente la storia di un’esposizione. Il livello di evidenza assegnato a questi studi è intermedio, perché anch’essi sono esposti a una serie di sistematiche distorsioni attuate dall’industria, anch’essi paradossali e notevoli.

Tutti gli studi rappresentano il ripescaggio del peggio del peggio, in cui spiccano 4 casi eclatanti di FRODE per ogni gruppo.

I 5 studi di coorte sono:

  1. Andrews, Thimerosal exposure in infants and developmental disorders: a retrospective cohort studyin the United Kingdom does not support a causal association. Pediatrics 2004.
  2. Hviid, Association between thimerosal containing vaccine and autism. JAMA 2003.
  3. FRODE – Madsen, A population based studyof measles, mumps, and rubella vaccination and autism. New England Journal 2002.
  4. Uchiyama, MMR vaccine and regression in autism spectrum disorders: negative results presented from Japan. Journal of Autism and Developmental Disorders 2007.
  5. FRODE – Verstraeten, Safety of thimerosal containing vaccines: a two-phased study of computerized health maintenance organization databases. Pediatrics 2003.

I 5 studi caso-controllo sono:

  1. FRODE De Stefano, Age atfirst measles–mumps–rubella vaccination in children with autism and school-matched control subjects: a population-based study in metropolitan Atlanta. Pediatrics 2004.
  2. Mrozek-Budzyn, Lack of association between measles–mumps–rubella vaccination and autism in children: a case-controlstudy. The Pediatric Infectious Disease Journal 2010.
  3. FRODE Price, Prenatal and infant exposure to thimerosal from vaccines and immunoglobulins and risk of autism. Pediatrics 2010.
  4. Smeeth, MMR vaccination and pervasive developmental disorders: a case-control study. The Lancet 2004.
  5. Uno, The combined measles, mumps, and rubella vaccines and the total number of vaccines are not associated with development of autism spectrum disorder: the first case-controlstudy in Asia. Vaccine 2012.

Conflitti d’interesse

Tutti gli autori hanno connessioni con industrie del farmaco ed enti giovernativi che promuovono vaccini. Pertanto, per questo caso, visto che sono anche parecchi, vi evitiamo la lista della spesa.

13 – Autism Occurrence by MMR Vaccine Status Among US Children With Older Siblings With and Without Autism

Panoramica

Questo studio rappresenta uno dei più gettonati che viene diffuso ultimamente dai promotori vaccinali. Di questo studio ne abbiamo parlato abbondantemente in un articolo dedicato, ma riportiamo ugualmente alcuni passi importanti. L’indagine prodotta è stata condotta su ben 95.000 bambini, tutti con fratelli più grandi, alcuni dei quali autistici, ed ha accertato che il vaccino MPR non è associato a un aumento del rischio di Disturbi dello Spettro Autistico.

Difetti dello studio

Lo studio si basa su uno studio di coorte retrospettivo effettuato utilizzando un database amministrativo associato a un ampio piano di salute commerciale: Optum Research Database. In questo database sono iscritte circa 34 milioni di persone ogni anno, in quanto il sistema sanitario statunitense è basato sulla logica commerciale delle “assicurazioni private“.

Gli autori dello studio, hanno pescato fra i bambini risultati iscritti al piano sanitario, dalla nascita ad almeno 5 anni di età nel corso 2001-2012, che avevano anche un fratello maggiore risultato iscritto al database per almeno 6 mesi tra il 1997 e il 2012. Perché siano stati scelti questi parametri bizzarri non è dato saperlo, in quanto gli autori specificano solamente che i fratelli maggiori dei bambini sono stati identificati tramite una “variabile” identificatrice della famiglia associata con la polizza assicurativa privata. L’età dei fratelli maggiori variava tra i 6 mesi e i 17 anni dal bambino incluso nello studio: una differenza temporale abissale se si considerano i rapidi stravolgimenti, diagnostici e delle formulazioni vaccinali, nell’arco massimo di 17 anni. Infine, sono stati esclusi bambini e/o fratelli maggiori che, per un qualche motivo, erano iscritti al database con una certificazione limitata per diagnosi, cura e terapia, di DSA.

In sostanza, anche in questo caso, è evidente il grande difetto di un simile studio in campo statistico condotto su dati “privatly assured“: uno studio retrospettivo di coorte studia semplicemente la storia di un evento, e il livello di “evidenza scientifica” assegnato è “intermedio, ovvero tutt’altro che impeccabile e facilmente manipolabile per ottenere un risultato già stabilito a tavolino. Infatti, la caratteristica di essere uno studio retrospettivo espone alla elevata possibilità di perdere informazioni importanti che non sono state registrate o che sono state dimenticate, e questo può determinare una fortissima distorsione nei risultati, conducendo a formulare giudizi errati, tutt’altro che esaustivi e certi.

Conflitti d’interesse

Lo studio “JAMA” è prodotto da Anjali Jain e collaboratori del Lewin Group. Il Lewin Group è una società di ricerca e consulenza in campo sanitario sponsorizzata e finanziata da una corposa clientela afferente alle più grandi industrie farmaceutiche. Già questo primo particolare basterebbe per far storcere il naso.

Questo rilevante conflitto di interessi non è stato comunicato nel documento pubblicato sul “JAMA”; gli autori dello studio dichiarano semplicemente che il Gruppo Lewin opera con indipendenza editoriale“.

