Bexsero: il vaccino contro la meningite B è scarsamente efficace

Nel corso del mese di novembre 2013 vi fu un sacco di rumore in merito alla notizia di un’epidemia di meningite alla Princeton University [New JerseyStati Uniti] a cui seguì la “corsa” all’utilizzo di un vaccino, Bexsero della ditta Novartis, approvato per l’uso in Europa e Australia, ma non ancora negli Stati Uniti.

I casi di Princeton coinvolsero il sierotipo B, la causa più comune di meningite batterica e di sepsi nei neonati in Europa e causa di malattia fino al 60% dei casi negli Stati Uniti. Inoltre, questo episodio non costituì un’epidemia: si verificarono 9 casi in un anno [da marzo 2013 a marzo 2014] con un decesso.

Perché negli Stati Uniti non hanno MAI approvato alcun vaccino per il sierotipo B ?

I vaccini contro la meningite per i ceppi A, C, Y e W-135 sono costituiti da un frammento della parete cellulare dei batteri. Nel caso in cui i batteri oltrepassano le barriere esterne di difesa del corpo ed entrano nel flusso sanguigno, gli anticorpi indotti dal vaccino cercheranno la sequenza del frammento di superficie dei batteri e li uccideranno attraverso un processo denominato lisi cellulare.

La produzione di un simile vaccino non è possibile per i batteri con sierotipo B. Le sequenze di zucchero presenti sulla superficie di questo batterio sono molto simili alle sequenze di zucchero presenti sulla superficie del cervello umano e delle cellule nervose. Pertanto, gli anticorpi indotti dal vaccino sarebbero in grado di attaccare il cervello ed cellule nervose, causando una reazione autoimmune debilitante per tutta la vita.

Dopo 15 anni di ricerca, Novartis sembrava aver trovato un metodo che raggira questo problema, utilizzando il sequenziamento del computer per esaminare i diversi segmenti della parete cellulare. Il risultato ha portato alla produzione del vaccino Bexsero, il primo vaccino contro il sierotipo B.

Nessuno dei vaccini contro la meningite raccomandati per l’ammissione nelle università americane [Menomune, Menactra o Menveo] produce anticorpi contro il ceppo sierotipo B. E, successivamente all’episodio di Princeton, ad agosto 2014, uscirono le Linee Guida sull’uso del vaccino anti-meningococco nei bambini e negli adolescenti, scritte dalla Commissione Malattie Infettive dell’American Academy of Pediatrics [AAP], pubblicate su Pediatrics, che NON raccomandavano la vaccinazione di routine nei bambini tra due mesi e 10 anni di età se non in presenza di un aumentato rischio di malattia meningococcica.

Inoltre, a giugno del 2016, il Comitato Consultivo per l’Immunizzazione [ACIP] dei Centers for Disease Control [CDC] sorprendentemente votò contro la raccomandazione universale per il vaccino contro la meningite da sierogruppo B, perché dai dati presentati emergeva che una raccomandazione universale non era giustificata né conveniente. Tuttavia, l’ACIP concesse l’uso del vaccino da parte dei medici esclusivamente su richiesta del paziente al fine di eliminare le disuguaglianze economiche e di accesso alle prestazioni sanitarie.

Princeton rappresentò il ‘cavallo di Troia’ per Novartis per entrare nel mercato americano.

Va da sé che le 9 infezioni occorse a Princeton, attraverso un’orchestrata campagna mediatica che pubblicizzò l’evento come “emergenza sanitaria”, permise a Novartis di promuovere il nuovo vaccino nel programma di vaccinazione degli Stati Uniti, creando di fatto un colpo di stato finanziario. E, attraverso l’ormai consolidata tecnica della mercificazione della paura, i media terrorizzarono i genitori spingendoli a vaccinare i loro figli iscritti all’Università contro la meningite. Però …..

Le bugie hanno le gambe corte

Lo scorso 21 luglio 2016 è uscito uno studio sul New England Journal of Medicine che dimostra che, dopo un ciclo di due dosi di vaccino Bexsero, solo due terzi dei soggetti vaccinati ha prodotto una risposta anticorpale sufficiente e quindi un’ipotetica immunità nei confronti del meningococco ceppo sierotipo B.

Guarda caso, lo studio è stato condotto proprio nell’Università americana di Princeton, ed ha coinvolto 499 studenti ai quali sono state praticate due dosi di vaccino Bexsero: la prima nel dicembre 2013 e la seconda nel febbraio 2014.

In sostanza, gli autori dello studio evidenziano che:

  1. è indispensabile comprendere maggiormente l’azione di questo vaccino;
  2. non conoscono quale sia il livello di protezione;
  3. non conoscono fino a che punto ci si può considerare protetti.

L’incidenza del meningococco di tipo B è molto bassa negli Stati Uniti

Il CDC riporta come rara l’incidenza della malattia meningococcica invasiva negli Stati Uniti; i casi vanno da 800 a 1.200 ogni anno, di cui solo un terzo è attribuibile al sierogruppo B. Circa la metà, o 100-200 casi, di malattia da meningococco di sierogruppo B negli Stati Uniti si verificano in bambini troppo piccoli per ricevere il vaccino MenB. [Rif. 1 ; Rif. 2 Trumenba ; Rif. 3 Bexsero]

L’incidenza per tutti i sierogruppi meningococcici negli Stati Uniti è ai minimi storici, e continua a diminuire nonostante l’inferiore richiesta vaccinale, il che significa che la diminuzione dei casi da sierogruppo B non può essere attribuita al vaccino.

Per quanto riguarda l’Italia

La somministrazione del vaccino antimeningococco è eseguita in modo difforme, per tutti i vari sierogruppi, in tutte le regioni d’Italia.

A parte le malattie invasive, i meningococchi, come abbiamo già spiegato più volte, sono comuni abitanti delle vie aeree superiori in un buon numero di bambini. E, ripetiamo, la frequenza dei casi di meningite e sepsi meningococcica [aggiornata ad aprile 2016] nelle varie regioni italiane rientra negli ultimi anni, non certo per meriti vaccinali, nelle medie storiche stagionali a tal punto che non presenta alcun fenomeno allarmante come i venditori di vaccini vogliono far apparire.

incidenza_meningococco

Confrontando poi nei dettagli i dati italiani con altri Paesi europei, attraverso i canali europei della Commissione per la Sorveglianza delle Malattie Infettive, emerge che l’incidenza della meningite meningococcica nel nostro Paese rientra nella fascia più bassa con meno di 1 caso ogni 100.000 abitanti.

Ricordiamo infine che questo vaccino è stato approvato per l’Europa senza possedere le garanzie tecniche di “efficacy” ed “effectiveness“, supportata dal fatto che il foglietto illustrativo riporta immediatamente in apertura il triangolino nero riservato a farmaci osservati speciali e ci avvisa, indirettamente, che è in atto una “sperimentazione in vivo” sulla massa, alla ricerca della rapida identificazione di nuove informazioni sulla sicurezza.

Bexsero_bugiardino

Il messaggio è sempre lo stesso: prima di vaccinare, educate voi stessi.

 

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