Vaccini: cresce lo scetticismo

La diffidenza nei confronti dei vaccini negli Stati Uniti è oggi tanto forte e diffusa che molti genitori decidono di non acconsentire alla loro somministrazione. Tuttavia, è in Europa che si manifesta la maggior parte dello scetticismo sui vaccini, in particolare sulla loro sicurezza, sopratutto in Francia, dove si registra una quota di diffidenti maggiore alla media.

Secondo i dati raccolti dalla American Academy of Pediatrics degli Stati Uniti, tre medici su quattro riferiscono che i genitori decidono di rinviare la vaccinazione. Invece, in Europa, secondo i dati mondiali raccolti dalla London School of Hygiene & Tropical Medicine [Regno Unito], insieme ad altri istituti di ricerca, pubblicati sulla rivista EbioMedicine, su circa 66mila persone in 67 Paesi, in generale è emerso un sentimento poco positivo. Ad esempio è emerso che delle 10 nazioni europee coinvolte, 8 erano tra le più dubbiose: Francia, Bosnia, Russia, Ucraina, Grecia, Italia, Armenia e Slovenia. La Francia è la più scettica in assoluto, con il 41% degli intervistati in disaccordo sulla sicurezza dei vaccini, più di tre volte la media globale del 12%.

I più scettici al mondo sono i francesi: il 41% dei partecipanti al sondaggio si sono detti in disaccordo con l’affermazione che i vaccini siano sicuri. I transalpini sono seguiti dagli abitanti di Bosnia-Herzegovina [36%], Russia [28%], Mongolia [27%], Grecia, Giappone e Ucraina [27%]. Dall’altra parte della classifica, invece, troviamo diversi paesi asiatici, tra cui il Bangladesh – in cui solo l’1% dei cittadini è convinto che i vaccini non siano sicuri –, l’Indonesia [3%] e la Tailandia [6%].

Dal punto di vista generazionale i più fiduciosi si annidano tra i più anziani, quelli con almeno 65 anni.

Secondo i vari autori tre medici su quattro negli Stati Uniti riferiscono che i genitori decidono di rinviare la vaccinazione perché preoccupati che l’iniezione causi dolore e perché temono di sovraccaricare il sistema immunitario. Altre motivazioni per il rifiuto sono il timore che il vaccino determini lo sviluppo di autismo o altre malattie croniche e dubbi sulla sicurezza. Mentre, le controversie europee relative agli effetti collaterali dei vaccini contro il Papilloma virus umano e l’epatite B che hanno interessato l’opinione pubblica francese negli ultimi anni hanno contribuito ad alimentare ulteriori sospetti sui vaccini.

Per quanto riguarda l’annosa questione relativa all’autismo, troviamo quasi stucchevole doverci ripetere a fronte della documentata mole d’informazioni pubblicata finora sul nostro sito.

Quando si ha a che fare con il più grande caso documentato di corruzione massiva a livello planetario [La frode ai CDC], quando esiste traccia nella documentazione di aziende farmaceutiche ed enti di vigilanza che ammettono candidamente la correlazione causale tra vaccini e autismo, e quando esiste una notevole quantità di letteratura scientifica che attesta in modo incontrovertibile quali sono i legami che corrono tra vaccini e malattie neurologiche autoimmuni [tra le quali rientra a pieno titolo l’autismo], crediamo ci sia davvero poco da proseguire a discutere sulla questione.

A fronte di quanto ricordato poc’anzi, diventa poi francamente risibile proseguire ad avere a che fare con personaggi infimi, che proseguono a scimmiottare la questione della radiazione del medico britannico Dr. Andrew Wakefield.

Pertanto, quando vi imbattete in affermazioni rilasciate da una banda di allocchi che vi raccontano la solita storiella della radiazione del Dr. Andrew Wakefield, non abbiate timore di ricordare a questi siffatti perdigiorno che il Dipartimento della Giustizia degli Stati Uniti annovera tra i maggiori ricercati al mondo il profilo di tale Poul Thorsen.

Ex scienziato dei CDC, costui figura in quattro studi danesi [meglio conosciuti come studi Madsen] che hanno minimizzato l’evidenza di una relazione causale tra l’insorgenza del Disturbo dello Spettro Autistico e l’uso del vaccinio trivalente MPR ed ancora tra l’insorgenza del Disturbo dello Spettro Autistico e l’uso dei vaccini contenenti Thimerosal [sale di mercurio].

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