Per inciso, secondo OpenSecrets.org, capogruppo del Gruppo Lewin, UnitedHealth Group è un partner chiave del governo degli Stati Uniti. Alla sua filiale QSSI è stato fornito il contratto per la costruzione del sito HealthCare.gov del governo degli Stati Uniti. Uno dei suoi massimi dirigenti, e la sua famiglia, sono i migliori donatori. Per farla breve, una lobby molto potente che ha tutto l’interesse a nascondere la verità anziché cercarla.

14 – Age at first measles-mumps-rubella vaccination in children with autism and school-matched control subjects: a population-based study in metropolitan Atlanta

Panoramica

Gli autori erano alla ricerca di un’associazione tra l’aumento dei tassi di autismo nei bambini e il vaccino MPR, sia nella popolazione in generale che in sotto-gruppi di bambini. I ricercatori hanno confrontato i programmi di vaccinazione dei bambini autistici nella popolazione generale con un gruppo di controllo di bambini in età scolare corrispondente che non aveva autismo. Questo studio si è concentrato sui bambini iscritti nella scuola pubblica in cinque distretti metropolitani di Atlanta che hanno ricevuto il loro primo vaccino MPR a diversi intervalli di tempo. I casi di autismo sono stati abbinati con i tre controlli in base al sesso, anno di nascita, e la scuola di iscrizione, per un campione totale di 2448 individui. I ricercatori hanno concluso che simili proporzioni di casi di bambini [quelli con autismo] e bambini di controllo [abbinati per materie scolastiche] sono stati vaccinati secondo il programma consigliato così come uno dei sottogruppi studiati. Un sottogruppo, ragazzi con età da 3 a 5 anni, iscritti ai servizi di educazione speciale, ha ricevuto la vaccinazione prima rispetto a i loro controlli. Tuttavia, gli autori sostengono che questo sottogruppo ha ricevuto prima la vaccinazione come requisito per la ricezione nei servizi scolastici e quindi respingono questa evidenza come insignificante.

Difetti dello studio

Lo studio ha evidenziato relazioni statisticamente significative tra l’incidenza di autismo e la tempistica di somministrazione del vaccino MPR per tutti gli individui considerati nello studio, con una forte associazione solamente per i maschi, per quegli individui che hanno ricevuto il loro primo vaccino MPR prima dei 36 mesi di età, e con un riferimento a quegli individui che ricevono il vaccino MPR dopo i 36 mesi di età. Questo è piuttosto un rapporto convincente, anche se gli autori respingono l’effetto, affermando che i bambini con autismo sarebbero stati presi in carico nei servizi di educazione speciale che richiedono in precedenza la vaccinazione con il vaccino MPR. Questa affermazione non ha senso, alla luce del fatto che il rapporto causale si osserva esclusivamente nei ragazzi nella coorte e non nella ragazze [nessuna relazione statisticamente significativa è stata vista quando sono state considerate a parte le ragazze]. Non vi è alcun motivo di ritenere che i ragazzi iscritti ai servizi di educazione speciale avrebbero ricevuto precedenti vaccini MPR rispetto alle ragazze iscritte negli stessi programmi.

Conflitti d’interesse

Due di questi individui erano dipendenti del Programma Nazionale di Immunizzazione dei Centers for Disease Control and Prevention [CDC] degli Stati Uniti. Così c’era una propensione contraria a trovare una relazione causale tra i vaccini e gli eventi avversi, che però erano dimostrati chiaramente, e sono stati distrutti i dati appena gli autori hanno osservato relazioni statisticamente significative.
Il Dr. William Thompson, co-autore dello studio, ha esposto la frode scientifica attuata nello studio dei CDC  prodotto da DeStefano e collaboratori, e ha lanciato una denuncia contro i suoi co-autori per quanto riguarda sia i risultati e le interpretazioni dei risultati di questo studio.

Conclusioni

Gli studi intrapresi da ricercatori che hanno conflitti d’interesse sia nell’assorbimento dell’immunizzazione che nella fabbricazione di vaccini dimostrano che non sono sottoposti ad un maggior controllo.

Mentre l’obiettivo dev’essere sempre l’eradicazione della malattia, la ricerca del profitto e la burocrazia ostacolano le necessarie garanzie per la salute pubblica. E anche se la maggioranza di una popolazione può non subire alcun effetto negativo dai vaccini, alcuni sottogruppi della popolazione possono essere a rischio.

Dopo che il pubblico ha iniziato a mettere in discussione la sicurezza dei vaccini negli anni novanta, le agenzie di salute pubblica e i produttori di farmaci si sono affrettati a produrre più di una dozzina di studi “che dimostrano” la sicurezza dei vaccini. Tuttavia, da un attento esame scientifico di alcuni di questi studi si deduce chiaramente che non vi sono garanzie di sicurezza, benché si cerchi di dimostrare il contrario.

Inoltre, dovrebbero essere garantiti studi indipendenti, con una mentalità più aperta, per dimostrare la sicurezza dei vaccini per tutti i sottogruppi della popolazione utilizzando gli stessi criteri d’inclusione ed esclusione che sono utilizzati dalle aziende per immettere sul mercato i loro scandalosi prodotti.

Purtroppo, è fuori discussione che, nel nostro sistema, l’etica e la morale sono definitivamente scomparse. Questo non identifica solo quella corsa sfrenata all’agiatezza, propria dei nostri giorni, ma anche quell’egoismo e quel gioco di calpestare e pugnalare chiunque impedisca il raggiungimento di tale meta, tipico dell’uomo moderno. I business moderni si basano appunto su tale gioco. Alle radici del commercio, come forza motivante si trova un commercialismo sordido che non esita a profanare le cose più preziose della vita, persino la vita stessa, per mascherare le frodi e gli imbrogli che compie.

 

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