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Meningite: marketing vaccinale da voltastomaco

Marketing word cloud concept

Oggi il marketing farmaceutico ha raggiunto livelli talmente schifosi da far venire il voltastomaco ed il ribrezzo per certi messaggi divulgati dai quotidiani, e dalle agenzie pubblicitarie, sovvenzionati dall’industria farmaceutica.

A fronte dei recenti casi di fallanza vaccinale del vaccino contro il meningococco C [un bambino di 3 anni ricoverato in Terapia Intensiva malgrado fosse stato vaccinato l’anno prima, e uno di 18 mesi morto dopo pochi giorni dalla vaccinazione] un branco di markettari ha deciso di diffondere le foto degli atleti paralimpici contro la meningite, in cui spicca la schermitrice italiana Bebe Vio, 19 anni , colpita dalla malattia nel 2008 e costretta all’amputazione di gambe e avambracci .

Ciò che non viene scritto è che la Sig.ra Bebe Vio risulta vaccinata contro il meningococco sierogruppo di tipo A [bivalente A+C oppure tetravalente A-C-W135-Y non è dato sapere] e non gli fu somministrato altro vaccino meningococcico perché vi erano forti dubbi sulla loro efficacia. Impossibile pensare al vaccino contro il meningococco sierogruppo di tipo B in quanto all’epoca dei fatti non era ancora in commercio. Inoltre, il caso della Sig.ra Bebe Vio rappresenta l’estremizzazione mediatica di una meningite che nessun vaccino potrà mai prevenire al 100%; tant’è vero che rientra in quel 10% di pazienti che guariscono portandosi dietro gravi sequele causate dalla batteriemia mal diagnosticata e mal trattata [con colpevole ritardo] in ambito ospedaliero.

Pertanto, ancora una volta, persone inconsapevoli ma convinte di prestare la propria immagine per una corretta informazione, vengono usate nel modo più meschino per veicolare messaggi pubblicitari molto superficiali ad uso e consumo di veri e propri markettari del farmaco.

Ai markettari del farmaco poco importa che i ceppi della meningite batterica siano 13 di cui solo 5 più aggressivi degli altri.

Ai markettari del farmaco poco importa che la meningite abbia anche cause che nulla hanno a che vedere con il meningococco, di qualunque ceppo si tratti: per esempio parassiti, virus e funghi.

Ai markettari del farmaco poco importa ciò che scrive il produttore dei vaccini: “Non sono stati eseguiti studi prospettici sull’efficacia”, cioè, tradotto, “non abbiamo idea se il vaccino funzioni o no”.

Ai markettari del farmaco non interessa informare i cittadini che il vaccino contro il meningococco di tipo B è scarsamente efficace ed è tutt’ora sottoposto a monitoraggio addizionale perché mancano dati sulla sua sicurezza.

Ai markettari del farmaco poco importa se le Linee Guida sull’uso del vaccino anti-meningococco nei bambini e negli adolescenti, scritte dalla Commissione Malattie Infettive dell’American Academy of Pediatrics [AAP], pubblicate su Pediatrics, NON raccomandano la vaccinazione di routine nei bambini tra due mesi e 10 anni di età se non in presenza di un aumentato rischio di malattia meningococcica che, a parte la Regione Toscana dove hanno sede personaggi molto interessati alle vendite, non è in atto in alcuna parte d’Italia!

Per i markettari del farmaco, i vaccini antimeningococcici hanno salvato intere popolazioni.

Per i markettari del farmaco bisogna continuare a vaccinare chiunque capiti a tiro, indipendentemente dalle sue suscettibilità individuali.

Per i markettari del farmaco bisogna smetterla con questa storia che i cittadini pretendono di informarsi e sapere questo e quello. Sperimentazione? Contenuto? Controlli? Effetti collaterali? Indicazioni? Ma chi se ne frega! Dovete fidarvi dei markettari … E se vostro figlio rimane invalido tutta la vita o peggio ancora muore a 18 mesi, è solo colpa di vostro figlio che è geneticamente difettoso e non del vaccino che, per esempio, contiene pezzi indebiti di ferraglia.

L’immunità di gregge è il loro obiettivo, e se l’immunità di gregge è una bufala spaziale cui solo un imbecille può credere, loro proseguono ad andare avanti ad inventarsela. Come? Attivando addirittura dei casting per spot vaccinali.

D’inventarci gl’imbecilli non c’è bisogno: ormai ne vediamo ovunque in abbondanza, e molti di questi, senza alcuna competenza sanitaria, gestiscono la maggior parte delle pagine di promozione vaccinale sui social network dalle quali si dispensano molti insulti e pochi consigli.

Noi vi abbiamo avvisato. Tocca a voi cogliere il messaggio, perché tutte le malattie meningococciche sono trattabili a meno che le nuove leve della Medicina non sono una massa d’ignoranti, infarcite di luoghi comuni, incapaci di riconoscerle, diagnosticarle e curarle adeguatamente.

Riproduzione riservata ©

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2 Commenti su Meningite: marketing vaccinale da voltastomaco

  1. Effettivamente è davvero singolare perché, al giorno d’oggi, i vaccini polisaccaridici in commercio nei Paesi occidentali sono prevalentemente tetravalenti e comprendono i polisaccaridi A , C , W135 e Y.
    Il vaccino costituito dal polisaccaride A è diffuso in Africa mentre il nostro Paese non è interessato dall’uso di questo vaccino.
    Inoltre, il vaccino contro il meningococco sierogruppo B non era ancora presente ai tempi in cui Bebe Vio poteva quantomeno essere vaccinata.
    E’ davvero una storia molto contorta.

  2. La cosa curiosa e’ che il padre di Beatrice Vio ha specificato che la figlia nel 2007 e’ stata sottoposta a vaccinazione contro meningo A. Ora io mi chiedo dal momento che mia figlia ha quasi la stessa età della Vio: come può aver fatto il vaccino contro il meningo A se quello che ti proponevano all’epoca era quello contro il C? Che abbia fatto il tetravalente A,C,W,Y? In questo caso avrebbe contratto il meningo C nonostante 12 mesi prima fosse stata vaccinata ! Inoltre, perché sia la stessa Vio che Burioni o le stesse interviste rilasciate parlano di decorso fulminante da meningo C quando il padre si rimprovera di non averla vaccinata per il B dando la colpa ai sanitari che lo sconsigliarono data la giovane eta’ ? Il bexsero nel 2007 non c’era , se anche ci fosse stato, non si può parlare di tenera età dal momento che la Vio aveva 10 anni ed oggi lo si somministra a partire dai due mesi . Il padre si è confuso ? Voleva dire che la figlia 12 mesi prima era stata vaccinata contro il C oppure ha fatto il tetravalente ma lui lo chiama A ? In tutti e due i casi sarebbe stata vaccinata contro il C . C’è una strana confusione attorno a questo caso , la mia personalissima opinione e’ che la ragazza fosse vaccinata per il C ma abbia comunque contratto il C .

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